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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
RibelleInEsilio
Scusate, anch'io sono il primo a dire che al nord più e più volte ha fatto comodo la situazione meridionale, ma da questo a praticamente dire che il Sud è il bue che traina e il Nord l'asino che frena scusate, non me ne vogliano gli amici da sotto la Toscana ma... La realtà è ben diversa.
Appunto secondario: se poi vogliamo tirare fuori la storia del nord che come una ciurma di pirati ha saccheggiato le pluricitate "casse del mezzogiorno" tanto vale dare la colpa per l'attuale collasso greco alla guerra tra Sparta e Atene.
Guardiamo solo i costi della sanità. Poi se vogliamo tirare fuori sempre scuse...
Citi la sanità che è il male italiano dovunque...piemonte docet,ed anche la Lombardia nei prossimi due nni qualche conto dovrà metterlo apposto.
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Re: l'Indipendensa
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Originariamente Scritto da
Eridano
Garibaldi il primo fascista - Le radici del Fascismo nel Risorgimento italiano.
GIUSEPPE GARIBALDI, IL PRIMO FASCISTA
[IMG]file:///C:\DOCUME~1\milanta\IMPOST~1\Temp\msohtmlclip1\01\ clip_image001.jpg[/IMG]
di GILBERTO ONETO
Garibaldi resta la più intoccabile delle icone sacre dell’italianità: resiste a ogni ricerca storiografica, a ogni rivisitazione o analisi – come si dice oggi – revisionista. La sua posizione resta solida per la resistenza della vulgata “ufficiale” (favorita dalla scarsa diffusione di cultura storica che per la stragrande maggioranza dei cittadini si limita a quella acriticamente assorbita sui banchi di scuola), per il relativo splendore del personaggio rispetto alle meschine angustie di tutti gli altri padri, zii e cugini della Patria, ma soprattutto per la sua versatilità ideologica. L’immagine di Garibaldi è andata bene per massoni e anticlericali (ed è facile capirne le ragioni) ma anche per socialisti e comunisti (che nel 1948 ne hanno usato l’effige come simbolo elettorale), fascisti e nazionalisti, e qualche volta (e questo risulta davvero difficile da capire) addirittura per certi cattolici di stomaco buono.
[IMG]file:///C:\DOCUME~1\milanta\IMPOST~1\Temp\msohtmlclip1\01\ clip_image002.jpg[/IMG]
In realtà chi ne può davvero vantare la coerente eredità ideologica (anche se non c’era nulla di coerente e neppure di troppo ideologico nel confuso pensiero dell’Eroe dei Due Mondi) è la destra nazionalista. Sono negli ultimi tempi stati editi alcuni studi che tracciano con chiarezza il solido legame di idee e comportamenti che c’è fra Garibaldi e il fascismo (appena mediato dal “crispismo”, che era cresciuto per contatto personale fra Crispi e il Generale) ma è un bel libro di Marcello Caroti che più di altri scandaglia le profondità culturali (si fa per dire) in cui si è sviluppato il legame fra camice rosse e camice nere, fra l’autoritarismo dittatoriale teorizzato da Garibaldi e il sistema politico realizzato da Mussolini.
Con buona pace di una volonterosa parte della sinistra che ha cercato di “recuperare” Garibaldi fra le sue fila (le varie “Brigate Garibaldi” di Spagna e della Guerra Civile, i fazzoletti rossi e il “Fronte Popolare” di cui si è detto), sono i fascisti e i nazionalisti più duri che ne hanno proseguito insegnamenti e seguito gli esempi. Garibaldi ha sempre proclamato la necessità della “guerra giusta”, della “violenza patriottica”, Garibaldi ha cercato di costruire un esercito popolare parallelo e il solo che ci sia riuscito è il fascismo con la MVSN, le Camice Nere insomma. Garibaldi teorizzava la “Nazione in armi”, che solo Mussolini ha cercato di costruire sia pur con le buffonate delle “otto milioni di baionette” e degli esercizi miliari obbligatori dei “sabati fascisti”. I “legionari di Fiume” e i “marciatori su Roma” sono figli di Garibaldi. L’idea di sostituire la rappresentanza parlamentare eletta con un dittatore probo e patriottico, il Duce l’ha imparata direttamente dagli scritti del Generale. Il disprezzo per le istituzioni parlamentari (“ludi cartacei” e “aula sorda e grigia”) i fascisti l’hanno succhiato dal latte tricolore delle mammelle garibaldine. E anche certo genere un po’ naif di antipolitica odierna deriva dalle elucubrazioni dell’ultimo Garibaldi.
Insomma che il fascismo si stato il vero artefice della missione risorgimentale è un fatto che trova molti solidi riscontri, puntualmente raccolti in questo lavoro.
Il volume Garibaldi il primo fascista è piacevole da leggere, pieno di spunti e riflessioni interessanti, è ben documentato: è insomma un raro gioiello da non lasciarsi scappare. È naturalmente difficile da trovare (per fortuna c’è Internet) e non sarà certo recensito da alcun quotidianone: è il sicuro certificato di garanzia della sua qualità. Un altro bel segno è costituito dall’autore che non fa lo storico di mestiere ma per profonda passione, che non prende stipendi per insegnare panzane “politicamente corrette” ma che ci mette del suo per rovistare fra la spazzatura della storia risorgimentale e tirare fuori utili verità. Sono queste persone che danno la voglia di continuare e che lasciano sperare che – nonostante tutto – le cortine fumogene tricolori non prevarranno.
AUTORE: Marcello Caroti; TITOLO: Garibaldi il primo fascista-Le radici del Fascismo nel Risorgimento italiano; EDITORE: youcanprint.it, 2012; PAGINE: 186; PREZZO: 11,90 Euro
GIUSEPPE GARIBALDI, IL PRIMO FASCISTA | L'Indipendenza
Finalmente un articolo sensato da parte di questa testata,un applauso da parte mia.Comprerò sicuramente il libro.
ed anche l'altro articolo sul fatto che l'Italia non possa essere liberale è lodevole.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Abruzzen
Citi Parigi,la capitale più centralista del mondo...eppure ,anche se sono quasi in mano al Signore anche loro,stanno meglio dell'Italia.L'Italia deve essere lo stato meno centralista del mondo,e il più federato,dovete quasi tornare al medioevo per trovare il modus vivendi giusto.
è quello che dico da sempre ... i vari popoli itagliani hanno fatto ottime cose fino al 1861, dopo solo guerre, tanta EMIGRAZIONE e miseria, sarà un caso ?
purtroppo i modelli alternativi al centralismo parigino NON piacciono a roma
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Re: l'Indipendensa
Naturalmente un modello alternativo a quello centralista comporterebbe che ogni Regione, o meglio ogni Nazione della Cisalpina (ed anche italiana se vogliono), decidesse autonomamente il proprio carico fiscale e si trattenesse tutte le proprie entrate. Facendo confluire in una sorta di Tesoro comune - e, riguardo al suo utilizzo, sempre sotto il controllo dei Governi nazionali - solo una piccola quota per le spese comuni.
Un buon modello per lo Stato Italiano - al di là della pura secessione - sarebbe quello degli USA dell'epoca jeffersoniana.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
sciadurel
è quello che dico da sempre ... i vari popoli itagliani hanno fatto ottime cose fino al 1861, dopo solo guerre, tanta EMIGRAZIONE e miseria, sarà un caso ?
purtroppo i modelli alternativi al centralismo parigino NON piacciono a roma
Non è assolutamente un caso,fu una delle prime conferenze a cui partecipai quando venni in Italia,e con uno stentato linguaggio mi misi contro mezza sala, perchè dicevo cose scomodo sul modo di fare politica in questo paese,per poi ovviamente essere chiamato in seguito dalle stesse persone a parlare...in tedesco non c'è una parola adatta come in italiano,nemmeno nei linguaggi austriaci....paraculismo.
Il centralismo è l'esatta parallela che va d'accordo con il comunismo,comunismo che in Europa è morto in italia epr ultimo,ed anche il dentralismo morirà per ultimo in Italia,sempre in ritardo...
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
von Dekken
Naturalmente un modello alternativo a quello centralista comporterebbe che ogni Regione, o meglio ogni Nazione della Cisalpina (ed anche italiana se vogliono), decidesse autonomamente il proprio carico fiscale e si trattenesse tutte le proprie entrate. Facendo confluire in una sorta di Tesoro comune - e, riguardo al suo utilizzo, sempre sotto il controllo dei Governi nazionali - solo una piccola quota per le spese comuni.
Un buon modello per lo Stato Italiano - al di là della pura secessione - sarebbe quello degli USA dell'epoca jeffersoniana.
Ecco,quello che dico da tempo,invece di perder tempo con le idee di secessione,che tendono solo a far chiacchiere,adoperatevi tanto ardentemente per un'Italia ultrafederale.un referendum nazionale.
I dati parlano chiaro,solo Lazio Puglia Campania Calabria e Sicilia sarebbero molto svantaggiati e perderebbero ingenti risorse,Basilicata Molise Sardegna e VDA perderebbero in maniera molto lieve e recuperabile.
Tutte le altre a partire da TAA Umbria Liguria ed Abruzzo che avrebbero un discreto guadagno, fino alla Lombardia ed il Veneto che aumenterebbero considerevolmente le entrate locali,voterebbero a favore.
Male che va sarebbero 9 regioni contro 11,e quindi il referendum passerebbe...fatevi furbi.
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Re: l'Indipendensa
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Abruzzen
Ecco,quello che dico da tempo,invece di perder tempo con le idee di secessione,che tendono solo a far chiacchiere,adoperatevi tanto ardentemente per un'Italia ultrafederale.un referendum nazionale.
I dati parlano chiaro,solo Lazio Puglia Campania Calabria e Sicilia sarebbero molto svantaggiati e perderebbero ingenti risorse,Basilicata Molise Sardegna e VDA perderebbero in maniera molto lieve e recuperabile.
Tutte le altre a partire da TAA Umbria Liguria ed Abruzzo che avrebbero un discreto guadagno, fino alla Lombardia ed il Veneto che aumenterebbero considerevolmente le entrate locali,voterebbero a favore.
Male che va sarebbero 9 regioni contro 11,e quindi il referendum passerebbe...fatevi furbi.
ma in vent'anni NON hai capito che nessuno vuole modificare lo status quo, sopratutto i cittadini della magna-grecia e del lazio ... numericamente sarebbero in minoranza, ma PURTROPPO detengono la maggioranza dei ministeri (romani e campani) e quasi di tutto l'apparato pubblico amministrativo itagliota (romani, campani, siciliani e calabresi)
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
von Dekken
Fatevi...e tu? :cool:
Non voto ai referendum italiani,ma se dicessi la mia voterei a favore di un federalismo spinto e autogestionario.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
sciadurel
ma in vent'anni NON hai capito che nessuno vuole modificare lo status quo, sopratutto i cittadini della magna-grecia e del lazio ... numericamente sarebbero in minoranza, ma PURTROPPO detengono la maggioranza dei ministeri (romani e campani) e quasi di tutto l'apparato pubblico amministrativo itagliota (romani, campani, siciliani e calabresi)
i referendum sono referendum,è l'Europa che da il benestare,e non ci vedo nulla di scandaloso nè negativo in questo processo,anzi,maggiori responsabilità da parte del nuovo assetto paese.A differenza di una secessione,che porta solo scompiglio e danni all' Europa,una soluzione del genere l'accetterebbero senza problemi.