Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 47
  1. #1
    Сардиния
    Data Registrazione
    12 Nov 2009
    Località
    Терранова
    Messaggi
    7,133
     Likes dati
    2,344
     Like avuti
    3,090
    Mentioned
    62 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Ora che Gheddafi è morto e le luci della ribalta si sono spente e tutto passa "nell'archivio polveroso dell'obblio", con un filo-americano al potere in tripoli (quanto durerà sarà da vedere ...hefico: ), si possono fare i primi bilanci, su cosa è stata la libia e su quel che non sarà mai più.



    Gheddafi è morto, assassinato come un cane da un manipolo di merde
    al soldo NATO.


    E’ normale, è già successo con Slobo Milosevic e con Saddam Hussein. Quando un capo di stato (e volutamente non uso il termine dittatore) è amato dai suoi cittadini perchè antepone il loro benessere alle esigenze dei padroni dell’occidente finanziario, guerrafondaio e imperialista, diventa un nemico pubblico. Nel caso di Gheddafi non ci si è limitati alla sola demonizzazione: si è costruito un teatro di menzogne immenso che ha intasato tutti i media internazionali. Mai come in questo caso la guerra mediatica fatta di menzogne grossolane ha agito soprattutto frenando l’appoggio popolare in occidente verso questo capo di stato. Tutti si son bevuti la cazzata del “dittatore” sanguinario quando la Jamariah è stata proprio forse l’unico esempio attuale di democrazia dal basso. E nessuno ha fermato la guerra occidentale che ha devastato con i droni, il fosforo bianco, i gas e l’uranio impoverito un paese innocente e massacrato senza pietà alcuna un intero popolo.

    Leggiamo da “Lo Sai” di Firenze (ma sono notizie verificabili ovunque, a volersi impegnare in una ricerca propria):

    - Elettricità domestica gratuita per tutti

    - Acqua domestica gratuita per tutti

    - Il prezzo della benzina è di 0,08 euro al litro

    - Il costo della vita in Libia è molto meno caro di quello dei paesi occidentali. Per esempio il costo di una mezza baguette di pane in Francia costa più o meno 0,40 euro, quando in Libia costa solo 0,11 euro. Se volessimo comprare 40 mezze baguette si avrebbe un risparmio di 11,60 euro.

    - Le banche libiche accordano prestiti senza interessi

    - I cittadini non hanno tasse da pagaren e l’IVA non esiste.

    - Lo stato ha investito molto per creare nuovi posti di lavoro

    - La Libia non ha debito pubblico, quando la Francia aveva 223 miliardi di debito nel Gennaio 2011, che sarebbe il 6,7% del PIL. Questo debito per i paesi occidentali continua a crescere

    - Il prezzo delle vetture (Chevrolet, Toyota, Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Renault…) è al prezzo di costo

    - Per ogni studente che vuole andare a studiare all’estero, il governo attribuisce una borsa di 1 627,11 Euro al mese.

    - Tutti gli studenti diplomati ricevono lo stipendio medio della professione scelta se non riescono a trovare lavoro

    - Quando una coppia si sposa, lo Stato paga il primo appartamento o casa (150 metri quadrati)

    - Ogni famiglia libica, previa presentazione del libretto di famiglia, riceve un aiuto di 300 euro al mese

    - Esistono dei posti chiamati « Jamaiya », dove si vendono a metà prezzo i prodotti alimentari per tutte le famiglie numerose, previa presentazione del libretto di famiglia

    - Tutti i pensionati ricevono un aiuto di 200 euro al mese, oltre la pensione.

    - Per tutti gli impiegati pubblici in caso di mobilità necessaria attraverso la Libia, lo Stato fornisce una vettura e una casa a titolo gratuito. Dopo qualche tempo questi beni diventano di proprietà dell’impiegato.

    - Nel servizio pubblico, anche se la persona si assenta uno o due giorni, non vi è alcuna riduzione di stipendio e non è richiesto alcun certificato medico

    - Tutti i cittadini della libia che non hanno una casa, possono iscriversi a una particolare organizzazione statale che gli attribirà una casa senza alcuna spesa e senza credito. Il diritto alla casa è fondamentale in Libia. E una casa deve essere di chi la occupa.

    - Tutti i cittadini libici che vogliono fare dei lavori nella propria casa possono iscriversi a una particolare organizzazione, e questi lavori saranno effettutati gratuitamente da aziende scelte dallo Stato.

    - L’eguaglianza tra uomo e donna è un punto cardine per la Libia, le donne hanno accesso a importanti funzioni e posizioni di responsabilità.

    - Ogni cittadino o cittadina della Libia si puo’ investire nella vita politica e nella gestione degli affari pubblici, a livello locale, regionale e nazionale, in un sistema di DEMOCRAZIA DIRETTA (iniziando dal Congresso popolare di base, permanente, fino ad arrivare al Congresso generale del popolo, il grande Congresso nazionale che si riunisce una volta all’anno) .


    In Libia c’era il reddito di cittadinanza, non c’era alcun “debito pubblico” da far pagare alla povera gente. C’era la possibilità per le giovani coppie di sposarsi, di avere una casa, di fare l’amore e procreare senza problemi economici. Gheddafi aveva previsto la soddisfazione del popolo come un elemento di peso, rilevante per la politica. Il suo ruolo era tutt’altro che dittatoriale: era il garante della Jamariah, un “presidente della Repubblica” che solo si teneva il privilegio di far fare ai suoi figli i manager del campionato di calcio libico. Ma il potere ce l’avevano funzionari eletti dai comitati di popolo che li controllavano. La corruzione era bassissima e Gheddafi proponeva continuamente leggi per aggirare anche questa poca. Il livello di vita dei libici stava ampiamente superando quello dei paesi occidentali, specialmente degli USA e dei paesi mediterranei d’Europa. Queste statistiche lasciano senza fiato e provengono da una fonte (international human developement) al di sopra di ogni favoritismo per la Libia di Gheddafi.

    Sarebbero stati pazzi i libici a rivoltarsi stando cosi le cose. E un uomo che ha dato tutto questo al suo popolo non poteva da un giorno all’altro mettersi a sparargli addosso come han detto i menzogneri mass media d’occidente.
    Gheddafi è stato ucciso premeditatamente, come premeditata e preparata da addestratori occidentali è stata questo schifo di guerra.

    Perchè, come ci spiega questo bellissimo commentatore afroamericano di cui non conosco il nome, stava lavorando agli “Stati Uniti d’Africa”. Aveva messo 300 milioni di dollari nella costruzione del satellite che ha permesso all’Africa intera ogni tipo di telecomunicazione. Gli altri 200 milioni provenivano dalla colletta degli altri paesi africani. Facendo cio’, Gheddafi ha sottratto a TIM, Vodafone e le altre multinazionali della comunicazione un’ingente fonte di profitto (5 milioni di dollari l’anno).

    Obama ha rapinato Gheddafi e i Libici dei soldi depositati nelle banche europee che sarebbero servite a creare strutture politiche, banche d’investimento, leggi e moneta propri degli africani. Progetti a cui gli occidentali non sarebbero potuti accedere e che Gheddafi aveva già cominciato quando nel 2007 fece quest’intervistaa Giovanni Minoli.

    Gheddafi (come molti altri leader africani assassinati dai servizi segreti e dagli eserciti occidentali, da Sankara a Lumumba) voleva liberare l’Africa dalla sua trappola: la trappola della dipendenza, della subordinazione e della schiavitu’ personale che costringe ad immigrare in paesi stranieri e a subire il razzismo e l’umiliazione per il fatto di “essere neri”.

    Gheddafi in Libia aveva eliminato il razzismo. Nessuno si sentiva diverso o strano per il fatto di avere una carnagione scura.

    Gli schifosi ratti che l’hanno ucciso invece sono razzisti: hanno infierito, si sono accaniti come gli schifosi topi di fogna che sono, proprio sulle genti di colore, che volevano bene al capo di stato come in nessun’altra parte del mondo e sono state trucidate. Massacrati per la loro affezione a Gheddafi: hanno subìto la crudeltà dei ratti mercenari piu’ degli altri.
    La vergogna di questa guerra, il sangue versato, le vite e i sogni distrutti sono la sola eredità che la NATO lascia in questo morente XXI secolo, prima di finire essa stessa sotto i colpi del marciume globalizzato che ha creato, coi suoi droni, con le sue armi illegali usate in spregio ad ogni senso del diritto, con la sua ipocrisia indefinibile in termini umani.
    Addio, Mohammar Gheddafi. Solo una giustizia divina potrà riportare armonia dopo la tua uccisione e la tua umanissima esistenza all’insegna dell’amore per il tuo popolo. Come Omar Mukhtar che ha combattuto per 20 anni contro l’ingiustizia coloniale, non sarai dimenticato.

    Fonte: Link

    Bisogna imparare gente ...imparare per non dimenticare!!!

  2. #2
    Brigata Boschi
    Data Registrazione
    09 Aug 2009
    Località
    terre di San Marco
    Messaggi
    7,935
     Likes dati
    1,336
     Like avuti
    1,605
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Libia....benvenuta nell'usurocrazia...
    planando sopra Boschi di braccia tese

  3. #3
    Forumista storico
    Data Registrazione
    23 Jan 2011
    Messaggi
    48,826
     Likes dati
    104,168
     Like avuti
    86,986
    Mentioned
    847 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    ...ma non solo la LIBIA a beneficiare di co' tanta libertà
    salvo piccolo obolo; qualche morto, alcune case distrutte..:giagia:

    Ma l' intero continente Africano liberato dal carnefice dall' orco
    opressore dal masticatore d' infanti...egli l' unico artefice ad
    esaltare l' immensa crisi in cui noi oggi ci troviamo..ed infatti..
    Usa: bombardare la Libia, un sogno lungo 25 anni...
    azzzzzinfame superamento di macroscopica crisi...
    i conti nelle mie povere tasche...nelle nostre tasche,
    non c'è mai fine all' inganno..:giagia:


    di Antonio Mazzeo
    giovedì 3 novembre 2011 -

    I costi del crimine della guerra, oggi

    “Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale”. Continua ad essere chiamato così il 4 novembre, cent’anni dopo la fine del primo terribile conflitto mondiale del secolo breve. Celebrata dai cappellani militari nelle piazze di tutta Italia, caserme e unità navali aperte alla visita di civili, giovani e studenti, donne e uomini armati nel nome della difesa del suolo patrio, dell’onore, di libertà sempre più effimere e intangibili.

    Eppure mai come quest’anno ci sarebbe tanto bisogno di riflettere sui soffocanti e deleteri processi di militarizzazione della società, dell’economia, della vita di milioni di italiani. Siamo in guerra, una guerra fatta di morti invisibili, in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Libia, Somalia, Africa centrale, Filippine, Kurdistan, Yemen e chissà ancora in quanti posti ancora. Una guerra che nelle periferie delle megalopoli è fatta di disperazione, abbandono, emarginazione, morte per fame e malattie. Una guerra alle risorse del pianeta, ai beni comuni, alle migrazioni, all’ambiente. Guerre che vedono l’Italia protagonista, complice, responsabile, vittima.

    I numeri sono entità fredde, astratte, spersonalizzanti. Il loro uso può assuefare, normalizzare, virtualizzare. Ma ci sono numeri che il 4 novembre ministri, generali e cappellani si guarderanno bene a menzionare. Come ad esempio quelli forniti dal Comando Nato di Bruxelles per quantificare le operazioni di morte realizzate in Libia. Dall’inizio di Unified Protector (31 marzo 2011) sino allo scorso 21 ottobre, ad esempio, sono state condotte 26.223 “sortite” di cui 9.634 Strike (quelle in cui c’è il cosiddetto ingaggio di obiettivi). Ovviamente ci si guarda bene a descrivere la tipologia degli obiettivi di cui si sta parlando. In linea con le guerre globali e permanenti del XXI secolo dove sono satelliti e computer a dirigere blitz e bombardamenti e dove vige il diktat di occultare qualsiasi scenario di distruzione in campo “avversario”, falchi e strateghi di Bruxelles si guardano bene a fornire i dati sui morti e i feriti. Non esistono. Non devono esistere. Ma quanti bambini, donne e uomini sono caduti sotto le bombe dei 9.634 Strike degli aerei Nato? Il 4 novembre faremmo bene a fermarci un attimo e pensarci.

    Anche perché, sempre secondo la Nato, l’80% delle missioni aeree della coalizione anti-Gheddafi sono state lanciate da basi italiane (Decimomannu, Trapani-Birgi, Sigonella, Gioia del Colle, Aviano, Amendola e Pantelleria, con l’apporto di altre infrastrutture Usa, Nato e italiane come Camp Darby, Pisa, Napoli-Capodichino, Poggio Renatico, Augusta, ecc.).

    Il 4 novembre dovrebbero riscendere in piazza gli indignati che si oppongono al modello globale neoliberista e al conseguente smantellamento dello stato sociale. Sì, perché la guerra, anzi le guerre del complesso militare-industriale nazionale, stanno dilapidando enormi risorse finanziarie, dissanguando i bilanci dello Stato e annientando le politiche di redistribuzione sociale. Per la Libia assistiamo a un tragico balletto delle cifre di spesa. Solo nei primi mesi di combattimento, l’intervento italiano è costato 500 milioni di euro, ma alcuni analisti affermano che si sia già abbondantemente superato i 700 milioni. Del resto i costi operativi dei singoli mezzi impiegati raggiungono valori allucinanti: tra i 30 e i 65.000 euro per ogni ora di volo dei cacciabombardieri; 11.500 euro per un’ora di volo dei cargo C-130; 100.000 euro di carburante per ogni ora di navigazione della portaerei “Garibaldi” e del cacciatorpediniere “Andrea Doria”. Senza dimenticare che ogni missile o bomba lanciata costa decine e decine di migliaia di euro: dieci strike, centinaia di miglia di euro; cento strike, milioni. Operazioni doppiamente immorali, per il sacrificio delle vittime in Libia, per i milioni di disoccupati o per le famiglie precipitate al disotto della soglia di povertà nel nostro Paese.

    Senza contare la guerra a Gheddafi, le missioni militari all’estero costeranno a fine 2011 un miliardo e mezzo di euro. Un insostenibile spreco di denaro imposto dai fabbricanti d’armi del complesso Finmeccanica e dal colosso degli idrocarburi ENI, le due holding che con il loro potere finanziario condizionano pesantemente le scelte di politica industriale, estera e della difesa. Come insostenibile è il livello raggiunto dalle spese militari: sempre nel 2011, il solo bilancio del Ministero della difesa ammonta a 20.556.850.000 (venti miliardi e mezzo) di euro, 192 milioni in più del bilancio 2010. E questo mentre istruzione, università, sanità, ambiente, pensioni e assistenza sociale hanno subito tagli draconiani. Vanno poi aggiunti i circa 3 miliardi di euro provenienti dai bilanci di altri ministeri che però hanno aperte finalità militari. Dai fondi del ministero per lo Sviluppo economico si attinge per la ricerca e produzione dei nuovi cacciabombardieri “Eurofighter”, delle unità navali classe “Fremm o per contribuire a favore delle industrie militari e spaziali nazionali; 753 milioni di euro sono stati sottratti dai fondi del ministero dell’Economia per prorogare gli interventi bellici in Afghanistan, Libano e nei Balcani; una percentuale ormai altissima del budget del MIUR, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca viene destinata alla folle corsa spaziale e satellitare delle forze armate.

    Nei deliri collettivi dei Signori delle guerre, l’Italia si trasforma giorno dopo giorno in un’immensa portaerei di morte, dove si moltiplicano basi, porti e infrastrutture militari, e dove sempre maggiori porzioni di territorio vengono armate e militarizzate. Festeggeremo il 4 novembre a Vicenza, splendida città del Palladio convertita in alloggio-caserma per i parà Usa pronti all’uso in Africa e Medio oriente; o in Sicilia, dove sta sorgendo uno dei quattro terminali terrestri del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare statunitense, il MUOStro di Niscemi, bomba ecologica che disperderà microonde cancerogene per un raggio di oltre 140 km.

    Lo festeggeremo a Sigonella, dove in 15 anni è stato speso un miliardo di dollari per trasformare lo scalo in un Hub, movimentare uomini, armi e munizioni in mezzo mondo e ospitare i famigerati Global Hawk, gli aerei senza pilota che disumanizzeranno ulteriormente le future guerre planetarie. Festeggeremo il 4 novembre nelle tante città di mare dove periodicamente approdano sottomarini e unità navali a capacità nucleare, decine di reattori desueti con il loro immane carico radioattivo. Lo festeggeremo infine con i corpi armati a cui è stata affidata l’ultima delle guerre all’umanità, quella contro le migrazioni e i migranti: la Guardia costiera, le Capitanerie di porto e la Guardia di finanza, che accanto alla Marina militare, all’Aeronautica, all’Esercito, all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia, presidiano i mari per impedire con ogni mezzo gli sbarchi di chi sogna ancora di poter sfuggire ai conflitti, ai disastri sempre meno naturali, alla fame e al sottosviluppo. Corpi militari che con i fondi “civili” europei acquistano sofisticati sistemi d’intercettazione radar e da installare all’interno dei parchi e delle riserve naturali del sud Italia e della Sardegna. Crimini che si sommano ad altri crimini, ingiustizie ad ingiustizie, logiche di morte alla morte. No, noi non festeggeremo il 4 novembre. Lo vivremo come un giorno di dolore e di lutto. E mostreremo indignati tutta la nostra rabbia, contro le guerre, le armi, i militarismi e le militarizzazioni.

    La vergogna scomparsa...e sembra ancora poca cosa...
    Attila Destriero e Arco...UNNO e TRINNOncav:
    Ultima modifica di attila621; 03-11-11 alle 13:06
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    12 May 2009
    Messaggi
    7,952
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Oblio con una "B"

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    Portovenere e La Spezia
    Messaggi
    61,212
     Likes dati
    11,724
     Like avuti
    7,655
    Mentioned
    348 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Riotterranno lo stesso democraticamente, non hanno bisogno dell'elemosina di un padrone.

    Poi ci credo fino a un certo punto di tutte ste cose gratis.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  6. #6
    Forumista storico
    Data Registrazione
    23 Jan 2011
    Messaggi
    48,826
     Likes dati
    104,168
     Like avuti
    86,986
    Mentioned
    847 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Riotterranno lo stesso democraticamente, non hanno bisogno dell'elemosina di un padrone.

    Poi ci credo fino a un certo punto di tutte ste cose gratis.
    è un gratis a cui noi stessi abbiam perso l' abitudine,
    di generazione in degenerazione...appunto...
    determinata dal fatto che oggi noi, noi tutti abituati
    ad una libertà fittizia salvo obolo, la risposta nella stessa
    parola: ABITUDINE..talmente assimilata da sembrar impossibile altro termine:
    GRATIS, E TUTTA LA SORPRESA CHE IN NOI MANIFESTA
    tale parolina, ma non è sempre stato così...:gratgrat:

    ...e naturalmente sei tu nella tua immensa ragione
    a sabilirne padrone...chiediti piuttosto quali e quanti
    i nostri padroni ad occidente, chiediti piuttosto il valore
    della vita di questo passo...chiediti piuttosto quando e quale
    il tuo momento..magari scelto e stabilito da altri e ricorda,
    l' abitudine l' assuefazione mentre tutto credi succeda ad altri
    rimarranno, si accentueranno..e sono brutte bestie ovunque
    colpiscano e per qualunque assoluta ragione.............
    C'è sempre un modo come del resto la ragione.:giagia:

    Attila Destriero e Arco..UNNO e TRINNO.."con due N!":giagia:
    P.s. mi spiace solo una cosa, che molta gente come voi non
    capisca il senso di quanto dico, ma trattasi di tutti, nessuno
    esente...tutti appunto. Oggi a te..chissà domani a me..
    In fondo il mondo gira sempre e comunque.
    Non importa ciò che credi..ma ciò che vedi.
    Ultima modifica di attila621; 03-11-11 alle 15:37
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Località
    Cagliari (Sardegna)
    Messaggi
    27,892
     Likes dati
    7,636
     Like avuti
    8,472
    Mentioned
    1149 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Riotterranno lo stesso democraticamente, non hanno bisogno dell'elemosina di un padrone.

    Poi ci credo fino a un certo punto di tutte ste cose gratis.
    Ecco cosa hanno detto i cittadini russi, ucraini e bielorussi che lavoravano in Libia su queste cose in una lettera aperta al presidente russo del 24 marzo di quest' anno.

    Noi siamo ucraini, russi e bielorussi, persone di diverse professioni (soprattutto medici) che lavorano in Libia da oltre un anno (da 2 a 20 anni). In tutto questo tempo abbiamo imparato a conoscere il modello di vita del popolo libico e dichiariamo che pochi cittadini, in altre nazioni del mondo, possiedono le comodità di cui possono godere i libici. Tutti hanno diritto a cure gratuite e i loro ospedali sono dotati del miglior equipaggiamento medico del mondo. In Libia l’istruzione è gratuita e le persone capaci hanno la possibilità di studiare all’estero a spese del governo. Ogni coppia che si sposa, riceve 60.000 dinari libici (circa 50.000 dollari USA) come assistenza economica. Lo stato concede prestiti senza interesse e spesso senza scadenza fissa. Grazie ai sussidi governativi, il prezzo delle automobili è molto più basso che in Europa e ogni famiglia può permettersi di acquistarle. Benzina e pane costano pochi centesimi, gli agricoltori non pagano tasse.
    Ultima modifica di Murru; 03-11-11 alle 15:30

  8. #8
    Moderatore
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    Portovenere e La Spezia
    Messaggi
    61,212
     Likes dati
    11,724
     Like avuti
    7,655
    Mentioned
    348 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Citazione Originariamente Scritto da attila621 Visualizza Messaggio
    è un gratis a cui noi stessi abbiam perso l' abitudine,
    Scusa parli complesso, e non capisco

    Comunque io critico anche l'occidente e critico anche i nostri.

    Quando Mc Obama salva le banche con i soldi degli americani ne è un solo esempio.

    Quando facciamo opere inutili con i soldi degli italiani tipo il ponte ne è un altro.

    Però dobbiamo anche sapere che la Libia è un paese pieno di petrolio ed è chiaro che stiano bene, almeno prima della guerra, ma se migliaia sono scesi in piazza a farsi massacrare, proprio bene non stavano.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  9. #9
    Moderatore
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    Portovenere e La Spezia
    Messaggi
    61,212
     Likes dati
    11,724
     Like avuti
    7,655
    Mentioned
    348 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Citazione Originariamente Scritto da Murru Visualizza Messaggio
    Ecco cosa hanno detto i cittadini russi, ucraini e bielorussi che lavoravano in Libia su queste cose in una lettera aperta al presidente russo del 24 marzo di quest' anno.

    Noi siamo ucraini, russi e bielorussi, persone di diverse professioni (soprattutto medici) che lavorano in Libia da oltre un anno (da 2 a 20 anni). In tutto questo tempo abbiamo imparato a conoscere il modello di vita del popolo libico e dichiariamo che pochi cittadini, in altre nazioni del mondo, possiedono le comodità di cui possono godere i libici. Tutti hanno diritto a cure gratuite e i loro ospedali sono dotati del miglior equipaggiamento medico del mondo. In Libia l’istruzione è gratuita e le persone capaci hanno la possibilità di studiare all’estero a spese del governo. Ogni coppia che si sposa, riceve 60.000 dinari libici (circa 50.000 dollari USA) come assistenza economica. Lo stato concede prestiti senza interesse e spesso senza scadenza fissa. Grazie ai sussidi governativi, il prezzo delle automobili è molto più basso che in Europa e ogni famiglia può permettersi di acquistarle. Benzina e pane costano pochi centesimi, gli agricoltori non pagano tasse.
    Diamo per scontato SI, è comunque un paese spopolato, ma giovane, su un mare di petrolio.

    Noi siamo un paese ultrapopolato, ma vecchio, senza petrolio e con una immenso serbatoio di pensionati da mantenere.

    Eppure abbiamo la scuola quasi gratis anche noi.

    Comunque Murru, ma mia è una posizione intermedia, io critico l'occidente, dico solo che la scienza economica è ancora primitiva e spesso mettiamo l'ideologia davanti a tutto, non lo studio analitico.

    La Libia la possiamo paragonare alla Norvegia, e al Cile, per caratteristiche.

    Il Cile in effetti sta male, perchè malgrado metà del rame del mondo ha un tenore di vita mediocre, la Norvegia sta veramente bene, malgrado il clima.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  10. #10
    Forumista storico
    Data Registrazione
    23 Jan 2011
    Messaggi
    48,826
     Likes dati
    104,168
     Like avuti
    86,986
    Mentioned
    847 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Libia: Ecco cosa i Libici hanno perso.

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Scusa parli complesso, e non capisco

    Comunque io critico anche l'occidente e critico anche i nostri.

    Quando Mc Obama salva le banche con i soldi degli americani ne è un solo esempio.

    Quando facciamo opere inutili con i soldi degli italiani tipo il ponte ne è un altro.

    Però dobbiamo anche sapere che la Libia è un paese pieno di petrolio ed è chiaro che stiano bene, almeno prima della guerra, ma se migliaia sono scesi in piazza a farsi massacrare, proprio bene non stavano.
    ...la risposta, non poteva che essere così, mi spiace per lei...
    Attila Destriero e Arco..UNNO e TRINNO..gli Highlander:giagia:
    Passo e chiudo.
    Ultima modifica di attila621; 03-11-11 alle 15:49
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 325
    Ultimo Messaggio: 15-10-13, 19:08
  2. Libia: Forze speciali Gb addestrano corpi elite libici
    Di Patto nel forum Politica Estera
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 14-09-09, 15:18
  3. Ma, quelli che stanno all'opposizione hanno vinto o hanno perso ?
    Di ubaldo voli nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 03-12-07, 19:26
  4. Precari: Ecco cosa hanno creato quelli della Cdl ...ma anche Treu!
    Di Danny nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 04-05-05, 18:22

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito