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Discussione: Il Papa e le volpi

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    Predefinito Il Papa e le volpi

    17/11/2011 - la storia

    La caccia alle volpi è dentro il Vaticano



    Estremamente adattabile, la volpe è in grado di colonizzare qualsiasi ambiente a disposizione, riuscendo a trovarsi un posto anche nelle aree urbane. Sono troppe e stanno minacciando un fragile ecosistema Si rinverdisce una tradizione che risaliva a Papa Leone XIII
    ANDREA TORNIELLI

    Città del Vaticano



    In Vaticano si è aperta la caccia alla volpe. È passato più di un secolo da quando Oltretevere abitava un papa cultore dell’arte venatoria, Leone XIII, appassionato cacciatore che però il più delle volte lasciava libere le prede catturate nei giardini. Ora però nello stato più piccolo del mondo, nel chilometro quadrato governato dal Pontefice, si sono moltiplicati gli ospiti indesiderati e bisogna correre ai ripari.
    Si era più volte vociferato di avvistamenti di una o più volpi nei giardini del Papa, probabilmente intrufolatesi dentro le mura quando la grande cancellata della ferrovia viene aperta per permettere l’ingresso dei convogli diretti in Vaticano. Nel giugno scorso, la prova: era stato l’allora segretario generale del Governatorato, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò – oggi nunzio apostolico negli Usa – a catturare l’immagine di un cucciolo di volpe e a pubblicarla nel giornalino «Sotto l’ombra del cupolone», il «foglio informale» per i dipendenti della Città del Vaticano.
    L’animale era stato fotografato all’ingresso di un tombino probabilmente divenuto la sua tana e l’istantanea, affiancata a quella di un gruppo di germani reali, era presentata sotto il titolo «Nuovi amici in Vaticano».
    Quel cucciolo, insieme ai suoi fratelli, è cresciuto. E ora le volpi, inizialmente inserite tra i «nuovi amici», saranno catturate. Rischiano infatti di creare qualche problema all’ecosistema d’Oltretevere. Negli spazi verdi che occupano circa i due terzi del piccolo stato si trovano infatti pappagalli, colibrì, picchi, upupe, ma anche raganelle, tritoni, orbettini e alcuni gatti. Qualche tempo fa, l’ispettore ecologico Beniamino Beccia, volontario dell’Ordine di Malta in piazza San Pietro, disse che dentro le mura vaticane avevano trovato rifugio «specie ormai in via di estinzione nel Lazio». I pappagalli, ad esempio, hanno costituito delle vere e proprie colonie: «Si tratta di pappagalli che sono riusciti a fuggire dalle gabbie e hanno trovato un ricovero dietro la stazione vaticana». Tra i pennuti, non mancano le curiosità, come l’esemplare di merlo bianco che venne avvistato negli ultimi mesi del 2009 dallo stesso Benedetto XVI durante una delle sue quotidiane passeggiate nei giardini. Uno dei suoi segretari, il maltese Alfred Xuereb, si era premunito di una macchina fotografica con un potente obiettivo ed era riuscito a immortalare il merlo «papale», la cui immagine finì sulle pagine de «L’Osservatore Romano».
    La caccia alle volpi, questa volta non si farà soltanto con la macchina fotografica, dato che quei «nuovi amici» saranno fatti sloggiare.

    Si ritorneranno così a rinverdire le antiche tradizioni dell’epoca di Leone XIII; al secolo Gioacchino Pecci, Papa dal 1878 al 1903, nei primi anni di pontificato aveva fatto mettere un roccolo con gli appositi richiami nei giardini vaticani, anche se era solito rimettere in libertà gli animali catturati. Leone XIII fece portare nei giardini anche daini, gazzelle e caprioli giunti dall’Africa, lasciandoli liberi. Si racconta che un giorno una gazzella si gettò su di lui. Il Pontefice, per nulla spaventato, tranquillizzò il piccolo seguito che l’accompagnava dicendo: «Un leone non può aver paura di una gazzella!».

    La volpe è uno degli animali nominati esplicitamente da Gesù secondo il vangelo di Luca: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Ma l’essere state menzionate dal Nazareno non basterà alle volpi dei giardini vaticani come salvacondotto. «Del resto qui – sussurra sornione e sorridente un monsignore di lungo corso – abbiamo già un numero sufficiente di volponi…».


    LASTAMPA.it: La caccia alle volpi è dentro il Vaticano
    Ultima modifica di vanni fucci; 17-11-11 alle 15:09

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il Papa e le volpi

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    17/11/2011 - la storia

    La caccia alle volpi è dentro il Vaticano



    Estremamente adattabile, la volpe è in grado di colonizzare qualsiasi ambiente a disposizione, riuscendo a trovarsi un posto anche nelle aree urbane. Sono troppe e stanno minacciando un fragile ecosistema Si rinverdisce una tradizione che risaliva a Papa Leone XIII
    ANDREA TORNIELLI

    Città del Vaticano



    In Vaticano si è aperta la caccia alla volpe. È passato più di un secolo da quando Oltretevere abitava un papa cultore dell’arte venatoria, Leone XIII, appassionato cacciatore che però il più delle volte lasciava libere le prede catturate nei giardini. Ora però nello stato più piccolo del mondo, nel chilometro quadrato governato dal Pontefice, si sono moltiplicati gli ospiti indesiderati e bisogna correre ai ripari.
    Si era più volte vociferato di avvistamenti di una o più volpi nei giardini del Papa, probabilmente intrufolatesi dentro le mura quando la grande cancellata della ferrovia viene aperta per permettere l’ingresso dei convogli diretti in Vaticano. Nel giugno scorso, la prova: era stato l’allora segretario generale del Governatorato, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò – oggi nunzio apostolico negli Usa – a catturare l’immagine di un cucciolo di volpe e a pubblicarla nel giornalino «Sotto l’ombra del cupolone», il «foglio informale» per i dipendenti della Città del Vaticano.
    L’animale era stato fotografato all’ingresso di un tombino probabilmente divenuto la sua tana e l’istantanea, affiancata a quella di un gruppo di germani reali, era presentata sotto il titolo «Nuovi amici in Vaticano».
    Quel cucciolo, insieme ai suoi fratelli, è cresciuto. E ora le volpi, inizialmente inserite tra i «nuovi amici», saranno catturate. Rischiano infatti di creare qualche problema all’ecosistema d’Oltretevere. Negli spazi verdi che occupano circa i due terzi del piccolo stato si trovano infatti pappagalli, colibrì, picchi, upupe, ma anche raganelle, tritoni, orbettini e alcuni gatti. Qualche tempo fa, l’ispettore ecologico Beniamino Beccia, volontario dell’Ordine di Malta in piazza San Pietro, disse che dentro le mura vaticane avevano trovato rifugio «specie ormai in via di estinzione nel Lazio». I pappagalli, ad esempio, hanno costituito delle vere e proprie colonie: «Si tratta di pappagalli che sono riusciti a fuggire dalle gabbie e hanno trovato un ricovero dietro la stazione vaticana». Tra i pennuti, non mancano le curiosità, come l’esemplare di merlo bianco che venne avvistato negli ultimi mesi del 2009 dallo stesso Benedetto XVI durante una delle sue quotidiane passeggiate nei giardini. Uno dei suoi segretari, il maltese Alfred Xuereb, si era premunito di una macchina fotografica con un potente obiettivo ed era riuscito a immortalare il merlo «papale», la cui immagine finì sulle pagine de «L’Osservatore Romano».
    La caccia alle volpi, questa volta non si farà soltanto con la macchina fotografica, dato che quei «nuovi amici» saranno fatti sloggiare.

    Si ritorneranno così a rinverdire le antiche tradizioni dell’epoca di Leone XIII; al secolo Gioacchino Pecci, Papa dal 1878 al 1903, nei primi anni di pontificato aveva fatto mettere un roccolo con gli appositi richiami nei giardini vaticani, anche se era solito rimettere in libertà gli animali catturati. Leone XIII fece portare nei giardini anche daini, gazzelle e caprioli giunti dall’Africa, lasciandoli liberi. Si racconta che un giorno una gazzella si gettò su di lui. Il Pontefice, per nulla spaventato, tranquillizzò il piccolo seguito che l’accompagnava dicendo: «Un leone non può aver paura di una gazzella!».

    La volpe è uno degli animali nominati esplicitamente da Gesù secondo il vangelo di Luca: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Ma l’essere state menzionate dal Nazareno non basterà alle volpi dei giardini vaticani come salvacondotto. «Del resto qui – sussurra sornione e sorridente un monsignore di lungo corso – abbiamo già un numero sufficiente di volponi…».


    LASTAMPA.it: La caccia alle volpi è dentro il Vaticano
    Posti sempre cose interessanti.
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il Papa e le volpi

    già!!!

 

 

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