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Re: l'Indipendensa
Naturalmente le varie regioni storiche della Cisalpina dovrebbero darsi i confini che preferiscono, anche se personalmente preferirei una ripartizione territoriale che valuti anche l'efficienza funzionale. Ma ovviamente posso parlare solo per la Lombardia. Ritengo che dovrebbe ritrovare grossomodo i confini del Ducato di Milano del 1395. Quindi essere territorialmente più estesa di oggi. D'altra parte più che trovare i corrotti è necessaria un'organizzazione politico-amministrativa che li escluda a-priori (nei limiti delle umane capacità).
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Re: l'Indipendensa
L'unico modo di evitare la corruzione e' la prevenzione (scandagliare il cursus honorum dei papabili) e la scadenza a termine ( massimo 2 anni)di qualsiasi mandato politico e direttivo.
e poi a casa ad arare il campo!
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Re: l'Indipendensa
ed aggiungo: incarichi pubblici senza retribuzione.
La politica e' una passione, un divertissment...e allora perche' pagarlo!!!!
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Re: l'Indipendensa
1) prevenzione;
2) esclusione del potere politico nelle nomine nelle P.A.;
3) limite di mandato (magari due anni sono pochi);
4) applicazione del principio di sussidiarità, sia a livello territoriale che sociale.
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Re: l'Indipendensa
Lecco, triste microcosmo delle comunità padane allo sbando
di GILBERTO ONETO
Per alcuni dilettevoli episodi di cronaca (quasi) politica, Lecco si sta rivelando come una sorta di microcosmo della Padania disastrata. La giunta di sinistra ha fin da subito mostrato il proprio maschio cipiglio democratico nell’abbattimento dei cartelli stradali bilingui, considerati simbolo di iniquo servaggio. Questo rientra nelle più nobili tradizioni della sinistra rivoluzionaria che ha riempito la storia del mondo con la propria robusta iconoclastia ideologica: dalla distruzione sistematica di ogni segno dell’Ancient Regime (monumenti, chiese, simboli araldici, oggetti d’arte) durante la gloriosa rivoluzione giacobina alla sistematica distruzione di ogni segno religioso da parte dei repubblicani spagnoli. Con l’ardore di talebani afgani, i compagni lecchesi si sono lanciati sui cartelli in dialetto, rinverdendo la nobile tradizione di tutti gli scalpellatori di Leoni di San Marco e di fasci littori che hanno reso più felice il mondo. Mancava ancora il più progressista dei segni di liberazione: l’incursione liberatoria nell’odonomastica cittadina. Quello di cambiare i nomi delle strade è un must di ogni rivoluzione democratica che si rispetti: dappertutto antiche denominazioni hanno lasciato il posto all’intera galleria di eroi risorgimentali e, più di recente, non c’è Via del Littorio che non sia – ad esempio – stata ridedicata a Matteotti o un Corso XXVIII Ottobre che non sia stato anticipato sul calendario al XXV Aprile. Come potevano i gagliardi democratici di Lecco non lanciarsi anche in questa vigorosa battaglia?
La Piazza della Stazione era stata ribattezzata dalla precedente giunta leghista in Piazza Lega Lombarda. Così Marco Polverari, di democraticissimo Dna, ha proposto di ribattezzarla Piazza della Solidarietà: la cosa è piaciuta anche al locale capogruppo del Pdl, Filippo Boscagli, a riprova che non c’è balossata che non scateni languori bipartisan, soprattutto quando i bipartigiani sono novelli sodali di governo a Roma. Cosa più della Solidarietà può generare solidarietà? Qualcuno ha cominciato anche a pensare di dare forma visibile e concreta al cambiamento sistemando in Piazza un monumento che simbolizzi in maniera adeguata la profondità del concetto: c’è chi ha in mente un busto della neo-ministra Kyenge (che tutti descrivono come uno scrigno di virtù), ma c’è anche chi pensa a qualche segno più estremo di “solidarietà”, del tipo “nessuno tocchi Caino”, e vorrebbe una stele dedicata a Sameh el Melegy, il baldo ventinovenne egiziano, lo stakanovista dello stupro, imputato di almeno 22 colpi in un anno. L’idea stessa di Solidarietà apre un mondo di opportunità.
Reagisce la Lega locale, non tanto contro la nuova denominazione proposta (non è più tempo di “Lega di lotta”, ma di “Lega di astensione”) ma per puntualizzare che la Lega Lombarda celebrata in piazza non è l’omonimo partito ma quella del XII secolo, rimarcando con puntiglio l’impossibilità di paragoni fra il Barbarossa e la Merkel.
Triste (e meritato) destino quello della Lega, ridotta a queste questioncelle. Un movimento indipendentista (e la Lega dovrebbe esserlo per Statuto) dovrebbe utilizzare il potere conquistato nelle Amministrazioni locali per creare consenso, per convincere con decisione i cittadini della bontà del suo progetto. Secondo il collaudato modello catalano, dopo moltissimi anni di governo leghista Lecco dovrebbe essere una città profondamente e convintamente secessionista: invece la Lega è ridotta al lumicino e la sinistra è tornata al suo triste ruolo di kapò dello Stato italiano.
Per tutto questo Lecco è il triste microcosmo delle comunità padane allo sbando: si accapigliano su pirlate odonomastiche centralisti senza idee e progetti, e indipendentisti consumati da vent’anni di sciocchezzaio leghista. Chi davvero si meriterebbe la dedica della piazza è il Barbarossa.
6 Maggio 2013
Lecco, triste microcosmo delle comunità padane allo sbando | L'Indipendenza
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Re: l'Indipendensa
Una qualche retribuzione ci vuole altrimenti i lavoratori ne sarebbero sempre esclusi. Però una retribuzione limitata. Nel nostro modello dovendo far riferimento alle capitali regionali, e non più a Roma, si potrebbe risparmiare parecchio.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eridano
da ex cittadino Lecchese, avendo conosciuto (purtroppo) le "gesta" dei padri di Polverari e Boscagli (psi-dc-cl), non mi meraviglio delle pirlate che descrive Gilberto
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
sciadurel
da ex cittadino Lecchese, avendo conosciuto (purtroppo) le "gesta" dei padri di Polverari e Boscagli (psi-dc-cl), non mi meraviglio delle pirlate che descrive Gilberto
Ed io, ben conscio della vera natura del movimento romano di cui lui fa (pardon, faceva...) parte, neppure.
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Re: l'Indipendensa
ciò che succede a lecco è sconcertante,
tuttavia sarebbe interessante vedere la
reazione dei censori della toponomastica
leghista, qualora degli "ospiti" chiedessero
cartelli bilingui o multilingue, che comprendessero le
loro incomprensibili parlate e grafie.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
sciadurel
come ti ho già detto, il problema è il peso politico, istituzionale e massmediatico di chi NON vuole il vero federalismo
Ma è molto più semplice ottenere un risultato di questo tipo,molto più semplice.