Solo un ideale intensamente creduto e condiviso può assicurare la fedeltà.

Il punto debole di Berlusconi sembra essere il criterio in base al quale accoglie e sceglie i propri alleati e sostenitori.

In definitiva si tratta di quale adesione interiore conferisce alle idee in cui afferma di credere.

Pertanto il punto di partenza per il futuro potrà solo fondarsi su una chiarificazione estrema di ciò che si vuole fare.

Per realizzare un tale punto di partenza occorre credere profondamente nella potenza e nell’importanza delle idee,degli Ideali.

Il semplice fare è soltanto confusione e inconsulta agitazione in cui sguazzano i peggiori acrobati della politica intesa come falsità e proprio tornaconto.

Occorre credere religiosamente in ciò che si sostiene ed in ciò che si dichiara di voler fare.

L’errore di fondo del PdL è non aver mai dato sufficiente importanza a ciò che ha sbandierato come proprie mete ideali.

Se lo avesse fatto,ad esempio,l’equivoco Tremonti sarebbe stato smascherato già nel 2001.

I programmi politici sono stati usati come strumenti verso un fine politicamente vittorioso,mentre il rapporto vero e onesto è che la vittoria politica serve strumentalmente solo per realizzare gli Ideali.

Quello che veramente l’azione Berlusconiana ha evocato è stata l’Idea di una nuova Italia non più marxista,non più oppressa burocraticamente e fiscalmente,governata da poche regole giuste ed efficaci.

Tutto ciò andava delineato e creduto ed efficacemente perseguito,assicurando a se stessi il potere di cambiare e sostituire gli individui che non si mostravano all’altezza di tali scopi.

Non è stato fatto.

Potrebbe e dovrebbe essere il filo conduttore del futuro.

Il punto di partenza è e rimane l’importanza profonda che deve essere data alle idee in cui si crede e che si vuole realizzare.