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Discussione: e se......

  1. #1
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    Predefinito e se......

    Proclama di Gioacchino Murat agl’Italiani, del 30 marzo 1815.
    Proclama Del Re Di Napoli.

    Italiani!
    L’ora è venuta che debbono compiersi gli alti vostri destini. La Provvidenza vi chiama infine ad essere una nazione indipendente. Dall’Alpi allo stretto di Scilla odasi un grido solo «L’indipendenza d’Italia!» Ed a qual titolo popoli stranieri pretendono togliervi questa indipendenza, primo diritto, e primo bene d’ogni popolo? A qual titolo signoreggiano essi le vostre più belle contrade? A qual titolo s’appropriano le vostre ricchezze per trasportarle in regioni ove non nacquero? A qual titolo finalmente vi strappano i figli, destinandogli a servire, a languire, a morire lungi dalle tombe degli avi?
    Invano adunque natura levò per voi le barriere delle Alpi? Vi cinse invano di barriere più insormontabili ancora la differenza dei linguaggi e dei costumi, l’invincibile antipatia de’ caratteri? No, no: sgombri dal suolo italico ogni dominio straniero! Padroni una volta del mondo, espiaste questa gloria perigliosa con venti secoli d’oppressioni e di stragi. Sia oggi vostra gloria di non avere più padroni. Ogni nazione deve contenersi nei limiti che le diè natura. Mari e monti inaccessibili, ecco i limiti vostri. Non aspirate mai ad oltrepassarli, ma respingetene lo straniero che li ha violati, se non si affretta di tornare ne’ suoi. Ottantamila Italiani degli Stati di Napoli marciano comandati dal loro re, e giurarono di non domandare riposo, se non dopo la liberazione d’Italia. È già provato che sanno essi mantenere quanto giurarono. Italiani delle altre contrade, secondate il magnanimo disegno! Torni all’armi deposte chi le usò tra voi, e si addestri ad usarle la gioventù inesperta.
    Sorga in si nobile sforzo chi ha cuore ingenuo, e secondando una libera voce parli in nome della patria ad ogni petto veramente italiano. Tutta, insomma, si spieghi ed in tutte le forme l’energia nazionale. Trattasi di decidere se l’Italia dovrà essere libera, o piegare ancora per secoli la fronte umiliata al servaggio.
    La lotta sia decisiva: e ben vedremo assicurata lungamente la prosperità d’una patria bella, che, lacera ancora ed insanguinata, eccita tante gare straniere. Gli uomini illuminati d’ogni contrada, le nazioni intere degne d’un governo liberale, i sovrani che si distinguono per grandezza di carattere godranno della vostra intrapresa, ed applaudiranno al vostro trionfo. Potrebbe ella non applaudirvi l’Inghilterra, quel modello di reggimento costituzionale, quel popolo libero, che si reca a gloria di combattere, e di profondere i suoi tesori per l’indipendenza delle nazioni?
    Italiani! voi foste lunga stagione sorpresi di chiamarci invano: voi ci tacciaste forse ancora d’inazione, allorché i vostri voti ci suonarono d’ogni intorno. Ma il tempo opportuno non era per anco venuto, non per anche aveva io fatto prova della perfidia de’ vostri nemici: e fu d’uopo che l’esperienza smentisse le bugiarde promesse di cui v’eran si prodighi i vostri antichi dominatori nel riapparire fra voi.
    Sperienza pronta e fatale! Ne appello a voi, bravi ed infelici Italiani di Milano, di Bologna, di Torino, di Venezia, di Brescia, di Modena, di Reggio, e di altrettante illustri ed oppresse regioni. Quanti prodi guerrieri e patriotti virtuosi svelti dal paese natio! quanti gementi tra ceppi! quante vittime ed estorsioni, ed umiliazioni inaudite! Italiani! riparo a tanti mali; stringetevi in salda unione, ed un governo di vostra scelta, una rappresentanza veramente nazionale, una Costituzione degna del secolo e di voi, garantiscano la vostra libertà e proprietà interna, tostochè il vostro coraggio avrà garantita la vostra indipendenza.
    Io chiamo intorno a me tutti i bravi per combattere. Io chiamo del pari quanti hanno profondamente meditato sugli interessi della loro patria, affine di preparare e disporre la Costituzione e le leggi che reggano oggimai la felice Italia, la indipendente Italia.
    Rimini, 30 marzo 1815. Gioacchino Napoleone.

  2. #2
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    Predefinito Rif: e se......

    Una situazione simile, il nord occupato dai napoletani, era stata oggetto di una scenetta comica ma anche molto intelligente del comico siciliano Caruso.
    Al posto di murat c'era però ferdinando borbone
    Davvero divertente "la questione settentrionale"

    Ultima modifica di Bartolo; 10-01-12 alle 21:41

  3. #3
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    Predefinito Rif: e se......

    Citazione Originariamente Scritto da largodipalazzo Visualizza Messaggio
    Proclama di Gioacchino Murat agl’Italiani, del 30 marzo 1815.
    Proclama Del Re Di Napoli.

    Ne appello a voi, bravi ed infelici Italiani di Milano, di Bologna, di Torino, di Venezia, di Brescia, di Modena, di Reggio, e di altrettante illustri ed oppresse regioni.
    Rimini, 30 marzo 1815. Gioacchino Napoleone.
    all'epoca gli infelici erano loro :giagia:

  4. #4
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    Predefinito Rif: e se......

    Citazione Originariamente Scritto da Bartolo Visualizza Messaggio
    Una situazione simile, il nord occupato dai napoletani, era stata oggetto di una scenetta comica ma anche molto intelligente del comico siciliano Caruso.
    Al posto di murat c'era però ferdinando borbone
    Davvero divertente "la questione settentrionale"

    Bellissimo video, ma ancor più bella è la caffettiera napoletana.

  5. #5
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    Predefinito Rif: e se......

    Citazione Originariamente Scritto da Malkia Visualizza Messaggio
    Bellissimo video, ma ancor più bella è la caffettiera napoletana.
    era la caffettiera che usava mia nonna - caffè superiore



    «Sul becco io ci metto questo "coppitiello" di carta ... il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi il più carico non si disperde. Come pure ... prima di colare l'acqua, che bisogna farla bollire per tre quattro minuti, per lo meno, ... nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata, ... in modo che, nel momento della colata, l'acqua in pieno calore già si aromatizza per conto suo.»
    (edoardo de filippo)

  6. #6
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    Predefinito Rif: e se......

    Citazione Originariamente Scritto da Bartolo Visualizza Messaggio
    Una situazione simile, il nord occupato dai napoletani, era stata oggetto di una scenetta comica ma anche molto intelligente del comico siciliano Caruso.
    Al posto di murat c'era però ferdinando borbone
    Davvero divertente "la questione settentrionale"


  7. #7
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    Predefinito Rif: e se......

    certo che nel decennio Murat non era male come re, voleva bene a suo popolo e amava il suo regno, per cui gli sviluppi sarebbero potuti essere interessanti.
    facio notare che le politiche interna di Murat e di Ferdinando II erano assolutamente simili, la differenza era in parte sulla politica estera, e poi Murat era un militare che di guerre ne aveva fatte per cui avremmo potuto vivere una epoca espansionista dopo la restaurazione, o meglio ci avrebbe attaccato tutta l'europa in quanto post-napoleonidi....
    chissà...
    personalmente non mi sarebbe dispiaciuto, sono anni che parlo di Murat come un buon re scontrandomi con i puristiborbonici...
    legittimista si ma critico
    "il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879

  8. #8
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    Predefinito Rif: e se......

    Citazione Originariamente Scritto da giopizzetto Visualizza Messaggio
    personalmente non mi sarebbe dispiaciuto, sono anni che parlo di Murat come un buon re scontrandomi con i puristiborbonici...
    Se ci pensi anche il Borbone (ovvio non esplicitamente ed ufficialmente) hanno considerato Re Gioacchino un ottimo Re . Hanno confermato tutte le ottime riforme murattiane (es. le commissioni demaniali , che solo i piemontesi abrogarono affamando milioni contadini) ed abrogarono pochissime leggi :giagia:

  9. #9
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    Predefinito Rif: e se......

    Citazione Originariamente Scritto da Bartolo Visualizza Messaggio
    era la caffettiera che usava mia nonna - caffè superiore



    «Sul becco io ci metto questo "coppitiello" di carta ... il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi il più carico non si disperde. Come pure ... prima di colare l'acqua, che bisogna farla bollire per tre quattro minuti, per lo meno, ... nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata, ... in modo che, nel momento della colata, l'acqua in pieno calore già si aromatizza per conto suo.»
    (edoardo de filippo)
    La voglio. :giagia:

    Citazione Originariamente Scritto da giopizzetto Visualizza Messaggio
    certo che nel decennio Murat non era male come re, voleva bene a suo popolo e amava il suo regno, per cui gli sviluppi sarebbero potuti essere interessanti.
    facio notare che le politiche interna di Murat e di Ferdinando II erano assolutamente simili, la differenza era in parte sulla politica estera, e poi Murat era un militare che di guerre ne aveva fatte per cui avremmo potuto vivere una epoca espansionista dopo la restaurazione, o meglio ci avrebbe attaccato tutta l'europa in quanto post-napoleonidi....
    chissà...
    personalmente non mi sarebbe dispiaciuto, sono anni che parlo di Murat come un buon re scontrandomi con i puristiborbonici...
    Per mostrare che Murat è stato un ottimo governante basta ricordare che il popolo non oppose resistenza al suo governo, a differenza di quanto avvenne con Giuseppe Bonaparte. :giagia:

  10. #10
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    Predefinito Rif: e se......

    Da Wikipia , per comodità (ma già lo sapevo da altre fonti , avrò letto centinaia di libri , come la stragrande maggioranza degli identitari meridionalisti ,vertenti l argomento)
    iDurante il suo breve regno, Murat fondò, con decreto del 18 novembre 1808, il Corpo degli ingegneri di Ponti e Strade (all'origine della facoltà di Ingegneria a Napoli, la prima in Italia), ma condannò alla chiusura, con decreto del 29 novembre 1811, la gloriosa Scuola medica salernitana, primo esempio al mondo di Università; inoltre avviò opere pubbliche di rilievo non solo a Napoli (il ponte della Sanità, via Posillipo, nuovi scavi ad Ercolano, il Campo di Marte ecc.), ma anche nel resto del Regno (l'illuminazione pubblica a Reggio di Calabria, il progetto del Borgo Nuovo di Bari, il riattamento del porto di Brindisi, l'edificazione dell'ospedale San Carlo di Potenza ecc.).
    La nobiltà apprezzò le cariche e la riorganizzazione dell'esercito sul modello francese, che offriva belle possibilità di carriera. I letterati apprezzarono la riapertura dell'Accademia Pontaniana e l'istituzione della nuova Accademia reale, e i tecnici l'attenzione data agli studi scientifici e industriali. I più scontenti erano i commercianti, ai quali il blocco imposto ai commerci di Napoli dagli inglesi rovinava gli affari (blocco contro il quale lo stesso Murat tollerava e favoriva il contrabbando, il che costituiva un'ulteriore ragione per accordargli il favore popolare).

 

 
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