Crisi, Cdm approva maxi emandamento
In un secondo momento si procederà anche con un decreto. Calderoli: «Quando si calano le braghe...»
MILANO - Il Consiglio dei ministri, convocato mercoledì sera, ha approvato un emendamento alla legge di stabilità con le norme anticrisi. E, riferiscono fonti di governo, in un secondo tempo si procederà anche a fare un decreto ed un disegno di legge con misure contro la crisi. Cosa conterrà il pacchetto non è ancora chiaro, ma già da mercoledì pomeriggio, sempre fonti dell'esecutivo negano la possibilità di un prelievo forzoso sui conti correnti. E pare che non ci saranno nemmeno interventi sul patrimonio.
LE MISURE - Nei giorni scorsi l'ipotesi più accreditata prevedeva appunto un prelievo forzoso del 5 per mille sulle somme in banca, poi smentita. E non finisce qui. Perché neppure la cosiddetta patrimoniale sarebbe stata inserita. Tra le misure previste, invece, potrebbero esserci, tra le altre, la vendita di immobili e misure sul trasporto locale. Poi gli enti locali, potranno valutare «l'opportunità di procedere all'affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici». Per quanto riguarda la liberalizzazione degli ordini professionali, la bozza del decreto prevede una riforma «entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto». Mentre sul mercato del lavoro il provvedimento dovrebbe in buona parte recepire le proposte del senatore del Pd, Pietro Ichino, sulla cosiddetta «flessibilità in uscita». Inoltre saranno facilitati i contratti di apprendistato ed è prevista una serie di incentivi per l'assunzione di giovani disoccupati, per facilitare il lavoro part-time, l'inserimento delle donne e il telelavoro. Ci dovrebbero essere anche incentivi per il Sud. In ogni caso, secondo Palazzo Chigi, il provvedimento recepisce «gli impegni assunti dal premier Silvio Berlusconi nella sua lettera all'Unione europea del 26 ottobre scorso».
IL QUIRINALE -Dunque, sì al maxi-emendamento, addio al decreto (almeno per ora). A causare la frenata sarebbe stato Giorgio Napolitano. Secondo l'agenzia di stampa Tmnews, il Colle avrebbe stoppato il decreto. Non per una contrarietà di principio rispetto allo strumento del decreto ma perché nel provvedimento sarebbero state inserite molte misure che non avevano attinenza con l'emergenza economica che il Paese deve fronteggiare. Insomma, il rischio che il decreto per rispondere alla crisi diventasse un contenitore «omnibus» di tante misure inserite solo per «sfruttare» la corsia preferenziale della «necessità e urgenza» sarebbe all'origine delle obiezioni del presidente della Repubblica. Obiezioni che hanno portato il governo a ripensare tutto.
LE REAZIONI - Ma questa marcia indietro non soddisfa. Il primo a parlarne apertamente è il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli: «Decreto legge alla memoria: quando si calano le braghe bisogna stare molto attenti a coprirsi le spalle perchè svolazzano i temuti uccelli paduli...». E sulle misure il Pd è scettico perché sono «ancora lontane da quel che ci vorrebbe, purtroppo».
Redazione Online
02 novembre 2011 23:25
Crisi, Cdm approva maxi emandamento - Corriere della Sera




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