Ecco chi vuole bloccare il Paese
La leader della Cgil: "La filosofia del governo è sbagliata. Si dà il messaggio che bisogna licenziare. L'opposto di quello che serve. Abbiamo un governo incapace di agire e capace solo di prendere ordini".
Il ministro Sacconi sull'ipotesi di facili licenziamenti: "Le norme serviranno per far crescere l'occupazione. L’Italia ha regole troppo rigide. Qualcuno dismetta l’abito ideologico". E Bonanni: "Sciopereremo se il governo non torna indietro"
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi torna a parlare delle nuove norme sull'occupazione, dopo la lettera sulle riforme inviata dal governo italiano all'Unione europea, e già i sindacati dichiarano guerra.
Già l'articolo 8 della manovra economica, nelle scorse settimane, aveva suscitato le polemiche da parte dei sindacati.
La norma non è stata accettata soprattutto dalla Cgil perché secondo il sindacato della Camusso favorirebbe i licenziamenti.
Ma Sacconi respinge ogni accusa e tira dritto:
"L’Italia ha regole troppo rigide sui licenziamenti. Qualcuno dismetta l’abito ideologico. Mi riferisco ai licenziamenti: siamo l’unico paese al mondo che ha regole così rigide. Parlare di licenziamenti facili è una brutta sintesi. Lo scopo delle misure che ci sono state chieste e su cui ci siamo impegnati è accrescere l’occupazione", ha affermato il ministro.
Ma i sindacati non accettano le rassicurazioni del ministro.
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Così ha risposto al ministro del Welfare il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni, e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil
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Il ministro Sacconi puntualizza che il governo sta assumendo degli impegni "relativi a una maggiore occupazione giovanile e delle donne" con contratti come "l’apprendistato, l’inserimento delle donne, il credito d’imposta per incentivare nuove assunzioni nel Mezzogiorno, favorire il tempo parziale per conciliare il tempo del lavoro e il tempo della famiglia".
Sul punto specifico dei licenziamenti per motivi economici, cioè quando un'azienda attraversa un periodo di crisi e di ristrutturazioni, Sacconi nega che ciò voglia dire facili licenziamenti.
"Il provvedimento ha lo scopo di incoraggiare maggiori assunzioni: in tempi incerti - spiega il ministro - una impresa sarà incoraggiata ad assumere se sa che nel momento in cui le cose vanno male può rapidamente riorganizzarsi.
Al contempo abbiamo preso anche l’impegno a rendere più efficiente il sistema degli ammortizzatori sociali, senza uscire dal solco della nostra tradizione che è quella di un Paese che cerca di proteggere coloro che sono vittime di programmi di riorganizzazione produttiva".
E sul futuro del lavoro in Italia il ministro ha le idee chiare:
"L’obiettivo principale rimane non licenziare ma creare più lavoro".
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...è ora che il GOVERNO NON MOLLI e parli con chiarezza cercando di portare alla ragione sia i sindacati che la Confindustria, che dicono di tutelare rispettivamente I LAVORATORI e L'IMPRESA, ma che in effetti TUTELANO PREVALENTEMENTE LA LORO SOPRAVVIVENZA...e quindi senza arretrare di un metro, come ha fatto il MAGNIFICO MARCHIONNE, dire con risoluta decisione a tutte le forze sociali,
IN PARTICOLARE ai preistorici sindacati CGIL e CGIL-FIOM, alla CAMUSSO CGIL, a LANDINI-FIOM ed a tutti i sindacati che fanno una difesa IDEOLOGICA ANTISTORICA dell'IMPEDIMENTO A LICENZIARE A TUTTI I COSTI, che possono accomodarsi nell'esercizio AD OLTRANZA degli SCIOPERI, ma che la politica del governo in carica non è disposta a CEDERE, MA ANZI INTENDE APPLICARE ALLA LETTERA QUANTO PRESENTATO ED APPROVATO A BRUXELLES!!
CE N'EST QU'UN DEBUT CONTINUONS LE COMBAT!!
ncav:
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