Il Parlamento non è solo la Camera ma anche il Senato, ramo del Parlamento in cui ha ancora la maggioranza, ergo se si dimette l'unica via sono le elezioni anticipate.


Il Parlamento non è solo la Camera ma anche il Senato, ramo del Parlamento in cui ha ancora la maggioranza, ergo se si dimette l'unica via sono le elezioni anticipate.
Ultima modifica di Cesare; 08-11-11 alle 17:24
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dignità è un concetto a loro totalmente sconosciuto. Tutta l'europa li sta sbattendo fuori a calci ma loro si aggrappano agli stipiti e ai tendaggi. Bisognerà dare un calcione un po' più forte.
napooooooooooooooooooooooooo ci diamo una mossa?
(ma secondo voi, questa volta aveva finito i soldi o le bocche sono diventate più avide?)
povero nano, mi sa che dovrà vedersela da solo con i suoi processi


I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control


Rimarrà abbarbicato alla poltrona.
Stanzierà una decina di milioni di euro in questi giorni per comprarsi un'altra decina di parlamentari prima della eventuale mozione di sfiducia.
Male hanno fatto a non votare contrario già oggi. Il nano corromperà tutto e tutti pur di non cascare. Ne va della sua sopravvivenza non solo politica ma anche economica e giudiziaria.
Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
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ora vedremo se Berlusconi sale al colle o aspetta una (non) fiducia....
gli converrebbe salire e chiedere il "passo laterale" a favore di Letta se vuole salvare la prox campagna elettorale.
legittimista si ma critico
"il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879




Ei fu, siccome immobile.
Scherzi a parte: attendiamo, è ancora in sella e potrebbe chiedere una fiducia per prendere tempo e comprarsi qualche voto all'ultimo momento.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
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I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control


...ANCORA UNA VOLTA L'ABBIAMO MESSO IN...ALL'OPPOSIZIONE!! :sofico::sofico:
RENDICONTO APPROVATO: 308 VOTI
Mattinata tesissima prima del voto sul Rendiconto: il Rendiconto approvato con solo 308 voti. In 321 non votano. Tra questi gli ex Pdl Destro, Antonione, Gava, Pittelli e Buonfiglio a cui si sommano D’Ippolito, Bonciani e Carlucci passati all’Udc. Nucara assente perché ricoverato. Pure le opposizioni si astengono. E i Radicali si riallineano al Partito democratico. Le ultime mosse del Cav prima del voto
"Che volete fare?", chiede sprezzante il Senatùr. Gli risponde, sorridente, Massimo D'Alema: "E' chiaro quello che vogliamo fare: cerchiamo di mandarvi a casa. E' il compito di ogni opposizione".
Mattinata tesissima prima del voto sul Rendiconto dello Stato, documento amministrativo (e non politico) che con buona probabilità passerà nonostante la decisione dell'opposizione di astenersi. Mentre a Montecitorio sono in corso le dichiarazioni di voto, gli occhi sono puntati sui dissidenti che, tra frondisti e malpancisti, stanno valutando se votare o meno insieme alla maggioranza. Alcuni di questi hanno già fatto sapere che si asterranno portando così la maggioranza da 316 a 311 deputati. La stessa decisione è stata presa in mattinata anche dalle opposizioni. Insomma, ore concitate per un voto che potrebbe segnare la tenuta della maggioranza e il futuro del governo. Con il premier Silvio Berlusconi che, tuttavia, ribadisce l'intenzione di non farsi da parte: "Se volete sfiduciatemi in Aula. Voglio guardare in faccia chi mi tradirà".
"La situazione è sempre più drammatica, dobbiamo dire al mondo che cambiamo squadra e guida al governo", ha detto il leader del Pd Pierluigi Bersani senza cambiare di una virgola il mantra ripetuto (fino allo sfinimento) negli ultimi mesi. "In queste ore si sta aggravando un problema - ha avvertito il segretario democratico - è sempre più difficile trovare chi compra il nostro debito, chi ci dà i soldi lo fa a prezzi micidiali, la cosa diventa di ora in ora più seria e più drammatica". E il delicato voto a Montecitorio potrebbe essere proprio l'occasione per il centrosinistra per tentare il colpo di mano. Si tratta, infatti, di vedere se il governo ha o meno la maggioranza. Un confronto che si prospetta davvero acceso. E sono, soprattutto, i numeri a contare. I deputati Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli e l'ex fli Antonio Buonfiglio hanno già fatto sapere che non parteciperanno al voto. Come il centrosinistra, anche i malpancisti del Pdl ribadiscono la necessità che Berlusconi "favorisca la nascita di un nuovo governo con la più ampia base parlamentare". Posizione subito accolta da Luciano Sardelli che, pur essendo alla Camera, non parteciperà al voto. Non solo. Sardelli ha annunciato una riunione quanto prima per "costruire al più presto un nuovo gruppo" che sia il "seme dell’unità dei moderati".
Tra i malpancisti anche Isabella Bertolini, berlusconiana della prima ora, ha spiegato che non intende chiedere al Cavaliere di "fare un passo indietro", ma di "farne uno in avanti e di assumere un’iniziativa politica". Tuttavia, già nel primo mattino, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Alfredo Mantovano continuava a ripetere che "finchè il governo ha la maggioranza governa". E anche la Bertolini assicura: "Come ho già detto e ripetuto voterò a favore del rendiconto". Insomma, continua a oscillare il barometro delle previsioni: nel Pdl si punta l’asticella a 312 (improbabile salire oltre). Elenchi alla mano, l’asticella della maggioranza scende dai 316 dell’ultima fiducia a 311: D’Ippolito, Bonciani e Carlucci sono passati all’Udc. L’assenza di Francesco Nucara (ricoverato in ospedale) viene riequilibrata dal nuovo deputato D’Alessandro. Il timore a questo punto è che il Quirinale possa tornare ad invocare garanzie di governabilità.
Berlusconi continua a ripetere di fidarsi di Giorgio Napolitano che, a suo dire, "si è comportato sempre correttamente". L’obiettivo è, dunque, superare lo scoglio di Montecitorio e porre la fiducia a Palazzo Madama sulla lettera della Bce.
Anche questa volta, le opposizioni giocheranno ad astenersi nel tentativo di dimostrare che il governo non ha la maggioranza assoluta. Proprio per questo, la decisione presa al termine della riunione dei capigruppo di opposizione è stata di essere presenti in Aula ma di non votare il Rendiconto in modo da non incidere sul numero legale al momento del conteggio dei voti. "Dal nostro punto di vista assicuriamo che il Rendiconto venga approvato, quando per prassi, l’opposizione vota contro il Rendiconto - ha spiegato il finiano Benedetto Della Vedova - è un modo per assicurare che il provvedimento passi ma crediamo sia la maggioranza a dover dimostrare su quante divisioni residue conta ancora". Alla riunione presenti anche i Radicali, Rita Bernardini e Maurizio Turco: "Anche noi non partecipiamo al voto". Dal vertice è uscito infatti un rapporto rinsaldato con i Democratici. Lo stesso Marco Pannella ci ha tenuto a sottolineare che entrambi sono "contro le elezioni".
Sebbene sia ancora convinto di farcela, ieri sera ad Arcore Berlusconi ha tenuto una prima riunione sull'eventualità di andare al voto anticipato.
Secondo voci vicine al presidente del Consiglio, non solo sarebbero già stati prenotati diversi spazi elettorali, ma sarebbero anche già stati spuntati i primi bozzetti con la scritta "Italia sempre" e "Italia viva", con il logo e i colori che si ispirano a quelli che furono di Forza Italia. La prima data utile per le elezioni è quella del 20 febbraio.
Per ora, però, la partita ancora tutta aperta.
...
hefico:
hefico:
Ultima modifica di salvo.gerli; 08-11-11 alle 17:28
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Impossibilia nemo tenetur