
Originariamente Scritto da
Murru
Guardate che la Libia di Gheddafi era più democratica dei paesi che l' hanno bombardata
Quelli che vogliono esportare la democrazia sono realmente democratici?
Il 19 marzo 2003, il presidente George Bush ha cominciato a bombardare l’Iraq con il pretesto di portare la democrazia. Il 19 marzo 2011, esattamente otto anni dopo, è stato il turno del presidente francese di dover sganciare bombe sulla Libia, ancora una volta, sostenendo che era per portare la democrazia. Il presidente Usa, nonchè Premio Nobel per la Pace , dice che scatenando i missili cruise dai sottomarini si può spodestare il dittatore e introdurre la democrazia.
La domanda che chiunque abbia un minimo di intelligenza non può non porsi è la seguente: paesi come la Francia, l’ Inghilterra, gli USA, l’ Italia, la Norvegia, la Danimarca, la Polonia, che difendono il loro diritto a bombardare la Libia sulla forza del loro auto-proclamato stato democratico sono davvero democratici ? Se sì, sono più democratici della Libia di Gheddafi? La risposta in realtà è un clamoroso NO, per la pura e semplice ragione che la democrazia non esiste. Questo non è un parere personale, ma una citazione di qualcuno la cui città natale, Ginevra, ospita la maggior parte delle istituzioni delle Nazioni Unite. La citazione è di Jean Jacques Rousseau, nato a Ginevra nel 1712 e che scrive nel quarto capitolo del terzo libro del famoso Contratto Sociale che ‘non c’è mai stata una vera democrazia e non ci sarà mai.’
Rousseau ha precisato i seguenti quattro punti affinchè un paese possa essere identificato come una democrazia e secondo questi la Libia di Gheddafi è molto più democratica degli USA, della Francia e degli altri che sostengono di esportare la democrazia:
Lo Stato: più grande è il paese, tanto meno potrà essere democratico. Secondo Rousseau, lo Stato deve essere estremamente piccolo in modo che le persone possono incontrarsi e conoscersi. Prima di chiedere alla gente di votare, si deve garantire che tutti conoscono tutti, altrimenti il voto sarà un atto senza alcuna base democratica, un simulacro della democrazia per eleggere un dittatore.
Lo stato libico si basa su un sistema di alleanze tribali, che per definizione raggruppano insieme gente in piccole entità. Lo spirito democratico è molto più presente in una tribù, in un villaggio, che in un grande paese, semplicemente perché le persone si conoscono, condividono un comune ritmo di vita che comporta una sorta di auto-regolamentazione o addirittura auto-censura, in quanto la reazioni e le contro-reazioni di altri membri provocano ripercussioni sul gruppo. Da questa prospettiva, sembrerebbe che la Libia si adatti meglio alle condizioni poste da Rousseau rispetto agli Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna; tutte società altamente urbanizzate dove la maggior parte dei vicini di casa non si dicono nemmeno ciao e quindi non si conoscono, anche se hanno vissuto fianco a fianco per 20 anni. Questi paesi sono passati direttamente alla fase successiva – ‘il voto’- che è stato abilmente santificato per offuscare il fatto che votare sul futuro del paese è inutile se l’ elettore non conosce gli altri cittadini e spingendo ciò ai limiti del ridicolo con il diritto di voto dato alle persone che vivono all’estero.
La semplicità nelle abitudini e nei modelli di comportamento sono inoltre essenziali se si vuole evitare di spendere la maggior parte del tempo a discutere procedure legali e giudiziarie al fine di far fronte alla moltitudine di conflitti di interesse inevitabili in una società grande e complessa. I Paesi occidentali si definiscono nazioni civili con una struttura sociale più complessa mentre la Libia è descritta come un paese primitivo con un semplice set di costumi. Questo aspetto indica anche che la Libia risponde meglio ai criteri democratici di Rousseau di tutti coloro che cercano di dare lezioni di democrazia. I conflitti nelle società complesse sono frequentemente vinti da chi ha più potere, motivo per cui i ricchi riescono a evitare la prigione, in quanto possono permettersi di assumere i migliori avvocati. Nella città di New York, per esempio, dove il 75 per cento della popolazione è bianca, l’80 per cento dei posti di direzione sono occupati da bianchi che rappresentano solo il 20 per cento delle persone incarcerate.
Parità di status e di ricchezza: Uno sguardo alla lista 2010 di Forbes mostra chi sono le persone più ricche in ciascuno dei paesi che attualmente stanno bombardando la Libia e la differenza tra loro e quelli che guadagnano i salari più bassi in quelle nazioni; se si fa lo stesso per la Libia,questo rivelerà che in termini di distribuzione della ricchezza, la nazione di Gheddafi ha molto di più da insegnare a coloro che ora la combattono, e non il contrario. Quindi anche qui, utilizzando i criteri di Rousseau, la Libia è più democratica delle nazioni che pomposamente fingono di esportare la democrazia. Negli Stati Uniti, il 5 per cento della popolazione possiede il 60 per cento della ricchezza nazionale, il che rende la società più ineguale e squilibrata nel mondo.
Niente lussi: secondo Rousseau non ci può essere alcun lusso se ci deve essere la democrazia. Il lusso, dice, fa la ricchezza una necessità che diventa poi una virtù in sé, e non diventa il benessere del popolo ad essere l’obiettivo da raggiungere a tutti i costi ;il lusso corrompe sia i ricchi che i poveri, i primi attraverso il possesso e i secondi per l’ invidia, rende la nazione morbida e preda di vanità, distanzia il popolo dallo Stato e lo schiavizza, rendendo la gente “schiavi di opinione”.
C’è più lusso in Francia che in Libia? Le relazioni sui lavoratori dipendenti che si suicidano a causa di stressanti condizioni di lavoro anche in società pubbliche o semi-pubbliche, tutto in nome della massimizzazione del profitto per una minoranza e il loro mantenimento nel lusso, accade nell’ Occidente, non certo nella Libia.
Il sociologo americano C. Wright Mills scrisse nel 1956 che la democrazia americana è stata una ‘dittatura della elite ‘. Secondo Mills, gli Stati Uniti non rappresentano una democrazia perché è il denaro che parla durante le elezioni e non il popolo. I risultati di ogni elezione sono l’espressione della voce dei soldi e non della voce del popolo. Dopo Bush junior e Bush senior, già si sta parlando di un più giovane Bush per le primarie repubblicane del 2012 . Inoltre, come Max Weber ha sottolineato, dal momento che il potere politico dipende dalla burocrazia, gli Usa hanno 43 milioni di burocrati e di personale militare che effettivamente governano il paese, ma senza essere eletti e senza essere responsabili verso il popolo per le loro azioni. Una persona (un ricco) viene eletto, ma il potere reale sta con la casta dei ricchi, che quindi ottengono le nomine di ambasciatori, generali, ecc..
Quante persone di queste sedicenti democrazie sanno che la Costituzione del Perù vieta al presidente uscente di provare a candidarsi per un secondo mandato consecutivo? Quanti sanno che in Guatemala, non solo un presidente uscente non può cercare la rielezione per la stessa carica,ma nessuno della famiglia di quella persona può aspirare al suo posto? O che il Ruanda è l’unico paese al mondo che ha il 56 per cento di donne parlamentari? Quante persone sanno che nel 2007 nell’l’indice della CIA i quattro miglior paesi governati al mondo erano in Africa? Che il primo premio va alla Guinea Equatoriale il cui debito pubblico rappresenta solo il 1,14 per cento del PIL?
Rousseau sostiene che le guerre civili, le rivolte e le ribellioni siano gli ingredienti dell’ inizio della democrazia. Perché la democrazia non è un fine, ma un processo permanente della riaffermazione dei diritti naturali degli esseri umani che nei paesi di tutto il mondo (senza eccezioni) sono calpestati da un pugno di uomini e donne che hanno dirottato il potere del popolo per perpetuare la loro supremazia. Ci sono qua e là, gruppi di persone che hanno usurpato il termine ‘democrazia’ – invece di essere un ideale da perseguire è diventata un’etichetta da assegnare o uno slogan che viene utilizzato da persone che possono gridare più forte di altri. Se un paese è calmo, come la Francia o gli Stati Uniti, vale a dire senza ribellioni, significa solo, dal punto di vista di Rousseau, che il sistema dittatoriale è sufficientemente repressivo per prevenire qualsiasi rivolta.
Non sarebbe una cattiva cosa se i libici si ribellassero. Quello che è sbagliato è affermare che la gente stoicamente accetta un sistema che li reprime ovunque, senza reagire. Rousseau conclude: ‘quam periculosam Malo libertatem servitium quietum – traduzione – Se gli dei fossero persone, si sarebbero governate democraticamente. Un tale governo perfetto non è applicabile agli esseri umani. Pretendere che qualcuno sta uccidendo i libici per il loro bene è una bufala.
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