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  1. #11
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
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    ...riguardo i separati e i divorziati: è giusto che la Chiesa insegni che il vero amore è quello che dura per sempre e che occorre impegnarsi affinché il matrimonio duri per tutta la vita, per il bene dei figli e dunque della società intera.
    L'argomento dei separati è delicato e molto difficile da trattare, anche perchè i casi sono sempre molto diversi.
    Tu dici che la Chiesa deve insegnare che il vero amore è quello che dura per tutta la vita e, in questo, sono d'accordo, ma si esclude, categoricamente, la possibilità dell' "errore umano".
    Due giovani, che credono nel loro amore e decidono di sposarsi, non sono tuttavia esenti da un errore di valutazione, o da fatti, che, nel corso della vita, possono deturpare il loro rapporto e con esso, come conseguenza, anche la loro identità morale.
    Mi si può rispondere dicendo che, a quel punto, deve subentrare la comprensione e la sopportazione, ma quando tutto questo non è sufficiente a rendere la convivenza serena, per sè e per i figli e si arriva alla separazione, perchè il malcapitato non può trovare conforto nella Chiesa e deve invece essere messo al bando?
    Forse proprio in quella situazione di forte sofferenza, ha bisogno, più di altri, di essere aiutato e guidato.

  2. #12
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio



    riguardo i separati e i divorziati: è giusto che la Chiesa insegni che il vero amore è quello che dura per sempre e che occorre impegnarsi affinché il matrimonio duri per tutta la vita, per il bene dei figli e dunque della società intera.
    La Chiesa tollera in alcuni casi la separazione e il divorzio civile e questo dunque è già abbastanza.
    E' giusto che la comunione venga negata a chi è in stato di grave peccato: questo vale per qualsiasi grave peccato di cui il credente cattolico non si vuole pentire e correggere. Infatti prima di prendere la comunione bisogna essersi "ripuliti" con la confessione, ovvero con un sincero pentimento dei propri peccati e il sincero proponimento di riparare e di non peccare ancora.

    ripeto: se ci sono persone che non trovano giusta la dottrina cattolica, possono benissimo aderire a qualcos'altro.
    La Chiesa non obbliga a fare niente di niente, semplicemente promuove la sua Verità e chiede coerenza a coloro che si vogliono definire cattolici.

    Tu, innanzitutto, sei sicuro di conoscere la dottrina cattolica?Ti consiglio la lettura del catechismo corrente: Catechismo della Chiesa cattolica edito da Libreria Editrice Vaticana - BOL.IT
    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    L'argomento dei separati è delicato e molto difficile da trattare, anche perchè i casi sono sempre molto diversi.
    Tu dici che la Chiesa deve insegnare che il vero amore è quello che dura per tutta la vita e, in questo, sono d'accordo, ma si esclude, categoricamente, la possibilità dell' "errore umano".
    Due giovani, che credono nel loro amore e decidono di sposarsi, non sono tuttavia esenti da un errore di valutazione, o da fatti, che, nel corso della vita, possono deturpare il loro rapporto e con esso, come conseguenza, anche la loro identità morale.
    Mi si può rispondere dicendo che, a quel punto, deve subentrare la comprensione e la sopportazione, ma quando tutto questo non è sufficiente a rendere la convivenza serena, per sè e per i figli e si arriva alla separazione, perchè il malcapitato non può trovare conforto nella Chiesa e deve invece essere messo al bando?
    Forse proprio in quella situazione di forte sofferenza, ha bisogno, più di altri, di essere aiutato e guidato.
    L’errore è intimamente vincolato alla nostra natura umana.
    Come ogni “humana societas” la Chiesa non è esente dallo sbaglio.

    L’esempio che ci hai consegnato, quello di Giovanna d’Arco è uno dei tanti.
    La persecuzione dell’eresia sono alla consacrata legittimazione dell’uso di strumenti di tortura e la conseguente irrogazione di pene capitali, testimonia quanto la Chiesa, nella storia, sia incappata in quell’allontanamento da ciò che è il perfezionato apprezzamento di valutazioni ritenute normalmente accertabili qualora sia stato seguito un processo cognitivo corretto che, appunto, è l’errore.

    Sono occorsi ben 400 anni perché fosse riparato quel torto imposto mediante abiura a Galileo Galilei.

    Si potrà opporre che l’errore venga riconosciuto sempre ex post e mai ex ante.
    Bene, ma proprio per questo motivo l’errore che si commette nel decidere di contrarre un matrimonio rivelatosi “sbagliato” potrà essere corretto successivamente adottando misure atte al rimedio.
    Si potrà sostenere allora che la Chiesa valuta queste situazioni mediante l’istruzione di procedimenti innanzi al Tribunale Ecclesiastico ed alla Sacra Rota.

    Noi sappiamo, per esperienza, quanto fallaci siano tali giudizi e quanto essi siano lontani dal rispondere alle esigenze di Verità proclamate da Aurelio Augusto.
    Invero essi rispondono più ad una necessità di contenimento statistico che al reale bisogno di una testimonianza inerente alla ammissione di uno sbaglio (rectius: abbaglio) reale commesso da due contraenti il cui proseguimento della vita in comune, a volte, provoca nefaste conseguenze per la prole e per loro stessi sino alla consumazione di gravi delitti.

    Ora quindi, negare l’errore equivale a pensare che l’uomo sia perfetto. Sappiamo che questo non può essere accertato come dato veritiero. E’ una fictio.

    Ma allora, se abbiamo assodato che l’errore esiste e che la sua identificazione provochi un ripensamento, una correzione, perché al cristiano separato (laddove motu proprio abbia conseguito il risultato di una nuova e felice unione) o divorziato viene negato il diritto di partecipare al rito Eucaristico inteso nella sua accezione più stretta?

    Se Cristo stesso, davanti alla adultera ed ai suoi accusatori, nel pronunciare la celebrata frase, salvando da morte certa la povera creatura, provoca lo smarrimento degli intransigenti feroci lapidatori sino all’abbandono di ogni iniziativa di “giustizia”, posiziona il perdono alla sommità delle Virtù implicitamente confermando il primato della Misericordia che cancella l’errore, perché quella stessa Chiesa fondata da Gesù, nel nome dell’Altissimo, praticando l’errore continuato, contesta all’uomo, ad es., il peccato di infedeltà coniugale laddove sia evidente l’errore che abbia condotto quei coniugi al matrimonio?

    In questo senso penso fosse diretta la opinione di Heidi.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 17-10-11 alle 13:56
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  3. #13
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    L importante non essere noi statici......non abbiamo paura a testimoniare la Parola.....ricordiamoci che la "salvezza" è individuale come il giudizio Divino . Dio non è statico..anzi....

  4. #14
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    Amici, le vostre risposte sono tutte molto interessanti.
    Condivido i concetti espressi sulla Verità e sulla Fede.
    E' giusto dire che chi sceglie una Dottrina deve anche seguire con coerenza e sottomissione la sua Legge, ma il mio intervento non era mirato a spingere la Chiesa ad accettare l'uomo di oggi, sic et simpliciter, con i suoi errori, avallando i suoi comportamenti sbagliati.
    Volevo solo dire che, a volte, ho l'impressione che la Chiesa, ferma nelle Sua rigidità, voglia chiudere le porte a chi ha commesso degli errori, invece di guidarlo verso il "Giusto", offrendogli sempre una possibilità di redenzione, senza condannarlo, già su questa terra, in questa vita, a sentirsi escluso dall'abbraccio di Dio.
    Qualora il comportamento della Chiesa fosse quello di chiudere le porte senza ricordare che Dio è misericordioso e perdona sempre, allora avresti senza dubbio ragione lamentartene. Può benissimo darsi che ci siano nella gerarchia ecclesiastica delle persone che si comportano in tal modo e, se ci sono, sbagliano senza dubbio.
    Detto questo, si accoglie il peccatore per indicargli la strada della conversione, per portargli la buona novella e non per dirgli solo che "Dio t'ama così come sei" che è una cosa vera ma che, al mondo d'oggi viene intesa nell'assurda accezione di "Dio ti ama così come sei quindi non c'è bisogno che cambi". Invece, credo, il giusto significato sarebbe "Dio t'ama anche se sei un peccatore perché vuole che tu ti redima ed è pronto ad accettare il tuo pentimento in qualsiasi momento".

    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    L'evoluzione dei tempi porta con sè, inevitabilmente, dei cambiamenti, di cui bisogna tener conto.
    Giovanna d'Arco, oggi, dovrebbe ancora essere condannata perchè vestiva abiti maschili, o perchè ritenuta una strega?
    Ci sono mutamenti sociali che rendono necessaria un'interpretazione "aggiornata" dei comportamenti umani, rispettando, senza dubbio, quelle che sono le basi della Cristianità.
    I cambiamenti di usi e costumi devono essere senza tutto valutati, ma è un fatto pastorale più che dottrinale. Il processo a Giovanna d'Arco non mi sembra un esempio calzante perché già una ventina d'anni dopo la morte della santa fu dichiarato sbagliato e annullato; là c'erano soprattutto motivazioni politiche che portarono ad una condanna ingiusta.

    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    L'argomento dei separati è delicato e molto difficile da trattare, anche perchè i casi sono sempre molto diversi.
    Tu dici che la Chiesa deve insegnare che il vero amore è quello che dura per tutta la vita e, in questo, sono d'accordo, ma si esclude, categoricamente, la possibilità dell' "errore umano".
    Due giovani, che credono nel loro amore e decidono di sposarsi, non sono tuttavia esenti da un errore di valutazione, o da fatti, che, nel corso della vita, possono deturpare il loro rapporto e con esso, come conseguenza, anche la loro identità morale.
    Mi si può rispondere dicendo che, a quel punto, deve subentrare la comprensione e la sopportazione, ma quando tutto questo non è sufficiente a rendere la convivenza serena, per sè e per i figli e si arriva alla separazione, perchè il malcapitato non può trovare conforto nella Chiesa e deve invece essere messo al bando?
    Forse proprio in quella situazione di forte sofferenza, ha bisogno, più di altri, di essere aiutato e guidato.
    L'argomento è senza dubbio delicato, ma in pratica ogni matrimonio è una storia a sé ed è molto difficile generalizzare.
    Io credo che innanzitutto si debba essere più selettivi al momento in cui la gente viene a chiedere di sposarsi in Chiesa: i corsi prematrimoniali obbligatori sono senza dubbio il posto migliore dove spiegare la dottrina del matrimonio e chiedere a chi non si sente di aderirvi di non sposarsi in Chiesa, in quanto compie un atto irreparabile e che quindi deve essere pienamente consapevole e deliberato.
    Certo l'errore ci sta sempre, siamo umani dopo tutto. Per mia personalissima (e non definitiva) opinione io propenderei per adattare in un certo numero limitato di casi, una pratica simile a quella delle chiese orientali che richiedono (o dovrebbero richiedere) un lungo percorso di penitenza per potersi sposare di nuovo. Penso ad esempio che se uno dei due coniugi viene abbandonato dall'altro e pur avendo fatto il possibile per riunire la famiglia, non riesca nel proprio intento, allora dovrebbe poter avere la facoltà di risposarsi. Oppure in quei casi, più frequenti, in cui ci si accorge che davvero si è commesso un errore e si ha la volontà di compiere insieme un percorso penitenziale. Ma sarebbero casi da valutare singolarmente, con molta attenzione.
    Ultima modifica di napici; 17-10-11 alle 20:08
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  5. #15
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    Amici, le vostre risposte sono tutte molto interessanti.
    Condivido i concetti espressi sulla Verità e sulla Fede.
    E' giusto dire che chi sceglie una Dottrina deve anche seguire con coerenza e sottomissione la sua Legge, ma il mio intervento non era mirato a spingere la Chiesa ad accettare l'uomo di oggi, sic et simpliciter, con i suoi errori, avallando i suoi comportamenti sbagliati.
    Volevo solo dire che, a volte, ho l'impressione che la Chiesa, ferma nelle Sua rigidità, voglia chiudere le porte a chi ha commesso degli errori, invece di guidarlo verso il "Giusto", offrendogli sempre una possibilità di redenzione, senza condannarlo, già su questa terra, in questa vita, a sentirsi escluso dall'abbraccio di Dio.

    L'evoluzione dei tempi porta con sè, inevitabilmente, dei cambiamenti, di cui bisogna tener conto.
    Giovanna d'Arco, oggi, dovrebbe ancora essere condannata perchè vestiva abiti maschili, o perchè ritenuta una strega?

    Ci sono mutamenti sociali che rendono necessaria un'interpretazione "aggiornata" dei comportamenti umani, rispettando, senza dubbio, quelle che sono le basi della Cristianità.

    ma insomma la Chiesa che dovrebbe fare "per non essere rigida"?
    dovrebbe dire che alla fin fine divorziare non è grave visto che oggi lo fanno in tanti e che quindi chi divorzia con colpa è libero di partecipare alla comunione con il corpo di Cristo?

    questa non sarebbe una tolleranza giusta ma una ingiusta perché farebbe passare il messaggio che divorziare con colpa non è una cosa grave.

    Cristo non era affatto uno "che non condannava mai": più volte nella Scrittura Cristo rivolge severe parole di condanna e di sdegno per certi comportamenti immorali diffusi. Se non condannasse mai vorrebbe dire che non avrebbe a cuore l'umanità, visto che non condannare significa lasciar correre i comportamenti immorali.

    il numero delle scomuniche, in questi decenni, è bassissimo e di certo avvengono solo per motivi gravissimi; come già ti ho detto la dottrina cattolica tollera la separazione e il divorzio civile:
    2383 La separazione degli sposi, con la permanenza del vincolo matrimoniale, può essere legittima in certi casi contemplati dal diritto canonico.

    Se il divorzio civile rimane l'unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale.


    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il sesto comandamento

    la comunione non viene negata a tutti i separati e i divorziati ma solo a quelli che hanno un certo tipo di responsabilità personale nella separazione o nel divorzio, una responsabilità della quale non ci si vuole pentire e correggere. Ad esempio se io subisco il divorzio perché mia moglie lo ha chiesto unilateralmente perché si è innamorata di un altro, la Chiesa continua a riconoscermi la possibilità della comunione, visto che da parte mia non ho alcuna colpa grave nei confronti del fallimento del mio matrimonio.

    è giusto invece che chi fa fallire il matrimonio per colpa propria sia escluso dalla comunione, così si ricorda il danno che ha fatto.
    può comunque partecipare alla messa e continua a essere considerato cattolico dalla Chiesa. se un giorno porrà rimedio alla sua situazione verrà riaccolto pienamente dalla Chiesa.

    casomai il problema della Chiesa Cattolica di questi tempi è un'eccessiva tolleranza, visto che ci sono tanti idioti che ne fanno di cotte e di crude, professano eresie su eresie e non vengono mai scomunicati.
    altro che eccessiva rigidità...
    Ultima modifica di TEBELARUS; 17-10-11 alle 21:24
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  6. #16
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio

    ma insomma la Chiesa che dovrebbe fare "per non essere rigida"?
    dovrebbe dire che alla fin fine divorziare non è grave visto che oggi lo fanno in tanti e che quindi chi divorzia con colpa è libero di partecipare alla comunione con il corpo di Cristo?

    questa non sarebbe una tolleranza giusta ma una ingiusta perché farebbe passare il messaggio che divorziare con colpa non è una cosa grave.

    Cristo non era affatto uno "che non condannava mai": più volte nella Scrittura Cristo rivolge severe parole di condanna e di sdegno per certi comportamenti immorali diffusi. Se non condannasse mai vorrebbe dire che non avrebbe a cuore l'umanità, visto che non condannare significa lasciar correre i comportamenti immorali.

    il numero delle scomuniche, in questi decenni, è bassissimo e di certo avvengono solo per motivi gravissimi; come già ti ho detto la dottrina cattolica tollera la separazione e il divorzio civile:
    2383 La separazione degli sposi, con la permanenza del vincolo matrimoniale, può essere legittima in certi casi contemplati dal diritto canonico.

    Se il divorzio civile rimane l'unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale.


    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il sesto comandamento

    la comunione non viene negata a tutti i separati e i divorziati ma solo a quelli che hanno un certo tipo di responsabilità personale nella separazione o nel divorzio, una responsabilità della quale non ci si vuole pentire e correggere. Ad esempio se io subisco il divorzio perché mia moglie lo ha chiesto unilateralmente perché si è innamorata di un altro, la Chiesa continua a riconoscermi la possibilità della comunione, visto che da parte mia non ho alcuna colpa grave nei confronti del fallimento del mio matrimonio.

    è giusto invece che chi fa fallire il matrimonio per colpa propria sia escluso dalla comunione, così si ricorda il danno che ha fatto.
    può comunque partecipare alla messa e continua a essere considerato cattolico dalla Chiesa. se un giorno porrà rimedio alla sua situazione verrà riaccolto pienamente dalla Chiesa.

    casomai il problema della Chiesa Cattolica di questi tempi è un'eccessiva tolleranza, visto che ci sono tanti idioti che ne fanno di cotte e di crude, professano eresie su eresie e non vengono mai scomunicati.
    altro che eccessiva rigidità...
    Aurelio, qui non si sta revocando in dubbio la legittimazione della Chiesa relativamente alla adozione di normative canoniche nella materia in esame.
    Ci mancherebbe.

    Si osserva, più o meno "sommessamente" una certa anacronisticità nell'insegnamento delle condotte "sanzionabili".
    Non dimenticare, tra l'altro, che non tutta la Chiesa opina sulle separazioni e sui divorzi così come hai illustrato nel tuo intervento.
    L'Opus Dei non la pensa affatto così.

    In ordine poi alla responsabilità per "colpa" del coniuge che provoca la decisione di una separazione, i due esempi che sono registrati nel tuo intervento non sono proprio calzanti.
    In realtà la "questioni" relative alla separazione tra coniugi sono molto più complesse e la difficoltà sfugge quasi sempre alla valutazione dell'attento giudice.

    Ti faccio un esempio.
    Hai sostenuto: "è giusto invece che chi fa fallire il matrimonio per colpa propria sia escluso dalla comunione, così si ricorda il danno che ha fatto. "

    Come dobbiamo considerare colui o colei che per molti anni, subendo ogni sorta di sottile ostilità (per varie ragioni), indebolito/a dalle pedisseque contrarietà al limite con la violenza, avversità queste provocate dalla maldisposizione dell'altro coniuge, sfinito/a dalla continuazione di tali maltrattamenti psicologici e morali, frustrato/a dalla persistente sottomissione del ruolo per il quieto vivere in famiglia, sfibrato/a dalla litigiosità coniugale, abbandona la dimora familiare e si accompagna ad altra persona con la quale intrattiene un rapporto d'amore ben più lungo di quello matrimoniale?
    E' costui/costei responsabile della disgregazione della famiglia per essersi innamorato/a di altri?
    Va imputata a Lui/Lei la colpa della seprazione o del divorzio?
    Per questo egli/ella è escluso/a dal rito Eucaristico?

    Non pensi che l'individuazione della responsabilità, ardua per l'uomo, sia possibilie solo a Dio, il solo a leggere l'animo della Sua creatura?

    Se le ragioni che hanno fatto naufragare un matrimonio sono così complesse tanto da essere investigate nella intimità profonda della coscienza di ognuno, perchè la Chiesa esige il severo rispetto di regole che negano la partecipazione all'Eucarestia ai credenti e praticanti attribuendo loro la paternità di un fallimento malgrado l'indagine che consegna in apparenza un tale risultato sia impossibile per l'uomo sull'uomo?

    Nel fondo di quell'abisso che è la nostra coscienza non è dato accedere se non a Dio ed alla Sua creatura.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 18-10-11 alle 13:39
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  7. #17
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Altro argomento.

    Ma perchè, nel terzo millennio, durante la celebrazione liturgica della S. Messa, la Prima Lettura è ancora il Vecchio Testamento?

    Non è forse la Parola di N.S. Gesù Cristo quella a cui il cattolico deve ricondursi?
    Non è il Vangelo di Gesù che enuncia la buona novella succedendo ad una visione arcaica del Dio vindice in luogo del Dio Misericordioso?

    Se quella "concezione" è stata superata dall'Avvento della Parola di Cristo che annuncia il nuovo comandamento, perchè il credente viene preso per mano e ricacciato nell'alveo di quadro dipinto con le tinte scure quando davanti a sè c'è la Luce?
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  8. #18
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Altro argomento.

    Ma perchè, nel terzo millennio, durante la celebrazione liturgica della S. Messa, la Prima Lettura è ancora il Vecchio Testamento?
    Guarda che la prima lettura con i brani dal vecchio testamento è una novità introdotta con il messale di Paolo VI alla fine degli anni '60. Col vecchio messale la prima lettura era l'epistola che era quasi sempre presa dal nuovo testamento (vedi qui).

    Con questo ovviamente non voglio dire che sia un male leggere i passi dell'antico testamento. Faccio solo notare che additare la prima lettura come una cosa arcaica e da superare è assurdo in quanto è una cosa nuovissima, nata da riflessioni recenti sulla scrittura. Al limite, se non piace, si potrà dire che è un'innovazione sbagliata.
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  9. #19
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Come dobbiamo considerare colui o colei che per molti anni, subendo ogni sorta di sottile ostilità (per varie ragioni), indebolito/a dalle pedisseque contrarietà al limite con la violenza, avversità queste provocate dalla maldisposizione dell'altro coniuge, sfinito/a dalla continuazione di tali maltrattamenti psicologici e morali, frustrato/a dalla persistente sottomissione del ruolo per il quieto vivere in famiglia, sfibrato/a dalla litigiosità coniugale, abbandona la dimora familiare e si accompagna ad altra persona con la quale intrattiene un rapporto d'amore ben più lungo di quello matrimoniale?
    E' costui/costei responsabile della disgregazione della famiglia per essersi innamorato/a di altri?
    ma no certo, la colpa non è sempre e necessariamente di chi formalmente va in comune o dall'avvocato a chiedere il divorzio.
    in questo tuo esempio la colpa del fallimento del matrimonio è del coniuge che maltrattava l'altro coniuge.
    non credo che nessun parroco vieterebbe la comunione ad un coniuge che è stato costretto a chiedere il divorzio, perché l'altro coniuge gli rendeva il matrimonio impossibile.

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Non pensi che l'individuazione della responsabilità, ardua per l'uomo, sia possibilie solo a Dio, il solo a leggere l'animo della Sua creatura?
    in alcuni casi si capisce bene di chi è la colpa, dunque, in questi casi, fa bene la Chiesa ad escludere queste persone che hanno la colpa dall'eucaristia.
    sennò veramente il cattolicesimo diventa una barzelletta e ognuno può fare quello che gli pare...


    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio


    Nel fondo di quell'abisso che è la nostra coscienza non è dato accedere se non a Dio ed alla Sua creatura.
    viviamo in una società e per vivere in una società civile non basta invocare semplicemente il giudizio finale di Dio.
    abbiamo bisogno di regole e di autorità che aiutano a far rispettare le regole anche qui in terra, anche se, essendo umane, queste autorità possono sbagliare in alcuni casi. ad esempio anche uomini del clero possono sbagliare, che escludono dall'eucaristia persone che non devono essere escluse.
    ad esempio: è giusto continuare ad accettare i tribunali nonostante sappiamo benissimo che in molti casi i tribunali sbagliano. non possiamo cominciare a dire che aboliamo i tribunali e rimandiamo tutto al giudizio finale di Dio, perché nella società verrebbe il caos.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 18-10-11 alle 19:55
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  10. #20
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    Predefinito Rif: La staticità della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Altro argomento.

    Ma perchè, nel terzo millennio, durante la celebrazione liturgica della S. Messa, la Prima Lettura è ancora il Vecchio Testamento?

    Non è forse la Parola di N.S. Gesù Cristo quella a cui il cattolico deve ricondursi?
    Non è il Vangelo di Gesù che enuncia la buona novella succedendo ad una visione arcaica del Dio vindice in luogo del Dio Misericordioso?

    Se quella "concezione" è stata superata dall'Avvento della Parola di Cristo che annuncia il nuovo comandamento, perchè il credente viene preso per mano e ricacciato nell'alveo di quadro dipinto con le tinte scure quando davanti a sè c'è la Luce?
    il testo sacro nel cattolicesimo è costituito da Vecchio e Nuovo Testamento, non solo dal Nuovo.

    Gesù Cristo porta a compimento la legge antica ma questo non significa che il Vecchio Testamento è da buttare.

    La Scrittura rimane un tutt'uno.

    catechismo, art.123 I cristiani venerano l'Antico Testamento come vera Parola di Dio. La Chiesa ha sempre energicamente respinto l'idea di rifiutare l'Antico Testamento con il pretesto che il Nuovo l'avrebbe reso sorpassato (Marcionismo).
    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - La Sacra Scrittura

    (leggere da quel link gli articoli dal 120 al 133)
    Ultima modifica di TEBELARUS; 18-10-11 alle 20:03
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