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  1. #1
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    Predefinito 32 - Afganistan e repubbliche

    Afghanistan, il voto difficile della gente
    fra le incertezze e il terrore talebano


    di Marco Guidi

    ROMA (17 agosto) - Che i talebani siano contrari alle elezioni (il potere politico spetta solo ad Allah, affermano) è cosa nota. Che l’accordo semisegreto e semiufficiale negoziato dall’attuale presidente Karzai con alcune frange “moderate” dei talebani, per non ostacolare il voto, non valesse nemmeno la carta su cui era scritto era un’ipotesi avvalorata da quasi tutti. Quindi non c’è da stupirsi se i seguaci del mullah Omar (che vive indisturbato in Pakistan) abbiano annunciato che chiunque andrà a votare sarà considerato un nemico e trattato come tale. Obiettivo gli scrutatori, i presidenti di seggio, gli elettori e, in particolare, le elettrici.

    Ora se votare a Kabul e nelle province del Nord costituirà un rischio non eccessivo, cercare di farlo nei territori dell’Est e del Sud sarà un atto di coraggio o, forse, di incoscienza. Si parla già di migliaia di certificati elettorali rastrellati non si sa bene da chi, di seggi che non apriranno nelle zone di Khost, di Kandahar, dello Helmand, di Farah. Lì sono stati distribuiti volantini in cui I talebani scoraggiano il voto.

    I talebani sanno benissimo che il semplice fatto di votare rappresenta prima di tutto un pronunciamento contro di loro, contro la loro visione del mondo, contro il loro modo di operare.

    Le elezioni presidenziali del 20 agosto costituiscono così un test, l’ennesimo, del grado di pacificazione raggiunto dallo sventrato Afghanistan. E, per dimostrare che fanno sul serio, i talebani hanno portato a termine l’altro giorno un attentato stupefacente. Infatti sono riusciti a far arrivare un’auto-bomba guidata da un kamikaze fin dentro la munitissima zona di sicurezza di Kabul, a raggiungere la ulteriormente fortificata zona del comando dell’Isaf (le forze occidentali) e a causare vittime e danni ingenti. E, soprattutto, a dimostrare di essere in grado di poter colpire dove vogliono.

    In questa situazione il voto rappresenta un’incognita. I due principali tra i 37 candidati in lizza, il presidente uscente, Karzai e il tagico Abdullah Abdullah, già braccio destro del grande Massud, eroe della resistenza fatto assassinare da Bin Laden, si contenderanno la vittoria. Favorito dovrebbe essere Karzai di etnia pashtun e che può contare sull’apparato statale, sgangherato, ma esistente. In ogni caso gli esperti locali affermano che un 40 per cento di votanti rappresenterebbe un grande successo. Mentre qualsiasi percentuale al di sotto del 30 sarebbe un segnale che bisogna rimettersi di buona volontà per ricostruire tutto.

    Le forze armate, la polizia afgane sono mobilitate e così i contingenti stranieri. Ma è chiaro che da qui al giorno del voto sarà un periodo durissimo per tutti. Dalla capacità di sventare gli attentati si dedurrà forse quella di votare degli afgani.

    Afghanistan, i talebani: «Taglieremo dita, orecchie e naso a chi va a votare» - Il Messaggero


    Nota personale

    …ma se questi poveri Afgani, invece di prestare orecchio alle sirene americane e repubblicane, e si tenevano stretta la loro legittima Monarchia, quante vite e quanti denari avrebbero risparmiato ora senza intaccare in alcun modo il “totem” di queste benedetta Democrazia ?

  2. #2
    un gnocco contro il mondo
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    Predefinito Rif: 52 - Afganistan e repubbliche

    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Afghanistan, il voto difficile della gente
    fra le incertezze e il terrore talebano

    di Marco Guidi

    ROMA (17 agosto) - Che i talebani siano contrari alle elezioni (il potere politico spetta solo ad Allah, affermano) è cosa nota. Che l’accordo semisegreto e semiufficiale negoziato dall’attuale presidente Karzai con alcune frange “moderate” dei talebani, per non ostacolare il voto, non valesse nemmeno la carta su cui era scritto era un’ipotesi avvalorata da quasi tutti. Quindi non c’è da stupirsi se i seguaci del mullah Omar (che vive indisturbato in Pakistan) abbiano annunciato che chiunque andrà a votare sarà considerato un nemico e trattato come tale. Obiettivo gli scrutatori, i presidenti di seggio, gli elettori e, in particolare, le elettrici.

    Ora se votare a Kabul e nelle province del Nord costituirà un rischio non eccessivo, cercare di farlo nei territori dell’Est e del Sud sarà un atto di coraggio o, forse, di incoscienza. Si parla già di migliaia di certificati elettorali rastrellati non si sa bene da chi, di seggi che non apriranno nelle zone di Khost, di Kandahar, dello Helmand, di Farah. Lì sono stati distribuiti volantini in cui I talebani scoraggiano il voto.

    I talebani sanno benissimo che il semplice fatto di votare rappresenta prima di tutto un pronunciamento contro di loro, contro la loro visione del mondo, contro il loro modo di operare.

    Le elezioni presidenziali del 20 agosto costituiscono così un test, l’ennesimo, del grado di pacificazione raggiunto dallo sventrato Afghanistan. E, per dimostrare che fanno sul serio, i talebani hanno portato a termine l’altro giorno un attentato stupefacente. Infatti sono riusciti a far arrivare un’auto-bomba guidata da un kamikaze fin dentro la munitissima zona di sicurezza di Kabul, a raggiungere la ulteriormente fortificata zona del comando dell’Isaf (le forze occidentali) e a causare vittime e danni ingenti. E, soprattutto, a dimostrare di essere in grado di poter colpire dove vogliono.

    In questa situazione il voto rappresenta un’incognita. I due principali tra i 37 candidati in lizza, il presidente uscente, Karzai e il tagico Abdullah Abdullah, già braccio destro del grande Massud, eroe della resistenza fatto assassinare da Bin Laden, si contenderanno la vittoria. Favorito dovrebbe essere Karzai di etnia pashtun e che può contare sull’apparato statale, sgangherato, ma esistente. In ogni caso gli esperti locali affermano che un 40 per cento di votanti rappresenterebbe un grande successo. Mentre qualsiasi percentuale al di sotto del 30 sarebbe un segnale che bisogna rimettersi di buona volontà per ricostruire tutto.

    Le forze armate, la polizia afgane sono mobilitate e così i contingenti stranieri. Ma è chiaro che da qui al giorno del voto sarà un periodo durissimo per tutti. Dalla capacità di sventare gli attentati si dedurrà forse quella di votare degli afgani.

    Afghanistan, i talebani: «Taglieremo dita, orecchie e naso a chi va a votare»*-*Il Messaggero


    Nota personale

    ma se questi poveri Afgani, invece di prestare orecchio alle sirene americane e repubblicane, e si tenevano stretta la loro legittima Monarchia, quante vite e quanti denari avrebbero risparmiato ora senza intaccare in alcun modo il “totem” di queste benedetta Democrazia ?
    Se lo tennero stretto, gli Afgani! Lo zio Tom volle assolutamente che la democrazia fosse globale in modo da far ruotare a piacimento il globo sulla punta del suo indice...
    Ecco che le elezioni presidenziali una volta di più hanno diviso ulteriormente la Nazione e si sono rese strumento dell'ennesima truffa ai danni del Popolo... pardon, volevo dire: dell'ennesimo atto di democrazia esportata dai civilizzatori del mondo!
    Mannaggia alla repubblica! Si, che fa inc..z.re!
    Ultima modifica di gnocco; 18-09-09 alle 04:59
    .

    "... c'erano i cervelli che coordinavano il lavoro e definivano la politica secondo la quale si rendeva necessario che questo frammento del passato venisse conservato, quello falsificato, quell'altro ancora cancellato dall'esistenza." G. Orwell

  3. #3
    un gnocco contro il mondo
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    Predefinito Rif: 52 - Afganistan e repubbliche

    .




    Il Padre della Patria afghana
    S.M.
    Zahir Shah
    .

    "... c'erano i cervelli che coordinavano il lavoro e definivano la politica secondo la quale si rendeva necessario che questo frammento del passato venisse conservato, quello falsificato, quell'altro ancora cancellato dall'esistenza." G. Orwell

  4. #4
    un gnocco contro il mondo
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    Predefinito Rif: 52 - Afganistan e repubbliche

    a chi inciampasse in questo thread non deve mancare la conoscenza dell'ulteriore, edificante sviluppo della "civiltà repubblicana"
    Ecco:

    180 04.10.2009
    Afghanistan: Onu, Galbraith "fuori perché ho rivelato frodi"
    Peter Galbraith, il numero due della missione dell'Onu in Afghanistan (Unama) appena licenziato, spiega oggi in un articolo per il 'Washington Post' i motivi della sua clamorosa cacciata: la sua battaglia per denunciare le enormi frodi commesse nelle recenti elezioni in Afghanistan è risultata sgradita all'Onu.

    L'Onu ha motivato l'insolito richiamo dall'Afghanistan del diplomatico americano con i contrasti sorti tra Galbraith ed il suo capo, il norvegese Kai Eide.
    Galbraith sostiene di avere denunciato alcune settimane prima delle elezioni, tenute il 20 agosto, i suoi timori di potenziali irregolarità con 1.500 seggi (su 7.000) creati in località non sicure e di difficile accesso non solo per la Commissione Indipendente di Controllo (IEC) ma anche per le forze dell'ordine dell'Afghanistan.

    Il diplomatico Usa sostiene che il 30 per cento dei voti per il presidente Hamid Karzai erano fraudolenti. E che in alcune province, come il Kandahar, sono stati registrati voti da 4 a 10 volte superiori al numero effettivo.
    "Questa frode ha dato ai Talebani la più grande vittoria in otto anni di combattimenti contro gli Stati Uniti ed i suoi alleati", sostiene Galbraith.
    I tentativi di Galbraith di denunciare le irregolarità si sono infranti contro l'opposizione del rappresentante Onu. "Eide mi ha ordinato di non discutere con nessuno la vicenda dei seggi fantasma - scrive Galbraith - Inoltre dovevo tenere il silenzio anche sulle altre frodi elettorali nonostante il mio staff avesse raccolto le prove di centinaia di casi".
    Secondo Eide "anche il solo parlare di frode poteva infiammare le tensioni esistenti in Afghanistan - scrive Galbraith - ma sono convinto che l'Onu debba denunciare la frode se non vuole perdere ogni credibilità agli occhi dei molti Afghani che non sostengono Karzai".
    (ats)
    Afghanistan: Onu, Galbraith "fuori perché ho rivelato frodi" - bluewin.ch
    .

    "... c'erano i cervelli che coordinavano il lavoro e definivano la politica secondo la quale si rendeva necessario che questo frammento del passato venisse conservato, quello falsificato, quell'altro ancora cancellato dall'esistenza." G. Orwell

  5. #5
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    Predefinito Rif: 32 - Afganistan e repubbliche

    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio


    Nota personale

    …ma se questi poveri Afgani, invece di prestare orecchio alle sirene americane e repubblicane, e si tenevano stretta la loro legittima Monarchia, quante vite e quanti denari avrebbero risparmiato ora senza intaccare in alcun modo il “totem” di queste benedetta Democrazia ?
    Concordo con te caro Conterio, solo che nel caso specifico sono stati inqualificabili gli americani, dato che perfino l'Inghilterra di Blair, (che non era più certo l'Inghilterra Vittoriana), era favorevole a reintrodurre la Monarchia in Afghanistan.
    Purtroppo la pregiudiziale monarchica é il tallone d'Achille più pericoloso degli USA.....consente all'America di esportare i suoi errori maggiormente e più velocemente!

 

 

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