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  1. #1
    Giusnaturalista
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    Cool Argentina a dieci anni dal default

    Nel 2001 il default, l’assalto alle banche, la miseria. Oggi a Baires è tornato il benessere «Ci siamo rialzati con l’agricoltura e i mercati asiatici. Contano le risorse, non la finanza»


    PIERANGELO SAPEGNO

    BUENOS AIRES
    «E’ come aver visto la morte in faccia», dice: «non la si dimentica più». Ad ascoltare Atalaya Cabrera, che fa l’avvocato, guadagna bene e oggi se ne va in giro per Calle Florida, quando ripete che questo Paese è fatto così, «abbiamo imparato a sopravvivere e ora aspettiamo quello che verrà».

    A sentire lei, o Lorenzo Ferreyra, o Daniel La Rosa, a sentire tutti loro, l’Argentina sembra un malato che ha conservato la sua memoria della pau- Ara come una cicatrice che non va più via. Eppure, dieci anni dopo la Grande Crisi, a guardarlo da qui, nel Barrio Palermo di Buenos Aires, con le sue banche e le sue vetrine, pare quasi di stare in Europa prima dei giorni bui. Il Pil viaggia tutti gli anni a più 8 o lì intorno, e il tasso di disoccupazione è sceso da un numero angosciante - 25 nel 2002 - al 7,5 del 2011. Anche il reddito medio è tornato ai livelli pre crisi, e anche un po’ sopra, 7400 dollari pro capite, dopo essere crollato nell’annus terribilis a 2670. A salvarla, però, è stata soprattutto la sua natura, questo immenso territorio ricco di materie prime, dal mais alla farina, al grano, come ha ricordato il presidente Cristina Kirchner, nel suo discorso di insediamento: «Abbiamo una grande risorsa. Non dobbiamo tradirla».

    Perché il vero fallimento, l’incubo della miseria reale, è durato un anno, dalla fine 2001 a tutto il 2002, quando molte imprese chiusero o fallirono e l’inflazione accumulata dal momento della svalutazione del pesos era pari all’80 per cento, con i salari che venivano lasciati com’erano prima della crisi. In quel momento, la nuova economia mondiale, con la crescita prorompente di Cina e India, salvò l’Argentina, perché l’alto prezzo della soia sui mercati internazionali (più che triplicato) determinò un grande afflusso di valuta estera, come spiega bene Gustavo Grobocopatel, presidente di una grande azienda agricola familiare: «L’India e la Cina sono diventate dei favolosi acquirenti della nostra produzione e la domanda è ancora adesso insaziabile». Un fiume di denaro si riversò nelle casse esangui dell’Argentina, che con il governo di Eduardo Duhalde aveva chiamato al ministero dell’Economia Roberto Lavagna, un professore molto rispettato, con idee centriste, che mostrò subito una buona capacità di gestire la crisi. Prima era successo di tutto: nel 2001 la gente ritirava in massa i soldi dalle banche per mandarli all’estero, provocando così il loro fallimento assieme a quello dello Stato. Il governo adottò una serie di misure, note come corralito, che congelarono tutti i conti correnti. Ci furono rivolte e proteste, cadde il governo De la Rua, il 21 dicembre, e quello di Rodriguez Sáa durò pochi giorni. Duhalde cominciò nel gennaio 2002. Con Lavagna adottò altre misure severe.

    Il 25 maggio 2003 il Paese andò alle urne e il presidente Nestor Kirchner (il marito di Cristina, che l’ha sostituito dal 2007), ala sinistra del peronismo, prese il comando e riconfermò subito Lavagna. Il governo incoraggiò la produzione locale e prestiti accessibili per le imprese, organizzò un piano ambizioso per aumentare il gettito fiscale (il 35 per cento delle esportazioni andava allo Stato) e destinò una grande quantità di denaro ai servizi sociali controllando la spesa in altri campi. Migliorarono subito le casse del Paese, ma i benefici per la gente cominciarono ad arrivare solo a partire dal 2006, quando il Pil pro capite cominciò a salire dai 4380 dollari del 2005 ai 6610 del 2007 e i cittadini che vivevano sotto la soglia della povertà scesero solo allora, come sostiene uno studio della società di consulenza Equis, al 26,4 per cento dal 57,5 del periodo più buio. Con i governi socialisteggianti di Kirchner, prima Nestor e poi la moglie Cristina dal 2007, anche le assunzioni di dipendenti pubblici aumentano ogni anno del 35 per cento.

    Tutto è servito per passare la notte. In questo tempo nero, l’Argentina ha scoperto un grande cuore che è riuscito in qualche modo ad alleviarne le pene. Come per miracolo si sono create catene di solidarietà, ricordano Cabrera e Ferreyra. «Le famiglie, talvolta, si riunivano a vivere insieme. La gente preparava da mangiare e lo portava giù alle file dei nuovi mendicanti. Nacquero come funghi i club del trueque, dello scambio cioè: se non avevi più soldi, lì dentro potevi riciclare qualsiasi cosa, pure il tuo mestiere per continuare a sopravvivere». In questi mercati i prodotti non si pagavano con pesos argentini, ma con buoni di scambio denominati «biglietti di trueque», che uno poteva acquistare anche prestando il suo lavoro. Nelle fabbriche abbandonate, poi, gli operai e gli impiegati trovarono assieme la forza per farle rivivere anche senza i padroni, che magari erano scappati con i soldi. Adesso, dopo periodi più o meno lunghi senza produrre nemmeno un centesimo, molte di quelle aziende hanno ripreso a fare utili e i padroni sono tornati: qualche volta le hanno riavute indietro, alcune sono state comprate dai dipendenti dietro pagamento di quote nominali, altre sono rimaste occupate, o sono ancora in contenzioso giuridico.

    Molte cose sono cambiate, ma non tutto è passato. È rimasta alla fine questa sensazione del precipizio, di un incubo che può tornare, come dice Daniel La Rosa, che era stato uno dei più fortunati perché lui il suo lavoro almeno non l’aveva perso, anche se lo pagavano solo ogni tre mesi e in buoni. Dieci anni dopo, ecco cos’è l’Argentina. «Abbiamo fatto un incredibile cammino», afferma Ignacio De Mandiguren, il presidente dell’Unione degli industriali, voltandosi indietro quasi con malcelata ammirazione. Tutto è servito in questo lungo tempo di salita e di discesa. La dottoressa Marcela Pascal, della Provincia di Rio Negro, ricorda il ruolo delle donne in Patagonia, la loro risorsa: «Ci fu un momento in cui si ritrovarono in una situazione patetica: i loro uomini disoccupati, depressi e sempre ubriachi, e senza un soldo per comprarsi neanche una forchetta. Furono le donne che uscirono a lottare per la vita. Incominciarono a creare nuovi progetti: si facevano conserve, si tessevano pullover, si vendeva il pescato del giorno per strada o a domicilio. Questo lavoro serviva appena per il gas e per il cibo della giornata. Ma bastò a fare la differenza». Dieci anni dopo, tutto questo è rimasto, nel bene e nel male. La paura e il coraggio.


    Argentina, 10 anni dopo<br /> "Crisi? Siamo vaccinati"- LASTAMPA.it
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  2. #2
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    Predefinito Rif: Argentina a dieci anni dal default

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Nel 2001 il default, l’assalto alle banche, la miseria. Oggi a Baires è tornato il benessere «Ci siamo rialzati con l’agricoltura e i mercati asiatici. Contano le risorse, non la finanza»

    «Ci fu un momento in cui si ritrovarono in una situazione patetica: i loro uomini disoccupati, depressi e sempre ubriachi, e senza un soldo per comprarsi neanche una forchetta.


    Argentina, 10 anni dopo<br />*"Crisi? Siamo vaccinati"- LASTAMPA.it
    ahh..ma è favoloso, non vedo l'ora che falliamo, così mi scolo tutte le bottiglie di vino che ho in cantina :sofico::sofico:
    Ultima modifica di Conte Oliver; 18-11-11 alle 22:26
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  3. #3
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    Predefinito Rif: Argentina a dieci anni dal default

    Se l'Italia usasse la Lira diventerebbe una potenza mondiale, superiore a Francia e Inghilterra, potrebbe competere direttamente con la Germania. L'Euro serve solo agli USA per nascondere la fine del Dollaro (dopo anni di stampa da parte della FED ormai non vale nulla).

    Con la Lira si avrebbero stipendi dal potere d'acquisto elevato, mutui che durano pochi anni alla portata di tutti e un industria competitiva che non deve delocalizzare dato che può abbassare i prezzi.
    Ultima modifica di Cesare; 19-11-11 alle 01:08
    .

  4. #4
    Mi perdoni?
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    Predefinito Rif: Argentina a dieci anni dal default

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Se l'Italia usasse la Lira diventerebbe una potenza mondiale, superiore a Francia e Inghilterra, potrebbe competere direttamente con la Germania. L'Euro serve solo agli USA per nascondere la fine del Dollaro (dopo anni di stampa da parte della FED ormai non vale nulla).
    Chissà com'è che è arrivato alla fine sto dollaro.

    :12376:

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Con IL DOLLARO si avrebbero stipendi dal potere d'acquisto elevato, mutui che durano pochi anni alla portata di tutti e un industria competitiva che non deve delocalizzare dato che può abbassare i prezzi.
    Fixed.
    Ultima modifica di eq...; 19-11-11 alle 03:12
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Argentina a dieci anni dal default

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Se l'Italia usasse la Lira diventerebbe una potenza mondiale, superiore a Francia e Inghilterra, potrebbe competere direttamente con la Germania. L'Euro serve solo agli USA per nascondere la fine del Dollaro (dopo anni di stampa da parte della FED ormai non vale nulla).

    Con la Lira si avrebbero stipendi dal potere d'acquisto elevato, mutui che durano pochi anni alla portata di tutti e un industria competitiva che non deve delocalizzare dato che può abbassare i prezzi.
    Vedo che ancora non si riesce ad uscire dal dogma

    liretta-->svaluto di continuo per esportare-->mission accomplished.
    "If printing money would end poverty, printing diplomas would end stupidity" (Javier Milei).

  6. #6
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    Predefinito Rif: Argentina a dieci anni dal default

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Se l'Italia usasse la Lira diventerebbe una potenza mondiale, superiore a Francia e Inghilterra, potrebbe competere direttamente con la Germania. L'Euro serve solo agli USA per nascondere la fine del Dollaro (dopo anni di stampa da parte della FED ormai non vale nulla).

    Con la Lira si avrebbero stipendi dal potere d'acquisto elevato, mutui che durano pochi anni alla portata di tutti e un industria competitiva che non deve delocalizzare dato che può abbassare i prezzi.
    Grande. Tornare alla Lira sarebbe un ceffone ai francogermanici che non se lo sconrdano più.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  7. #7
    x il Socialismo Mondiale
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    Citazione Originariamente Scritto da Milanista Visualizza Messaggio
    Vedo che ancora non si riesce ad uscire dal dogma

    liretta-->svaluto di continuo per esportare-->mission accomplished.
    Infatti svalutando vengono anche a costare di più le materie prime importate e l'Italia di materie prime ne ha poche.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Se l'Italia usasse la Lira diventerebbe una potenza mondiale, superiore a Francia e Inghilterra, potrebbe competere direttamente con la Germania. L'Euro serve solo agli USA per nascondere la fine del Dollaro (dopo anni di stampa da parte della FED ormai non vale nulla).

    Con la Lira si avrebbero stipendi dal potere d'acquisto elevato, mutui che durano pochi anni alla portata di tutti e un industria competitiva che non deve delocalizzare dato che può abbassare i prezzi.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Infatti svalutando vengono anche a costare di più le materie prime importate e l'Italia di materie prime ne ha poche.
    ma non era così anche fino a 10 anni fa?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    ma non era così anche fino a 10 anni fa?
    no, c'era lo sme

 

 
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