Consulenze e assunzioni d'oro
Così il Comune sborsa 50 milioni
Con la Moratti i 13 direttori centrali di Albertini sono cresciuti a 22. Il centrosinistra ha presentato esposti a procura e corte dei Conti, la Finanza ha acquisito documenti. Addetti stampa: dopo il maxi ufficio voluto dal sindaco ne sta arrivando uno per ogni assessore. Per il ''marketing istituzionale'' nel 2007 verranno spesi 4 milioni e 659 mila euro. Il guru della comunicazione è giunto un mese fa da Telecom: Pier Donato Vercellone, 217 mila euro all'anno
di Giuseppina Piano
Quasi cinquanta milioni di euro. Per la precisione, 48 milioni 663mila 250 euro. È quanto spenderà il Comune, quest'anno, per i consulenti esterni e per i nuovi 49 dirigenti assunti dalla giunta Moratti. I direttori centrali sono saliti a 22 rispetto ai 13 dell'e ra Albertini, e è in arrivo un addetto stampa per ogni assessore. E l'opposizione torna a accusare: troppi soldi spesi da quella politica che dovrebbe ridurre i suoi costi, troppa gente sistemata con un incarico pubblico tra Palazzo Marino e il sottobosco degli enti paracomunali. Già in novembre l'Unione aveva presentato esposti a Corte dei conti e magistratura. Ma, spiega Basilio Rizzo della lista Fo, «in Comune continuano ad assumere».
La Corte dei conti e la procura. Dopo l'esposto in procura la guardia di finanza ha acquisito fascicoli e documenti. A che cosa porterà l'inchiesta nessuno può dirlo. Ma Basilio Rizzo, che ha presentato l'esposto alla magistratura, una cosa la dice: «L'ho fatto in difesa delle competenze interne dell'amministrazione, competenze che sono state mortificate imponendo dall'esterno persone il cui merito è quello di essere fedeli e controllabili. L'h o fatto perché non condivido questa strana idea dello spoil system per cui le persone vengono prese in base alla loro fedeltà ». Che cosa denunciava l'Unione alla Corte dei conti? Che la decapitazione della vecchia dirigenza comunale voluta dal sindaco, e la sua sostituzione con nuovi dipendenti presi dall'esterno, abbia comportato un aggravio di costi. E che non sia avvenuta in modo né limpido né efficace. L'esposto contava 63 uomini assunti dall'e sterno con contratto a tempo determinato fino alla fine della legislatura, in un Comune dove i dipendenti sono 17.700. Per una spesa di nove milioni di euro. Di queste nuove leve 49 persone sono state arruolate come dirigenti, un quarto di tutti quelli presenti in Comune, costo per le casse pubbliche 8.056.250 euro. L'accusa dell'Unione: troppi soldi, e spesi male. Contestati tra l'altro erano due politici ripescati come dirigenti comunali, cinque dirigenti senza neppure una laurea, un «numero spropositato di addetti a un ufficio stampa».
I super dirigenti. Qualche esempio dello stipendio dei nuovi dirigenti assunti dal sindaco. Uomini di fiducia di Letizia Moratti. Ma anche, spesso, uomini d'oro. Il più pagato ha già cambiato lavoro: l'ingegner Luca Concone costava al Comune 244.270 euro all'anno per dirigere l'«Area pianificazione e controlli», ma ha lasciato il Comune dopo otto mesi. Non è andato lontano: è passato alla Sea, spa comunale. Resta invece saldissimo al suo posto, ed è uno dei pochissimi sopravvissuti all'era-Albertini, l'i ngegnere-capo del Comune Antonio Acerbo dirigente di tutti gli uffici tecnici e i lavori pubblici. Spesa per il Comune: 230mila euro. Altri 12 nuovi manager costano tra i 203mila e i 217mila euro lordi all'anno. I super consulenti. I consulenti esterni, non assunti dal Comune ma semplicemente pagati a prestazione, sono sempre stati un capitolo in cui è difficile andare a scavare. Certo è che nel bilancio 2007, alla voce «investimenti», si prevede una spesa di 40 milioni e 607mila euro per incarichi professionali dati all'esterno. Erano 39 milioni e 714mila euro nel 2006. La parte del leone la fa l'Urbanistica con 15 milioni di euro e poi gli uffici tecnici per i lavori pubblici con 12 milioni e mezzo di euro, a seguire il settore biblioteche con 9 milioni e l'arredo urbano con un milione.
L'ufficio stampa. Il primo atto della giunta Moratti è stato creare un ufficio stampa centralizzato del Comune: via gli addetti stampa degli assessori, ecco un unico centro di comunicazione. Cresciuto a dosi da cavallo. A novembre risultavano assunte dieci persone nell'U fficio stampa comunale, per una spesa di 900mila euro. Da allora il numero di giornalisti, fotografi e ghost writer è salito a 17. E adesso, a neppure un anno di distanza dall'insediamento, si cambia tutto. Pressata dai suoi assessori, che criticano i risultati di quella struttura elefantiaca, Letizia Moratti sta per smembrare il mega-ufficio stampa per tornare ad addetti stampa personali per i 16 assessori. A questo punto i 17 comunicatori già presenti potrebbero non bastare: diversi assessori rivendicano infatti il diritto di scegliersi da fuori la propria, personalissima, voce e tre ulteriori assunzioni sono già promesse. Una nuova moltiplicazione dei comunicatori?
La comunicazione. Letizia Moratti ha decisamente deciso di investire in marketing. Si prevede di spendere qualcosa come quattro milioni e 659mila euro, nel 2007, per la «comunicazione istituzionale». C'è da propagandare Milano anche, e soprattutto, in vista dell'Expo. E ci sono i supercomunicatori che dovrebbero «vendere» l'immagine (e la sostanza) di Palazzo Marino. Giusto un mese fa Letizia Moratti ha arruolato colui che dovrebbe sovrintendere al tutto: il guru si chiama Pier Donato Vercellone, è diventato il capo di tutta l'Area comunicazione, costerà alle casse comunali 174mila euro nel 2007 e 217.130 euro gli anni prossimi.
La squadra del sindaco. Letizia Moratti ha portato a Palazzo Marino la sua squadra di fiducia. A partire da Luciana, la segretaria personale che la segue da anni. Il suo consulente più fidato già da quando era ministro, oggi vera eminenza grigia di Palazzo Marino, è Paolo Glisenti: non assunto a tempo pieno ma collaboratore personale del sindaco per «implementare le attività istituzionali del Comune nei rapporti di natura politica-amministrativa», viene ricompensato con 900 euro (lordi) per ogni giorno in cui lavora almeno cinque ore, con un tetto massimo di 165mila euro all'anno. La voce del sindaco, il suo capo ufficio stampa, è invece Filippo De Bortoli che costa al Comune 132.452 euro all'anno. A capo di tutta la dirigenza comunale, nel ruolo di city manager, Letizia Moratti ha invece voluto Giampiero Borghini: già sindaco all'inizio degli Anni Novanta, assessore in Regione fino all'anno scorso, alle Comunali era l'uomo di punta di Moratti nella sua lista civica e oggi da direttore generale costa alle casse comunali 279.540 euro. Il suo braccio operativo è la vicedirettore generale Rita Amabile, che è tornata in Comune dopo una stagione in Regione e costa a Palazzo Marino 264.680 euro all'anno. Il capo di gabinetto del sindaco si chiama invece Alberto Bonetti Baroggi, lui solo eredità di Gabriele Albertini, e costa al Comune 140.490 euro.
Gli strateghi. Novità assoluta per il Comune, Letizia Moratti ha creato a Palazzo Marino un «Comitato strategico». Dodici super-esperti che dovrebbero dare consigli alla giunta su come affrontare i problemi di Milano. Il comitato è chiamato a riunirsi «almeno sei volte in un anno». E ogni volta gli strateghi ricevono un gettone di presenza di 2500 euro a riunione. Tre di loro hanno voluto rinunciare alla spesa per le casse pubbliche: don Virginio Colmegna, Sergio Dompè e Bruno Ermolli hanno fatto mettere a verbale la propria «partecipazione alle riunioni a titolo gratuito».
(24 aprile 2007)
Http://milano.repubblica.it/dettagli...ilioni/1291266
Moratti: genesi di una consulenza.
Leggo che il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è stata oggi condannata dalla Corte dei Conti a risarcire 263.000 Euro per aver elargito incarichi di consulenza a persone che non erano in possesso dei titoli professionali necessari per ricoprire quegli incarichi.
Tradotto in italiano corrente, significa che l'ex ministro Moratti ha dato soldi a degli incompetenti perché facessero delle cose che non sapevano fare.
La cosa meravigliosa è che nessuno si chiede chi fossero, questi incompetenti, e come mai venisse loro generosamente offerto dal Sindaco un incarico ottimamente pagato. Sulla base di quali curriucla, questi "consulenti incompetenti" sono stati scelti?
Vediamo: ne scelgo una, tale Carmela Madaffari. Ed ecco la sua storia incredibile: Carmela
Madaffari è stata assunta dal Sindaco Moratti come "Dirigente Responsabile della Direzione Centrale Famiglia" del comune di Milano. Emolumento: poco meno di 220.000 euro l'anno. Fin qui, niente da dire. Oddio, vien da chiedersi cosa cazzo sia la "Direzione Centrale Famiglia", ma vabbeh, soprassediamo, tanto il meglio viene dopo.
La signora Madaffari non è milanese: è calabrese. In Calabria è stata sindaco (della grande metropoli di Santa Cristina d'Aspromonte) da aprile '95 a settembre '98, vale a dire due anni e mezzo. Strano, perchè una legislatura non dura solo due anni e mezzo. Ma vabbeh, soprassediamo, tanto il meglio viene dopo.
Mentre era sindaco della sopraddetta Metropoli è stata nominata direttore generale della ASL numero 5 di Crotone (doppia carica, e forse, ma forse forse, non posso metterci il frenulo sul fuoco, doppio stipendio). E vabbeh, soprassediamo.
In un vortice di cariche sempre più rapido, diviene direttore generale della ASL numero 9 di Locri per circa un anno, dal settembre del '98 all'ottobre del '99. Poi, dopo un pit-stop di quattro anni (e vedremo il perché, di questo pit-stop), diventa direttore generale della ASL numero 6 di Lamezia Terme, carica che lascia nell'agosto del 2005. Oddio, lascia: viene cacciata. E *qui* arriva il meglio.
Il defunto Fortugno (assassinato nel 2005 durante le primarie del csx, omicidio commesso dalla manovalanza della 'ndrangheta, cioè dal suo braccio militare, ma avente come sfondo il giro di denaro fagocitato dalla sanità Calabrese e dai colletti bianchi dell'Alta 'Ndrangheta borghese e perbene) aveva nel 2001 presentato una interrogazione alla Regione Calabria, segnalando, da primario del Pronto Soccorso di Locri, gli incredibili ritimi di ingiustificabile spesa tenuti dalla ASL di Locri.
In soldoni: nel periodo in cui la Madaffari era a capo della ASL di Locri è stato creato un disavanzo di 22 miliardi di lire, con la creazione, a consultivo, di un buco per voci "fuori bilancio" di 31 miliardi di lire. Si dimostrerà che tale "spesa" è stata giustificata "gonfiando" capitoli di spesa (farmaceutica, indennità accessorie al personale, medicina generica, guardia medica, specialistica convenzionata esterna etc) che non trovavano riscontro con la media di spesa nazionale. Per ogni singolo cittadino "assistito" dalla ASL di Locri nelle sue fatiscenti strutture sono state spese in media, durante il dominio della Madaffari, poco meno di 300.000 lire nel solo 1998. PER LA SOLA SPESA FARMACEUTICA!!!
Tutte queste cose (ed altre) il defunto Fortugno le documenta nella sua interrogazione. La Giunta, fatte le dovute verifiche, delibera che "ricorrono i presupposti per risolvere il contratto di Madaffari", cioè la licenzia in tronco, per non aver esercitato "una attenta, costante e viglile opera di monitoraggio della spesa", cioè per aver scialaquato un sacco di soldi in una delle ASL, fra l'altro, più note in Italia per infiltrazione mafiosa (noti sono una serie di "concorsi pubblici" che hanno visto vincitori medici FIGLI dei capimafia delle cosche locali).
Una volta licenziata, la Madaffari si fa il pit-stop di quattro anni e mezzo (visto, che c'era qualcosa a giustificare il pit-stop?). Viene quindi ripescata, e torna a fare il direttore generale di una ASL: quella numero 6 di Lamezia Terme. Beh, se una è brava è brava, dai. Diamole una seconda possibilità.
Ma nell'ottobre del 2005 la Madaffari viene nuovamente licenziata. Eh, sì, perché ci ricasca: "impropria e ed illegittima registrazione di una posta contabile straordinaria" (aveva creato un buco di bilancio di 1.300.000 e rotti euro), "che ha determinato un fittizio risultato d'esercizio", cioè un falso in bilancio. Fra le altre cose, era riuscita ad assumere quattro primari che, pur essendo primari e percependo lo stipendio da primari, non dirigevano nessun reparto, perché i reparti NON ESISTEVANO.
In più, già che c'era, aveva portato i ricoveri ordinari a 130 ogni mille abitanti (contro una media regionale di 89 ogni mille abitanti: ricoveri inutili, anzi, "inappropriati", fatti per gonfiare i rimborsi dovuti dalla Regione).
A questo punto, alla Madaffari non rimane che candidarsi: e infatti si candida, al Senato, con l'UDC: trombata.
Poveretta: trombata, senza lavoro, licenziata due volte per aver sperperato il denaro pubblico... Ma con tanti amici. E poi sa tante cose. Cioè, a Locri, a Lamezia Terme, chissà quanti amici degli amici... Una che si guadagna una candidatura con l'UDC di amici ne deve avere tanti, e gli amici non si tirano indietro se poi capita di cadere in disgrazia: vedi Cuffaro, insomma. Una volta entrati nel cerchio magico dei corrotti e dei corruttori, ragazzi, non se ne esce più.
Visto questo curriculum di tutto rispetto, infatti, Moratti premia Madaffari con una consulenza da 220.000 euro l'anno, mettendola a capo di una struttura che Madaffari non può guidare perché non in possesso dei requisiti minimi di competenza. Epperò. Mica male.
Immaginate una storia del genere negli States: sindaco dimissionario con carriera politica finita, scandalo politico che investe l'UDC, Madaffari alla berlina mediatica.
Qui? Qui siamo in Italia.
Quindi, niente.
Moratti: genesi di una consulenza. | Galtjust (idee infettive).