Leggi etiche? No, grazie - Il FuturistaLeggi etiche? No, grazie
Venerdì 21 Ottobre 2011 06:13
Per una legge che sia giusta, corretta e soprattutto non confessionale. Torna di attualità il dibattito sulla legge 40, grazie all’iniziativa delle deputate di Fli Flavia Perina e Chiara Moroni che assieme ad altri parlamentari italiani hanno deciso di aderire alla costituzione dell'Associazione Luca Coscioni. L’occasione è il giudizio pendente davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sul caso di una coppia italiana portatrice di fibrosi cistica. A cui, in base alla legge 40, è stato impedito di scegliere di sottoporsi alla fecondazione assistita, per effettuare la diagnosi preimpianto.
Non un far west procreativo, dunque, alla base dell’iniziativa, ma la consapevolezza che lo sforzo da fare dovrebbe essere diretto verso una regolamentazione che permetta l’utilizzo della fecondazione assistita e della diagnosi preimpianto per prevenire malattie genetiche. Così come ha scelto di fare di recente il parlamento tedesco. In Italia invece si riscontra una reticenza legislativa che contrasta con i reali bisogni della gente. Ma che segnale offre un paese che vuole indossare una casacca ben precisa, in un ambito come la scienza, che invece dovrebbe essere guidata solo da ricerca ed esperienza? Se la rivoluzione francese aveva combattuto sia l’enorme potere della Chiesa, sia le gravi conseguenze provocate dal fanatismo religioso, il timore nell’Italia di oggi è con le dovute proporzioni, che si verifichi una sorta di teocrazia cattolica. Che non rispetti il progresso civile, come accaduto quando si è incitato gli italiani a non votare per il referendum sulla legge 40.




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