Se persino Repubblica arriva a parlare del fatto che tutti i classici tipi di risparmio degli italiani sono in pericolo... vuol dire che siamo vicini al tracollo:
La volatilità imprigiona i mercati Risparmiatori a caccia di bund - Repubblica.it
La volatilità imprigiona i mercati
Risparmiatori a caccia di bund
Difficile diversificare: nell'ultimo mese in calo anche le materie prime. Tengono le valute rifugio, dal franco svizzero al dollaro australiano. L'Italia resta un'incognita
di GIULIANO BALESTRERI
MILANO - Mercati prigionieri della volatilità, Borse in balia degli eventi e risparmiatori fermi al palo. Con il solo obiettivo di difendersi. "E non è facile", esordisce Giulio Casuccio, responsabile gestioni quantitative e ricerca di Fondaco Sgr che aggiunge: "Nell'ultimo mese sono arretrate anche le commodities, hanno perso il 20-25% del valore. Bisogna diversificare con i beni rifugio, dal bund tedesco al franco svizzero". E Giovanni Landi, senior partner di Anthilia, prosegue: "L'atteggiamento dei mercati è assolutamente imprevedibili. Il governo in questo momento non è credibile e i mercati non si fidano più delle riforme promesse. La soluzione migliore è stare fermi". Anche perché le perdite sono già in portafoglio.
I titoli di Stato. Il bene rifugio per eccellenza è il bund tedesco. A 10 anni rende meno dell'inflazione, all'1,8%, ma è lo strumento migliore per proteggere il proprio capitale. Gli altri titoli di debito sovrano sono estremamente volatili. "La Grecia si è dimostrata inaffidabile - dice Landi -. La richiesta di referendum mette in crisi il sistema. Negli Stati Uniti la California non si sognerebbe mai di fare una cosa del genere dopo aver incassato gli aiuti governativi. A questo punto serve una cintura di salvataggio per Italia e Spagna". Come a dire il rischio contagio è enorme. I titoli italiani a 10 anni rendono più del 10%, la cedola è attraente, ma il mercato teme una ristrutturazione anche perché ormai per l'Italia indebitarsi sul mercato è più costoso che chiedere l'aiuto del fondo Salva Stati: "Potrebbe essere interessante investire su Bot a 6 mesi - dice Casuccio -. Hanno un rendimento del 3,5%, ma per farlo bisogna aver fiducia, almeno a breve termine nel Paese. Ma siamo vicini alla situazione di Grecia, Irlanda e Portogallo".
Azionario. Dopo il rally di ottobre le banche hanno perso tutto. In due sedute Unicredit è tornata ai livelli di fine settembre: "L'azionario ha bruciato gli ultimi guadagni - prosegue Landi -. Difficile fare previsioni. La crescita cinese sta iniziando a rallentare, le aziende sono in difficoltà. C'è un'incertezza tale che diventa difficile pensare all'economia reale. Con un mercato così irrazionale è meglio stare fermi". E Casuccio fa eco: "Questi movimenti penalizzano tutti. Difficile immaginare quando possa tornare la stabilizzazione, anche se ci sono titoli che scambiano ai minimi. Comunque chi non è costretto a vendere deve tenere duro per limitare i danni".
Beni rifugio. Difficile trovare un porto sicuro cui affidare i propri risparmi. Potrebbero essere a rischio anche i conti bancari, soprattutto se a vacillare sarà - di nuovo - l'euro. La liquidità resta una delle scelte migliori: "I Paesi periferici continuano a essere in difficoltà - conclude Landi - e il fallimento di un broker com Mf era in qualche modo prevedibile. I beni rifugio sono volatili come il resto del mercato". E anche per Casuccio la situazione è difficile: "C'è il bund tedesco e poi ci sono le valute. Il franco svizzero, il dollaro australiano e le monete scandinave, ma la scelta si sta restringendo". Restano l'oro e l'argento che nell'ultimo mese hanno guadagnato 5% e il 10% confermando il trend di inizio anno.
(01 novembre 2011)




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