Risultati da 1 a 10 di 10
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    Thumbs up Il ddl sulle intercettazioni dovrebbe cambiare al Senato

    Il Colle stoppa Ghedin-sconi

    In molti, anche tra gli amici, l’hanno criticato per le sue troppe cautele e per l’appello alla «tregua » in vista del G8. Ma se la legge Ghedini-Berlusconi sulle intercettazioni, al senato, sarà cambiata – e lo sarà – il successo potrà essere attribuito solo a lui: a Giorgio Napolitano. Proprio così: sul fronte intercettazioni ci sarebbero grosse novità. A dispetto dei suoi roboanti proclami di guerra, Silvio Berlusconi ha ceduto nel felpato braccio di ferro con il Quirinale che era in corso da tempo. La brutta normativa-bavaglio approvata dal centrodestra alla camera e subito incardinata al senato perché l’approvasse in tempi record nelle prossime settimane, cambierà. Il presidente della repubblica non aveva mai nascosto le sue perplessità sul provvedimento confezionato dalla maggioranza dopo lunghi mesi di scontri con le opposizioni e al proprio interno.
    E chi sa, racconta che il capo dello stato sarebbe stato addirittura pronto a rinviare la legge alle camere muovendo obiezioni su due precisi punti.
    Che l’appello alla tregua lanciato da Napolitano ricomprendesse anche un approccio “morbido” alle intercettazioni, tenuto conto non soltanto delle durissime critiche della magistratura associata ma anche dei suggerimenti di voci autorevoli e indipendenti come il procuratore antimafia Grasso, ignorati dalla maggioranza, era evidente. Ma che dopo aver rotto la tregua lanciata da Napolitano (insolentendo i disoccupati che lo contestavano, attaccando frontalmente la Cgil, aizzando il can-can del giudice costituzionale Mazzella per trasformare l’aula della Corte costituzionale che sta per decidere sulla costituzionalità del Lodo Alfano in un rissoso saloon da film western) Berlusconi decidesse di sventolare bandiera bianca sulle intercettazioni, questa sì è una sorpresa.
    Più che un segno di resipiscenza, pare però l’indizio della crescente difficoltà del premier. Dello scandalo delle donnine si parla in tutte le cancellerie del mondo, il G8 italiano ne è già stato sfregiato e l’immagine del premier ulteriormente danneggiata. Nonostante digrigni i denti, Berlusconi è una tigre di carta che può ruggire solo grazie al soccorso di una Lega che alza sempre più il prezzo della sua lealtà.
    Aprire un conflitto con il Colle sulle intercettazioni non pare il miglior modo per prepararsi a un’estate giudiziaria ancora lunga e a un autunno difficile.
    Se ora Berlusconi abbassa le penne, fa retromarcia e accetta una serie di modifiche al testo all’esame della commissione a palazzo Madama, la legge sulle intercettazioni dovrà tornare alla camera per l’approvazione definitiva. Come va ripetendo il presidente della commissione giustizia, il pidiellino (ex An) Filippo Berselli «la camera s’è presa tutto il tempo che ha voluto e noi cercheremo di approvare il miglior testo possibile. Non si tratta di un provvedimento blindato...». Del resto il risultato del compromesso raggiunto a Montecitorio nel Pdl (con la Lega che ha tifato svogliatamente per Ghedini) è stato il peggiore possibile. Più di una voce, anche nel centrodestra, s’è levata per auspicare modifiche al testo della camera: un abborracciato testo-monstre frutto della fervida vena creativa di Nicolò Ghedini, delle opache limature dell’ufficio legislativo del Guardasigilli e del duro scontro tra i berluscones e la “finiana” Giulia Bongiorno, presidente della commissione giustizia.
    Un’aberrazione giuridica, a partire dall’invenzione del concetto di «evidenti indizi di colpevolezza» per autorizzare le intercettazioni: un non-senso del politichese applicato al diritto che lega le mani agli inquirenti.
    Per non parlare del bavaglio che viene imposto alla stampa. L’operazione di ritirata strategica di Berlusconi è appena ai suoi inizi e non sono esclusi ripensamenti e colpi di coda. Ma i segnali si moltiplicano.
    Secondo le liturgie dell’unico partito a guida assolutista d’Occidente occorre ad esempio prestare massima attenzione anche alle virgole pronunciate dall’uomo che Berlusconi ha elevato al rango di più stretto e fidato collaboratore: «Il testo – parola di ieri dell’avvocato Ghedini – può sempre essere migliorato».
    Qualcosa si muove se così parla lo stesso Ghedini che ha sempre spinto per la linea dura («Al ddl non verrà fatta nessuna modifica»), così come ha fatto il ministro Alfano («Spero che il senato non modifichi l’impianto»). Perciò all’ultima riunione con i capigruppo del Pdl, Berlusconi era stato netto: approvare subito in senato il testo della camera, con precedenza assoluta. Pare che non andrà così.

    http://www.europaquotidiano.it/detta...pa_ghedinsconi

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Il ddl sulle intercettazioni dovrebbe cambiare al Senato

    Sarei felicissimo se facessero marcia indietro su un testo che è stato criticato duramente anche dalle forze dell'ordine.

    Dopo lo straordinario ddl sulla sicurezza approvato ieri, non avrebbe senso compromettere l'ottimo operato fin qui conseguito da Maroni.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Il ddl sulle intercettazioni dovrebbe cambiare al Senato

    Il capo dello Stato convoca Alfano al Quirinale: senza modifiche niente firma
    Il presidente preoccupato per i rischi di incostituzionalità. Esclusa la fiducia


    Legge sulle intercettazioni arriva lo stop di Napolitano

    ROMA - Irragionevole, incostituzionale, gravemente dannosa per le indagini, foriera di scontri con una stampa già pronta allo sciopero del 13 luglio. La legge sulle intercettazioni, così com'è, non va. Napolitano poteva rinviarla alle Camere e dare uno schiaffo a Berlusconi. Ma fedele al motto che "gli strappi tra le istituzioni vanno sempre evitati" (almeno fin dove è possibile), il capo dello Stato l'ha fermata prima del suo ultimo passaggio al Senato.

    Con un governo pronto a mettere la fiducia come aveva fatto alla Camera. Dopo un anno di ininterrotta moral suasion, dopo aver messo in allerta Fini e Schifani, il presidente della Repubblica ha compiuto il passo definitivo, ha chiamato al Quirinale il Guardasigilli Alfano. Che arriva lesto lesto.

    Poco meno di un'ora di colloquio, accanto i suoi esperti giuridici, un esordio che non consente spiragli di trattativa: "Sono molto preoccupato e turbato per la tensione che si sta creando nel mondo della giustizia e della stampa su questa legge. I miei consiglieri mi spiegano che se dovesse passare così al Senato i vizi di palese incostituzionalità mi costringerebbero a fare un passo che di certo non vi sarebbe gradito". Il ministro della Giustizia, che si è sempre mostrato rispettoso del Colle, non tenta neppure una difesa. Alla fin fine sa che al premier questa legge non è mai piaciuta perché lui ne avrebbe voluta una molto più dura, con gli ascolti autorizzati solo per mafia e terrorismo. Nel rinviarla, soprattutto in ore in cui, per le voci su procure in azione, non vuole scontri con toghe, polizie, servizi, non soffrirà troppo. Napolitano prosegue: "È vero che avete intenzione di mettere la fiducia?".

    Alfano si allarga in uno dei suoi sorrisi da bravo ragazzo: "Assolutamente no, presidente, il governo non pensa di farlo. Tutt'altro. Il testo non è blindato, siamo pronti a far tesoro del lavoro della commissione Giustizia. Certo, dopo che è rimasto un anno alla Camera, ci auguriamo che non succeda lo stesso al Senato". Il ghiaccio è rotto, si può pure ragionare dei dettagli e mettere sul tavolo i palesi dubbi di costituzionalità. Non uno, ma numerosi.

    A cominciare da quella che il Quirinale considera una pessima, irragionevole, incostituzionale, norma transitoria, forse la buccia di banana più platealmente inaccettabile su cui scivola il ddl. "Le disposizioni della presente legge non si applicano ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore". Doveva servire, è servita, per far dire all'avvocato del premier Niccolò Ghedini (e ora anche presidente della Consulta del Pdl sulla giustizia, sempre per tenere ben vivo il conflitto d'interessi) che "questa non è una legge ad personam, visto che non si applica ai processi in corso". E in effetti è così, ma con il rischio di un tal guazzabuglio tra chi godrà di norme più favorevoli e chi no, di giornalisti in galera e altri fuori, di intercettazioni pubblicate ed altre censurate, che l'incostituzionalità è manifesta. Dunque la norma va cambiata. Ma non solo. Il Colle punta il dito sugli "evidenti indizi di colpevolezza" necessari per ottenere un ascolto. Che ne sarà delle indagini contro gli ignoti (autori anche di omicidi), di quelle sui reati che poi portano a scoprire la mafia (usura, racket, rapine e tanti altri)? Giusto nelle stesse ore in cui Alfano è seduto di fronte a Napolitano, al Csm protestano i più noti procuratori antimafia.

    Alle orecchie di Alfano risuonano le tante insistenze di Giulia Bongiorno, la presidente della commissione Giustizia della Camera e alter ego di Fini per la giustizia, che si è battuta nella sua maggioranza per "limitare i danni". Ma anche lei, di fronte ai falchi ghediniani e alfaniani che insistevano, ha dovuto piegare la testa sugli "evidenti indizi di colpevolezza" che adesso diventeranno "evidenti indizi di reato". E infine il capitolo sulla stampa, dal carcere (fino a un anno) per i giornalisti che pubblicano intercettazioni da distruggere e che fano protestare anche il Garante della privacy Pizzetti, alle supermulte contro gli editori, ai testi delle telefonate che non si potranno pubblicare neppure per riassunto, creando così una marchiana e irragionevole differenza tra una prova, gli ascolti, e un'altra, una lettera, un verbale d'interrogatorio che invece, quelli sì per riassunto, potranno essere pubblicati.

    Non prende appunti Alfano, ma il terremoto che si abbatte sul suo ddl è intensissimo. Non di modifiche formali si tratta, ma di cambiamenti sostanziali. A Napolitano non era affatto piaciuto il grido dell'Anm, "sarà la morte della giustizia", ma i suoi rilievi sono la riprova che la legge stoppa indagini e cronaca giudiziaria. Il Guardasigilli se ne va tranquillizzando il presidente: "Non abbiamo fretta, seguiremo i lavori del Senato". Alfano sa che Berlusconi non vuole spingere l'acceleratore sulla giustizia. La decisione della Consulta sul lodo Alfano è alle viste, le procure incombono, il premier continua ad avere il dubbio che il Bari-gate sia esploso a ridosso del voto della Camera giusto sulle intercettazioni. Questo ddl e la famosa riforma costituzionale della giustizia possono aspettare. Alfano l'ha detto al presidente preoccupato di uno scontro estivo con le toghe: "I prossimi consigli dei ministri saranno dedicati all'economia. Io sono soddisfatto del mio lavoro. Domani (oggi, ndr.) entra in vigore la riforma del processo civile, in cui ho profondamente creduto ed è legge la sicurezza con le norme antimafia più forti da quando è morto Falcone. Che senso avrebbe una riforma costituzionale a metà luglio?". C'è tempo. Magari quando si saprà se la Consulta conferma o boccia il lodo Alfano.

    http://www.repubblica.it/2009/06/sez...tano-stop.html

  4. #4
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    Sono contentissimo! E' la prima volta che approvo una scelta di Napolitano (un evento). Questo ddl era una schifezza, è stato criticato aspramente anche dalle forze di polizia, che sanno bene di cosa hanno bisogno per fare il loro lavoro e tutelarci. E perdipiù avrebbe rovinato lo straordinario lavoro fatto sulla sicurezza fino ad oggi, con l'eccellente ddl approvato appena ieri.

    La Lega in questo modo non potrà essere accusata di alcuna porcata, ma solo di aver fatto il suo dovere nella lotta a mafia, immigrazione e criminalità comune. Benissimo così!

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Il ddl sulle intercettazioni dovrebbe cambiare al Senato

    Citazione Originariamente Scritto da Periandro Visualizza Messaggio
    Sono contentissimo! E' la prima volta che approvo una scelta di Napolitano (un evento). Questo ddl era una schifezza, è stato criticato aspramente anche dalle forze di polizia, che sanno bene di cosa hanno bisogno per fare il loro lavoro e tutelarci. E perdipiù avrebbe rovinato lo straordinario lavoro fatto sulla sicurezza fino ad oggi, con l'eccellente ddl approvato appena ieri.

    La Lega in questo modo non potrà essere accusata di alcuna porcata, ma solo di aver fatto il suo dovere nella lotta a mafia, immigrazione e criminalità comune. Benissimo così!
    poi vediamo se cambia realmente, però.
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    poi vediamo se cambia realmente, però.
    Cambia, cambia.

  7. #7
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    tecnica tipica di Silvio: prima propone o fa approvare in primo grado una legge inaccettabile in qualunque paese civile, poi fa togliere le norme peggiori e così tutti non guardano al testo finale della legge che rimane pessimo (vabbè, per questo sulle intercettazioni aspettiamo prima di dirlo) ma fanno un sospiro di sollievo per le norme che sono state tolte

  8. #8
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    Mah, io penso che questo provvedimento tanto sbagliato non sia nei suoi intenti, dato che in questa itaglietta infame la magistratura ha fatto costante abuso delle intercettazioni come strumento politico, e certo NON solo contro Berlusconi: certo quello che vorrei io è che proprio questa magistratura venisse azzerata al 100%, tutti quanti presi alle 4 del mattino, caricati su un bel vagone piombato e portati in un bel campicello chiusi dietro uno spesso filo spinato e quindi via tutti a zappare la terra con catena al collo per guadagnarsi da vivere onestamente seguendo gli insegnamenti dei loro maestri politici prediletti stile Stalin e Pol Pot; che mi dite, che questo non sarebbe democratico, che sarebbe dittatura, che sarebbe colpo di stato? Be', allora viva il colpo di stato e la dittatura del buon senso, a questo punto.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da CamiciaVerde Visualizza Messaggio
    tecnica tipica di Silvio: prima propone o fa approvare in primo grado una legge inaccettabile in qualunque paese civile, poi fa togliere le norme peggiori e così tutti non guardano al testo finale della legge che rimane pessimo (vabbè, per questo sulle intercettazioni aspettiamo prima di dirlo) ma fanno un sospiro di sollievo per le norme che sono state tolte
    Con Berlusconi è sempre così: bisogna trattare, cercare di contenerlo, ridurre i danni, mentre dall'altro lato si ottengono risultati importanti per il paese. Questa volta sulle intercettazioni, probabilmente, si aspettava che Napolitano fosse docile come per il lodo Alfano, ma si è sbagliato.

    Sul testo finale, a questo punto, sono meno pessimista.

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Il ddl sulle intercettazioni dovrebbe cambiare al Senato

    Citazione Originariamente Scritto da halexandra Visualizza Messaggio
    Mah, io penso che questo provvedimento tanto sbagliato non sia nei suoi intenti, dato che in questa itaglietta infame la magistratura ha fatto costante abuso delle intercettazioni come strumento politico, e certo NON solo contro Berlusconi: certo quello che vorrei io è che proprio questa magistratura venisse azzerata al 100%, tutti quanti presi alle 4 del mattino, caricati su un bel vagone piombato e portati in un bel campicello chiusi dietro uno spesso filo spinato e quindi via tutti a zappare la terra con catena al collo per guadagnarsi da vivere onestamente seguendo gli insegnamenti dei loro maestri politici prediletti stile Stalin e Pol Pot; che mi dite, che questo non sarebbe democratico, che sarebbe dittatura, che sarebbe colpo di stato? Be', allora viva il colpo di stato e la dittatura del buon senso, a questo punto.
    Un conto è agire contro la magistratura politicizzata, un altro è togliere lo strumento delle intercettazioni per indagini su omicidio, stupro, rapine, usura, estorsione... l'allarme è stato lanciato non dalle toghe rosse, ma dai funzionari di polizia. Dobbiamo essere consapevoli di cosa è in gioco realmente, ovvero la nostra sicurezza di ogni giorno.

    http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=873710

 

 

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