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Milano, stuprata fuori da discoteca
Arrestati due cittadini marocchini
Stava aspettando gli amici fuori dalla discoteca dove aveva trascorso una serata quando un uomo, marocchino, l'ha avvicinata e dopo averla invitata a seguirlo nei giardinetti vicini l'ha trascinata con la forza, l'ha sbattuta per terra e l'ha stuprata. E dopo di lui un altro marocchino l'ha aggredita ancora. Lei però, nonostante lo shock e i segni della violenza, è riuscita a liberarsi ed è scappata.
Si è così trasformata in un incubo la nottata di Federica M., 30 anni, ragazza venuta a Milano da uno dei paesi della provincia, per andare allo Zoe, la discoteca di piazza Anita Garibaldi, zona Baggio, dove era stata organizzata una festa a tema. Nel locale ha ballato, ha bevuto qualche birra e poi, poco prima delle sei, con il cielo già chiaro, è uscita. Lì fuori, in mezzo ad altra gente, è rimasta in attesa degli amici che si stavano attardando. Voleva andare a casa e invece in un baleno è accaduto il peggio.
Un uomo, un nordafricano, le si è parato davanti. Prima l'ha invitata a seguirla nel parco vicino, ma davanti a un secco "no, lasciami stare", lui ha usato la forza: l'ha trascinata e le ha detto anche di voler avere un rapporto sessuale. Lei, nonostante fosse confusa e spaventata, l'ha implorato, ha cercato di resistere, ma inutilmente. Dopo lo stupro e la fuga dell'uomo, mentre la donna era ancora lì, è comparso un altro sconosciuto,anche lui con la carnagione scura. Subito ha mostrato chiaramente le sue intenzioni: l'ha palpeggiata, toccata e ha iniziato ad andare sul pesante ma lei è riuscita a divincolarsi. E' stata ritrovata non molto lontano, in via Anselmo da Baggio, seduta su un marciapiede mentre piangeva a dirotto e con gli indumenti sporchi di terra, da una volante della polizia.
Prima di essere trasportata alla clinica Mangiagalli, per le prime cure del Servizio Violenza Sessuale, la trentenne ha descritto i suoi due aggressori non tralasciando un particolare: il primo le aveva strappato dal polso un bracciale di cuoio borchiato. Bracciale che è stato trovato in tasca a un marocchino, Mansour Toufik, 25 anni, irregolare, con piccoli precedenti, bloccato dalla polizia pochi istanti dopo a pochi metri di distanza, in via Quinto Romano, mentre stava litigando in modo animato con la sua fidanzata.
L'uomo è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale e poco dopo è finito in carcere anche un suo connazionale Said Ait Moha, 45 anni, regolare, fermato in una cascina semi abbandonata nei dintorni. I due, da quanto è stato accertato, non si conoscono, ma domenica in tarda mattinata sono stati riconosciuti dalla donna come i suoi aggressori.
A Milano, secondo i dati diffusi dal vice sindaco Riccardo De Corato, dall'inizio dell'anno i casi di violenza sessuale sono stati 25. In 23 casi i responsabili sono stranieri mentre le vittime sono al 50% italiane o straniere.




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