Leggete attentamente questo passo:
Sembra tratto pari-pari dal preambolo del ddl in esame alla Camera. In realtà è farina di altro sacco. Più precisamente, è un passo del programma elettorale con cui il PD e Veltroni si sono candidati del 2008. Programma pressoché introvabile mediante la navigazione sul sito del PD -effetto Bersani? - ma facilmente scovabile grazie a Google.Lo strumento delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche e telematiche è essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata ed assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione.
Bisogna conciliare tali finalità con diritti fondamentali come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.
Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali.
E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati.
Ora, io mi chiedo: nel programma del centrosinistra di soli due anni fa (programma sottoscritto anche dall'IDV, si badi) erano previste, sul "lato" che riguarda la pubblicazione degli atti, le stesse identiche norme che oggi hanno causato la mobilitazione in blocco di tutti gli editori e direttori di giornale (salve poche miserabili eccezioni).
Vorrei sapere dov'erano tutte queste persone quando, già due anni fa, la proposta di quei "giustizialisti" di Veltroni e Di Pietro era questa - figuriamoci quella del cdx. Se si è mai levata una critica, durante la campagna elettorale 2008, su questo passaggio così chiaro del programma del csx.
Ricordo gli interventi che Veltroni faceva nelle oltre 100 piazze italiane in cui è stato, me li sono visti tutti, uno ad uno. E non ricordo affatto che abbia mai parlato di divieto di pubblicazione degli atti delle indagini fino a dopo il rinvio a giudizio.
Ma dell'ipocrisia dei politici non mi stupisco più di tanto. Vorrei invece sapere dov'erano Scalfari, Ezio Mauro, Mieli, De Bortoli e persino Feltri, che oggi gridano al bavaglio per la Stampa come dei Travagli qualsiasi.




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