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Discussione: Il sonno e i sogni

  1. #1
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    Predefinito Il sonno e i sogni

    Quasi un terzo della nostra vita lo passiamo dormendo. Questa attività è necessaria in quanto durante la veglia i corpi accumulano stanchezza. Durante il sonno attraversiamo vari stati che sono stati classificati a seconda delle onde emesse. Vengono definite attraverso l'acronimo NREM (sonno privo di movimenti oculari) le quattro fasi dove il cervello emette onde lente, ed inoltre caratterizzate generalmente dall'assenza di sogni o almeno così sembra perché al risveglio non vengono ricordati. Mentre la fase REM è contraddistinta dall'emissione di onde veloci e dal rapido movimento oculare. Questa fase viene anche definita sonno paradossale in quanto l'attività elettroencefalografica è simile a quella di veglia. Inoltre è in questa fase che vengono prodotti i sogni ricchi di immagini e quindi percepiti con maggior intensità. La psicoanalisi tende a ritenere il sogno come l'effetto di un complesso processo di pensiero effettuato durante il sonno, che contribuisce a consolidare la struttura psicologica dell'individuo. La dimensione del sogno affascina da sempre l'uomo. L'interesse verso il mondo onirico è un filo che lega l'uomo primitivo, gli egizi, i sumeri, la Grecia antica, l'impero romano, il medioevo e il novecento. Nell'antico Egitto i sogni erano considerati un messaggio magico proveniente dal mondo delle potenze, ed avevano grande importanza quelle persone che riuscivano ad interpretarli. Tra gli egizi e successivamente tra gli antichi greci era consuetudine ricorrere all'uso dell'incubazione per ricevere indicazioni sul futuro, benedizione e guarigione. Questa tecnica consisteva nel dormire in un aerea sacra dopo essersi purificati. Nel medioevo l'attività della incubazione venne perpetuata da alcuni cristiani, infatti sono giunti fino a noi alcuni racconti che hanno per soggetti dei santi che in sogno hanno operato dei miracoli. Nel XVII secolo in Europa con l'avvento della razionalità del metodo scientifico lo studio dell'attività onirica venne relegato in un angolo, comunque venne preservata in gruppi esoterici e in altre culture, come quella dei nativi americani, ancora legati alla tradizione. L'opera di Freud ha riportato l'attenzione verso il sogno ed ha riconsegnato alla nostra civiltà una potenzialità umana, che era stata emarginata dalla scienza. Se la società odierna ha recuperato in parte la conoscenza del mondo onirico lo dobbiamo innanzitutto alla psicoanalisi che al principio considerava il sogno la via maestra per conoscere l'inconscio attraverso l'esaudimento di un impulso represso nella vita ordinaria ed espresso nel sonno. Successivamente il lavoro di Jung ha cercato di riunire la conoscenza dell'uomo moderno con l'Antica Saggezza. Infatti il sogno oltre ad essere utilizzato in prospettiva per capire le potenzialità da sviluppare venne considerato un'attività non soltanto dell'inconscio personale, ma come ciò che consente di collegarsi ad una realtà profonda della psiche che definì inconscio collettivo, dove sono presenti dei simboli detti archetipi che rappresentano l'eredita dell'evoluzione della coscienza umana. Successivamente la sperimentazione nell'ambito del sonno ha prodotto una conoscenza variegata: i sogni sono la continuazione dello stato di veglia, possono essere indotti da stimolazioni artificiali, il linguaggio dei sogni è simbolico e soggettivo. Prima che l'attività onirica venga riconosciuta come una funzione della coscienza, pari a quella di veglia, l'uomo dovrà riconoscere i piani sottili. Comunque sia, chi ne vuole sapere di più si può rivolgere all'Antica Saggezza. In Tibet l'attività del sogno è considerata così importante tanto da inserirla all'interno di una serie di insegnamenti tantrici, chiamati Shitro, per rivelare la natura di Buddha . Vi riporto uno stralcio degli insegnamenti sullo Yoga del sogno dati da Khenchen Palden Sherab Rinpoche nel commentario al testo di Karma Lingpa: “Gli insegnamenti Vajrayana sullo yoga del sogno ci forniscono un metodo estremamente efficace per espandere la pratica della consapevolezza nello stato del sogno, in modo da non dormire nell’inutile modo ordinario. Entriamo nella sfera naturale dell’attenzione incrollabile. Prepariamoci al sonno coscientemente, mantenendo una motivazione pura. Abbandonando la trascuratezza, cerchiamo di addormentarci in uno stato di rilassata attenzione. Come pratichiamo la presenza mentale nel sogno? Riconoscendo i nostri sogni, pratichiamo trasformando l’illusione in luminosità. Per utilizzare il tempo che spendiamo dormendo, dobbiamo per prima cosa riconoscere che stiamo sognando. Questo è l’esercizio iniziale. Il passo successivo è chiamato “trasformare il sogno”, il terzo è la “moltiplicazione” e il quarto unificare il sogno e la chiara luce. Riconoscere, trasformare, moltiplicare e unificare il sogno con la luminosità della vera natura; queste quattro sono le applicazioni essenziali dello yoga del sogno. Possiamo fare queste pratiche in ogni momento, ma normalmente si iniziano prima di andare a letto la sera. Si inizia allineando la nostra motivazione con bodhicitta e con la consapevolezza della purezza naturale. Queste sono le fondamenta e la struttura dell’intero sentiero. Senza di esse, la nostra pratica si disgregherà, anche se abbiamo già raggiunto un certo livello. L’aspirazione di bodhicitta e la consapevolezza della purezza sono indispensabili.”
    Secondo la scienza esoterica il sogno è una attività concreta che viene svolta su un piano più sottile di quello fisico. In genere avviene sul piano astrale, ma dipende prevalentemente dalla coscienza del sognatore. Con l'addormentarsi la coscienza lascia il veicolo fisico e si stabilisce sul veicolo sottile con cui è più in sintonia. Può succedere che per degli stimoli fisici dati da una digestione difficile dopo una cena abbondante la coscienza rimanga nel veicolo eterico e non raggiunga l'astrale, come possa innalzarsi sul mentale se illuminata dalla luce dell'anima. Comunque normalmente durante il sonno il corpo astrale fluttua sul suo piano sopra il fisico ritemprandosi della fatica di essere stato contenuto nel corpo denso. Per capire il meccanismo del sogno dobbiamo fare riferimento al meccanismo della coscienza ed usare ancora una volta l'analogia. Tramite il sistema nervoso arrivano al cervello delle impressioni che vengono elaborate e classificate. Ma queste impressioni sono il risultato di un impulso che può nascere non solo dal piano fisico ma anche dai piani più sottili, ad esempio nel corpo astrale, da dove viene trasmesso successivamente al cervello fisico grazie all'interazione della materia eterica che fa da ponte di trasmissione fra quella fisica e quella astrale. Nell'uomo comune durante il sonno i principi superiori si ritirano nell'astrale lasciando il cervello fisico e quello eterico alla mercé delle correnti che lo attraversano. Gli impulsi che possono derivare da queste due fasce di vita possono produrre sogni caotici senza un filo logico. In particolare il cervello eterico è molto impressionabile quindi se non è mantenuto attivo dalla coscienza può elaborare anche i pensieri altrui che lo attraversano. Quando la coscienza durante il sonno fluttua nel corpo astrale può rielaborare quanto vissuto emotivamente nella giornata oppure fare esperienze concrete sul piano astrale, come visitare luoghi ed incontrare altri esseri. Inoltre sui sottopiani più elevati è possibile ricevere insegnamenti spirituali. Maggiormente la luce dell'anima si manifesta nella coscienza, tanto più i sogni possono essere espressione diretta di impulsi provenienti dall'anima. Alcuni sogni possono rivelarsi profetici perché nei piani sottili il tempo scorre in maniera diversa rispetto al fisico, perciò il Sé superiore può comunicare in anticipo alla personalità un evento importante che potrà accadere. Inoltre spesso i sogni sono simbolici, in quanto rappresentano la possibile comunicazione tra l'anima e la coscienza attiva. L'anima per stabilire una relazione con la personalità sfrutta la capacità di drammatizzazione della mente per riportare nello stato di veglia attraverso il ricordo quanto ha comunicato durante il sogno. Infatti ricordiamo più facilmente i sogni che ci hanno fortemente impressionato. Durante la notte l'attività onirica è intensa ma al mattino non ci ricordiamo tutti i sogni che abbiamo fatto. Ciò è regolato dalla legge di economia. Infatti la memorizzazione di tutti i sogni avrebbe bisogno di un notevole dispendio di energie che magari è più utile indirizzare in altri ambiti. Quindi non è auspicabile ricorrere a tecniche particolari per rimanere vigili durante tutte le attività oniriche. Mentre se purificheremo in maniera adeguata i veicoli della coscienza, predisponendoci così al meglio per entrare in contatto con i piani superiori, tenderemo a ricordarci i sogni utili alla nostra evoluzione. A questo punto si apre il capitolo dell'interpretazione di quanto sognato che non può essere fatto in maniera razionale, dato che spesso il sogno proviene da piani dove non vige il principio logico. La conoscenza dei simboli universali ci guida inizialmente nel viaggio a ritroso verso la comprensione, ma non basta per raggiungere la causa che ha generato l'esperienza onirica . Soltanto l'intuizione è la qualità necessaria per comprendere completamente il significato di un sogno. In altre parole soltanto attraverso l'attitudine meditativa della mente si può interpretare un sogno.

    Luca Tomberli

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il sonno e i sogni

    Il sonno e i sogni


    Illustrazione della memoria a breve termine all'interno dei sogni

    Dormiamo, perché?
    A questa domanda i ricercatori non hanno ancora dato una risposta precisa, anche se alcuni elementi ci posso far intravedere una risposta plausibile. Partiamo da una constatazione di fatto: dormire è un esigenza primaria, senza la quale un essere vivente può anche morire. Questo spinge a pensare che sia un fenomeno alquanto complesso, con un ruolo profondo, derivato sicuramente da un'esigenza primaria del cervello stesso. Il sonno è forse nato come strategia di risparmio e recupero energetico, ma anche come momento di riorganizzazione di alcuni processi psichici, come memoria ed apprendimento.

    Cos'è che ci fa dormire?
    Tutti gli esseri viventi possiedono dei cicli che hanno lo scopo di sincronizzare le loro funzioni biologiche con il periodo di rotazione della terra (24 ore). Anche l'uomo possiede questi orologi interni e uno di questi è il ritmo "sonno-veglia" che si regola su quello naturale terrestre del ritmo "notte-giorno". Questo ciclo circadiano (cioè che ha un ciclo di 1 giorno) modifica i livelli di vigilanza degli uomini entro l'arco di tempo di 24 ore; ma non solo, influenza anche la temperatura, le secrezioni ormonali, le variazione del volume del sangue, ecc... Tutto questo meccanismo viene regolato da un piccolo numero di cellule (poche decine di migliaia) situate nella zona dell'ipotalamo.

    Il dormire comporta l'attivazione di numerosi centri cerebrali che regolano il passaggio degli impulsi nervosi, quindi si può affermare che mentre si dorme il cervello non riposa o lavora di meno, ma semplicemente lavora in maniera differente, comunque allo stesso modo attiva e complessa.

    Come avviene l'addormentamento?
    Semplificando, attraverso due sistemi. Il nucleo soprachiasmatico (situato nell'ipotalamo), in corrispondenza di una variazione della luce percepita dagli occhi, stimola la produzione di alcuni ormoni che, insieme ad altri segnali, mettono in moto i meccanismi dell'addormentamento. Un'altra leva è il debito di sonno accumulato: più è lungo il tempo dell'ultimo sonno, più un soggetto prova sonnolenza e desiderio di dormire. Si è ipotizzato, a tal proposito, che il cervello durante la veglia accumuli delle sostanze chimiche che portino, col passare delle ore, un effetto soporifero.

    I meccanismi dell'addormentamento.
    Stimolato l'ipotalamo, parte un flusso di segnali verso il tronco (una parte primitiva del cervello che presiede alcune funzioni della sopravvivenza: respirazione, sesso, fame, ecc..). Dal tronco successivamente vengono inviati due segnali rivolti, uno alla zona che presiede lo stato di veglia, l'altro al talamo. Il talamo ha la funzione di modulare il passaggio di informazioni da e per la corteccia cerebrale (che è quel sottile strato esterno del cervello che presiede alle funzioni "nobili": linguaggio, logica, immaginazione, ecc...). Il talamo in fase di addormentamento riduce i segnali tra il resto del cervello (e del corpo) con la corteccia cerebrale.

    Con questo accendere e spegnere alcuni interruttori, il cervello si ritrova in una nuova situazione, dove i centri della veglia sono bloccati e le comunicazioni con l'interno ed esterno dell'organismo sono attenuate. A questo punto ci si addormenta.

    Questo meccanismo è abbastanza delicato e basta poco per disturbarlo portando così ad allungare i tempi di entrata nel sonno. Basti pensare come sia difficile addormentarsi quando siamo ansiosi, oppure quando abbiamo sete, fame, freddo, caldo o sentiamo dei rumori fastidiosi.

    Le fasi del sonno
    Durante il sonno il cervello attraversa varie fasi che si ripetono ciclicamente. Attraverso dei macchinari: EEG (elettroencefalogramma) che rileva le onde cerebrali, EOG (elettroculogramma) che analizza i movimenti oculari, EMG (elettromiogramma) che misura la tensione muscolare, si possono identificare le varie fasi che attraversa il sognatore durante il sonno. Vediamo in dettaglio queste cinque fasi:

    Stadio W: Il soggetto è disteso nel letto, rilassato ma ancora vigile e si sta preparando ad addormentarsi. L'EEG registra in questo periodo onde Alfa mentre l'EOG mostra qualche isolato movimento oculare, l'EMG indica invece un moderato grado di tensione. Generalmente in questa fase di veglia si hanno vivaci fantasticherie.
    Stadio 1: È uno stato molto leggero di sonno, caratterizzato da una variazione dell'EEG in cui le onde da Alfa vengono gradualmente sostituite da quelle a frequenza più bassa. L'EOG in questo caso rileva lenti movimenti oculari e l'EMG si comporta come nello Stadio W: essere svegliati in questa fase porta a ricordare delle immagini "ipnagogiche" anche molto vivide e bizzarre. Lo Stadio 1 dura pochi minuti e quando si ha un altro cambiamento dell'EEG si entra nell'altro Stadio...
    Stadio 2: L'EEG inizia a rilevare onde lente, di ampiezza relativamente alta (complessi K) e onde di 12-14 Hz (fusi del sonno). L'EOG indica in genere piccoli e scarsi movimenti oculari e l'EMG rileva un tono muscolare più attenuato. In questa fase si hanno dei sogni meno bizzarri del primo Stadio ma anche molto lunghi.
    Stadio 3: Quando almeno il 20% dell'EEG è occupato dalle onde Delta (onde di grande ampiezza di 1-2 Hz) si entra nel terzo Stadio.
    Stadio 4: Se più del 50% dell'EEG è occupato dalle onde Delta si ha il quarto Stadio, il più profondo. Durante gli Stadi 3 e 4 l'EOG non mostra movimenti oculari, mentre l'EMG rileva tono muscolare basso anche se può tendere ad aumentare notevolmente. Generalmente il ricordo dei sogni, in caso di risveglio dopo questo stadio, è scarso e frammentato.
    Sonno REM: Dopo circa un'ora e mezza, la progressione degli stadi del sonno si rovescia e si ritorna, passando dallo Stadio 4-3 e 2, allo Stadio 1. Da qui l'EEG rileva un'altra attività, il sonno REM (Rapid Eye Movements), dominato da movimenti oculari sempre via via più veloci e da un tono muscolare praticamente assente. La fase REM viene chiamata anche del "sonno attivo", in contrasto con il "sonno tranquillo" delle fasi NREM (= Stadio da 1 al 4). Svegliando un sognatore nella fase REM si rilevano sogni vivaci e particolareggiati. Il sonno REM è caratterizzato da una certa attività cerebrale simile alla veglia, il cuore tende a battere più forte e la respirazione si fa irregolare. Terminato il periodo REM si ritorna a seguire le fasi del sonno dallo Stadio 1 in poi... I periodi di sonno REM si ripetono in media 4 o 5 volte durante la notte, aumentando la loro lunghezza da 5/15 minuti (all'inizio del sonno) ad oltre 60 minuti (nella parte finale del sonno).
    Varia di conseguenza anche il tempo che intercorre tra un sonno REM e l'altro: da 90 a 20 minuti. Con il trascorrere dei cicli di sonno, gli Stadio 3 e 4 tendono a diminuire, fino a scomparire a notte fonda. Rimangono così solo lo Stadio 2 e il sonno REM. Come si nota il 50% del periodo di sogno si concentra soprattutto nelle ultime due ore di sonno; dormendo un'ora in più del dovuto si sognerà quasi per tutto il periodo in aggiunta.

    Le cinque caratteristiche dei sogni
    Anche se può sembrare strano l'attività onirica è stata paragonata ad alcune malattie psichiatriche, tipo la schizofrenia e la demenza organica. Nel sogno si possono identificare cinque aspetti caratterizzanti: allucinazione visiva e motoria, accettazione delirante di determinate esperienze come reali, distorsione spaziale e temporale, intense emozioni, amnesia della produzione onirica.

    Le immagini che nascono durante i sogni non sono formate da informazioni sensoriali provenienti dall'esterno, ma da vivide allucinazioni soprattutto visive ed uditive: il soggetto vede e sente cose che non esistono. Ma non solo, questi segnali interni spesso sono organizzati in storie molto fantastiche ed incongruenti, ma il soggetto le percepisce come reali e logiche. Un sorta di delirio quindi, in cui fatti strani e bizzarri vengono ugualmente considerati veritieri anche se l'evidenza porta questi fenomeni fuori dall'ordinario. Nel sogno si avverte anche un'intensificazione delle emozioni tale da sfociare nel sentimento di angoscia, sorpresa, paura o euforia. Questo avviene perché vengono attivati i centri emotivi che si trovano del tronco cerebrale. I ricordi dei sogni sono spesso labili perché essi vengono memorizzati temporaneamente nel sistema molto fragile della memoria a breve termine, solo svegliandosi si ha la possibilità d'imprimere i ricordi onirici dentro una memoria più stabile e duratura.

    Vi sono inoltre altre 5 caratteristiche per la qualità del sogno:

    Definizione o vividezza
    Controllo del proprio conscio e inconscio
    Memoria reale e memoria onirica
    Lucidità
    Percezione ed emozione

    Il sonno e i sogni - SogniLucidi.it
    Chiunque stia dalla parte di una giusta causa non può essere definito un terrorista.
    Yasser Arafat

    Una religione senza guerra è zoppa.
    Ruhollāh Mosavi Khomeyni

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il sonno e i sogni

    In concreto esistono solo diversi stati di coscienza. La luna esiste solo nella nostra coscienza. Come tutto il resto. Jung direbbe che siamo Archetipi riflessi in se stessi.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il sonno e i sogni

    Citazione Originariamente Scritto da GNU-GPL Visualizza Messaggio
    In concreto esistono solo diversi stati di coscienza. La luna esiste solo nella nostra coscienza. Come tutto il resto. Jung direbbe che siamo Archetipi riflessi in se stessi.
    ...................:gratgrat:

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il sonno e i sogni

    Citazione Originariamente Scritto da Hasselblad Visualizza Messaggio
    ...................:gratgrat:
    In parole povere è la nostra coscienza che crea la realtà, nello stesso istante che l'osserva.


  6. #6
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    Predefinito Rif: Il sonno e i sogni

    Citazione Originariamente Scritto da GNU-GPL Visualizza Messaggio
    In parole povere è la nostra coscienza che crea la realtà, nello stesso istante che l'osserva.

    Suggestivo.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il sonno e i sogni

    Interessante sincronicità nel video. In conclusione "la vita è solo un sogno, e noi non siamo altro che l'immaginazione di noi stessi".

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il sonno e i sogni

    Citazione Originariamente Scritto da GNU-GPL Visualizza Messaggio
    Interessante sincronicità nel video. In conclusione "la vita è solo un sogno, e noi non siamo altro che l'immaginazione di noi stessi".
    Spero che l'auto che mi sono regalato per questo Natale, non sparisca all'improvviso (i sogni solitamente lo fanno), lasciandomi col coccige sull'asfalto...

 

 

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