Come fa a rimanere in posizione di loto e non correre via?
E' incredibile...il contesto poi...gli altri monaci che si prostrano e lo benedicono...non l'avevo mai visto.


Come fa a rimanere in posizione di loto e non correre via?
E' incredibile...il contesto poi...gli altri monaci che si prostrano e lo benedicono...non l'avevo mai visto.
Ultima modifica di RAYO; 22-11-11 alle 13:56
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Conosco questa sequenza, è tratta da Mondo Cane 2 di Gualtiero Jacopetti (qui rimontata con una base musicale).
Come per (quasi) tutti gli pseudo-documentari anni 60 e 70 del filone "mondo", l'autenticità di determinate scene è stata messa in dubbio da molti, compresa questa.
L'originale:
Ultima modifica di Zed; 22-11-11 alle 17:12
...
Chi coltiva un pensiero raccoglie un'azione, chi coltiva un'azione raccoglie un'abitudine, chi coltiva un'abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.


Stavo quasi per aprirlo io questo thread con l'ultimo video di quella monaca tibetana... e volevo aprirlo proprio per interrogare gli esperti di Buddhismo su cosa ne pensate di questi atti suicidi.


ecco il video della monaca.


mamma mia...
Guarda, in ottica buddhista posso azzardare che questi atti presuppongono un livello di enlightenment tale da rendere il corpo materiale e il breve viaggio su questa terra sacrificabile (non piu' importante) per qualcosa che possa generare un seme di consapevolezza su altri problemi materiali (ritenuti piu'importanti della continuazione della propria vita).su cosa ne pensate di questi atti suicidi
Ma sto azzardando...certo è che l'atto di darsi fuoco, quando non è associato ad un evidente stato di disperazione (sarebbe comunque estremo e poco giustificabile secondo i nostri normasli parametri, ma si potrebbe almeno creare un link emozionale) ma èmeditato e ritualizzato - o come percorso personale o come percorso in cui vengono coinvolti altri monaci, come nel primo video (sempre che sia vero) - diventa veramente di difficile gestione speculativa.
Per quel che mi riguarda, non riesco a concepire questi atti....cioè non rientrano nelle possibili opzioni di un dharma.
Ultima modifica di RAYO; 22-11-11 alle 17:58
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Non so di questi ultimi, ma ricordo il suicidio dei bonzi in Vietnam negli anni '60 durante la guerra in Vietnam. Lo scopo era la protesta e l'indicazione di un esempio drammatico che svegliasse le coscienze.
Le immagini fecero il giro del mondo: uomini imperturbabili avvolti dalle fiamme che senza un movimento, senza un lamento, il capo chino e avvolti nella veste rituale bruciavano senza scampo. Uno spettacolo inusitato per l'occidente.
Di sicuro lo scopo fu nobile. Inesistente l'adesione emotiva all'atto, per cui sicuramente priva di consequenzialità karmica.
E' sufficiente per tenere in grandissimo conto la disciplina e la filosofia buddhista. Chi, dove, quando ha mostrato simili risultati almeno pubblicamente?
Ultima modifica di primahyadum; 22-11-11 alle 19:57
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


La tibetologa Katia Buffetrille spiega a L'Express il senso dei suicidi con il fuoco per i tibetani
Cos’ha spinto i tibetani ad immolarsi a decine nell’ultimo anno?
PERCHE’ - Il motivo per il quale 21 tibetani si sono dati fuoco dal marzo del 2011: ”Sacrificando i loro corpi e le loro vite attraverso una morte considerata orribile, dimostrano che sono pronti ad andare fino in fondo, in maniera pacifica, per preservare l’identità del Tibet“.
COSA DICE LA RELIGIONE -Un modo che “Può essere in contrasto con la visione di non-violenza assoluta, vietata contro gli altri come contro se stessi, che predica il Dalai Lama (Che nel frattempo ha abbandonato ogni attività e carica politica ndr). Questi non incoraggia per niente questo genere d’azioni, limitandosi a riconoscere il grande coraggio di chi se ne rende protagonista. Ma si può anche pensare che rispettino l’ideale del Bodhisattva, una figura altruista che rinuncia al Nirvana per aiutare gli altri ad ottenere la liberazione spirituale, un ideale ben presente nel buddismo”.
L’EPICENTRO DEL FENOMENO - L’ultimo immolato è un monaco uscito dal monastero di Kirti, come circa un terzo del totale degli immolati: “Il monastero conserva un forte senso dell’identità tibetana ed è molto occupato nella difesa della libertà di religione. Alcuni monaci di qesto monastero sono stati uccisi dall’esercito e dalla polizia cinese nel 2009 ed è stato un monaco di Kirti ad inaugurare il fenomeno nel marzo del 2011″. La regione in cui si trova il monastero è stata oggetto di una feroce repressione già nel 1958. Il primo suicidio di un tibetano con il fuoco risale però al febbraio del 2009.
Perchè i tibetani si danno fuoco