QUESTO E’ UN PAESE DI LADRI DI STATO | Movimento Libertario

Uomini dello Stato, al servizio dello Stato, perché lo Stato siamo noi, perché senza lo Stato come faremmo. Quante volte vi siete sentiti raccontare queste favolette, giusto perché a qualcuno fa comodo far credere che le tasse non sono un furto, ma un obolo necessario ad avere servizi?

Fanfaronate, perché – come sempre – sono i fatti a smentire la retorica. Ammontano, infatti, a 14.327 i dipendenti pubblici che tra il 2009 e il 2011 (un banale triennio, capito) sono stati accusati di danno erariale, dopo essere finiti sotto inchiesta per reati che vanno dalla corruzione alla truffa, dall’omissione in atti d’ufficio all’abuso.

Il loro mirabile lavoro è servito a creare un buco di sei miliardi di euro nel bilancio dello Stato, quel bilancio che Monti pretende di ripianare derubandoci dei risparmi.

Sono state le ispezioni della Guardia di Finanza a sollevare la questione e solo nell’ultimo anno sono state 883 quelle effettuate, 4.148 le segnalazioni alla Corte dei Conti per una perdita quantificata in un miliardo e 841 milioni di euro.

La lista degli sprechi è capeggiata dal settore sanitario. Soltanto in Calabria ( ma va?) “i finanzieri hanno denunciato alla Corte dei Conti 115 medici e 25 impiegati della Asp di Catanzaro contestando loro un danno complessivo di 12 milioni di euro. Senza contare quegli specialisti che utilizzavano Tac e risonanze magnetiche delle strutture pubbliche per i propri pazienti privati”. Un piede in due scarpe, insomma. Al Nord va un po’ meglio, ma la regola è la stessa e le camarille gongolano.

Non parliamo delle “case popolari” poi. Stiamo parlando di enti amministrati spesso da politici trombati o amici degli amici con l’obiettivo di favorire parenti, amici e potenti. Finanche i ministri, vista la vicenda di Patroni Griffi. Stiamo parlando di milionate di euro finiti nella pattumiera degli sprechi di Stato. A Catania ( e te pareva?) – riporta la stampa – “il direttore dell’Ente Case Popolari aveva assegnato un negozio a suo figlio, che non ne aveva diritto, tant’è che non ha nemmeno allegato la richiesta, né tantomeno ha riscosso il canone. Non sono da meno i 21 amministratori comunali responsabili di un altro Istituto case popolari che ha consentito a numerosi inquilini di prendere possesso degli immobili, senza mai stipulare un contratto di locazione, facendo in modo di non poter pretendere più neanche un euro. Rasenta l’inverosimile poi il caso di un ente con 83 milioni di affitti non riscossi che nel tentativo, inutile, di recuperarli è stato autorizzato a stipulare un contratto di consulenza legale che ha portato ad un ulteriore esborso di tre milioni di euro”.

Calcolatrice alla mano si tratta di ammanchi di circa 170 milioni di euro e tra le 70 e le 80 persone denunziate alla Corte dei Conti. Questi son fatti, che dimostrano semplicemente che laddove c’è lo Stato, quando non c’è furto c’è spreco.

Stiamo parlando di un minuscolo spaccato d’Italia, dove le ruberie sono la regola, la corruzione il mantra, la spintarella un dovere morale. Stiamo parlando di 14.000 dipendenti statali, una goccia nel mare magnum dell’impiego pubblico, che andrebbe drasticamente ridimensionato, ma che per Monti non rappresenta un problema. Insomma, questa è una radiografia parziale, minimale di un sistema che non funziona, che depaupera i cittadini, che li costringe a pagare tasse pari ai sette decimi di ciò che producono.

Ha ragione da vendere Carlo Zucchi quando scrive che “l’unica mano che ti dà lo Stato è quella che mette nelle tue tasche”.