Immagino un treno che pare vada avanti spedito grazie al moto perpetuo, che attraversa terre di una ricchezza incredibile e inesauribile, di facile accesso: bastano pochi click su una tastiera o uno scorrere di dita su uno touch screen ed ecco un 23enne portarsi a casa in un anno un quarto di milione, un altro di poco più anziano 2,5 milioni *, un altro ancora una decina, il "capotreno" - Jeremy Irons - 86 milionincini facili facili.
C'è qualcuno che scenderebbe mai da un treno simile? O che si metterebbe di traverso sulle rotaie per rallentarlo? Neanche per idea, anzi. Quei pochi che vorrebbero suggerire almeno una pausa di riflessione vengono scaraventati fuori senza tanti complimenti.
Ecco, questo è Margin Call (2011), solo che non c'è nessun treno e il tutto si svolge in 24 ore su un piano di un edificio a New York, nella sede di una Investment Bank.
In questo breve spazio di tempo ci sono i "mostri" attori Kevin Spacey, Stanley Tucci, Jeremy Irons, Simon Baker (quello de The Guardian, da giovanissimo fece la marchetta finita male in LA Confidential), Paul Bettany (Lord Melbourne in Young Victoria), Zachary Quinto (dottor Spock in Star Trek) e Demi Moore, i passeggeri di questo treno che offrono delle interpretazioni eccezionali: grazie ad una regia sobria e attentissima e una sceneggiatura altrettanto concentrata e accorta (ambedue di J.C. Chandor, al suo primissimo lungometraggio) ne viene fuori un thriller che in quanto a suspense non ha nulla da invidiare ai film di pura action con Jason Bateman.
Il thriller (che Oliver Stone avrebbe voluto girare ma che gli è riuscito male) inizia quando quasi per caso - ma forse no - uno di loro (Tucci) scopre che le rotaie ad un certo punto finiscono, e finiscono proprio sull'orlo di un burrone. Il resto sono 24 ore di lacrime e sangue, leoni e antilopi, effetti domino catastrofici.
Vedo che in Italia non è previsto l'arrivo di questo film (non si possono disturbare le sale piene di spettatori di cinepanettoni e di film impegnati della Comencini), quindi cercate di procurarvelo in qualche modo, lo raccomando, a me è piaciuto molto.
* quotes
Seth Bregman: Will?
Will Emerson: Yeah?
Seth Bregman: Did you really make two and half million bucks last year?
Will Emerson: Yeah... I did.
Peter Sullivan: What do you do with all that money?
Will Emerson: I don't know really. It goes pretty quick.
Will Emerson: Well the tax man takes half of it up front. So now you got what... million and a quarter. Mortgage grabs another 300K, I gave 150 to my parents to live off, so now you got what?
Peter Sullivan: Eight hundred.
Will Emerson: I bought two cars last year for 150 total. Probably another 100 eating... 25 on clothes, put 400 away for a rainy day...
Seth Bregman: Smart.
Will Emerson: And what's that?
Peter Sullivan: 125 left.
Will Emerson: I spent 76,520 dollars on booze, dancers, and whores.
Peter Sullivan: 76,520?
Will Emerson: Yeah, kinda shocked me, although I was able to write most of it off as entertainement.




) ne viene fuori un thriller che in quanto a suspense non ha nulla da invidiare ai film di pura action con Jason Bateman.
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