Ora dicono che «se ne occuperanno gli storici», ma è proprio questo a terrorizzarmi: che gli storici, com’è già accaduto, possano farsi soffocare da un conformismo che per diradarsi ha bisogno di decenni. Dicono «la Storia», ma basta guardare a quanti poveracci ancora liquidino i governi Craxi come una fabbrica di debito pubblico e non (anche) come
il principale motore della modernizzazione italiana dal Dopoguerra, ciò che ci strappò a un destino polacco e ci fece raggiungere il quinto posto tra i paesi industrializzati; basta guardare a quanti sprovveduti celebrino ancora
Berlinguer che invece non ebbe ragione su niente: non sul mercato e le imprese, sulla scala mobile, sugli Usa da preferire ai sovietici, sui missili, sul liberalismo, su niente.
Ora: io credo che Berlusconi passerà alla Storia per cento ragioni buone e cattive, ma tra le cento voglio ficcarci anche questa:
ha resistito. Si è opposto con successo, dal 1994, a una deriva della peggior magistratura sulla politica e sul vivere civile. L’ha fatto pro domo sua, ha fatto leggi per sé e per Mediaset, ha riempito il Parlamento di scemi e di avvocati: ma anche di gente che era garantista da quando portava i calzoni corti, gente che ci credeva, che un pizzico ancora ci crede. È tutta gente che ha salutato da tempo, ma che tutto sommato, oggi, ancora lo pensa:
ne è valsa la pena. :giagia: :giagia: :giagia:
Il bicchiere è mezzo pieno. Non è chiaro di che cosa, ma è mezzo pieno.
Ciao Cav, ne è valsa la pena - Libero