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Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Perlpessità

  1. #1
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    Predefinito Perlpessità

    Un piccolo post triste e perplesso. Stamattina sono andato a Prato ed ho parcheggiato vicino alla chiesa di Santa Maria delle Carceri, un piccolo capolavoro rinascimentale di Giuliano da Sangallo. Ho fatto questa foto delle chiesa:


    Allegato 796

    Poi, avvicinandomi, ho visto le solite, tristissime, scritte spray sugli antichi marmi:


    Allegato 797

    Siccome ho visto la chiesa sempre chiusa (ok, mi capiterà di passarci 2-3 volte in un anno), sono rimasto contento di trovarla aperta per la celebrazione di una messa e poterla finalmente visitare. Sono entrato e mi sono alquanto stupito nel vedere che, al posto di utilizzare il meraviglioso altare rinascimentale, avessero installato un'orribile pedana di metallo e plastica trasparente, sulla quale era stato addobbato un tavolo a mo' di altare:


    Allegato 798

    Ora, a me non interessa entrare nella diatriba sulla nuova e vecchia messa, ma davvero c'è bisogno di deturpare gli antichi monumenti pur di non utilizzare l'altare già presente? Non bastavano i graffiti fuori?
    Ultima modifica di napici; 14-10-11 alle 20:55
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

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  2. #2
    Pasdar
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    Predefinito Rif: Perlpessità

    Ma la bellezza è secondaria all'ortodossia teologica: se l'altare antico è costruito in modo da poter essere utilizzato solo alla maniera antica, come si fa ad utilizzarlo alla maniera moderna?
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  3. #3
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    Predefinito Rif: Perlpessità

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Ma la bellezza è secondaria all'ortodossia teologica: se l'altare antico è costruito in modo da poter essere utilizzato solo alla maniera antica, come si fa ad utilizzarlo alla maniera moderna?
    Ma appunto in questo sta l'assurdità della questione: non c'è nessun obbligo teologico nell'inserimento del nuovo altare. Se la chiesa ha un'altare costruito alla vecchia maniera si può utilizzarlo senza problemi. Lo ha fatto lo stesso Papa nelle messe nella cappella Sistina. Lo dice chiaramente anche la Congregazione per il Culto Divino. Riporto di seguito il documento, mettendo in grassetto i passi che mi sembrano rilevanti:

    È stato chiesto alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti se l’enunciato del n. 299 dell’Institutio Generalis Missalis Romani costituisca una normativa secondo la quale, durante la liturgia eucaristica, la posizione del sacerdote versus absidem sia da considerarsi esclusa. La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, re mature perpensa et habita ratione dei precedenti liturgici, risponde: Negative et ad mentem. Innanzitutto si deve aver presente che la parola expedit non costituisce una forma obbligatoria, ma un suggerimento che si riferisce sia alla costruzione dell’altare a pariete seiunctum, sia alla celebrazione versus populum. La clausola ubi possibile sit si riferisce a diversi elementi, come, per esempio, la topografia del luogo, la disponibilità di spazio, l’esistenza di un precedente altare di pregio artistico, la sensibilità della comunità che partecipa alle celebrazioni nella chiesa di cui si tratta, ecc. Si ribadisce che la posizione verso l’assemblea sembra piú conveniente in quanto rende piú facile la comunicazione (cfr. Editoriale di Notitiae 29 [1993] pp. 245-249), senza escludere però l’altra possibilità. Tuttavia, qualunque sia la posizione del sacerdote celebrante, è chiaro che il Sacrificio Eucaristico è offerto a Dio uno e trino, e che il sacerdote principale, Sommo ed Eterno, è Gesú Cristo, che opera attraverso il ministero del sacerdote che presiede visibilmente quale Suo strumento. L’assemblea liturgica partecipa nella celebrazione in virtú del sacerdozio comune dei fedeli, che ha bisogno del ministero del sacerdote ordinato per essersi esercitato nella Sinassi Eucaristica. Si deve distinguere la posizione fisica, relativa specialmente alla comunicazione tra i vari membri dell’assemblea e l’orientamento spirituale e interiore di tutti. Sarebbe un grave errore immaginare che l’orientamento principale dell’azione sacrificale sia la comunità. Se il sacerdote celebra versus populum, ciò che è legittimo e spesso consigliabile, il suo atteggiamento spirituale dev’essere sempre versus Deum per Iesum Christum, come rappresentante della Chiesa intera. Anche la Chiesa, che prende forma concreta nell’assemblea che partecipa, è tutta rivolta versus Deum come primo movimento spirituale. A quanto sembra, la tradizione antica, anche se non unanime, era che il celebrante e la comunità orante fossero rivolti versus orientem, punto dal quale viene la luce, che è Cristo. Non sono rare le antiche chiese, la costruzione delle quali era «orientata» in modo che il sacerdote ed il popolo nell’atto di fare la preghiera pubblica si rivolgessero versus orientem. Si può pensare che quando ci furono problemi di spazio o di altro genere, l’abside idealmente rappresentava l’oriente. Oggi, l’espressione versus orientem significa spesso versus absidem, e quando si parla di versus populum non si pensa all’occidente, bensì verso la comunità presente. Nell’antica architettura delle chiese, il posto del Vescovo o del sacerdote celebrante si trovava al centro dell’abside e, seduto, di lì ascoltava la proclamazione delle letture rivolto verso la comunità. Ora quel posto presidenziale non viene attribuito alla persona umana del Vescovo o del presbitero, né alle sue doti intellettuali e nemmeno alla sua personale santità, ma al suo ruolo di strumento del Pontefice invisibile che è il Signore Gesú. Quando si tratta di chiese antiche o di gran pregio artistico, occorre, inoltre, tenere conto della legislazione civile al riguardo dei mutamenti o ristrutturazioni. Un altare posticcio può non essere sempre una soluzione dignitosa. Non bisognerebbe dare eccessiva importanza ad elementi che hanno avuto cambiamenti attraverso i secoli. Ciò che rimarrà sempre è l’evento celebrato nella liturgia: esso è manifestato mediante riti, segni, simboli e parole, che esprimono vari aspetti del mistero, senza tuttavia esaurirlo, perché li trascende. L’irrigidirsi su una posizione e assolutizzarla potrebbe diventare un rifiuto di qualche aspetto della verità che merita rispetto ed accoglienza.
    Dal Vaticano, 25 settembre 2000
    + Jorge A. Card. Medina Estévez
    Prefetto
    + Francesco Pio Tamburrino
    Arcivescovo Segretario
    Prot. N° 2036/00/L

    da PONTIFICII CONSILII DE LEGUM TEXTIBUS, Communicationes, vol. XXXII, n. 2, Roma 2000, pp. 171-173
    Insomma, non si capisce perché fare interventi tanto invasivi e brutti nelle antiche chiese quando se ne può fare tranquillamente a meno.
    Ultima modifica di napici; 15-10-11 alle 07:55
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

 

 

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