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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Abruzzen
Ma infatti si è OT,replicavo solo perché l'età fa brutti scherzi,e magari non avevo capito nulla,e finivo di fare la figura del babbione pellegrino del Monviso.
il siur 21settembre rileggerà i post passati o mi chiederà tramite mp,intanto il teron lo rimando al mittente senza incomprensioni:chefico:
Abruzzen leggo ora questi scambi tra di voi e mi sembra di aver capito che sei austriaco e abiti in Abruzzo.
Posso chiederti di quale "regione" dell'Austria sei originario?
Poi avrei una curiosità riguardante il termine welsch che voi austriaci impiegate per identificare gli italiani: cosa vuol dire esattamente?
Appartenente a una popolazione di lingua romanza?
Ho sentito che spesso la parola welsch può essere usata in maniera neutra, come in Welschtirol, o magari dispregiativa, cambiandola magari in walsch, è così?
Grazie.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Wimpffen
Abruzzen leggo ora questi scambi tra di voi e mi sembra di aver capito che sei austriaco e abiti in Abruzzo.
Posso chiederti di quale "regione" dell'Austria sei originario?
Poi avrei una curiosità riguardante il termine welsch che voi austriaci impiegate per identificare gli italiani: cosa vuol dire esattamente?
Appartenente a una popolazione di lingua romanza?
Ho sentito che spesso la parola welsch può essere usata in maniera neutra, come in Welschtirol, o magari dispregiativa, cambiandola magari in walsch, è così?
Grazie.
Si.Io sono nato ad Innsbruck da genitori Salisburghesi(anche se mia madre era norvegese di Stavanger).
Sinceramente non ti saprei rispondere con precisione,poiché conosco l'argomento a grandi linee,non è un dispregiativo,anche se è a discrezione di chi lo dice e come lo dice...è praticamente il distinguere l'italiano romano cioè l'italiano medio,con l'italiano alpino germanofono,ma anche francofono perché anche l'italiano svizzero è distinto da quello romano.Ricordo lessi una volta dai libri di mio padre qualcosa riguardante l'etimologia del Welsch,e se non ricordo male nacque come distinzione linguistica e non fisica,anche se etimologicamente è la differenza tra uomo di montagna e uomo di pianura,anche un veneto è detto Welsch.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Abruzzen
Si.Io sono nato ad Innsbruck da genitori Salisburghesi(anche se mia madre era norvegese di Stavanger).
Sinceramente non ti saprei rispondere con precisione,poiché conosco l'argomento a grandi linee,non è un dispregiativo,anche se è a discrezione di chi lo dice e come lo dice...è praticamente il distinguere l'italiano romano cioè l'italiano medio,con l'italiano alpino germanofono,ma anche francofono perché anche l'italiano svizzero è distinto da quello romano.Ricordo lessi una volta dai libri di mio padre qualcosa riguardante l'etimologia del Welsch,e se non ricordo male nacque come distinzione linguistica e non fisica,anche se etimologicamente è la differenza tra uomo di montagna e uomo di pianura,anche un veneto è detto Welsch.
molto bene
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Re: l'Indipendensa
Caro Abruzzen, come ti ha spiegato l'amico verdi, al mio rientro dopo lunghe vacanze, non ho letto tutti gli interventi di quel periodo, e da questo è dipeso l'equivoco, per il quale mi pare ho già chiesto scusa agli amici padani ed a te nella tua lingua d'origine.
Spero basti.
Per me la faccenda è più che chiarita.
Benvenuto a bordo!
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Re: l'Indipendensa
......e vivemmo tutti felici e contenti.
FINE:28035:
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Re: l'Indipendensa
Ecco a voi il premier perfetto: stupido, folle, imbecille e incapace.
di LEONARDO FACCO
Stupidità e follia sono sovente accomunate da una definizione: “Fare la stessa identica cosa più volte e aspettarsi che il risultato possa cambiare”. Ricorda un po’ la barzelletta sul carabiniere che dopo aver visto vincere il cavallo nero ad una corsa all’ippodromo, durante la replica in tv della stessa corsa decide di puntare i suoi soldi su quello bianco, sperando in un finale diverso, perché gli sembrava più in forma di prima. Chi, in Italia, in questo momento impersona al contempo il carabiniere, il folle e lo stupido? Ve lo dico io: un tizio che, incidentalmente, han piazzato a Palazzo Chigi senza nemmeno passare dalle urne.
Stamane Mario Monti, apertis verbis, ha dichiarato quanto segue: “Il governo ha contribuito ad aggravare la congiuntura economica già difficile con i suoi provvedimenti”. Ma dai? Davvero? Allora ci ho preso quando ho scritto, solo qualche giorno fa, che “tutto quello che il governo tocca si trasforma in merda”.
Le affermazioni del premier, ad ogni buon conto, danno la cifra del personaggio, che sino ad oggi – grazie anche al trio A.B.C., gli scendiletto che hanno votato in parlamento tutti i suoi provvedimenti – ha incarnato il Charlie Chaplin della commedia all’italiana, vestendo i panni del “grande dittatore”. Non ricordo nemmeno più quante volte ho vergato su questo giornale che leggi e decreti varati dall’attuale presidente del consiglio, e dai suoi tecnici “dicasteriali”, ci avrebbero solo fatto precipitare nel baratro, nonostante lui – e una indecente ed immorale stampa asservita – urlassero a caratteri cubitali che la luce in fondo al tunnel fosse visibilissima, abbagliante persino.
Sarebbe bastato essere capaci a far di conto con una calcolatrice (probabilmente alla Bocconi si usa ancora il regolo) ed a maneggiare un briciolo di sana economia domestica per comprendere che l’interventismo statale a suon di sussidi come misura permanente, generale, sistematica “non è altro che una mistificazione rovinosa che mostra quel poco di lavoro stimolato che si vede, e nasconde il moltissimo lavoro impedito, che non si vede”. Che tradotto si legge così: un po’ di soldi ai soliti parassiti e disoccupazione e povertà galoppanti per chi suda e produce per davvero. Macchè, “la presunzione fatale” – per dirla con l’amico Antiseri – ha ridotto Monti a voler ripetere – come il carabiniere della barzelletta – gli stessi errori che hanno commesso i suoi predecessori nell’ultimo trentennio, portandoci dritti a questa crisi di sistema. Lui, l’intoccabile esperto di rito bocconiano, ha continuato a scommettere sul ronzino perdente e per raggranellare i danari per perpetuare il suo giochino al massacro ha aumentato le tasse al ritmo di una nuova gabella al mese. Per cui, mi permetterei di aggiungere una ulteriore allegoria che ci porta ad appellare questo premier con altro epiteto che gli si addice: “Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse”. Lo sosteneva un professore di Economia politica italiano i cui testi sono probabilmente banditi dagli atenei nostrani, soprattutto quelli milanesi.
Tornando al suo discorso fatto alla fiera del tessile di Milano, dopo aver ammesso lui stesso di aver affondato il paese, Mario Monti – come nulla fosse – ha ripreso a prenderci per i fondelli. In prima battuta ha sostenuto che “però le sue manovre serviranno ad un risanamento e ad una crescita duratura”, dopodiché se l’è presa con “l’antipolitica” (che manco sa cos’è) ed ha aggiunto che “Casta siamo tutti noi cittadini italiani che continuiamo a dare prevalenza più al particolare che al generale e poi ci lamentiamo che il generale funziona male”. Ricapitolando, prima ammette di essere un incapace, un secondo dopo torna a farsi tiranello e ci insulta tutti quanti. Figuratevi se mi tiro indietro proprio io. Caro Monti, il buon don Luigi Sturzo mi ha insegnato che “lo Stato è inabile financo a gestire la bottega di un ciabattino”. Verissimo! Lei è uomo di Stato vero? Bene, veda di andare a risuolare qualche ciabatta, e si affretti, perché altrimenti l’alternativa che si prospetta per lei (e quelli come lei, la casta vera) è di essere preso a calci sulle natiche.
In un paese civile, quando uno impersona contemporaneamente, un matto, un imbecille, uno stupido ed un incapace andrebbe ricoverato. Mi dia retta Monti, lei è da Trattamento Sanitario Obbligatorio, ne approfitti finché lo passa la mutua.
P.S. Oggi, il New York Times ha definito il suo amico “Mario Draghi come Pirlo“. Dopo la sua uscita di quest’oggi le do un consiglio gratis, eviti di farsi fotografare insieme a lui, altrimenti il giornalone americano si vedrebbe costretto a parafrasare quel titolo in altro modo, tipo: “Ecco i due Pirla”!
11 Settembre 2012
Ecco a voi il premier perfetto: stupido, folle, imbecille e incapace. | L'Indipendenza
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Abruzzen
Si.Io sono nato ad Innsbruck da genitori Salisburghesi(anche se mia madre era norvegese di Stavanger).
Sinceramente non ti saprei rispondere con precisione,poiché conosco l'argomento a grandi linee,non è un dispregiativo,anche se è a discrezione di chi lo dice e come lo dice...è praticamente il distinguere l'italiano romano cioè l'italiano medio,con l'italiano alpino germanofono,ma anche francofono perché anche l'italiano svizzero è distinto da quello romano.Ricordo lessi una volta dai libri di mio padre qualcosa riguardante l'etimologia del Welsch,e se non ricordo male nacque come distinzione linguistica e non fisica,anche se etimologicamente è la differenza tra uomo di montagna e uomo di pianura,anche un veneto è detto Welsch.
Se ho capito bene le popolazioni di lingua tedesca chiamano welsch gli italiani di pianura, distinguendoli così da quelli che vivono nelle Alpi considerati credo più affini.
Ma se è così perché il Trentino, dove abitano italiani alpini, viene chiamato Welschtirol?
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Wimpffen
Se ho capito bene le popolazioni di lingua tedesca chiamano welsch gli italiani di pianura, distinguendoli così da quelli che vivono nelle Alpi considerati credo più affini.
Ma se è così perché il Trentino, dove abitano italiani alpini, viene chiamato Welschtirol?
la spiegazione che ho trovato in varie pubblicazioni Welschtirol dovrebbe distinguere il Tirolo di lingua tedesca (Innsbruck-Bozen) dal Tirolo di lingua celto-romanza (TN)
p.s. siamo un po' OT... però l'argomento è interessante, si potrebbe anche aprire un tread riguardante i Trentini-Tirolesi
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Wimpffen
Se ho capito bene le popolazioni di lingua tedesca chiamano welsch gli italiani di pianura, distinguendoli così da quelli che vivono nelle Alpi considerati credo più affini.
Ma se è così perché il Trentino, dove abitano italiani alpini, viene chiamato Welschtirol?
No attenzione,la distinzione te l'ho fatta apposta,devi distinguere da cosa è nata la parola rispetto a come viene usata oggi,la storia del Welschtirol non la conosco,ma vista così mi sembra semplicemente dispregiativa,per indicare gli abitanti del sud tirolo non autoctoni,potrei sbagliarmi ma credo sia questo il motivo.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
sciadurel
la spiegazione che ho trovato in varie pubblicazioni Welschtirol dovrebbe distinguere il Tirolo di lingua tedesca (Innsbruck-Bozen) dal Tirolo di lingua celto-romanza (TN)
p.s. siamo un po' OT... però l'argomento è interessante, si potrebbe anche aprire un tread riguardante i Trentini-Tirolesi
Si questa è la parte storica della parola,assolutamente esatta(anche se avrei dei dubbi sul celto-romanza,è più franco romanza,ma bene lo stesso),oggi però non credo valga la stessa regola.