Una cosa enaudita . Sotto costa con tanto di carte nautiche e "sonar" a disposizione , mare calmo ...ti combinano questa tragedia .
Vatti a fidare di questi "marinaretti" moderni . Neanche da mettere al confronto con il Titanic che sfortunatamente , oltre un secolo fa , navigava tra banchise di ghiaccio con iceberg allo sbaraglio all'epoca non segnalati .
Sabato 14 Gennaio 2012 - 11:09
GROSSETO - Tragedia nelle acque dell'Arcipelago toscano dove la nave da crociera Costa Concordia si è incagliata venerdì sera in una secca di Punta Gabbianara, imbarcando acqua, duecento metri al largo dell'Isola del Giglio. La nave è inclinata su un lato di 90 gradi e prossima ad affondare. I morti accertati sono tre uomini, tutti annegati, i feriti tredici, ma il bilancio potrebbe salire. Accertamenti sui corpi sono in corso all'ospedale di Orbetello. Il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi ha detto che "non è possibile escludere dispersi perché c'è stato grandissimo panico e alcune delle persone si sono buttate in mare forse non sono state soccorse". Le prime indagini danno come possibili cause errore umano o un problema all'elettronica. Di certo c'è che lo scafo è stato perforato da uno scoglio che ha prodotto uno squarcio di settanta metri.
PANICO A BORDO. Sulla nave ci sono state vere e proprie scene di panico con il passare dei minuti e delle ore. Molti passeggeri, infatti, hanno temuto che la nave potesse affondare e si sono gettati nelle acque gelide del Tirreno di gennaio. Verosimilmente le vittime sono decedute a causa dell'ipotermia, per il freddo del mare, per annegamento o per malori. Sul luogo dell'incidente diverse imbarcazioni dei Vigili del Fuoco di Civitavecchia e Livorno, oltre ai sommozzatori di Grosseto, e le unità delle Capitanerie di Porto. A bordo 4.231 persone, compresi i membri dell'equipaggio.
LA RICOSTRUZIONE DELLA CAPITANERIA. L'impatto con la secca, la falla e i soccorsi: il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto ha diffuso, in una nota, la ricostruzione 'ufficiale' di quanto accaduto alla nave incagliata nella serata di ieri davanti all'isola del Giglio, ribadendo che «La nave non è affondata ed èancora in condizioni di galleggiabilità». «Alle 22.00 circa del giorno 13 gennaio - si afferma nella nota - la nave da crociera Costa Concordia, di bandiera italiana, di 290 metri di lunghezza, a seguito di un sinistro marittimo, in prossimità dell'isola del Giglio, ha iniziato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi di circa 20 gradi». «Il comando di bordo - aggiunge - ha prudenzialmente avviato le procedure di abbandono nave, che al momento non sono ancora terminate. A bordo si trovavano 4.231 persone, di cui 1.023 facenti parte dell'equipaggio». Il coordinamento delle operazioni di soccorso è stato fin dal primo momento assunto dalla Guardia Costiera di Livorno che ha inviato sul luogo dell'incidente le proprie motovedette, unitamente a quelle della Guardia Costiera di Porto Santo Stefano, Porto Ferraio e Civitavecchia. Nell'area anche un elicottero partito dalla Base aerea della Guardia Costiera di Sarzana per monitorare dall'alto lo sviluppo della situazione ed intervenire in caso di necessità. «Sul luogo dell'incidente - precisa la Capitaneria - sono state inviate anche 4 navi mercantili in navigazione nell'area, individuate con il sistema di monitoraggio del traffico navale a disposizione della Guardia Costiera. In particolare sul traghetto Aegilium della società Toremar sono state già imbarcate alcune delle persone che hanno abbandonato la nave, per essere trasferite all'isola del Giglio. In zona, coordinati dalla Guardia Costiera di Livorno, anche mezzi navali della Guardia di Finanza, Polizia di Stato ed un elicottero della Marina Militare.
UNA CHIESA PER I SOCCORSI. Secondo quanto riferito da testimoni, i primi naufraghi giunti al Giglio sono stati ospitati all'interno della chiesa di San Lorenzo e Massimiliano, che il parroco ha aperto per l'occasione, in mancanza di altri ripari immediatamente disponibili. La gente vi si è accampata alla bell'e meglio appena scesa dalle scialuppe, donne in abiti eleganti con le scarpe con i tacchi in mano appoggiate ai confessionali, bambini impauriti e assonnati sdraiati sui banchi. Il trasbordo è ormai quasi completato, ma l'isola del Giglio è troppo piccola per dare ospitalità a 4.231 persone spuntate improvvisamente dal mare. La Regione Toscana ha subito attivato un piano di soccorsi. Gli ex passeggeri della Concordia saranno trasportati per mezzo di traghetti a Porto S. Stefano.




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