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Discussione: "xenofobia"

  1. #81
    Me ne frego
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    Quoto Ada.
    Fa comodo, per giustificare la propria intolleranza ideologica, in nome di chissà quali principi universali che nulla hanno a che vedere con la violazione della legalità così com’è perpetrata oggi in Italia, attribuire agli altri certi giudizi ed opinioni che gli altri non hanno espresso.
    Il calciatore non c’entra nulla, ma non c’entra nulla neppure il nero che lavora in fabbrica. Il fatto che in Italia ci siano centinaia di migliaia di stranieri regolari e ben accetti (dal calciatore Ibrahimovic all’operaio e al commerciante sconosciuti) dimostra piuttosto il contrario, e cioè che la xenofobia italiana non dipende in primis dalla qualità propria dello straniero, cioè il suo non essere nostro connazionale. La xenofobia, per sua stessa definizione, non è una cosa “che si fa”. Si può avere una legislazione xenofoba, ma non è il caso dell’Italia. La “comune” xenofobia italiana ( la paura in Italia di chi non è italiano) è essenzialmente l’effetto della crescita, da tempo, della piccola criminalità legata all’aumento dei clandestini. Oggi, soprattutto per i reati relativi alla proprietà si è persa persino la voglia di fare la denuncia, perché le probabilità di ottenere giustizia sono assai scarse se non del tutte inesistenti. Inevitabilmente ognuno di noi ( o molti di noi, chi più chi meno) teme di trovare sulla sua strada, prima o poi, un criminale. In questo senso, la xenofobia italiana non è l’effetto della riflessione: “Ho paura dello straniero, perché è criminale o perché ha usi e costumi intollerabili”, ma “Ho paura dei clandestini (che per definizione sono stranieri) perché a causa del fatto che sono troppi la malvivenza dipendente da loro, oltre quella italiana, è intollerabile”. E’ l’effetto risultante dall’associazione di idee: “I criminali fanno paura e non vanno tollerati, molti clandestini sono criminali”. A questo va associato il fatto che lo stato italiano non ha apparati e strutture sufficienti per far fronte ad una criminalità così ampiamente diffusa, data oggi dalla somma di quella italiana (che purtroppo c’è ed è ovviamente non straniera) più quella clandestina. Circa questa incapacità dello stato, la dicono tutta le attuali prossime scelte legislative in proposito.
    Accusare di intolleranza e xenofobia gli italiani perché fortunatamente ancora non tutti tollerano il canale che alimenta certa delinquenza diffusa non significa compiere un atto di giustizia umana verso gli stranieri regolari in Italia (contro i quali non mi pare che ci sia nulla di xenofobo, anzi), ma favorire quelli che vivono alimentando quella stessa delinquenza di origine propria o, peggio se si vuole perché già radicata, italiana.
    Per chi ha collegato la xenofobia al razzismo, va invece detto che, oggi in Italia, sono da ritenersi razziste le etnie che praticano il crimine soprattutto al di fuori della propria comunità, quasi esclusivamente con quelli che sono i “diversi da loro” e che non fanno parte della loro etnia. Crimini siffatti (dal furto alla rapina alla ricettazione, ma spesso anche le violenze fisiche come gli stupri sino all’omicidio), purché esterni alla comunità stessa, non sono da loro ritenuti tali, ma lo è invece denunciarli alla giustizia italiana.
    Grazie Vanni per avermi quotata, come sempre riesci a mettere le cose al loro posto. SEI UN GRANDE:!!
    Ultima modifica di Ada De Santis; 18-12-11 alle 21:22
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  2. #82
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    Quoto Ada.
    Fa comodo, per giustificare la propria intolleranza ideologica, in nome di chissà quali principi universali che nulla hanno a che vedere con la violazione della legalità così com’è perpetrata oggi in Italia, attribuire agli altri certi giudizi ed opinioni che gli altri non hanno espresso.
    Il calciatore non c’entra nulla, ma non c’entra nulla neppure il nero che lavora in fabbrica. Il fatto che in Italia ci siano centinaia di migliaia di stranieri regolari e ben accetti (dal calciatore Ibrahimovic all’operaio e al commerciante sconosciuti) dimostra piuttosto il contrario, e cioè che la xenofobia italiana non dipende in primis dalla qualità propria dello straniero, cioè il suo non essere nostro connazionale. La xenofobia, per sua stessa definizione, non è una cosa “che si fa”. Si può avere una legislazione xenofoba, ma non è il caso dell’Italia. La “comune” xenofobia italiana ( la paura in Italia di chi non è italiano) è essenzialmente l’effetto della crescita, da tempo, della piccola criminalità legata all’aumento dei clandestini. Oggi, soprattutto per i reati relativi alla proprietà si è persa persino la voglia di fare la denuncia, perché le probabilità di ottenere giustizia sono assai scarse se non del tutte inesistenti. Inevitabilmente ognuno di noi ( o molti di noi, chi più chi meno) teme di trovare sulla sua strada, prima o poi, un criminale. In questo senso, la xenofobia italiana non è l’effetto della riflessione: “Ho paura dello straniero, perché è criminale o perché ha usi e costumi intollerabili”, ma “Ho paura dei clandestini (che per definizione sono stranieri) perché a causa del fatto che sono troppi la malvivenza dipendente da loro, oltre quella italiana, è intollerabile”. E’ l’effetto risultante dall’associazione di idee: “I criminali fanno paura e non vanno tollerati, molti clandestini sono criminali”. A questo va associato il fatto che lo stato italiano non ha apparati e strutture sufficienti per far fronte ad una criminalità così ampiamente diffusa, data oggi dalla somma di quella italiana (che purtroppo c’è ed è ovviamente non straniera) più quella clandestina. Circa questa incapacità dello stato, la dicono tutta le attuali prossime scelte legislative in proposito.
    Accusare di intolleranza e xenofobia gli italiani perché fortunatamente ancora non tutti tollerano il canale che alimenta certa delinquenza diffusa non significa compiere un atto di giustizia umana verso gli stranieri regolari in Italia (contro i quali non mi pare che ci sia nulla di xenofobo, anzi), ma favorire quelli che vivono alimentando quella stessa delinquenza di origine propria o, peggio se si vuole perché già radicata, italiana.
    Per chi ha collegato la xenofobia al razzismo, va invece detto che, oggi in Italia, sono da ritenersi razziste le etnie che praticano il crimine soprattutto al di fuori della propria comunità, quasi esclusivamente con quelli che sono i “diversi da loro” e che non fanno parte della loro etnia. Crimini siffatti (dal furto alla rapina alla ricettazione, ma spesso anche le violenze fisiche come gli stupri sino all’omicidio), purché esterni alla comunità stessa, non sono da loro ritenuti tali, ma lo è invece denunciarli alla giustizia italiana.
    Peccato, non posso ancora reputarti.
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

  3. #83
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    Quoto Ada.
    Fa comodo, per giustificare la propria intolleranza ideologica, in nome di chissà quali principi universali che nulla hanno a che vedere con la violazione della legalità così com’è perpetrata oggi in Italia, attribuire agli altri certi giudizi ed opinioni che gli altri non hanno espresso.
    Il calciatore non c’entra nulla, ma non c’entra nulla neppure il nero che lavora in fabbrica. Il fatto che in Italia ci siano centinaia di migliaia di stranieri regolari e ben accetti (dal calciatore Ibrahimovic all’operaio e al commerciante sconosciuti) dimostra piuttosto il contrario, e cioè che la xenofobia italiana non dipende in primis dalla qualità propria dello straniero, cioè il suo non essere nostro connazionale. La xenofobia, per sua stessa definizione, non è una cosa “che si fa”. Si può avere una legislazione xenofoba, ma non è il caso dell’Italia. La “comune” xenofobia italiana ( la paura in Italia di chi non è italiano) è essenzialmente l’effetto della crescita, da tempo, della piccola criminalità legata all’aumento dei clandestini. Oggi, soprattutto per i reati relativi alla proprietà si è persa persino la voglia di fare la denuncia, perché le probabilità di ottenere giustizia sono assai scarse se non del tutte inesistenti. Inevitabilmente ognuno di noi ( o molti di noi, chi più chi meno) teme di trovare sulla sua strada, prima o poi, un criminale. In questo senso, la xenofobia italiana non è l’effetto della riflessione: “Ho paura dello straniero, perché è criminale o perché ha usi e costumi intollerabili”, ma “Ho paura dei clandestini (che per definizione sono stranieri) perché a causa del fatto che sono troppi la malvivenza dipendente da loro, oltre quella italiana, è intollerabile”. E’ l’effetto risultante dall’associazione di idee: “I criminali fanno paura e non vanno tollerati, molti clandestini sono criminali”. A questo va associato il fatto che lo stato italiano non ha apparati e strutture sufficienti per far fronte ad una criminalità così ampiamente diffusa, data oggi dalla somma di quella italiana (che purtroppo c’è ed è ovviamente non straniera) più quella clandestina. Circa questa incapacità dello stato, la dicono tutta le attuali prossime scelte legislative in proposito.
    Accusare di intolleranza e xenofobia gli italiani perché fortunatamente ancora non tutti tollerano il canale che alimenta certa delinquenza diffusa non significa compiere un atto di giustizia umana verso gli stranieri regolari in Italia (contro i quali non mi pare che ci sia nulla di xenofobo, anzi), ma favorire quelli che vivono alimentando quella stessa delinquenza di origine propria o, peggio se si vuole perché già radicata, italiana.
    Per chi ha collegato la xenofobia al razzismo, va invece detto che, oggi in Italia, sono da ritenersi razziste le etnie che praticano il crimine soprattutto al di fuori della propria comunità, quasi esclusivamente con quelli che sono i “diversi da loro” e che non fanno parte della loro etnia. Crimini siffatti (dal furto alla rapina alla ricettazione, ma spesso anche le violenze fisiche come gli stupri sino all’omicidio), purché esterni alla comunità stessa, non sono da loro ritenuti tali, ma lo è invece denunciarli alla giustizia italiana.
    che montagna di corbellerie xenofobe .... e razziste ..... ed ipocrite ....
    che gli stranieri che giocano a calcio vanno bene, quelli che delinquono no .... e, gli italiani che delinquono vanno bene?

    ma che razza di gentaglia senza vergogna .....

  4. #84
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da Saviano Visualizza Messaggio
    che montagna di corbellerie xenofobe .... e razziste ..... ed ipocrite ....
    che gli stranieri che giocano a calcio vanno bene, quelli che delinquono no .... e, gli italiani che delinquono vanno bene?

    ma che razza di gentaglia senza vergogna .....
    Certo che vanno bene, non rompono i coglioni, non chiedono sussidi, si guadagnano la pagnotta e non pretendono la cittadinanza. Non vedo dove sia la vergogna.

  5. #85
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da Saviano Visualizza Messaggio
    che montagna di corbellerie xenofobe .... e razziste ..... ed ipocrite ....
    che gli stranieri che giocano a calcio vanno bene, quelli che delinquono no .... e, gli italiani che delinquono vanno bene?

    ma che razza di gentaglia senza vergogna .....
    Chi sarebbe la gentaglia senza vergogna?
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

  6. #86
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    La verità fa male lo so. Ma del resto con Ibrahimovic non c'è pericolo che entri a rubarmi in casa.
    Ultima modifica di Betelgeuse; 19-12-11 alle 06:40

  7. #87
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    piantatela di fare gli ipocriti che strapagate ibrahimovic
    che tra l'altro è mussulmano, almeno il cognome,.

    Ibrahimovic ==> figlio di Abramo il suffisso -vic in slavo figlio di.

    Abramovic ==> stesso cognome per cristiani ed ebrei.
    Ultima modifica di C@scista; 19-12-11 alle 12:37

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  8. #88
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da Mauri61 Visualizza Messaggio
    Chi sarebbe la gentaglia senza vergogna?
    parlava dei suoi kompagnucci di merende...:giagia:
    mi piace tatiano quando fa autocritica....

  9. #89
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    La verità fa male lo so. Ma del resto con Ibrahimovic non c'è pericolo che entri a rubarmi in casa.
    no, certo .... però potrebbe essere in pericolo papa waigo se cammina per strada in piazza dalmazia a firenze senza essere accompagnato dal suo agente ITALIANO .... volendo capire ....

  10. #90
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    Predefinito Rif: "xenofobia"

    maledetti razzisti
    schifosi...
    se la prendono con gli immigrati...ncav:


    Rassegna stampa
    SUDAFRICA,
    RONDE DI NERI CONTRO IMMIGRATI NERI !!


    Ondata di violenza a Johannesburg: in una settimana 22 morti, centinaia di feriti e rapinati
    Nel mirino delle bande armate soprattutto cittadini dello Zimbabwe sfuggiti al regime di Mugabe
    Un'ondata di violenza xenofoba attraversa il Sudarica, Paese che conobbe l’apartheid razziale e che negli ultimi anni si era distinto per la politica di benevola accoglienza verso gli immigrati in arrivo dagli Stati vicini.

    In poco più di una settimana 22 persone sono state uccise, compresi tre bmabini, e centinaia ferite e rapinate. Sono per lo più cittadini dello Zimbabwe, fuggiti dalla violenza del regime dittatoriale del presidente Mugabe e da insopportabili condizioni di miseria. Ma ci sono anche mozambicani, angolani, nigeriani, malawiti, congolesi. In Sudafrica su cinquanta milioni di abitanti, un decimo sono stranieri. I soli zimbabwani sono tre milioni.
    La prima pagina di quasi tutti i giornali riportava ieri l’orribile foto di una delle vittime degli attacchi razzisti, infilato dentro un copertone d’automobile in fiamme. L’immagine ha fatto tornare alla mente le crudeli vendette contro i presunti informatori del regime bianco, ai tempi in cui Nelson Mandela era in carcere ed il Sudafrica lottava per la libertà.

    Le aggressioni sono continuate anche ieri, soprattutto in alcuni quartieri poveri di Johannesburg, come Reiger Park. Bande di giovani armati di coltelli, bastoni e taniche di benzina scorrazzavano per le vie in cerca di stranieri da attaccare e derubare. Per mandare via coloro che tolgono il lavoro alla gente del posto, dicevano a chi osava chiedere il perché di tanta ferocia. Ma le autorità locali spiegano che in mezzo alle ronde degli autoproclamati vendicatori di presunti diritti negati, si mescolano molti criminali che pescano nel torbido della rabbia popolare per provocare il caos e avere mano libera nei saccheggi.

    Il portavoce della polizia Govindsamy Mariemuthoo ha annunciato ieri l’arresto di 217 individui dal giorno in cui sono iniziate le violenze, l’11 maggio scorso, quando due persone furono assassinate nella bidonville di Alexandra. Ma le forze dell’ordine sinora non hanno potuto fare molto per arginare la caccia allo straniero, e sono migliaia gli immigrati che hanno abbandonato le loro case. Molti scappano senza meta, altri si rifugiano nei centri d’assistenza sociale o nei commissariati.

    Una lotta fra poveri, in cui coloro che sono rimasti ai margini della crescita economica se la prendono con coloro che sono ancora più discriminati di loro. Delinquenti a parte. L’ex-presidente Nelson Mandela, simbolo della rinascita democratica del Sudafrica, si è detto rattristato per gli episodi di odio ed inciviltà. L’arcivescovo Desmond Tutu, altro illustre paladino dei diritti umani e politici, premio Nobel anche lui come Mandela, ha ricordato ai connazionali i tempi in cui erano loro a rifugiarsi all’estero, in quegli stessi Paesi da cui provengono le persone che oggi vorrebbero ricacciare lontano. «Non possiamo ripagarli dell’aiuto offertoci allora, uccidendo i loro figli», ha dichiarato Tutu.
    Padre Efrem Tresoldi, un missionario comboniano che vive a Johannesburg, afferma che «nei mesi scorsi poche voci, isolate, avevano lanciato appelli e suonato l’allarme, ma erano rimaste inascoltate e oggi ci troviamo ad assistere a questa esplosione di follia e a questa specie di isteria contro gli stranieri che non risparmia neanche i sudafricani».

    Una percentuale di disoccupati che ufficialmente si aggira intorno al 23%, ma secondo alcune stime sfiora il 40% è l’altra faccia dello sviluppo impresso all’economia nazionale dal governo del presidente Mbeki. Quest’ultimo è in forte crisi di popolarità, mentre si avvicina l’appuntamento con le urne, previsto per l’anno prossimo e che potrebbe essere anticipato. La leadership di Mbeki è già stata scalzata all’interno del partito di maggioranza, l’African national congress, alla guida del quale in dicembre gli è subentrato il rivale Jacob Zuma.
    tag
    sudafrica, xenofobia


    Sudafrica, ronde di neri contro immigrati neri | Esteri | Festa Democratica

    P.S.
    i coglioncelli hanno fatto qualche manifestazione contro
    i loro fratelli razzisti...??:mmm:
    o se ne sono stati zitti zitti nelle loro squallide tane ??:gratgrat:

 

 
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