Evidentemente questi comunisti si rendono conto che le città francesi rischiano un "effetto Afghanistan", in tutti i paesi islamici i partiti e movimenti comunisti sono in genere fuorilegge, ma in Europa e specialmente in Italia i comunisti aprono la strada all'islamizzazione non si capisce bene con quale prospettiva a parte fare uno sfregio alle destre. Voi che ne pensate?hefico:
L'allarme: Sono in gioco i valori repubblicani
Francia: legge contro il burka per preservare i valori europei
"Il Burqa ed il Niqab sono inaccettabili segni di sottomissione della donna" dice il PCF
Lione - Venissieux è una cittadina della periferia orientale di Lione, la seconda città di Francia, che negli anni ha visto aumentare a dismisura la propria popolazione grazie al richiamo delle molte industrie che qui si sono insediate . Dal dopoguerra ad oggi qui sono stati costruiti immensi rioni di abitazioni popolari in gran parte oggi abitate da immigrati del Maghreb.
Da sempre l’orientamento politico della piazza volge lo sguardo a sinistra, verso il partito comunista.
Attualmente il sindaco della città è uno dei pochi sopravissuti al tracollo comunista all’Assemblea Nazionale di Parigi. Il suo nome è Andrè Gerin. Da qualche giorno tutta la Francia ne parla giacché convintamente sta portando avanti con ostinazione la sua battaglia per il varo di una legge che vieti alle donne di origine musulmana l’uso del burqa o del niqab, i due veli islamici che coprono integralmente, nel primo caso, il corpo femminile oppure ne lasciano intravedere solamente gli occhi, nel secondo.
La sinistra in Francia sta conducendo, a differenza dei sui compagni politici una serrata campagna per la laicizzazione secondo i criteri occidentali e repubblicani. Il fatto è che da quasi un decennio tra i tantissimi immigrati magrebini in possesso della cittadinanza francese, serpeggia il mostro del fanatismo religioso. L’Islam radicale tra questi diseredati miete proseliti. Per le strade dei comuni industriali della metropoli lionese, quali appunto Venissieux o la vicina Toussieax, girano spesso a volto coperto. Tutto ciò è inaccettabile in un paese che ha trasmesso a tutt’Europa i valori repubblicani e laici.
E’ in serio pericolo la politica francese dell’assimilazione cioè quella pratica repubblicana secondo cui l’immigrato in Francia, al momento di diventarne cittadino, dovrà sposare appieno i principi occidentali. In caso contrario lo si pregherà di accomodarsi altrove. Con il diffondersi del fanatismo musulmano a livello planetario la politica dell’assimilazione è entrata in crisi anche se è stata sinora l’unica efficace per garantire la piena integrazione tra autoctoni ed immigrati.
Questo ha pensato il sindaco Gerin incassando immediatamente la solidarietà di altri 58 deputati in buona parte iscritti all’Ump, il partito gollista del Presidente Sarkozy. Al suo fianco il politico comunista ha trovato il Ministro dell’Educazione Xavier Darcos mentre il Ministro dell’Immigrazione e dell’Identità nazionale Eric Besson ha dichiarato, mostrandosi scettico verso l’iniziativa di Gerin, che “ La regola in Francia è dire che nelle strade ognuno è libero”.
Lunedì il presidente Sarkozy immigrato di terza generazione, ungherese d’origine, si pronuncerà in merito. Gerin aspetta fiducioso e chiosa: “ Pretendere dagli immigrati di vivere secondo i principi repubblicani e laici è anche e soprattutto un valido antidoto contro la diffusione dell’intolleranza e della xenofobia tra i francesi autoctoni che così non si sentirebbero più accerchiati”.
http://www.voceditalia.it/articolo.a...lori%20europei
carlomartello




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