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UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
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Che poi, ammettiamo anche che sia amminsitrata nel modo più trasparente e onesto possibile. Dei veri "cavalieri del lavoro".
Sapete cosa succederebbe facendola agire fuori mercato, cioè, con tassi agevolati?
Che tanta gente si indebiterebbe pur non avendo la possibilità di farlo, e si ritroverebbe insolvente creando una banca in perdita. :giagia:
"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"




C'è un errore proprio nella vostra valutazione della proposta - poi per carità, ognuno è libero di pensarla come gli pare -. Qui non stiamo trattando di un fondo perduto, la proposta, che spero capiate meglio quando la presenterò in forma di ddl, tra domani e dopodomani, parte da un fondo di base di 10 miliardi di euro, che ho già quasi interamente individuato.
L'investimento sarà fatto portando il tasso d'interesse al pari dell'inflazione, naturalmente, altrimenti lo Stato andrebbe in perdita, più una maggiorazione irrisoria, parliamo di punti decimali, dovuta alle spese gestionali degli sportelli.
Saranno i direttori, nominati in base al merito con concorsi pubblici trasparenti, resi ancor più sotto sorveglianza proprio per la particolare importanza, a stabilire chi finanziare e chi non, mantenendo ben presenti sia le possibilità di riavere indietro le somme prestate, sia le condizioni sociali della famiglia.
L'operazione si ripagherà a lungo termine da sola, dato che saranno imposti limiti severissimi al numero del personale e agli stipendi di impiegati e dirigenti, e se proprio proprio ci saranno delle perdite, quasi matematicamente escluse, dovrebbero essere irrisorie.
Certo non aspettatevi che una banca simile faccia utili da miliardi di euro, il suo obiettivo è semplicemente far ripartire la crescita sostenendo piccole e medie imprese e famiglie.
Di rimando apporterà una crescita delle entrate fiscali, dato che, come sapete, se aumenta il Prodotto Interno Lordo, crescono anche gli ingressi per l'Erario.
Ultima modifica di Gracco; 02-12-11 alle 00:12
L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene


Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




Secondo me per perseguire gli scopi che vi proponete non è necessario istituire una Banca di Stato, che sarebbe comunque un altro ente statale da mantenere. Basterebbe conferire maggior potere di aiuto verso le famiglie e le imprese ad alcuni enti che esistono già, come ad esempio i Comuni.
Ad esempio una revisione del patto di stabilità, che impedisce ai comuni virtuosi di investire e quindi immettere denaro nel settore privato, sarebbe già una prima mossa efficace e a costo zero.
In seguito si potrebbe conferire ai Comuni stessi il potere di aiutare, con cifre di un certo tipo, imprese e famiglie in difficoltà a trovare finanziamenti, a patto che questi finanziamenti siano poi realmente necessari (investimenti in innovazione e ricerca, o in nuovi macchinari e impianti per le imprese, o per il pagamento delle rate della casa per le famiglie), in modo che i prestiti di denaro pubblico vadano dove realmente c'è bisogno.
L'istituzione di una Banca di Stato secondo me è superflua, anche se ha obiettivi condivisibili. Inoltre tutto questo andrebbe affiancato ad una riforma che alleggerisca le PMI dal peso fiscale.
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


GUardate che:
1) La PF sulla PMI l'abbiamo già abbassata con la riforma fiscale di olivo.
2) Non possiamo ricorrere a mezzi come la revisione del patto di stabilità grazie a cascista ed alla sua sentenza della CC in generale ed in particolare perché da quanto ne so servirebbe l'assenso europeo.
poi sulla banca in se. Se lo scopo è quello di finanziare non serve, si istituiscono appositi fondi per detassazione o prestiti a tassi bassi e via...
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Questa impostazione, priva di una visione ideologizzata della questione, è un'analisi lucida sulla quale si può ampiamente ragionare.
Potrebbe essere un'alternativa, certo è che bisognerebbe vedere come allocare risorse sul territorio anche ai comuni che non hanno i bilanci in attivo. Altrimenti si va ad alimentare disparità sociale e disomogeneità territoriale.
La legge olivo sul fisco va in una buona direzione, purtroppo però il problema è più ampio, come facevo notare in Senato.
Siamo di fronte a un credit crunch, ovvero una paralisi del sistema creditizio che vede le banche privati impossibilitate, in parte per ragioni di bilancio in parte per terrore dovuto a una serie di fattori cumulatisi, che ci porterà nel 2012 a perdere tra il mezzo punto e l'1,6% del Prodotto Interno Lordo.
Tutti sappiamo cosa comportrebbe una nuova crisi per le famiglie e per le imprese, sarebbe un disastro. Due recessioni nell'arco di tre anni sono una mannaia che costringerebbero alla fame centinaia di migliaia di cittadini.
Il livello di disoccupazione salirebbe alle stelle e ci ritroveremmo in una soluzione stile Grande Depressione con un rischio reale per lo stesso sistema democratico.
E' questo che vogliamo? Vogliamo ripetere i miopi errori del passato?
L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene


Mi sento di condividere ciò che dice Laico. Per troppi anni statalizzando si è creato quello a cui assistiamo oggi e se c'è una soluzione quella è centellinare del tutto lo Stato, non creare nuovi stipendi (perchè queste Banche avranno dipendenti ecc). Lo Stato deve iniziare a pensare a vendere ai privati in maniera furba (facendo si che ci sia concorrenza per le tasche dei cittadini). Poi vabbè, considerazione personale, non mi fido delle banche private figuriamoci di una di stato.
"Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
Antonio Cassano 99