A Tremonti, che di fatto bocciava ogni proposta dei colleghi e dello stesso premier, a un certo punto Paolo Romani si è rivolto a brutto muso: «E basta, dillo chiaro che vuoi mandare a casa il presidente!». «Io non sto dicendo questo», «Sì invece che lo stai dicendo». «Io sto dicendo - questo il colpo sferrato da Tremonti - che lunedì ci sarà un disastro sui mercati se tu, Silvio, resti al tuo posto e non fai un passo indietro. Perché il problema per l'Europa e i mercati, giusto o sbagliato che sia, sei proprio tu». Immediata la replica di Berlusconi: «No, il problema sei tu invece, sono tre anni che vai a sparlare in giro per il mondo del tuo Paese e del tuo presidente del Consiglio».
«Se avessi potuto fare il ministro come avrei voluto, oggi non saremmo a questo punto», la protesta di Tremonti a chi - compreso Berlusconi - gli rinfacciava di non aver saputo né prevedere né evitare la crisi, dunque non si capisce come «faccia Giulio - dice uno tra i suoi avversari - a pensare di poter fare lui il premier in caso di caduta di Berlusconi». E Berlusconi, di rimando: «Se avessi potuto io fare il premier come avrei voluto, tu non saresti il mio ministro!».
Premier-Tremonti, scontro totale Tutti accusano il superministro - Corriere della Sera




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