Mi collego a qunto scritto in un altro thread da Z4rdoz per introdurre il tema "spinoso" della rinuncia.
Quindi sono perfettamente consapevole che ogni essere umano può, se lo desidera con il cuore, FARE QUELLO CHE VUOLE.
Perchè se tu disfi la tua casa, il tuo lavoro, la tua famiglia in nome della Verità; la Verità stessa ti rida indietro tutto , meglio di prima.
Quindi, come vedi, sto testimoniando qualcosa che è scritto anche nei Vangeli.
Io lo so che ti scoccia parecchio abbattere la tua casa che ti è costata così tanta fatica ( che è tutto il tuo mondo) per essere costruita; ci hai messo così tanto impegno e adesso qualcuno arriva e ti dice : guarda che la tua casa è costruita su un terreno dove è sepolto un tesoro.
Si potrebbe partire dalle esperienze dell'ascetismo e del monachesimo e dalle tradizioni spirituali che ruotano intorno al concetto della privazione, presenti sia in oriente che in occidente, ma vorrei affrontare il discorso dalla fine.
Si puo' raggiungere la Verità o quantomeno un'elevazione spirituale senza rinunciare all'attaccamento materiale (sia grossolano che sottile)...senza rinunciare, in ultima istanza, alla vita?
C'è chi dice o crede che proprio nel vivere-autenticamente risiede la felicità, c'è chi dice o crede che la verità puo' riempire solo il vuoto lasciato dalla Rinuncia ed in questo senso bisognerebbe mettere da parte "noi" ( in quanto agenti in funzione del nostro ego, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e passioni...) per fare posto al Divino....e bisognerebbe farlo costantetemente.
Io penso e credo che la questione non sia quantitativa (o non solo quantitativa) e che il dono che ci è stato dato ci consenta di poter danzare tra i due piani (quello attinente al "noi" e quello in cui si abbevera lo spirito divino).
Penso quindi che nel momento in cui riusciamo ad interiorizzare la percezione della dualità abbiamo finalmente aperto le portead uno spazio di agibilità spirituale a fianco di quello materiale: starà poi a noi decidere se e come entrarci "autenticamente".
E i due piani sono strettamente correlati.
I rinuncianti dimostrano una forza di volontà - rispetto alla ricerca del divino e all'attaccamento con il divino - che indubbiamente li eleva al di sopra di noi-comuni-mortali...ma un dito nella marmellata anche a noi-comuni-mortali è concesso metterlo...un sorso di acqua pura è concesso berlo...




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