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Discussione: Abolire le regioni

  1. #11
    Il fustigatore.
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Prima non si pensava di abolire le province? Ora si vorrebbero abolire le regioni!A questo punto io propongo di abolire l'intera Italia annettendola alla Germania!:sofico: Credo sia questo che vogliate e intendete!?iaociao:
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
    non donna di provincia ma bordello!
    Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. #12
    History Lesson - Part III
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Altroché abolire le regioni ... Al contrario si dovrebbero trasferire molti più poteri e capacità decisionali ad esse .

    Che ne sa lo Stato centrale (in questo caso Roma) , delle esigenze di , chesso' , Belluno o Nuoro ? Niente !
    Calano piani dall'alto senza nessuna competenza e conoscenza .

    Si potrebbe istituire una Cassa delle Entrate Regionale , una per ogni regione .
    Dove i soldi delle varie riscossioni restano sul territorio , senza prendere la via di Roma , che poi distribuisce a suo piacimento e spessisimo alla membro di segugio !
    E' questo il problema ! Le Regioni devono avere molto più competenza e voce nei capitoli di spesa .
    Roma dovrebbe chiudere il becco !
    Ultima modifica di Istévene; 15-11-11 alle 15:16

  3. #13
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Citazione Originariamente Scritto da FK AZIONE SOLARE Visualizza Messaggio
    Possente ed unica causa del tracollo economico Italiano : gli sprechi,ossia i furti dell’apparato statale che crea debito in funzione della corruzione che lo permea totalmente.

    Esempio emblematico le follie dei governi regionali.

    Occorre dimagrire totalmente lo stato e le regioni.

    Abolire regioni e provincie sarebbe radicalmente l’inizio della guarigione.





    Stile lombardo per risparmiare 785 milioni - Corriere della Sera


    REGIONI A CONFRONTO
    Stile lombardo per risparmiare
    785 milioni

    Di SERGIO RIZZO E GIAN ANTONIO STELLA

    Non è vero che tutti i giudici sono schiacciati dagli arretrati. Nicola Durante, ad esempio, al Tar di Salerno deve avere un mucchio di tempo libero. Infatti fa anche il dirigente alla Regione Calabria.

    Due lavori, due stipendi, benefit deluxe. A partire dall'auto blu. Prova provata che nelle Regioni, se Mario Monti userà le forbici, c'è da tagliare, tagliare, tagliare. Si pensi che la Campania ha più dipendenti che Lombardia, Piemonte e Liguria insieme. E che organici «alla lombarda» permetterebbero risparmi per oltre 785 milioni.

    Dice un rapporto della Corte dei Conti che quelle Regioni varate nel 1970 per alleggerire lo Stato, si sono via via gonfiate come un panettone impazzito. Al punto che oggi quelle 15 che sono a statuto ordinario hanno 40.384 dipendenti. Vale a dire 78,8 ogni 100 mila abitanti. Tanti, ma vale più che mai la regola del pollo di Trilussa. C'è infatti chi non arriva a 34, come appunto l'ente guidato da Roberto Formigoni, e chi sfonda la barriera del suono clientelare come il Molise. Dove Michele Iorio, dello stesso partito del collega milanese (a dimostrazione che anche in questo caso le differenze di colore non sono poi così importanti) governa su un piccolo regno che ogni centomila abitanti di regionali ne ha 291: 8 volte e mezzo di più.
    «
    Polentoni» e «terroni»? Fino a un certo punto. Tanto è vero che, sempre rispetto all'unità di misura citata, la «destrorsa» regione Piemonte di dipendenti ne ha 70,5 e cioè più del doppio dei cugini lombardi. E non ha neppure peso, come dicevamo, la tintura rossa o blu. Prova ne sia che l'Umbria, da sempre amministrata dalla sinistra, ha proporzionalmente il doppio dei «regionali» (159 contro 74,5 ogni centomila residenti) della vicina Toscana. Quanto alla tanto maledetta «Roma ladrona», il Lazio si ritrova a essere con l'indice 62,8 non solo nettamente al di sotto della media ma addirittura di regioni comunemente più virtuose quali l'Emilia-Romagna (68) o la Liguria (68,6).

    Una giungla inestricabile. Che dimostra come il principio di autonomia costituzionale abbia avuto giorno dopo giorno un'interpretazione assai singolare: ogni Regione va per conto proprio. Con sprechi e diseconomie in molti casi allucinanti. Basti dire che, se si utilizzasse come criterio generale il parametro della Lombardia (quei 34 «regionali» scarsi ogni centomila residenti) quelle quindici regioni ordinarie, che hanno esattamente le stesse competenze, potrebbero tagliare addirittura 23.015 unità. E svolgere gli stessi compiti quotidiani con appena 17.369 persone. Con un risparmio, per le casse pubbliche, di 785 milioni e 350 mila euro l'anno.

    È la somma che avrebbe permesso lo scorso anno di compensare largamente il costo (645 milioni) degli interventi d'emergenza per i disastri ambientali. Oppure permetterebbe di coprire in nove anni il costo del piano straordinario di infrastrutture per il Sud. Per non parlare dei risparmi impliciti nel dimagrimento di strutture spesso elefantiache e inefficienti: ogni ufficio in più, ogni dirigente in più, ogni funzionario in più vuole mettere becco in questa o quella pratica. Non sono una ricchezza: sono un lacciuolo supplementare.

    Ci sono numeri davanti ai quali è impossibile non fare un salto sulla sedia. Quei 17.369 dipendenti che utilizzando il «parametro lombardo» basterebbero a far funzionare le 15 Regioni ordinarie, sono infatti meno di quanti sono oggi in carico alla Campania (che negli ultimi quattro anni ha ancora gonfiato gli organici di circa il 10%), alla Puglia, alla Calabria, alla Basilicata. I quali sono 17.607. E non parliamo della Sicilia. Dove, secondo i giornalisti Enrico Del Mercato ed Emanuele Lauria, autori del libro «La zavorra» (un atto d'accusa della classe dirigente locale micidiale proprio perché scagliato da siciliani) i dipendenti complessivi del ciclopico carrozzone guidato da Raffaele Lombardo, compresi forestali e precari e dipendenti delle Asl, sono 144.147. Ma ne riparleremo.

    Per adeguarsi al parametro virtuoso, il governatore della Campania Stefano Caldoro sarebbe costretto ad affrontare moti di piazza: dovrebbe perdere 6.007 dipendenti, con un risparmio pazzesco, pari a oltre il 68% della spesa per gli stipendi. Parliamo di una cifra che nel 2009 avrebbe coperto un terzo del disavanzo sanitario regionale. Ma ancora più dura sarebbe la cura per una Regione "rossa" per eccellenza come l'Umbria. Il suo personale dovrebbe dimagrire di quasi il 79%, passando da 1.432 a 305 unità. E anche le Marche potrebbero avere bruttissime sorprese, dovendo scendere da 1.487 a 529 dipendenti. Mentre il personale di una terza Regione storicamente amministrata dal centrosinistra, la Basilicata, sarebbe ridotto di cinque volte: da 1.052 a 200.

    C'è chi dirà: certo, Stato, Regioni ed Enti locali sono da sempre un ammortizzatore, soprattutto al Sud. Vogliamo licenziare tutti quelli in soprannumero? Buttare nella disperazione, di questi tempi, decine di migliaia di famiglie? No, certo. Ma è fuori discussione che numeri come quelli devono dare risultati diversi. Garantire un'efficienza diversa. Da recuperare anche attraverso una maggiore elasticità. E una rottura con vecchi meccanismi inaccettabili a maggior ragione dall'Europa, chiamata oggi a intervenire per arginare problemi dovuti proprio alla scarsa credibilità.
    Q
    uale credibilità può avere, ad esempio, una regione come quella campana governata fino all'anno scorso da Antonio Bassolino dove le promozioni sono state distribuite per anni nel modo indecente denunciato da un rapporto degli ispettori della ragioneria generale dello Stato? C'è scritto, in quel dossier, che pressoché tutti i dipendenti hanno goduto, nel periodo compreso fra il 2002 e il 2008, di «progressioni orizzontali». Cioè, in gergo tecnico, aumenti di stipendio concessi nel pubblico impiego a parità di mansione. Fatta eccezione per 21 persone che proprio non potevano essere salvate a causa di gravi provvedimenti disciplinari, solo fra il 2004 e il 2005 ne hanno goduto in 7.254 sui 7.275 allora in servizio. Vale a dire il 99,7%. Dov'è, il «merito»? Perché mai un inglese, un francese, un danese dovrebbero tirar fuori soldi per un Paese come il nostro se prima non spazza via scelte clientelari e indecenti come queste? Come la spieghiamo, agli europei, la sproporzione insultante nella distribuzione dei dirigenti?

    Il record assoluto lo detiene il Molise. Con 320 mila abitanti, non solo ha quei 934 dipendenti regionali di cui dicevamo. Ma la bellezza di 87 dirigenti: undici volte di più, in proporzione, di quelli che avrebbe allineandosi alla Lombardia: 8. Ma sono tante le regioni che perderebbero grappoli di dirigenti: scenderebbe da 221 a 128 del Veneto, da 114 a 35 l'Abruzzo, da 93 a 23 l'Umbria, da 167 a 52 la Calabria, da 71 a 15 la Basilicata...

    Una strage di colletti bianchi. Immaginatevi dunque la preoccupazione, nel caso il nuovo governo decidesse di mettere ordine, di quel «colletto» di cui dicevamo, il calabrese Nicola Durante. Un uomo dalla doppia vita. Nella prima guadagna una busta paga come giudice del Tar di Salerno, dove dicono di vederlo quando c'è udienza e dove mesi fa ha annullato il sequestro di una casa abusiva perché il decreto di abbattimento non era stato notificato al titolare dell'abuso ma consegnato a mano a suo fratello. Nella seconda fa il Capo dell'Ufficio Legislativo della regione Calabria, dove è stato preso dal governatore Giuseppe Scopelliti con un contratto da 176.426 euro e 57 centesimi l'anno. Più una «retribuzione annua di risultato».

    Più i rimborsi spese «a pie' di lista». Più il «trattamento di missione nella misura massima prevista per la dirigenza regionale». Più, a spese dei cittadini, si capisce una speciale «copertura assicurativa della responsabilità civile e amministrativa per i danni eventualmente arrecati a terzi o alla Regione nell'esercizio dell'attività istituzionale, ivi comprese le eventuali spese di giudizio sostenute».

    «E l'auto blu?», direte voi ansiosi.

    Tranquilli: ce l'ha, ce l'ha...



    15 novembre 2011 09:29
    Oh, questa si che è una grande proposta. Finché non conosci le Regioni non puoi capire che freno a mano tirato siano per il paese, che moltiplicatori di inutili leggi, che covo di lacci e balzelli, che fucina di burocrazia letale, che Sodoma e Gomorra della politica. Altro che le Province.

    Le province sono enti amministrativi che hanno la "colpa" di essere state investite, erroneamente, di poche competenze. Invece sono le aree vaste in cui la pubblica amministrazione potrebbe fare economia di scala, perttendoci lauti risparmi. La costituzione avrebbe dovuto recitare che i compiti amministrativi sono demandati in via ordinaria alle province e in via eventuale ai Comuni (che sarebbero potuti divenire, sulla base di agglomerati di 7500-10000 cittadini, municipi chiamati ad ospitare uffici distaccati svolgendo mansioni di dettaglio ). Le Regioni, invece, sono solo dei surrogati e dei moltiplicatori localistici dello Stato che potrebbero giustappunto esistere, adeguatamente dimensionate, come consulte inter-provinciali per lo sviluppo di progetti integrati finanziati dall'Unione Europea. Ma così come sono state pensate sono delle vere e proprie iatture.

  4. #14
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Ma abolire l'italia, no? Tutti per contro proprio e amen, tanto l'esperienza degli ultimi 150 anni mi pare alquanto fallimentare.
    Ultima modifica di Morfeo; 15-11-11 alle 16:02
    Dannato Barone Rosso.

  5. #15
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    Post Rif: Abolire le regioni

    le regioni vanno dimezzate a dodici:dieci continentali e due regioni,durante l'era di Augusto le regionin erano 11,le province vanno abolite per decreto sollevando immediatamente tutti i rappresentanti provinciali dalle loro funzioni.
    Le regioni devono presentare un bilancio e se questo non è in pareggio per due volte consecutive,la regione viene commissariata e approvato un piano di risanamento economico fino al raggiungimento del pareggio.
    Tutto il potere ai Soviet! Lenin.

  6. #16
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Citazione Originariamente Scritto da CuspideAntares Visualizza Messaggio
    le regioni vanno dimezzate a dodici:dieci continentali e due regioni,durante l'era di Augusto le regionin erano 11,le province vanno abolite per decreto sollevando immediatamente tutti i rappresentanti provinciali dalle loro funzioni.
    Le regioni devono presentare un bilancio e se questo non è in pareggio per due volte consecutive,la regione viene commissariata e approvato un piano di risanamento economico fino al raggiungimento del pareggio.
    A me va bene.

  7. #17
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    basterebbe annullare totalmente i trasferimenti dallo stato alle regioni
    In tutti e due i sensi sarebbe perfetto. Nessun aiuto a regioni improduttive e lo stato che cerca i soldi senza usare le regioni.

  8. #18
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    basterebbe annullare totalmente i trasferimenti dallo stato alle regioni
    Basterebbe abolire completamente i versamenti di tasse allo Stato.
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  9. #19
    Super Troll
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Citazione Originariamente Scritto da CuspideAntares Visualizza Messaggio
    le regioni vanno dimezzate a dodici:.
    Io farei tre macro regioni ( nord, centro e sud) e abolirei lo Stato italiano che ha dimostrato coi fatti di essere una fabbrica di debiti.

    Estirpiamo questo cancro!
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  10. #20
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    Predefinito Rif: Abolire le regioni

    Vanno subito abolite le province.

    Le regioni dovrbbero essere:

    *Valle d'Aosta
    *Piemonte
    *Lombardia
    *Emilia
    *Romagna
    *Trentino
    *Alto Adige
    *Veneto
    *Friuli-Venezia Giulia
    *Marche
    *Toscana
    *Umbria
    *Lazio
    *Puglia
    *Molise
    *Abruzzo
    *Campania
    *Lucania
    *Calabria
    *Sicilia
    *Sardegna
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

 

 
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