
Originariamente Scritto da
vanni fucci
Sono le sette di una fredda serata di gennaio in una via di mezza periferia di una grande città.
La formica ha fretta: sta camminando lungo il marciapiede con la pesante borsa della spesa. Veste un giaccone marrone comprato da "Ciao", sotto il quale ha la divisa da lavoro.
Ad un certo punto, di fianco a lei, accosta una bellissima Mercedes 350.
Si apre una porta; scende l’autista e apre la seconda porta. Scende la cicala.
La formica si ferma, è stupita. La cicala sorridente le va incontro; veste un tailleur di Cavalli ed ha una bellissima pelliccia di volpe, la borsa di Vuitton, un pesante braccialetto d’oro bianco, scarpe di Rossetti ecc. ecc.
“Ciao, quanto tempo che non ci vediamo? Come va?” chiede la cicala.
“Come sempre …” risponde la formica.
“Come te la cavi?” Chiede la cicala.
“Beh, lavoro come operaia in un magazzino del centro” risponde la formica. “Faccio otto ore, spesso con i turni, alcuni straordinari, di solito esco alle sei e mezza e faccio appena in tempo a correre a fare la spesa …”. Poi s’interrompe e chiede alla cicala: “Ma tu?”
“Sai, arrivo adesso da Atene dove malgrado la grave crisi ho assistito e cantato ad una sfilata di moda dopo aver partecipato ad una importante riunione d’affari del jet set internazionale ” risponde la cicala, poi prosegue: “ Vieni dai, ci prendiamo un aperitivo … un prosecco, una barbera (nota vf: Ovviamente non manca mai) … o un bicchiere di champagne … ”
“Abbi pazienza” risponde la formica, “ devo correre a casa. Mio marito arriva alle otto. Gli hanno cambiato il contratto dopo averlo licenziato. Ora lavora a tempo determinato presso una ditta di carpenteria metallica. Abbiamo tre figli: due studiano ancora, uno lavora. Devo preparare cena, pulire la casa, aiutare il piccolo a fare i compiti … pensare al loro futuro …”
“Peccato” dice interrompendola, ma senza malizia, la cicala “Avrei avuto giusto il tempo. Sai, sono di fretta. Devo correre all’aeroporto. Prendo un volo per Parigi. Vado all’inaugurazione di una nuova grandissima sala cinematografica. Poi ballerò ad un importante veglione al quale non posso assolutamente mancare. Seguirà la cena alla Tour D’Argent ...”
“Oltrettutto ” riprende il suo discorso la formica che comincia ad avere freddo, “domani il mio turno inizia alle sei del mattino per cui dovrò prendere l’autobus delle 5 e un quarto ...”
“Sarà per la prossima volta” dice la cicala risalendo in macchina, mentre l’ autista le apre la porta.
La formica è pensierosa. “Scusa una cosa” dice alla cicala, “ Hai detto che rientri da Atene e vai a Parigi …”
“Sì, esattamente” afferma la cicala.
“Beh, anche a Parigi un piccolo favore me lo potresti fare …” dice la formica.
“Volentieri! Dimmi ... ” risponde sorridendo la cicala.
“Grazie. Sei molto gentile: se per caso vedi Jean de La Fontaine digli pure di andare affanculo”
Conclude la formica.