
Originariamente Scritto da
Quayag
Ufficiale dell'esercito tedesco Kesselring stanziato in Africa assieme all'esercito italiano.
Gli italiani del Nord, non possono essere paragonai con gli italiani del sud. Oltre a questo, i
Siciliani, e in alcuni casi anche i sardi, hanno
una forte avversione, se non
aperta ostilità verso gli italiani continentali.
I napoletani sono in una categoria a parte, Il collante del paese è la chiesa cattolica e l'enorme influenza di questa sul popolo italiano .Gli italiani meridionali sono a sangue caldo, con tutti i vantaggi e gli svantaggi inerenti alla loro origine.
Gli italiani del nord sono in possesso di una quantità sorprendente di mobilità fisica e mentale, e alte capacità tecniche, e iniziativa ... d'altro canto,gli italiani del sud, sono una massa di persone che, come i bambini,
possono essere portati ovunque. L'italiano [meridionale] è facilmente
contento, ma in realtà ha solo tre passioni: caffè, sigarette e donne.
Queste e altre differenze fondamentali hanno in qualche modo influenzato le forze armate,il punto qui è che la grande diversità delle persone ha costituito una forza militare che mancava di coesione e senso di scopo.
p. 216-217 "Mein Kampf" Edizioni "Sentinella d'Italia", 1997.
Capitolo 10
"Si pensi alle devastazioni che l'imbastardimento giudaico appresta ogni giorno al popolo nostro, e si rifletta che questa intossicazione del sangue potrà solo dopo secoli, e forse mai, essere eliminata dal corpo della nostra nazione. Si consideri pure quanto la decomposizione della razza abbassi gli ultimi valori arii del nostro popolo tedesco, e spesso li distrugga, cosicché la nostra forza di nazione portatrice di cultura va sempre retrocedendo, e noi corriamo il pericolo di arrivare, almeno nelle nostre grandi città, al punto in cui si trova già oggi l'Italia meridionale."
Ernst nolte storico tedesco.
...dell'Unione Sovietica, ma con la riserva mentale di chi considera questa situazione come un momento provvisorio, destinato, destinato nel futuro prossimo ad essere superato. Dal canto suo, il nazionalsocialismo è stato certamente un nazionalismo, ma non tale da poter rientrare solo in questa definizione. Anche il pensiero di Mazzini è stato una forma di nazionalismo ma nessuno ci autorizza con ciò ad accostare il padre della Giovine Italia al nazionalsocialismo. In realtà il nazionalsocialismo è stato un nazionalismo di tipo particolare, estremo, direi un nazionalismo che racchiude in sé una buona porzione di astratto universalismo. Era la risposta a una sfida che si poneva in termini planetari e che, per essere efficace, richiedeva appunto una visione universale,Questo era il senso del concetto di razza. «Razza» non è l'equivalente di «nazione», ma qualcosa di più ampio, che ha una valenza universale. In questo contesto assume il carattere di universalismo del particolarismo, con implicazioni ai limiti del paradossale,perché appare evidente che in conformità ai presupposti razziali, un tedesco del Nord ha più somiglianze con un italiano originario del Nord Italia, di quanta non ne abbia con un suo connazionale dell'Est.
Questa concezione razziale mina di fatto alla base il concetto di nazione. Essa fonda la sua ragione di essere su criteri relativi alle scienze naturali, per cui, in base alla lunghezza del cranio, si può stabilire chi è di origini dinariche, nordiche o dell'Est. Tutto questo non ha niente a che fare con la nazione così come storicamente si è costituita. Anzi, il razzismo, per usare un'espressione ormai diffusa anche se troppo generica, rappresenta un fattore di lacerazione e alla lunga di distruzione della nazione e dello stesso particolarismo. A tal proposito si notano interpretazioni che appaiono quantomeno forzate. Faccio un esempio: il nazionalsocialismo,è un particolarismo, ma poiché ha compiuto orribili delitti contro l'umanità, ne consegue che ogni particolarismo viene a perdere in questa prospettiva qualsivoglia legittimazione e quindi ragion d'essere. Occorre far chiarezza, lo ripeto: il nazionalsocialismo è stato un particolarismo che aveva Al suo interno una componente di universalismo astratto e come tale ha rappresentato per la nazione una sorta di autodistruzione. Risulta peraltro evidente che il nazionalsocialismo ha portato alle estreme conseguenze il concetto di razza con l'intento di allargare la sua sfera di influenza e quindi di essere meno isolato e politicamente più efficace. È chiaro che, se si riesce a coinvolgere, in quanto popoli di origine nordica, norvegesi, olandesi e italiani del Nord, si acquista più forza di quanta non se ne abbia con i soli tedeschi. Mi pare incontestabile che il nazionalsocialismo è stato sin dall'inizio, e poi nel corso del tempo, una difesa della cultura tradizionale, così come ci è stata tramandata. Hitler l'ha continuamente sottolineato. Egli vedeva in questa cultura qualcosa di fondamentalmente diverso dalla civilizzazione americana, che assimilava infatti ad un porcile particolarmente ben curato. A suo parere, gli americani avevano certo i frigoriferi ma questo era anche tutto quello che possedevano. Noi invece, sosteneva, abbiamo la cultura, un concetto che ha antiche e profonde radici.
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