

Ultima modifica di Spetaktor; 15-10-11 alle 17:49




E' meraviglioso poter contare su qualche punto fermo, ogni tanto.
Fini puttanieri gli uomini, grezze puttane le donne.
E' rassicurante.
Ti sembrava meglio prima, perchè prima il tradimento era sola prerogativa dell'uomo, del marito. Di cui la donna era mera ombra senza voce e senza pretese. Con l'emancipazione si è pero presa, o le è stata concessa, vedila come vuoi, la libertà di fare altrettanto, imparando a disporne come e anche meglio, dell'uomo. Più sottilmente, in maniera più subdola, più meschina. Ha fatto e sta facendo pagare all'uomo tutti gli arretrati con amari interessi.
Ed è cambiato anche fisicamente, concretamente, il suo modo di porsi di fronte all'uomo, nei confronti del quale ha vissuto per secoli una sorta di timore reverenziale. Guai ad alzare la voce, impensabile, inaudito, alzare le mani, su un uomo. Non osava difendersi perchè donna, la violenza non era il suo territorio, e perchè l'integrità fisica dell'uomo valeva più della sua.
Oggi è tutto un proliferare di corsi che insegnano, o suppongono di insegnare, che anche quello è un limite superabile. Non ti deve preoccupare che sia un uomo, due mosse e vedrai che lo stendi.
Ma non è evidentemente per questo che l'uomo, oggi, è finito all'angolo. Non è per questo che Bill Clinton si è immolato agli altari del sexy gate per aver sentito il bisogno di allietare noiosi pomeriggi alla scrivania. O che Strauss Kahn si è accidentalmente sputtanato con un'imprevista accusa di stupro causa travolgenti impulsi sessuali verso un'afro-americana sovrappeso. O ancora, che Berlusconi ha deciso di abbandonare qualunque misera parvenza di credibilità per dare le ultime stentate soddisfazioni, prima che tiri le cuoia, al suggeritore che gli si muove nei pantaloni quando vede una farfalla.
Insomma sì, è evidente, l'uomo, purtroppo per lui, ha perso quello che è stato sempre il cardine della sua figura, l'autorità. Cerca di compensare come può, quando vuole comunque imporsi. Ma lo fa in maniera così un pò rudimentale, sempliciotta, primitiva. Sfruttando il più delle volte la sola cosa che gli rimane, il saper usare le mani.
Ed ha certamente tutti i motivi di lamentare che l'emancipazione del sesso debole gli abbia tolto virilità, e di rimpiangere i bei tempi andati, quando la sua forza si radicava nell'oppressione femminile.
Era meglio prima, si stava meglio quando si stava peggio, mah, può essere, ma anche no.
Certo è avrebbe fatto meglio a ragionarci prima, di ridursi a schiavo dell'alter ego che ha nelle mutande.
Ultima modifica di _crazy diamond_; 16-10-11 alle 15:28
Se non sai di che morte morire, scegli me.


Ma oppressione de che Milena, scusami? Uomini e donne, mariti e mogli, avevano dei ruoli precisi e ben definiti, una volta. Nell'Italia degli anni '50 c'era effettivamente un certo moralismo puritano di facciata, abbastanza insopportabile e piuttosto ipocrita, evidente degenerazione del comune sentire precedente (quando una certa etica e un certo modo di comportarsi erano sentiti veramente come dei doveri e non come dei meri e semplici obblighi sociali). Ma il caos morale successivo cos'è stato se non un rimedio peggiore del male che voleva stroncare? Al bigottismo s'è sostituito un libertinismo che piuttosto che liberare ha abbruttito e schiavizzato ulteriormente gli esseri umani: gli uomini, venendo meno il loro ruolo e la loro potestà, sono stati deresponsabilizzati e privati degli obblighi a cui prima dovevano adempiere (incluso il mantenere e proteggere moglie e figli, cosa non da poco se ci pensi); le donne, invece, o sono diventate la scimmiesca imitazione dell'uomo ("La donna non può essere superiore che come donna, ma dal momento in cui vuole emulare l'uomo, non è che una scimmia" - Joseph De Maistre) o delle oche giulive la cui massima aspirazione è fare la velina o avere successo ricorrendo a facili espedienti. Ovviamente, sto generalizzando al massimo, è chiaro ed ovvio che ci siano delle vie di mezzo tanto fra le donne quanto fra gli uomini, così come ancora ci sono - seppur sempre più rari e rare - uomini e donne consapevoli di ciò che sono e dei loro doveri dati non da semplici convenzioni sociali - ormai inesistenti e insussistenti - ma dalla propria natura.
L'uomo aveva autorità sulla donna esclusivamente per la sua forza fisica? Secondo me, non può essere solo per questo, ma anche per un maggior discernimento razionale, che la donna tendenzialmente possiede in misura minore.
La donna non è fatta per comandare, ha (o meglio, può avere) tantissime altre qualità e meriti che l'uomo non ha, ma non quello.
L'uomo pensa con l'uccello? E cosa deve fare se qualcosa di più di questo viene vista come "oppressione femminile" o "machismo clerico-fascista"? Come se poi anche le donne non assecondassero i loro istinti belluini....
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Per favore Giò, in una società che riassumeva le possibilità per una donna nell'essere messa incinta a più riprese al fine di tirar su una buona mezza dozzina di figli da destinare appena possibile al mantenimento di quella stessa famiglia su cui non avrebbe poi avuto alcun poter decisionale, chiedersi in cosa diamine la donna fosse oppressa è un pochino paradossale.
Era meglio prima. Va bene. Ma per chi esattamente? Era meglio la realtà nel complesso? Certo, senz'altro. Ma non mi venire a dire che dopotutto anche la donna non se la passava poi così male. Non lo so quanto, per la donna, fosse meglio quando si stava peggio, quando lo stupro era reato contro la morale e non contro la persona, quando, a qualunque realtà si andasse in contro col matrimonio, di vie d'uscita non ce n'erano.
Oggi ha conquistato in libertà e perso in umanità. Evidentemente non è andata benissimo, ma così è, se vi pare.
Ma ripeto, è comprensibile che l'uomo senta la mancanza dei tempi in cui si poteva divertire senza rischiare rotture di coglioni. Ma ahimè le cose son cambiate, le mezze stagioni non ci sono più e l'uomo non ha più tanto da ridere.
Capisco anche che il ritrovarsi in una società che pare gli voglia far scontare tutti gli arretrati lo spaventi. Ma se si desse una svegliata anzichè crogiolarsi nel nostalgico ricordo di quando era lui a portare i pantaloni e la donna si limitava alla gonna, purchè non troppo corta, e anzichè rinunciare a qualunque residua parvenza di tempra di fronte ad ogni presunto (vista la promiscuità dei generi a cui comunque non dice di no) e non meglio identificato richiamo sessuale femminile, sarebbe tutto un pò meno patetico.
Sul riferimento all'usare le mani hai frainteso. Non parlavo del passato ma del presente. Nello specifico, del fatto che di fronte alla bruciante (e difficile da digerire) incapacità di gestire nonchè di dominare la donna in tutte le sue riscoperte libertà con l'autorità, la fermezza e la credibilità di un tempo, quando la società la riteneva cosa buona e giusta di contro ad una società attuale che ha pressochè invertito le parti, bè ricorre ai mezzi che gli rimangono.
A meno che non si voglia considerare un caso la quotidiana cronaca di delitti in tal senso, oltre alla più preoccupante e meno nota cronaca di violenze fisiche e psicologiche proprie di storie e di realtà sicuramente più comuni di quanto non si accetti di credere.
Colpa del caldo, del freddo, dei ghiacciai che si sciolgono, delle zanzare killer...non credo.
Temo più che ci sia una spiegazione a tutto, anche a questo.
Se non sai di che morte morire, scegli me.


Tutte le cose 'fuori posto' diventano grottesche, e le donne non fanno eccezione :gluglu:


Beh guarda, io ho avuto la fortuna di conoscere non solo nonni ma anche bisnonni; non solo gli zii ma anche i prozii e i gli zii di quest'ultimi. Sia di genere femminile che maschile. E per quel che mi è stato raccontato o ricordato non è che le donne venissero trattate come serve o animali da soma. Ti parlo di persone nate nei primi anni del Novecento, quindi di persone che hanno vissuto due guerre mondiali e due dopoguerre, l'Italia liberale, l'Italia fascista, l'Italia antifascista in versione Prima Repubblica e in versione Seconda Repubblica. Ovviamente, mi riferisco ai più anziani, che poi, per "cause di forza maggiore" diciamo, non hanno potuto proseguire il cammino.
Sulle donne non era mai stata alzato neanche un dito. Vero: non ce n'era mai stato bisogno. E, nonostante si fosse cattolici osservanti, ognuno era stato libero di scegliersi la propria sorte: addirittura, una mia "pro-prozia" neanche si sposò (e non diventò suora).
Tu potrai dire: l'eccezione che conferma la regola.
E giustamente mi dirai che magari a me pischello non andavano esattamente a raccontare della volta in cui il bisnonno tornava a casa con le palle girate dal lavoro e non trattava il resto della famiglia nel modo più cortese.
Per carità, tutte obiezioni che vanno prese in considerazione.
Però io non credo che una volta le donne subissero tutte in silenzio la loro condizione di oggettiva "oppressione", subendo passivamente angherie di ogni genere, solo perché si aveva paura della forza - non solo fisica, ma anche "morale" ed "autoritativa", come tu stessa ammetti - dell'uomo.
Le donne stesse erano consapevoli degli oneri, ma anche degli onori.
Una volta i figli non rispondevano ai propri genitori, indipendentemente dal fatto che si trattasse del padre o della madre.
Oggi avviene l'inverso, cioé si risponde - anche con maleducazione e sfrontatezza - ad entrambi.
Per la donna c'era rispetto, magari un po' rude e rozzo, subordinato al riconoscimento dell'autorità del "pater familias", ma c'era.
Guai a chi si provava a contestare propria madre.
E il padre era il primo a rimproverare, anche in maniera dura, i propri figli nel malaugurato caso in cui avessero mancato di rispetto alla propria madre.
Non c'era via di uscita dal matrimonio? A parte che la separazione dei coniugi è sempre esistita (quello che una volta un po' crudamente ma meno ipocritamente si definiva "ripudio"), una volta non si permetteva il divorzio civile con possibilità di contrarre nuovamente matrimonio perché si credeva ancora nel matrimonio in quanto sacramento.
Comunque, non voglio divagare eccessivamente. Hai ragione quando dici che gli uomini dovrebbero darsi una svegliata (e riprendersi ciò che gli spetta). Però le donne dovrebbero smettere di lamentarsi di essere trattate come "oggetti" dagli uomini se poi sono le prime a volerlo.
Del resto, tu dici: "Capisco anche che il ritrovarsi in una società che pare gli voglia far scontare tutti gli arretrati lo spaventi. Ma se si desse una svegliata anzichè crogiolarsi nel nostalgico ricordo di quando era lui a portare i pantaloni e la donna si limitava alla gonna, purchè non troppo corta, e anzichè rinunciare a qualunque residua parvenza di tempra di fronte ad ogni presunto (vista la promiscuità dei generi a cui comunque non dice di no) e non meglio identificato richiamo sessuale femminile, sarebbe tutto un pò meno patetico".
Ma a me pare che le conseguenze negative del fatto che l'uomo sia sempre di più deresponsabilizzato le paghino in primis le donne, che si sentono e sono più vulnerabili, meno sicure e desiderose di appigli derivanti da personalità forti (a differenza della loro).
Alla fine l'uomo che se ne sbatte le palle potrà anche fare comodo a certune o a molte, ma poi quando saranno vecchie e non più nel fiore degli anni chi se le cagherà anche solo di striscio?![]()
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Giò, io non ho mai voluto intendere che venisse trattata da serva o da schiava. Quello in cui ritengo fosse palesemente limitata e costretta era nelle possibilità di scelta, che non c'erano, fondamentalmente.
Certo aveva un ruolo nel bene e nel male fondamentale e ben definito, ma aveva quel ruolo perchè era il solo che la società le consentisse.
E probabilmente nemmeno aspirava ad averne altri, perchè quando si ignorano le opportunità che il futuro potrà dare, riesce difficile anche solo ipotizzarle.
Certamente l'aver perso in dignità è il prezzo, elevato, che più o meno consapevolmente si sta pagando per non aver saputo gestire la portata dell'emancipazione.
Non di rado mi capita di vergognarmi per quello di cui si è diventate capaci, nei confronti degli uomini come nei confronti di noi stesse. Ma non preferirei tornare indietro, perchè il fatto di non saper gestire una conquista non significa che sarebbe stato meglio non ottenerla.
Si dovrebbe solo imparare, ma per com'è la realtà di oggi, non credo ci si riuscirà mai.
Non mi riferivo tanto al mancare di fronte alle responsabilità, con l'invito a darvi una svegliata, quanto più a venir fuori da quello stato di intorpidimento che vi porta a sacrificare carattere e lucidità per darli in pasto a patetici istinti che puntualmente finiscono con l'annichilirvi.
Siete ormai voi a ridurvi oggetto delle donne, non il contrario. E abboccando di gusto, anche.
Ultima modifica di _crazy diamond_; 18-10-11 alle 18:36
Se non sai di che morte morire, scegli me.