Per info sulla manifestazione/corteo del 4 Febbraio a Roma: 4 febbraio
Storace, la relazione al Comitato Centrale
Carissime delegate e carissimi delegati del comitato centrale,
Benvenuti alla prima riunione del nostro organo di indirizzo, eletto dal bellissimo congresso nazionale di novembre. Vi incontro con la stessa emozione di allora, vi ritrovo con entusiasmo e passione che sono gli elementi fondativi della nostra comunità di valori.
Anche oggi, come al congresso, ci troviamo in un momento politico decisivo, in cui si susseguono gli eventi che possono caratterizzare il futuro della Nazione e, per quel che ci riguarda, del nostro movimento. Allora, a Torino, fummo costretti a celebrare le assise al centro di una incredibile tempesta politica, culminata con la resa di un governo che il parlamento non aveva sfiduciato e l’avvento di un esecutivo che sembra aver tratto dai bassifondi delle cricche di questo paese una vastità di personale che davvero non ci si aspettava. Nessuno li ha eletti, come nessuno ha eletto deputati e senatori che gli danno la fiducia…
4 FEBBRAIO A ROMA
Per liberarcene, per mandare un segnale di ostilità ad ogni forma di rassegnazione al governo delle banche e delle tasse, abbiamo indetto quella che riteniamo sara’ una delle piu’ vaste mobilitazioni di destra che siano state mai organizzate. Il 4 febbraio dovremo essere tantissimi e voglio ringraziare ciascuno di voi per l’apporto che darà al nostro responsabile organizzativo Roberto Buonasorte e al capo della segreteria politica Gabriele Limido, per l’arrivo a Roma di tantissima gente. Mi attendo pullman da ogni federazione per un corteo che dovrà riempire le strade della Capitale, con un grande serpentone tricolore preceduto dalla striscione “sovranità monetaria”.
Da quel corteo, ho detto a Buonasorte – che poi pregherò di intervenire per i dettagli sulla manifestazione – lavoreremo poi anche all’organigramma del partito. Voglio lavorare sulla capacita’ di mobilitazione e non sulle chiacchiere a vuoto. E’ inutile tenere al loro posto dirigenti che non vogliono lavorare per il partito, salvo che occuparsi solo delle comunali nelle loro città. In gioco ci sono l’Italia e la nostra Destra e non possiamo sbagliare. Abbiamo nominato la direzione nazionale, poi verranno i settori di competenza. Lo spazio ci sara’ per tutti, senza bisogno di lamentele. Ormai credo di conoscere il valore di ciascuno. E se procederemo a commissariare le strutture che remano nella direzione opposta a quella del partito, e’ perche’ non si potra’ tollerare l’inerzia. Se non si e’ capaci di far salire cinquanta persone su un pullman per la partita della vita, non e’ obbligatorio guidare una federazione.
il 4 febbraio ci giochiamo moltissimo e non ci sono scuse su quanto ha fatto ciascuno di noi, su quanto ha speso ciascuno di noi. Tutti abbiamo fatto e speso, chi più e chi meno, ma ora siamo tutti in gioco. Chi si ferma, sara’ perduto, potrei dire…
Scendiamo in piazza per garantire sovranità al nostro popolo, a partire da quella monetaria e ne parlerò più avanti. Ma prima occorre presidiare il fronte della sovranità popolare, garantita dalla costituzione ma incredibilmente sottovalutata – lo dico con rispetto – dalla corte costituzionale. Anch’io ero tra i firmatari dei referendum elettorali per restituire diritto di scelta al popolo per il parlamento e per il governo. Il no della consulta rimette in campo giochi parlamentari su cui stare bene attenti. I profeti della semplificazione del 2008 stanno tornando all’opera per brigare contro il maggioritario che impone di dire agli elettori prima del voto con chi si vuole governare. Loro vogliono invece prendere i voti, come nella repubblica dei 50 governi in 50 anni, e decidere come pare loro a palazzo una volta incassati i consensi. Figura e sfigura su tutti quell’Enrico Letta che e’ il campione dell’ipocrisia della palude democratica, che dice di sognare un bipolarismo dolce, senza le estreme. Non ho capito. Nel 2008 da far fuori eravamo noi, la sinistra radicale e quei pericolosi estremisti dell’Udc. Avete fallito allora con Casini e ora ci riprovate sperando di eliminare pure Di Pietro e Bossi? Questa volta ci saranno barricate, sarebbe inaccettabile un altro colpo alla rappresentatività. A palazzo rappresentate sempre meno e volete rubare sempre piu’ seggi.
UN’ALLEANZA DA NON DISTRUGGERE
Noi non staremo a guardare. E a tutti raccomando di non sognare la rottura dell’alleanza tra Berlusconi e Bossi. Lo so che a molti stanno antipatici, ma la politica non si fa con le simpatie. So solo che se salta l’alleanza, arrivano i democristiani al posto della Lega e in cambio pretendono di togliere il premio di maggioranza che e’ la chiave del bipolarismo e di imporre lo sbarramento almeno al 5 per cento come in Germania. Sarebbe la fine per una forza di destra organizzata con pochi soldi. Anche per questo dobbiamo dimostrare di essere in tantissimi con la piazza del 4 febbraio.
Io ho intenzione di dirlo ad Angelino Alfano, non appena avrò finalmente l’occasione di incontrare l’impegnatissimo segretario del Pdl. Talvolta, mi chiedo se per fissare un appuntamento con lui, debba chiedere spazio in agenda a Bersani, Monti e compagnia…. Gli voglio dire che se sceglieranno la strada del proporzionale contro il bipolarismo, diremo a tutta Italia che si preparano a governare altri cinque anni col Partito democratico, nella grande coalizione antipopolare. Del resto, lo si sta già facendo dopo aver gridato o Berlusconi o elezioni. Ora ci vogliono i fatti e capacita’ di ricostruire un’alleanza di centrodestra. Altrimenti sara’ ovvio per ciascuno giocare la propria partita con danni irreparabili per decenni a qualsivoglia alternativa alla sinistra che non aspetta altro che l’occasione per fregarci definitivamente.
Del resto, a che serve vantare oltre un milione di iscritti e 13 milioni di voti se poi si cede ad una vera e propria manovra di palazzo? La paura di perdere il contatto col potere e’ piu’ forte della democrazia? Noi, la nostra storia, hanno dimostrato esattamente il contrario e piuttosto aiutateci, voi che state in Parlamento, a fare sloggiare quei ministri che se ne fregano della trasparenza. E ogni riferimento a Patroni Griffi e’ assolutamente voluto.
Chiediamo certezza di comportamenti al Pdl in Parlamento. L’attuale legge elettorale non ci piace. Ma ancora peggio sarebbero questi sistemi tedeschi, spagnoli, ungheresi, francesi di cui si vagheggia col rischio di imboccare strade senza ritorno, tunnel senza uscita. Ma insomma, valeva la pena nel 2008, di farci fuori, di subire Gianfranco Fini, di inneggiare al bipartitismo, se poi avete finito per votare la fiducia a un governo assieme al Pd, al Terzo Polo e fino a qualche tempo fa all’Italia dei valori? Ma dove volete arrivare?
Casomai ci aspettiamo dal centrodestra che siano reali le intenzioni di procedere lungo la strada del presidenzialismo costituzionalizzato e non piu’ solo napoletanizzato di questi tempi.
E li’ davvero peserebbero e tanto i consensi popolari di ciascuna forza politica, a cominciare dalla nostra, se permettete.
NEL TERRITORIO. ROMA, AD ESEMPIO….
Insomma, abbiamo molte cose da veder chiarite dal popolo della libertà, anche a livello locale. Pensiamoci bene prima di sottoscrivere ogni alleanza amministrativa, che nel territorio e’ ancora peggio. Poi, se si viene turlupinati, non si chieda sostegno a me, al partito romano, se si fa di testa propria. Si pensi che anche a Roma il Pdl continua a perdere pezzi verso di noi, in Campidoglio ormai siamo in tre con Dario Rossin e Pierluigi Fioretti, eppure Alemanno continua ad andare avanti come se niente fosse. Ma anche lui il 4 febbraio avrà la risposta popolare. Se non ci saranno fatti nuovi, e’ evidente che nella Capitale sara’ possibile un’alleanza con il Pdl solo se il Pdl cambierà candidato sindaco. Allora sì, la partita delle primarie sara’ molto interessante. Non e’ stato bello il gioco inscenato contro di noi in questi anni a Roma. Ci hanno bollato come estremisti per non allearsi, e poi li avevano in casa come dimostrano le tristi vicende di queste ore. A differenza loro, noi non accettiamo la persecuzione di Casapound. Diciamo a quell’organizzazione di non scherzare col fuoco, che quei tempi li abbiamo già vissuti, ma e’ evidente che riscontriamo un’ipocrisia immonda. Non abbiamo sentito nessun esponente di rilievo del centrosinistra reagire ai cori infami che istigavano a dieci cento mille Acca Larentia. E’ una vergogna che denunciamo solo noi. Sindaco, di qui al 4 febbraio, ci aspettiamo solo un gesto: per parlare con La Destra devi dire chiaro e forte che prima della fine del tuo mandato la strada per Almirante ci sara’. Altrimenti, se nemmeno questo sai fare, che dobbiamo fare noi con te?
TECNICI O POLITICI? I LORO IMMIGRATI, IL NOSTRO FISCO
E poi, le scelte politiche di questo governo, a partire da quelle che lo dovrebbero vedere estraneo.
E’ intollerabile che ci sia un ministro della giustizia che si faccia portabandiera dell’amnistia. L’Italia ha sempre piu’ bisogno di sicurezza e non di lassismo. La certezza della pena e’ inconciliabile con i progetti permissivisti del governo Monti. Che fanno il paio con i bizzarri propositi del ministro Riccardi in tema di immigrazione. Allora, togliamoci ogni dubbio. Abbiamo scritto fin dal primo articolo del nostro statuto, il rifiuto del razzismo come condizione per l’iscrizione a La Destra. Ma vogliamo sapere qual e’ il livello di militanza politica a sinistra di questi ministri. Svuotino le carceri rimandando nei loro paesi gli stranieri che hanno commesso reati in casa nostra. E la smettano di propagandare la cittadinanza per i figli degli immigrati che nascono qui. Lo ius soli e’ patrimonio degli Stati con grandissima immigrazione e per fortuna non e’ ancora il nostro caso. Vorremmo ministri più attenti alle ragioni dei nostri connazionali, quelli che si vedono sorpassati dagli stranieri per una casa popolare o per un posto all’asilo nido comunale, e non bassa e buonista demagogia che rischia davvero di scatenare la guerra fra poveri e il razzismo. Rendetevi conto che sono gli italiani ad essere esasperati. Ma vivete nella bambagia e non lo sapete, cosiddetti ministri tecnici di un governo che presto sara’ maledetto dal popolo.
Stanno addirittura progettando l’abolizione della tassa sul permesso di soggiorno. Gia’, le tasse le dobbiamo pagare solo noi. Non avendo ancora inventato equimondo…. Basta, se questo paese non piace agli immigrati, se ne tornino a casa loro. Se continua così, saranno gli italiani a chiedere la cittadinanza straniera, altro che storie.
Basti pensare al trattamento fiscale che ci e’ riservato dal governo delle tasse e delle banche. Io non sono tra quelli del centrodestra che e’ rimasto particolarmente commosso dalle immagini di Cortina, con una spettacolarizzazione di cui non si sentiva comunque il bisogno. Mi inquieta molto di piu’ la tortura quotidiana che viene inflitta a tanti contribuenti da Equitalia. Talvolta ho l’impressione che ci si accanisca di piu’ contro chi le tasse non le puo’ pagare che contro chi non le vuole pagare. E noi dovremo intensificare la nostra battaglia politica contro tante vessazioni quotidiane. Ma occorre vigilare nei riguardi di chi pensa di risolvere tutto istericamente o violentemente. Anche questo c’entra con la rappresentanza parlamentare: attenti, signori del Palazzo, che se le ragioni dei tartassati non trovano eco politica, poi prendono il sopravvento i facinorosi, gli insurrezionalisti, non pensate solo a qualche seggio in piu’ o in meno!
Volete recuperare soldi per l’erario? Ci mancherebbe altro. E allora preparate una bella riforma fiscale: scaricare tutto per pagare meno. Ve le portiamo a casa le fatture, signori dell’agenzia delle entrate, ma non piombate piu’ sulle nostre vite scassando ogni speranza.
IL PDL E IL GOVERNO
In questo quadro, e’ evidente che ci preoccupa l’assenso che il Pdl continua a dare al governo Monti. Il 4 febbraio dovremo, a nome di tantissimi italiani a cui ci rivolgeremo con l’appello che viene distribuito a ciascuno dei nostri membri del comitato centrale e alle federazioni per la diffusione del territorio, invitare il partito di Berlusconi e Alfano a decidere il timing per la fine di questa triste esperienza da archiviare prima possibile. E’ ammirevole il tentativo del Pdl di condizionare la politica del governo. Ma si vede che non ce la fanno. Sbruffano, ammoniscono, minacciano, ricordate che dipendete da noi: ma che glielo dite a fare, ai tecnici, se tutti hanno capito che non farete proprio nulla, che sono pistole caricate ad acqua? Non ha senso la gara ad impallinare il governo, non ci crede piu’ nessuno. Staccatela davvero la spina piuttosto, noi vi solleciteremo a farlo nella manifestazione del 4 febbraio. Del resto, si vantano di aver fatto calare lo spread, i titoli di stato vanno a gonfie vele, la missione e’ finita, lasciateci in pace. E poi prendono bastonate dalle agenzie di rating.
Invece no, insistono, la prossima puntata riguarda commercianti e tassisti, farmacisti e non so chi altri. Mai le banche, pero’. Le banche intascano dalla Bce quattrini al tasso dell’1 per cento, ma famiglie e imprese senza passamontagna non incassano un euro. Poi si lamentano a parole perché un imprenditore come Schiavon nel non più ricco nordest si toglie la vita non per debiti ma per crediti non riscossi.
Ci chiediamo a che serve confondersi, rinunciare a principi e valori, ammucchiare tutto in un’orrenda melassa consociativa? No, questa cricca non si sopporta, e fa rabbia che va avanti solo perché la consulta ha detto no ai referendum e il parlamento sì a Nicola Cosentino. Voglio essere chiaro. A me il voto della Camera non mi e’ piaciuto non per l’esito, ma per le modalita’. Quando sulla richiesta di arresto, prevale la volontà di schieramento da una parte e dall’altra, e’ qualcosa che rasenta l’inciviltà. Cosentino in carcere e Penati e Tedesco no. E perché? Ovvio che finisse così, anche perché non si e’ bloccato un processo. Se alla fine sara’ condannato, anche lui subirà l’onta del carcere, come Totò Cuffaro. Che, voglio ricordarlo, fu preferito dal neolegalitario Fini al posto di Nello Musumeci per la presidenza della Sicilia!
Mi sconcerta molto di piu’ il silenzio attorno alle vicende del ministro della real casa Patroni Griffi, che annuncia di non dimettersi dopo essere stato pizzicato anche lui con l’acquisto poco chiaro di una abitazione che a tutti piacerebbe a due passi dal Colosseo. Se ne deve andare e di corsa. La trasparenza e’ un dovere, professor Monti. O non vuole toccare un tasto tanto caro al presidente della Camera? Angelino, questa gente vi ha fatto cacciare Scajola: e quando chiedete il conto?
LA CASTA COSTA
Si e’ fatto molto can can sui vitalizi alla regione Lazio, che vengono invece aboliti dalla prossima legislatura, come in tutte le regioni italiane. Si e’ fatta polemica sul provvedimento che riguarda gli assessori esterni, che li ha parificati ai consiglieri e questo avviene nella maggioranza delle regioni, a partire dalle più grandi e da quelle rosse. Probabilmente ci sono stati errori di tempistica e di comunicazione, ma credo che occorra concentrarsi su ben altro, adesso.
Il passaggio dal sistema vitalizio a quello contributivo risponde a una richiesta di attenuare il costo della casta. Ma non e’ sufficiente.
Annuncio al comitato centrale che e’ intenzione mia e di Roberto Buonasorte, nell’inevitabile prosieguo della discussione sui costi della politica, di depositare presso il consiglio regionale del Lazio, una proposta di legge molto chiara. Con due indicazioni nette: 1) fine dell’incomprensibile trattamento di fine mandato, che in questa tormentata stagione e’ un insulto alla miseria; 2) sospensione di tutte quelle indennità che fanno percepire al consigliere regionale eletto, e dovrebbe valere pure per il deputato nominato, piu’ di cinquemila euro al mese, almeno per un triennio. Quando torneranno i tempi belli, si ricomincerà pure, ma ora e’ insensato non rendersi conto di quel che succede attorno a noi.
Ma la casta non e’ solo quella politica. Ci aspettiamo altrettante ed energiche prese di posizione a tutti i livelli, a partire dal Quirinale fino a tutti i palazzi del potere di questo Paese. Altrimenti e’ troppo facile prendersela con uno alla volta. E pretendiamo informazione plurale su tutto e su tutti. A questo proposito, nel dibattito relazionerà al comitato centrale Giuseppe Lonero, a cui l’ufficio politico ha conferito l’incarico di portavoce della campagna nazionale per l’abolizione del canone Rai. La proposta e’ quella di mettere in gara il servizio pubblico radiotelevisivo a condizione di garanzia vera di pluralismo. Altrimenti, no Martini no party, no democrazia no canone.
BANCHE ED EUROPA, IL 4 FEBBRAIO L’ITALIA DEL LAVORO A ROMA
Care delegate e cari delegati,
avvio a conclusione questa mia relazione da dove avevo cominciato, dalla manifestazione di febbraio. Sabato 4 scenderà in piazza con noi anche l’Italia che rappresenta il mondo del lavoro e sono stato felice di aver ricevuto la disponibilità del segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella. Egli concluderà con me la manifestazione di piazza della Bocca della Verità e spero sinceramente che possa partire fra noi un percorso nuovo, rinnovato se vogliamo, sulla scia di una tradizione comune. Sapendo, entrambe le nostre organizzazioni, che cosa vuol dire rappresentanza, che cosa significa autonomia, ma certi di volerci rispettare e chissà domani poter offrire sostegno parlamentare proprio alle loro battaglie sociali.
Siamo solidali con i lavoratori italiani che pagano l’insostenibilità del gravame fiscale, gli aumenti tariffari e ai quali ora si vorrebbe far ingoiare persino la riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Il governo si accanisce contro chi già paga e risparmia i grandi centri di potere finanziario da cui trae la propria origine. Che vuol dire liberalizzare esasperando le categorie e non i monopoli? l’Italia cresce con più taxi, farmacie e qualche fioraio aperto a mezzanotte? Ma di che stiamo parlando, professori della Bocconi? Abbiate il coraggio, ma non l’avete, di prendere di petto banche, assicurazioni, energia, altro che pannicelli caldi.
Del resto, nemmeno i mercati vi credono, si abbatte sulle nostre economie la scure delle agenzie di rating, ci fate morire sotto i colpi dei vostri mallevadori. Avete preteso di assoggettare la politica italiana a Bruxelles; avete imposto il sì del Parlamento senza discutere ai vostri disegni vessatori; ora pretendete di andare a firmare un trattato che vincolerà i bilanci dello Stato al via libera preventivo della commissione europea. E’ una corda attorno al collo degli italiani e la imponete senza alcun mandato popolare. Che verranno a fare venerdì prossimo la Merkel e Sarkozy a Roma? A far vedere la faccia truce dei colonizzatori al suddito italiano? non ci stiamo a delegare la cessione di sovranità monetaria, economica, politica all’Europa dei tecnici e delle banche: qualunque decisione deve essere assoggettata alla volontà popolare: l’Italia del 4 febbraio pretenderà un referendum sull’Europa perché vogliamo decidere su chi deve decidere per il futuro della nostra Patria.
La sovranità, a partire dalla moneta, contro ogni forma di signoraggio, deve appartenere al popolo. Se Cameron non si e’ piegato, chi autorizza Monti a farci massacrare dai diktat franco-tedeschi? Non vogliamo vedere i nostri figli costretti ad elemosinare per colpa dell’insipienza dei loro padri. Ogni anno sarebbero insopportabili manovre da decine e decine di miliardi di euro, la recessione durerà decenni, noi non accoglieremo Merkel e Sarkozy con lo stesso ghigno compiaciuto del premier Monti.
Ci schieriamo col popolo e non con i poteri forti.
Andiamo in piazza il 4 febbraio per dare voce a chi l’ha persa, a chi non ha piu’ occhi per piangere.
Noi non vogliamo vivere nella Repubblica italiana di Germania.
Francesco Storace





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