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Discussione: VI congresso PDS

  1. #81
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Citazione Originariamente Scritto da Iluvatar85 Visualizza Messaggio
    La diminuizione del debito la si può fare solo in fasi espansive dell'economia. In periodi di crisi si deve agire in maniera espansiva per avere un effetto anticiclico, ma questo presuppone che nei precedenti periodi di grassa si sia diminuito il debito.
    Questo non è successo nel passato decennio berlusconiano, per non parlare di quello che è successo nella prima repubblica, ed ora ci sono poche alternative al contenimento dell'aumento della spesa a mio avviso.
    Ecco, siamo d'accordo sul primo periodo. E' la politica economica uscita vincente dall'esperienza storica ed è anche quella tipica di un partito con i connotati del PDS.
    "Contenimento della spesa", mi perdonerai, concretamente non si traduce ancora in niente. Non propongo certamente di fare deficit per il gusto di farlo né perché sia un'intrinseca virtù. In un periodo di crisi economica però c'è bisogno di un aumento di investimenti pubblici.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  2. #82
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Questo è vero. Però se non ricordo malissimo intanto quella teoria economica funzionava in quanto si partiva da un bilancio in verde basato su buoni investimenti nei periodi di crescita. Cosa non avvenuta fino ad oggi.

    Ad ogni modo preciso la mia proposta:
    SE il deito è sotto l'80% del Pil (poniamo) si potrà andare in disavanzo, fermo restando che lo si potrà fare al massimo di una determinbata cifra e solo con apposite giustificazioni presso il Senato (solo per spese sociali, poniamo, non per comprare nuovi cacciabombardieri)
    SE il debito è sopra l'80% del Pil (poniamo) NON si potrà andare in disavanzo in alcun caso.

    Chiaramente a questa legge (sarebbe legge ordinaria, personalmente non vedo perché dovremmo metterla in Costituzione) potrebbe avere una proroga, considerando la situazione in cui versiamo...magari facendola diventare effettiv a dal 2014-2015.
    Gli investimenti pubblici sono più necessari in periodi di crisi che in periodi di crescita, e questo vale in ogni caso. La tua proposta sicuramente è più ragionevole del dogmatico "Piano di rientro dal debito pubblico".
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  3. #83
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Non ti capisco, Gdem. Il debito pubblico ovviamente è il bilancio dello stato, non è che lo "strozzi". Un "piano di rientro dal debito pubblico" molto probabilmente strozzerebbe davvero il PIL, che già è in coma vegetativo.
    Il debito pubblico è il debito dello stato, come bilancio intendo le possibilità di spesa e d'investimento, le risorse a disposizione. Avere un debito pubblico che equivale al 120% del Pil vuol dire avere una palla al piede che drena costantemente risorse, una palla che diventa sempre più pesante col tempo a causa degli interessi maturati. Lo ripeto, per me la riduzione del debito è una priorità irrinunciabile, tanto che l'ho inserita nella mia piattaforma congressuale.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #84
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Gli investimenti pubblici sono più necessari in periodi di crisi che in periodi di crescita, e questo vale in ogni caso. La tua proposta sicuramente è più ragionevole del dogmatico "Piano di rientro dal debito pubblico".
    Allora, chiariamoci, di dogmatico nel piano di rientro dal debito pubblico non c'è niente. Non so se per te è accettabile che lo stato abbia un debito pubblico del 120%, per me non lo è assolutamente. Ridurre questo debito non è una cosa facile, nè una cosa che si può ottenere in 1 anno...ci vogliono misure di prospettiva per portare questo debito a limiti decenti ( non per niente garat accenna ad un debito pubblico dell'80%....ossia una situazione decisamente migliore della nostra).
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  5. #85
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Gli investimenti pubblici sono più necessari in periodi di crisi che in periodi di crescita, e questo vale in ogni caso. La tua proposta sicuramente è più ragionevole del dogmatico "Piano di rientro dal debito pubblico".
    Infatti, legare il vincolo di bilancio al livello del PIL rischia di dare la possibilità di spendere più del necessario in fasi economiche di crescita ed impedire poi di avere un effetto anticiclico in fasi negative.
    Piuttosto introdurrei l'obbligo di avere un avanzo primario in fasi di crescita e lasciare la possibilità di spendere in deficit quando si è in recessione. Il tutto tenendo conto della sostenibilità delle proprie azioni.

    "Contenimento della spesa", mi perdonerai, concretamente non si traduce ancora in niente. Non propongo certamente di fare deficit per il gusto di farlo né perché sia un'intrinseca virtù. In un periodo di crisi economica però c'è bisogno di un aumento di investimenti pubblici.
    A mio giudizio aumentare il deficit -pur in maniera costruttiva- significa scegliere di uscire dall'Europa, defaultare e svalutare la nuova moneta.
    Se si crede nella MMT allora è un ottima scelta. Io non ci credo.

    Edit: Mi spiego meglio, nell'attuale fase recessiva tutte le economie occidentali hanno visto l'aumento della propria spesa pubblica, sia quelle che sono intervenute propositivamente nell'economia attraverso nuova spesa, sia quelle che hanno cercato di contenere la spesa pubblica. Se te lo puoi permettere, ovvero se hai dei conti in ordine, allora la scelta migliore è indubbiamente quella di intervenire aumentando la spesa pubblica con lo scopo di far ripartire l'economia.
    Se fai la stessa cosa con dei conti pubblici non in ordine magari l'economia riparte, ma lo stato rischia di fallire egualmente.
    Piuttosto in questi casi puoi ricorrere alla leva monetaria, data anche un inflazione di partenza non particolarmente alta e la forte contrazione del credito.
    Ultima modifica di Ilùvatar85; 24-02-12 alle 19:58
    Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

  6. #86
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Altra cosa da tenere in considerazione: i partiti socialdemocratici del '900 si sono confrontati con realtà nazionali in cui c'erano dinamiche diverse, al giorno d'oggi la visione deve essere europea.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  7. #87
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Ecco, il rapporto debito/PIL alla lunga può essere migliorato solamente se aumenta la seconda grandezza, conseguita tramite un aumento della domanda aggregata, che a sua volta non può che essere conseguita tramite un aumento degli investimenti pubblici fruttuosi. Esiste un debito buono, finalizzato agli investimenti, e un debito cattivo, quello della spesa "inutile".
    Allora, il surplus, in tempi di crisi, è un bestiale autogol.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  8. #88
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Citazione Originariamente Scritto da Iluvatar85 Visualizza Messaggio
    Infatti, legare il vincolo di bilancio al livello del PIL rischia di dare la possibilità di spendere più del necessario in fasi economiche di crescita ed impedire poi di avere un effetto anticiclico in fasi negative.
    Piuttosto introdurrei l'obbligo di avere un avanzo primario in fasi di crescita e lasciare la possibilità di spendere in deficit quando si è in recessione. Il tutto tenendo conto della sostenibilità delle proprie azioni.

    A mio giudizio aumentare il deficit -pur in maniera costruttiva- significa scegliere di uscire dall'Europa, defaultare e svalutare la nuova moneta.
    Se si crede nella MMT allora è un ottima scelta. Io non ci credo.

    Edit: Mi spiego meglio, nell'attuale fase recessiva tutte le economie occidentali hanno visto l'aumento della propria spesa pubblica, sia quelle che sono intervenute propositivamente nell'economia attraverso nuova spesa, sia quelle che hanno cercato di contenere la spesa pubblica. Se te lo puoi permettere, ovvero se hai dei conti in ordine, allora la scelta migliore è indubbiamente quella di intervenire aumentando la spesa pubblica con lo scopo di far ripartire l'economia.
    Se fai la stessa cosa con dei conti pubblici non in ordine magari l'economia riparte, ma lo stato rischia di fallire egualmente.
    Piuttosto in questi casi puoi ricorrere alla leva monetaria, data anche un inflazione di partenza non particolarmente alta e la forte contrazione del credito.
    Se l'economia va bene, lo stato non fallisce. Il problema della Grecia è la crisi economica, Senza crisi i conti pubblici non sarebbero stati un problema.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  9. #89
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Abbiamo concezioni diverse, per me un debito al 120% non è assolutamente accettabile, non può essere ridotto a questione secondaria risolvibile senza misure specifiche solo grazie alla crescita.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  10. #90
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    Predefinito Re: Rif: VI congresso PDS

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio
    Abbiamo concezioni diverse, per me un debito al 120% non è assolutamente accettabile, non può essere ridotto a questione secondaria risolvibile senza misure specifiche solo grazie alla crescita.
    Allora, mettiamola così: si può diminuire il debito facendo andare meglio l'economia, quindi generando più ricchezza aumentando così automaticamente le entrate oppure tramite politiche depressive di aumento della pressione fiscale o diminuzione della spesa pubblica. Se si pensa a quest'ultima opzione penso si debba specificare quali interventi concreti si vogliano fare, quali tasse si voglia aumentare o creare e quali spese si voglia diminuire. Per dire, se si pensa ad un'imposta patrimoniale e ad un'imposta di successione io sarei d'accordo, sarebbe la cosa meno depressiva possibile in questa politica economica depressiva.
    Ma mi preme ribadire che diminuire il debito in un periodo di crisi economica significa recessione.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



 

 
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