Complimenti...si potrebbe fare tranquillamente di questi articoli la sceneggiatura di una fiction.
Mi chiedo...se il rapinatore invece che extracomunitario fosse stato italiano, stesso articolo, stessi particolari, stesso interesse per la vicenda?
e se fosse stato italiano sì, ma meridionale?
Il fatto è che qui si ragiona per categorie: da che mondo è mondo un bel libro, un bel romanzo, un bel film, sono più godibili se il "buono" e il "cattivo" sono indentificabili facilmente, così che il lettore si possa identificare nel "buono" e deprecare il "cattivo", in una sorta di "patos" (identificazione) con ciò che si sta leggendo.
Così si va per binomi: buono-cattivo, bianco-nero, immigrato-italiano, delinquente-onesto, e via dicendo.
Scrivere lo stesso articolo su un italiano che rapina un altro italiano, in fondo non ha lo stesso effetto: chi lo legge lo declassa a semplice cronaca nera. Lilli la tabaccaia non è l'onesta cittadina italiana rapinata da un cattivo immigrato di colore, è solo una tabaccaia rapinata come tante...fine del romanzo.
Se già il rapinatore fosse stato meridionale, magari con un accento calabrese, allora l'effetto sarebbe stato già maggiore.
Si tratta quindi di un ottima tecnica romanziera, senza dubbio.




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repapelle::mmm:

