Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito IL PADRONE E LO SCUDIERO

    Bossi: «Ora si va avanti, no al voto
    Sulle pensioni non è cambiato niente»
    «Fini? E' la rabbia di chi non conta niente. Tremonti si è
    defilato ma rimango suo amico, ha fatto il federalismo


    Bossi: «Ora si va avanti, no al voto Sulle pensioni non è cambiato niente» - Il Gazzettino


    ROMA - «Si vota quando sarà il momento, non è adesso, ora si va avanti». Lo dice il capo della Lega, Umberto Bossi. «Se non avessimo risposto nel modo giusto all'Europa sulle pensioni saremo andati subito al voto», ha aggiunto.

    «Non è una mia vittoria ma è una vittoria della giustizia», ha detto poi Bossi ai giornalisti che gli chiedono del risultato ragiunto sulle pensioni di anzianità. «Per altro su quelle di vecchiaia scrivete il falso perché non è cambiato nulla», ha aggiunto il Senatur.

    «Dalla Ue è venuto un giudizio positivo, ci siamo impegnati, mica potevamo spaccare l'Europa», così o Bossi ha giudicato poi il modo in cui è stata accolta la lettera che il premier Silvio Berlusconi ha portato a Bruxelles. Il leader leghista ha sottolineato che «Tremonti si è defilato». «Rimango suo amico - aggiunge Bossi riferendosi al ministro dell'Economia - perché ha fatto il federalismo, ma Berlusconi ha i voti per il federalismo e questo non lo dimentico».

    Quello che è successo ieri in aula alla Camera deriva non dall'avvio di fatto della campagna elettorale ma da «un momento di rabbia», ha sottolineato ancora Bossi, eiferendosi alla rissa alla Camera, ma senza citare esplicitamente il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini. «È un momento di rabbia, non è la campagna elettorale. È la rabbia di chi non conta più niente». La polemica era nata dopo le dichiarazioni di Fini a Ballarò sulla pensione della moglie del ministro delle Riforme (avuta a 39 anni). Il leader del Carroccio ha ribadito: uno in pensione «ci va con le leggi che ci sono».



    ALLA FINE COME SEMPRE, le solite goliardate eccentriche di minaccia e ripicca verso il padrone poi la solita conversione.
    Uno così non farà mai e poi mai cadere il governo, lo scudiero, come i bambini al massimo farà qualche capriccio, poi alla fine il padrone-padre gli farà capire che è giusto continuare sulla strada che il capo vorrà, e tutto tornerà come prima.



    Bossi frena: "Il voto? No, per ora si va avanti" - Quotidiano Net


    Una finta tra l'opposizione fra il padrone e lo scudiero e d'altra parte la debolezza dello scudiero per le tante ragioni che lo animano.


    Tra l'altro lo scudiero dovrebbe poi chiarire sul fatto che sua moglie ha la baby pensione dall'età di 39 anni. Almeno dovrebbero esserlo i lecchisti a esigerlo, ma si sa ormai hanno imparato il peggio dell'itaglianismo, e questo è impossibile.

  2. #2
    Super Troll
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    Predefinito Rif: IL PADRONE E LO SCUDIERO

    domanda pertinente:
    è il padrone a scegliersi il cane più consono alle sue esigenze o è il cane a scegliersi il padrone più consono alle proprie?

  3. #3
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: IL PADRONE E LO SCUDIERO

    Citazione Originariamente Scritto da FIUME.SAND.CREEK Visualizza Messaggio
    domanda pertinente:
    è il padrone a scegliersi il cane più consono alle sue esigenze o è il cane a scegliersi il padrone più consono alle proprie?
    domanda sottile e pertinente.

    Il cane ha altri padroni ma essendo un cane , per non apparire fuori norma si è cercato un padrone comune per non dover pensare al vitto,e svolgere il lavoro per cui è stato assoldato.

    Certe volte fare il cane è una mimetizzazione.
    Ultima modifica di jotsecondo; 27-10-11 alle 14:55
    O si taglia o il caos

  4. #4
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    Predefinito Rif: IL PADRONE E LO SCUDIERO

    La ramanzina di Bossi a Tosi: in 9 giorni
    il sindaco passa da «str...» a figliol prodigo
    Faccia a faccia tra il leader della Lega e il sindaco veneto
    che assicura: «Mai stata guerra, il Carroccio è una famiglia


    La ramanzina di Bossi a Tosi: in 9 giorni il sindaco passa da «str...» a figliol prodigo - Il Gazzettino


    VERONA - Sulla carta, viste le premesse della scorsa settimana, con botta e risposta decisamente aspri, ci si sarebbe aspettato un faccia a faccia esplosivo tra il leader della Lega Umberto Bossi e il sindaco "ribelle" di Verona Flavio Tosi. E invece, quello che doveva essere un confronto serrato, si è trasformato in un allegro ritrovo fra amici, almeno dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco dopo l'incontro: «Con Bossi non c'è mai stata guerra» e «ci siamo lasciati non solo in maniera tranquilla ma di più».

    La scorsa settimana, dopo alcune dichiarazioni di Tosi ritenute eccessivamente critiche sul governo, Bossi arrivò a definire pubblicamente «uno stronzo» il sindaco di Verona. L'incontro di oggi in via Bellerio avrebbe dovuto contribuire a chiarire il rapporto fra il leader del Carroccio e il "suo" sindaco. In via Bellerio era presente anche il ministro Calderoli, mentre poco prima dell'arrivo di Tosi se ne era andato il segretario leghista veneto Gian Paolo Gobbo.

    Tosi getta acqua sul fuoco e rientra nei ranghi. «Con Bossi non c'è mai stata guerra» e «ci siamo lasciati non solo in maniera tranquilla ma di più». Queste le prime parole pronunciate da Flavio Tosi uscendo dalla sede della Lega dove ha appena incontrato Bossi. «La Lega - ha risposto il sindaco di Verona ai giornalisti - è una famiglia, abbiamo parlato di questioni di carattere generale, non di una singola dichiarazione: la Lega è un movimento dove c'è un capo, le cose vengono discusse e poi alla fine ci si chiarisce». Proprio perché è una famiglia, ha aggiunto, «ogni tanto dal capo ci si prende qualche parola ma va bene cosi». «Tosi è il sindaco di Verona - ha concluso - e Umberto Bossi è il capo e fa il segretario federale e nel movimento c'è una gerarchia».

    «Un incontro sereno e tranquillo come sempre: sono in Lega da vent'anni e intendo rimanerci ancora a lungo». Lo ha detto il sindaco di Verona durante la registrazione de "L'ultima parola", la trasmissione condotta da Gianluigi Paragone in onda su Raidue. Tosi, interpellato dal conduttore, ha sostenuto che «non si è mai parlato di fratture né di espulsioni» nel movimento, ribadendo, riferendosi a Bossi, che «il capo a volte è un po' vivace, ma è il capo, e per fortuna la Lega ha una gerarchia» che la rende forte.




    TESTUALI PAROLE:


    la Lega è un movimento dove c'è un capo, le cose vengono discusse e poi alla fine ci si chiarisce». Proprio perché è una famiglia, ha aggiunto, «ogni tanto dal capo ci si prende qualche parola ma va bene cosi». «Tosi è il sindaco di Verona - ha concluso - e Umberto Bossi è il capo e fa il segretario federale e nel movimento c'è una gerarchia».


    FAMIGGHIA - GERARCHIA - CAPO - tutte patologie legate al culto della personalità del capo incoerente ed emotivamente instabile. Dicono e stradico, disfano e rifanno tutto in casa proprio come una setta altamente faziosa.

    Gente simile è meglio perderla che trovarla perché disfano ogni cosa con cui vengono a contatto. Sono diventati uguali a chi volevano combattere.

  5. #5
    Super Troll
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    Predefinito Rif: IL PADRONE E LO SCUDIERO

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    La ramanzina di Bossi a Tosi: in 9 giorni
    il sindaco passa da «str...» a figliol prodigo
    Faccia a faccia tra il leader della Lega e il sindaco veneto
    che assicura: «Mai stata guerra, il Carroccio è una famiglia


    La ramanzina di Bossi a Tosi: in 9 giorni il sindaco passa da «str...» a figliol prodigo*-*Il Gazzettino


    VERONA - Sulla carta, viste le premesse della scorsa settimana, con botta e risposta decisamente aspri, ci si sarebbe aspettato un faccia a faccia esplosivo tra il leader della Lega Umberto Bossi e il sindaco "ribelle" di Verona Flavio Tosi. E invece, quello che doveva essere un confronto serrato, si è trasformato in un allegro ritrovo fra amici, almeno dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco dopo l'incontro: «Con Bossi non c'è mai stata guerra» e «ci siamo lasciati non solo in maniera tranquilla ma di più».

    La scorsa settimana, dopo alcune dichiarazioni di Tosi ritenute eccessivamente critiche sul governo, Bossi arrivò a definire pubblicamente «uno stronzo» il sindaco di Verona. L'incontro di oggi in via Bellerio avrebbe dovuto contribuire a chiarire il rapporto fra il leader del Carroccio e il "suo" sindaco. In via Bellerio era presente anche il ministro Calderoli, mentre poco prima dell'arrivo di Tosi se ne era andato il segretario leghista veneto Gian Paolo Gobbo.

    Tosi getta acqua sul fuoco e rientra nei ranghi. «Con Bossi non c'è mai stata guerra» e «ci siamo lasciati non solo in maniera tranquilla ma di più». Queste le prime parole pronunciate da Flavio Tosi uscendo dalla sede della Lega dove ha appena incontrato Bossi. «La Lega - ha risposto il sindaco di Verona ai giornalisti - è una famiglia, abbiamo parlato di questioni di carattere generale, non di una singola dichiarazione: la Lega è un movimento dove c'è un capo, le cose vengono discusse e poi alla fine ci si chiarisce». Proprio perché è una famiglia, ha aggiunto, «ogni tanto dal capo ci si prende qualche parola ma va bene cosi». «Tosi è il sindaco di Verona - ha concluso - e Umberto Bossi è il capo e fa il segretario federale e nel movimento c'è una gerarchia».

    «Un incontro sereno e tranquillo come sempre: sono in Lega da vent'anni e intendo rimanerci ancora a lungo». Lo ha detto il sindaco di Verona durante la registrazione de "L'ultima parola", la trasmissione condotta da Gianluigi Paragone in onda su Raidue. Tosi, interpellato dal conduttore, ha sostenuto che «non si è mai parlato di fratture né di espulsioni» nel movimento, ribadendo, riferendosi a Bossi, che «il capo a volte è un po' vivace, ma è il capo, e per fortuna la Lega ha una gerarchia» che la rende forte.




    TESTUALI PAROLE:


    la Lega è un movimento dove c'è un capo, le cose vengono discusse e poi alla fine ci si chiarisce». Proprio perché è una famiglia, ha aggiunto, «ogni tanto dal capo ci si prende qualche parola ma va bene cosi». «Tosi è il sindaco di Verona - ha concluso - e Umberto Bossi è il capo e fa il segretario federale e nel movimento c'è una gerarchia».


    FAMIGGHIA - GERARCHIA - CAPO - tutte patologie legate al culto della personalità del capo incoerente ed emotivamente instabile. Dicono e stradico, disfano e rifanno tutto in casa proprio come una setta altamente faziosa.

    Gente simile è meglio perderla che trovarla perché disfano ogni cosa con cui vengono a contatto. Sono diventati uguali a chi volevano combattere.
    non riesco a rammentare quando sono stati diversi (intendo nei fatti, non nei proclami).
    eppure ho una buona memoria.

 

 

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