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  1. #1
    the dark knight's return
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    Predefinito Strade N° 1- il periodico della Fondazione Occidente

    STRADE
    IL PERIODICO DELLA FONDAZIONE OCCIDENTE: NUMERO I








    Indice

    Editoriale: Antifascismo e dintorni - Richard Gecko
    Occidentalismo - Julius Evola
    Un pò di Storia: Il Putsch, storia di un fallimento (prima parte) - Occidentale
    Verso le elezioni: Occidentale VS Manfr (Intervista)
    Intervista a Thomas Lenin
    Intervista a SteCompagno
    Intervista a Gdem88
    Intervista a Frankie D.
    Maestri della Destra : Joseph de Maistre - Julius Evola
    Le origini etniche dei Liguri - Prof. Renato Del Ponte
    Intervista a FalcoConservatore
    L'Occidente è in pericolo : ma noi siamo pronti - FalcoConservatore
    Intervista a C@scista
    Intervista a Haxel
    Monarchici e Presidenzialismo - Candido
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  2. #2
    the dark knight's return
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    Predefinito Rif: Strade N° 1- il periodico della Fondazione Occidente

    "Il meraviglioso non suscita in noi nessuna sorpresa, perché il meraviglioso è ciò con cui abbiamo la più profonda confidenza. La felicità che la sua vista ci procura sta propriamente nel fatto di veder confermata la verità dei nostri sogni" (Ernst Jünger).


    ANTIFASCISMO E DINTORNI

    ...Ma perchè raccontarti questi casi isolati? Quando vedrai il foro pieno di gente, i recinti elettorali stracolmi di folla, e soprattutto il circo dove il popolo si presenta al gran completo, ebbene, sappi che li si trovano tanti vizi quante sono le persone. Tutti questi cittadini sono in continua guerra tra loro: per un piccolo vantaggio non si fanno scrupolo di rovinarsi a vicenda, nessuno di essi guadagna se non a danno degli altri, odiano chi è felice, disprezzano chi soffre, oppressi dai più forti, si rifanno sui più deboli, eccitati da opposte passioni, non si peritano di fracassare ogni cosa per il piacere di ricavarne un bottino misero e caduco. Il mondo è come un'arena di gladiatori, in cui la vita lotta contro se stessa. Una consorteria di animali, con la differenza che gli animali non combattono e non azzannano i propri simili, mentre gli uomini si sbranano a vicenda, perchè solo così soddisfano la propria fame.. Le bestie si ammansiscono di fronte a chi le nutre, gli uomini sfogano la loro rabbia contro quegli stessi che l'alimentano: in ciò sta la distinzione tra gli esseri umani e quelli che non hanno il dono della parola. Dunque, una volta che avesse cominciato ad adirarsi, il saggio non potrebbe più smetterla, visto che il mondo è pieno di vizi e di misfatti e se ne producono più di quanti se ne possano sanare con la forza. E' come una grande gara d'iniquità: di giorno in giorno più cresce la smania della trasgressione, la volontà d'infrangere qualsiasi legge, più diminuisce il ritegno, i delitti che prima erano furtivi, ormai si compiono alla luce del sole, passano sotto i nostri occhi, la dissolutezza si è diffusa a tal punto tra la gente ed è così radicata nell'animo di tutti, che l'innocenza nonchè rara, è ormai del tutto scomparsa. ...Seneca pag. 89 " L'arte di non adirarsi "



    L'editoriale di Richard Gecko

    Avrei voluto aprire "Strade" con un editoriale diverso ma il giornalismo deve essere inchiesta e deve sempre essere al corrente.
    In questi giorni su Transatlantico parte della sinistra (fortunatamente non tutta ma un minoranza, va riconosciuto) millanta il ritorno del Fascismo e dell''antisemitismo nel gioco sotto la sigla di "Rinnovamento Nazionale".
    Sia chiaro, non credo che sia solo Monsieur l'autore di quel thread però voglio rincuorarlo che nessuno in RN porta la camicia nera o va in giro a caccia di Giudei.
    Nessuno in RN mette in dubbio la Shoa e nessuno la ritiene giusta, andrebbe contro i nostri Valori che si rifanno alla Democrazia e all'Occidentalismo quando per Occidente si intende civiltà e Cristianità (l' Occidente progressista sta per crollare su se stesso e non ci interessa, molto meglio l' Oriente che per lo meno ha una certa spiritualità negli usi e costumi).
    Per agitare questo spauracchio e strapparvi le vesti in questa maniera dovete temere qualcosa, dovete avere un' enorme paura, sentimento ingiustificato.
    A questa minoranza rispondo con le splendide interviste che mi hanno concesso SteCompagno,Thomas Lenin,Frankie D.,Gdem88 e il Presidente Manfr che sono i leader dei vostri partiti.
    Evidenzio soprattutto un passaggio di Gdem, candidato alla Segreteria del PDS:

    Ho seguito con attenzione i lavori della Fondazione Occidente fin dalla sua creazione, prima con un po’ di diffidenza ( il sistema di valori in cui mi sono formato e che tuttora mi guida è decisamente distante da concetti come “controrivoluzione” o “reazione”) poi con interesse crescente, dettato soprattutto dall’aver trovato un ambiente libero da polemiche e provocazioni e votato all’approfondimento culturale, in cui si poteva discutere proficuamente. Questa prima e positiva constatazione è stato ovviamente un fattore che mi ha portato a seguire le discussioni, per il resto hanno probabilmente contato il mio essere uno studente di Scienze Politiche e la mia passione per la cultura Fantasy . Da una parte sono fortemente interessato agli aspetti culturali e ideali del dibattito politico, dall’altra sono fin da piccolo un appassionato del genere fantasy e del Signore degli Anelli, non condividendo l’accostamento “fantasy=destra” che al giorno d’oggi ancora molti fanno. Perché un giovane di sinistra non dovrebbe appassionarsi al fantasy? Perché essere di sinistra e sapere chi è Glorfindel dovrebbe essere peccato nell’anno 2012? Con queste cose in testa è stato molto interessante capire quale sia il mondo tradizionalista e ruralista, spiare “dall’altra parte della barricata” per capire quali siano i valori e i pensatori di riferimento, ma anche per dire la mia su alcune cose, per sollevare da progressista dubbi e/o osservazioni su quello che leggevo. Come ho avuto modo di dire in una mia recente intervista per l’Unità di Pir, è mia intenzione contrapporre alla destra non solo uno schieramento politico vincente ma anche un’elaborazione culturale progressista ricca e aperta al confronto.


    Ero convinto che il tempo dei pregiudizi fosse finito grazie a presone come questo ragazzo, come SteCompagno,Thomas Lenin, Manfr (...), forumisti che non hanno un nemico da abbattere e diffamare ma un avversario da affrontare e con il quale discutere per crescere assieme.
    Quando entrai su POL anni fa uno dei primi forumisti con il quale feci amicizia fu il Presidente Manfr, discutevamo spesso (da posizioni diverse) sul forum Conservatore e su quello della Rosa nel Pugno, sempre con rispetto l'uno dell'altro e con enorme voglia di confrontarci. Perchè PIR e soprattutto Transatlantico è confronto e crescita insieme, non è la strada dove i fasci se le danno di santa ragione con i centri sociali, quelle realtà non ci appartengono.
    Quindi lasciamoci odio e accuse infantili alle spalle, la diffamazione fine a se stessa è ridicola ed è ridicolo chi la fa.
    Ultima modifica di Dark Knight; 31-01-12 alle 23:34
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Strade N° 1- il periodico della Fondazione Occidente

    Occidentalismo
    di Julius Evola


    Chi ha ben saldo il concetto di occidentalità, e la ferma volontà di conservarlo, tenendolo ben vivo senza commistioni o inquinamenti, vede avanzare oggi, a fianco del materialismo, un nuovo e più sottile pericolo: il pericolo spiritualista.

    In effetti, mai come oggi, l’Occidente ha faticato tanto per trovare un preciso orizzonte, conforme alle sue tradizioni, e ciò soprattutto a causa delle condizioni particolari che l’Occidente si è creato da se stesso.

    Da una parte, vediamo adesso in Occidente, un mondo di affermazione, di individualità, di realizzazione, come visione netta (la scienza) e come azione precisa (la tecnica), ma questo mondo non conosce alcuna luce, la sua legge è quella della febbre e dell’agitazione, suo limite è la materia, la voce della materia, il pensiero astratto applicato alla materia. Dall’altra, cresce un impulso verso qualcosa di superiore, verso un “non questo”, ma tale impulso ignora la legge dell’affermazione, il valore dell’individualità e della realtà, e si perde dietro forme indefinite, mistiche, di universalismo astratto, di religiosità divagante.

    Là dove l’Occidente afferma il principio attivo, guerriero, realista della propria tradizione, è dunque privo di spirito; e là, dove anela alla spiritualità, non ha più saldo davanti a sè il fondamentale principio dell’occidentalità, lasciando spazio al suo contrario; la nebbia del neo-spiritismo lo invade con le sue evasioni estetico-orientalizzanti, teosofico-spiritualeggianti, cristianizzanti, moralizzanti, buddhizzanti, che contraddicono in tutto, nuovissima barbarie esotica, lo spirito virile dell’occidentalità.

    Questo stato di cose si è determinato come una specie di dilemma fittizio, ed è una delle radici profonde della crisi dell’Occidente moderno. Capirlo è il primo passo, sbarazzarsi dell’alternativa è la condizione per ritornare in salute.

    La reazione spiritualista al realismo del mondo moderno ha certamente le sue ragioni, ma fallisce quando comprende nella stessa negazione cose diverse, perdendo il senso e lo spirito di ciò che, attraverso l’esperienza del realismo, è stato realizzato dall’Occidente nella forma di uno stato di coscienza pressocchè generale.

    Il mondo realistico moderno, come spirito, è intensamente occidentale. La sua realizzazione si riversa, infatti, nel regno arihmanico della macchina, dell’oro, del numero, delle metropoli di acciaio e cemento dove muore ogni contatto con la metafisica, dove si perde il significato delle forze invisibili e viventi delle cose; ma attraverso tutto ciò, l’anima occidentale si è confermata e rafforzata in uno “stile” che è un valore e di fronte al quale il piano e le forme della realizzazione puramente materiale – gli unici ad essere immediatamente visibili – possono considerarsi un rivestimento contingente, di cui si può fare a meno, che si può attaccare e abbattere senza che quest’anima ne abbia a soffrire in qualche modo.

    E’ l’attitudine della scienza, come conoscenza sperimentale, positiva, metodica, al posto di ogni intuizionismo istintivo, di ogni chiaroveggenza confusa e superstiziosa, di ogni interesse per l’indeterminato, l’ineffabile e il “mistico”. E’ l’attitudine della tecnica, come conoscenza esatta delle leggi necessitanti al servizio dell’azione, in virtù della quale, stabilendo determinate cause ne conseguono effetti prevedibili e determinati senza intromissione di elementi morali, sentimentali o religiosi; al posto della preghiera, del timore e dell’aspirazione alla “grazia” e alla “salvezza”, così come di ogni fanatismo asiatico e messianismo semitico. E’ l’attitudine dell’individualismo come senso reale di autonomia, di sana fierezza guerriera, di libera iniziativa, al posto della promiscuità comunista e fraternizzante della dipendenza tradizionale, dell’universalismo senza personalità dove la contemplazione prevale sull’azione e il mondo pluralista delle forme è vissuto come la morte dell’“Uno”.

    Per quanto in forme e gradi molto differenti, in tutte le realizzazioni caratteristiche del mondo moderno, agisce un’impulso conforme alle tre dimensioni fondamentali dello spirito occidentale. L’errore è stato confonderlo con il materialismo delle realizzazioni che ne sono derivate. Ogni reazione al materialismo, ogni volontà di superare il materialismo si è associata da allora al disconoscimento dello spirito dell’occidentalità; il risveglio della “spiritualità”, si è tradotto con una ricerca di quella o di quell’altra credenza esotica, con l’allontanamento graduale dalle leggi occidentali di realismo, azione e individualità, dando luogo per l’appunto a quel neospiritualismo contemporaneo che, se ancora conserva qualcosa di veramente spirituale, rimane per noi – lo affermiamo decisamente – un vero pericolo, ed un elemento degenerativo in rapporto a quella che è la spiritualità nostra, di noi come Occidentali.

    Specialmente dopo la guerra mondiale (e ciò conferma di nuovo la sua radice malsana e negativa), le forme di un simile spiritualismo hanno assunto connotati impressionanti. Sono le migliaia di sette che predicano la dottrina del superuomo nelle associazioni femministe e quelle dei subumani nei paesi protestanti. E’ l’interesse morboso per i problemi del subcoscente, della medianità, della metafisica. E’ la via dei “ritorni” alle antiche forme religiose.

    E’, infine, un misticismo più o meno panteistico, vago, proselitistico, sensualistico, umanitarieggiante, vegetariano. Quale che sia la molteplicità delle sue forme, queste obbediscono tutte ad una stessa direttiva la quale riflette solo un bisogno di evasione, di insofferenza e stanchezza.

    E’ l’anima dell’Occidente che vacilla, si disgrega, diviene anemica. L’occhio la scorge sopravvivere solo nel mondo chiuso e cieco di quaggiù: dietro freddi e lucidi padroni di algebre trainanti le forze della materia, nell’oro che detta legge ai governanti e ai governati, nelle macchine in cui, giorno dopo giorno, eroismi privi di luce si lanciano su cieli e oceani.

    La mancanza di ogni impulso a favore della liberazione da questo piano di valori, vivente in questo piano, in vista di una loro riaffermazione e integrazione nell’ordine superiore di una spiritualità antimistica, costituisce il vero limite del mondo moderno, il suo fattore di cristallizzazione e decadenza. La tradizione occidentale non resusciterà che quando una nuova cultura, non stregata dall’allucinazione della realtà materiale e della psicologia umana, creerà sane attitudini di scienza d’azione assoluta e di individualità, oltre la nebbia dello “spiritualismo”. E non intendendo nient’altro che ciò con la parola magia, noi diciamo: è per mezzo di un’età magica che l’Occidente potrà uscire dall’età oscura e dall’età del ferro. Nessun ritorno, nessuna commistione.

    In un’epoca di attivo realismo, trascendente e intensamente individuale, la nostra tradizione occidentale si raddrizzerà sulla sua stessa radice che non ha contatti con l’ascetismo e la contemplatività universalizzante del passato. Ritroveremo così la Luce che da Nord scende a Sud (lo spirito artico-atlantico) e da Occidente va verso oriente, lasciando ovunque le stesse tracce di un simbolismo cosmico e di parole in cui risuona la “grande voce delle cose”, e nello stesso tempo un sangue eroico, attivo, conquistatore.

    Quest’epoca, che restituirà al mondo la legge di una chiara visione e di una precisa cognizione dello stesso mondo spirituale, riprenderà, guardandosi sempre da ogni romanticismo e “utopia”, l’espressione virile “volontà d’avanzare”, che bandisce ogni nostalgia, ogni debolezza di nirvaniche aspirazioni.

    (La Flèche - 1930)
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    Antonio Cassano 99

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    Un pò di Storia...
    IL PUTSCH DI MONACO: CRONACA DI UN FALLIMENTO (Parte I)

    di Occidentale

    ANTEFATTI DEL TENTATIVO DI GOLPE


    La carriera politica di un giovane e ancora acerbo Adolf Hitler è appena iniziata, ma grazie alla sua torrenziale oratoria e' ben avviata. De facto, in quel 1923 Hitler e' il nuovo padrone del Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (NSDAP) e il dominus di una piccola alleanza di forze nazionalpopolari, che stanno per venire fagocitate da quello che ancora all'inizio dell'anno era piu' una setta che un partito. Attivo solo in parte della Baviera e con poco seguito. Alla fine dell'anno questo ormai e' solo il passato.
    Grazie alla devozione dei suoi attivisti, tutti animati da un veemente nazionalismo e dalla convinzione di poter imporre con la forza i loro ideali para-socialisti a tutta la Germania e disposti a tentare la via della forza,
    per prendere il potere in Baviera e poi in tutto il Reich contando sulla mobilitazione e sull'acquiescenza delle forze conservatrici molto forti nel land meridionale della neonata Repubblica di Weimar.
    L' obiettivo di far rinascere il loro paese, stremato dalle conseguenze della Prima guerra mondiale avrebbe fatto da catalizzatore e da collante con queste forze, divise da profondo scetticismo dallo NSDAP.

    Intanto le adesioni fioccavano per lo NSDAP, specie tra i reduci e gli ex-ufficiali umiliati dalla sconfitta e pieni di astio verso i responsabili della resa.
    Primo tra tutti il generale Erich Ludendorff, geniale stratega che nel corso della Prima guerra mondiale aveva visto la vittoria sfuggirgli di mano sul fronte occidentale all'ultimo momento, quando pensava di averla ormai conseguita.
    Intanto iniziavano anche ad arrivare (si dice non solo dalla Germania) i primi finanziamenti al partito nazista dal mondo delle imprese.

    Hitler e i suoi fedelissimi, tra cui figuravano Goering, all' epoca capo delle Squadre d' Assalto (SA), Hess e il massiccio e volgare Ulrich Graf, primo picchiatore del Furher e sua guardia personale, erano decisi a prendere il potere, sul modello della Marcia su Roma.
    Quello con no sapevano era che Mussolini aveva prima fatto in modo di rendersi bene accetto in certe aree del potere, cosa che invece non passo' nemmeno per l'anticamera del cervello ai dirigenti dello NSDAP.

    I nazisti organizzarono il loro colpo di stato per prendere il governo della Baviera e al contempo, perché fosse il primo passo verso la conquista del potere nell' intero Reich.
    Sapevano che la Repubblica di Weimar era debole e che l' impresa poteva riuscire, quindi vi si gettarono.
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    Predefinito Rif: Strade N° 1- il periodico della Fondazione Occidente

    Verso le elezioni: Occidentale vs Manfr

    In questo primo numero non poteva mancare l'intervista ai maggiori candidati per le elezioni presidenziali, un caloroso saluto a Occidentale e Manfr.



    1)Buonasera, per la terza volta assisteremo allo scontro tra lei e Manfr. Non esistevano altri candidati spendibili?
    Parrebbe di no, anche se…non credo che lo scontro si verifichera’ come molti prevedono. Al primo turno ci potrebbero essere piu’ candidati. Anzi ci saranno….


    E non sara’ un male.

    A questo punto comunque siamo allo scontro finale, per cosi’ dire. Si tratta di una questione anche anagrafica. Io sono su piazza da due anni come candidato di punta. Ho ottenuto una vittoria sul filo di lana vanificata da clonopoli, con buona pace del Senatore SteCompagno, e ho dato battaglia ad un Manfr lanciatissimo sull’onda dei disastri che avevano investito il centrodestra reale e di conseguenza quello pirriano, colto in piena fase di trasformazione.
    Manfr affonda le sue radici politiche in un passato addirittura remotissimo se si pensa al fatto che ha iniziato nella fase mediana di POL.
    Servono candidature nuove per la prossima volta, sin da ora. E le posso dire che un paio di idee le avrei.
    Su un nome in particolare credo che convergerebbe la stima di molti, ma deve decantare un tantino, per maturare.


    2)Da poco è nata Rinnovamento Nazionale, ci può raccontare la sua storia?


    C’era una volta….
    Ovviamente sto scherzando.
    Semplicemente RN e’ il punto di arrivo di un percorso che mira a creare un partito virtuale di destra che sia anche l’ancora e la base di una piu’ vasta alleanza di centrodestra. Speravo sentitamente di aggregare gli ex di AN e quelli di FI, che pero’ anche per miei errori, forse, hanno preferito creare un loro partito sotto la guida di DADO, new entry dalle idee molto chiare, almeno per quanto riguarda questa prima fase.
    Ma anche a noi non mancano le idee e la forza per portarle avanti.
    E abbiamo solo iniziato, nonostante il conseguimento di notevoli obiettivi, tra cui il recupero di importanti forumisti all’area della partecipazione a destra.
    Mi fanno sorridere quelli che mi dichiarano perdente perche’ non ho raggiunto il mio obiettivo massimo, ignorando che abbiamo gia’ venti iscritti e prevediamo di crescere ancora e di coinvolgere soggetti politici vecchi e nuovi nel nostro progetto. Intanto ApL sta riorganizzandosi, anche sulla scorta del non esaltante risultato ottenuto come lista unica, comunque frutto di una mobilitazione dell’ultima ora.
    Se si sapesse tutto quello che accadde in quei convulsi giorni, molte sicumere crollerebbero.


    3)Lei esordisce con il Partito Democratico Nazionale, cosa è cambiato da allora?
    Tutto, direi.
    Da un centrodestra monocratico solo in apparenza, ma in realta’ scisso verticalmente tra due o tre campi contrapposti in cui i signori delle tessere e delle appartenenze si accampavano con i loro eserciti in vista delle elezioni per poi sparire gradualmente siamo passati a un centrodestra multipolare ma molto meno litigioso di prima, con aree e appartenenze definite.
    Se mi permette me ne attribuisco il merito, assieme a coloro che lanciarono l’idea di ICU, ma anche a quelli che mi sostennero nell’opera di “svegliamento” del centrodestra.

    4) La Fondazione Occidente si pone l'obiettivo di essere un pensatoio del centrodestra, secondo lei può riuscire a diventarlo? come giudica il lavoro svolto finora?
    Il lavoro e’ ottimo, e puo’ solo migliorare.
    Dobbiamo estenderlo dalle due o tre posizioni che visitiamo ora, per essere davvero fondamentali come vogliamo.

    5) La maggioranza degli iscritti della Fondazione viene dal suo partito però la stessa vuol rimanere indipendente, come giudica questo fatto?
    Ottimo, ci serve indipendenza. La cultura non e’ di destra o di sinistra, e’ al di sopra.


    6) Esistono un libro, un film o un fatto che le han cambiato la vita rendendola l'uomo che è oggi?
    Il fatto, in negativo e’ stata la grave malattia di mia madre, che ha di fatto spezzato la mia vita in due tronconi.
    Per quanto riguarda i libri ce ne sono moltissimi che mi hanno influenzato.
    Sono un lettore eclettico che passa da Evola ai comics, quindi non saprei darle un target preciso.
    Un film che mi ha molto colpito e’ “i giovani leoni”.


    7) Fa politica anche nella vita reale?
    Non piu’, ma ci sto pensando seriamente.
    Il mondo sta cambiando ancora.

    8)Chi è Occidentale nella vita di tutti i giorni?
    Ex-Ufficiale di complemento in Marina, impiegato, fidanzato part-time, in lotta con i chili di troppo grazie ad una cura che devo seguire e che fortunatamente e’ agli sgoccioli. Amante delle arti e della storia, passerei mesi dentro un museo, ma se c’e’ da sgambettare per un panorama che merita non mi tiro indietro.

    -------------------------------------------------------------------------------------

    1)Presidente lei si ripresenta contro Occidentale per la terza volta...ritiene che non ci fossero altri nomi spendibili?

    Credo fermamente di sì: la coalizione ha tuttavia ritenuto di sostenermi di nuovo, come Presidente uscente. Del resto, a sinistra come a destra, trovo ingiusto parlare di poltronismo per definire la naturale conclusione di un ciclo politico che è stato realmente inaugurato solo con queste elezioni, dati i risultati di quelle annullate per decreto dell'Amministrazione.

    2)Come nasce Socialismo Tricolore?

    In realtà è nata in maniera abbastanza casuale, dalla volontà di allargare gli spazi della coalizione coprendo un settore in cui l'identità della sinistra da tempo era stata indebolita. L'idea mi è venuta con la firma definitiva dell'accordo tra UPP e MIP, anche se i suoi prodromi vanno rintracciati nella mozione congressuale che presentai al precedente Congresso del PDS e che si rivelò l'ago della bilancia. Poi la nascita di LR ne scompaginò i protagonisti, ma l'idea mi era rimasta in mente, tantopiù che in questi anni ho stretto sempre di più i miei rapporti personali e "accademici" con l'area eurasiatista. Insomma, si trattava di un esperimento che mi piaceva provare e che mi ha dato grandissime soddisfazioni, spero riusciremo a bissare a questo giro elettorale: altrimenti rimarrà comunque un interessante luogo di aggregazione e discussione, che voglio rivitalizzare, ora che sono un pò più libero da impegni.

    3)Mi dia un giudizio sulla Fondazione Occidente

    Sicuramente uno degli elementi che hanno ridato dinamismo non solo al centrodestra, ma a tutto il forum Transatlantico, purtroppo ciclicamente soggetto a periodi di stanca per gli impegni di tutti. In precedenza è toccato a voi, ora tra lavoro e università siamo noi progressisti a trovarci un pò pressati. Chapeau a voi !

    4)Come giudica la situazione politica ed economica del paese?

    Ritengo che il nostro Paese sia stato commissariato, e come tale non mi colloco in uno schema fisso maggioranza / opposizione a questo governo, valuto caso per caso. Il decreto semplificazioni e molte norme sulle liberalizzazioni, ad esempio, le condivido, così come le proposte sinora uscite sul lavoro. Mi preoccupano alcune iniziative di politica estera, il duro intervento sulle pensioni e il ventilato scorporo SNAM / ENI, voglio vedere come sarà realizzato. Sono curioso sopratutto di vedere quali siano gli effetti sul sistema politico: tutti parlano della DC che verrà, ma io non vedo gli elementi sociali per un blocco moderato, ora, anzi, vedo una crescente radicalizzazione dei ceti medi.

    5)Esistono un libro, un film e un evento che le han cambiato la vita rendendola l'uomo che è oggi?

    Nella prima fase della mia vita politica sono stato fortemente influenzato sia dalla Terza Via che dal craxismo, il culmine è stato con il progetto della Rosa nel Pugno: in questa fase, la mia coscienza politica è stata sicuramente determinata dal libro "Craxi: una Storia Socialista", di Ugo Intini, struggente biografia piena di impegno e passione politica, mi venne regalata per il Natale del ... 2001, credo. Da dopo il fallimento della RnP ho aperto una riflessione molto più critica sopratutto sulla Terza Via: il culmine è stato il lavoro di ricerca per la mia tesi triennale, che mi ha portato a rileggere i testi marxisti, e il dibattito tra socialisti e Scuola Austriaca sulla pianificazione, per poi soffermarmi sul sistema dell'autogestione jugoslava. Oggi mi considero un Socialista Libertario, credo nel mercato ma ne ho una visione molto più mutualistica: per questa fase, sono stati fondamentali "Economia borghese o economia marxista" di Hilferding e Bohm Bawerk, i saggi di Hayek, Oskar Lange e von Mises, e gli studi di Stefano Bianchini sull'autogestione jugoslava. Tra parentesi, ho la grande fortuna di poter fare la tesi magistrale con lui !

    6)Fa politica anche nella vita reale?

    Sì, sono Consigliere Nazionale del Partito Socialista Italiano, come rappresentante della minoranza di sinistra.

    7)Chi è Manfr nella vita reale?

    Uno studente un pò stressato, amante della Storia, dei gatti, e di tutto un pò il connesso alle relazioni internazionali !
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
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    INTERVISTA A THOMAS LENIN


    In questo nostro primo numero trova spazio anche Thomas Lenin, a capo dei Comunisti di Politica in Rete che ritornano sulle scene dopo anni di assenza.




    1)Buonasera, il suo partito parte come associazione e dopo mesi si trasforma...come mai questa scelta?
    1) buonasera, mi era stata fatta la proposta di entrare come associazione all'interno del pds con proprio congresso ma ho riflettuto a lungo questa scelta e alla fine avevo presentato la mia mozione di ritornare come partito, per poter andare con le proprie gambe,scelte e non dipendere da nessuno, solo dal mio partito.
    2)Il suo non è il primo partito pirriano che si rifà al comunismo, prima vi furono il Partito dei Liberi Compagni, il Partito della Questione Morale e il Movimento Sinistra Polliana. A quale si sente più vicino?
    2) sicuramente al mio primo partito qui su pol quello dedicato a Enrico Berlinguer e alla questione morale, il partito della questione morale, anche se non ero molto attivo.
    3)Per la terza volta si assiste allo scontro Mafr-Occidentale. Cosa ne pensa? Non esistevano altri candidati spendibili?
    3) probabilmente è anche il tempo che prende translatico e magari ultimamente vedo meno partecipazione, forse è per questo che non sono stati aggiunti altri candidati, comunque sono due politici di spicco e grande carisma manfr-occidentale
    4)Secondo lei cosa vuol dire essere comunisti dopo la caduta del Muro di Berlino?
    4) vuol dire essere comunisti di nuova generazione, del xxI secolo, il compito di riportare il comunismo come era un tempo non è facile
    5)Lei fa politica anche nel reale?
    5) si nel partito dei comunisti italiani e nella federazione della sinistra
    6)Esistono un libro, un film e un fatto che le han cambiato la vita rendendola la persona che è adesso?
    6) si,leggendo i libri che parlavano del comunismo
    7)Chi è Thomas Lenin nella vita di tutti i giorni?
    7) un ragazzo di 25 anni, che nel poco tempo libero si spende a volantinare nelle piazze del suo territorio e si diverte a giocare su pol con altre persone che hanno la sua stessa passione "la politica"anche se magari non sempre è la stessa!
    8)Ha scelto un nik molto importante. Come mai questa scelta?
    8) lenin un grande leader del partito comunista, cosi come che guevara e enrico berlinguer,lenin mi ispirava molto e ho scelto il suo nome per fare una rivoluzione su pir!

    la ringrazio per avermi intervistato, saluti thomas lenin!
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  7. #7
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    Predefinito Rif: Strade N° 1- il periodico della Fondazione Occidente

    INTERVISTA A STECOMPAGNO

    1) Buonasera come vede la situazione di Transatlantico in questi ultimi mesi?
    Lo scenario politico di Transatlantico è evidentemente mutato e non poco. Il centro-destra che fino a qualche mese fa era scomparso riducendo al minimo l’attività politica è rinato e con una certa dose di aggressività e forza. Il PDL si è spaccato in due tronconi, il maggioritario ha dato vita ad un partito più marcatamente di Destra simile alla prima Alleanza Nazionale, l’altro troncone, quello più legato all’esperienza di Forza Italia e del PDL di Angelino Alfano ha costituito un nuovo partito e all’interno del centro-destra, è notizia recente, ha stabilito un intelligente asse con il Partito Liberale, con l’obiettivo di presentare una lista comune.
    Nella Maggioranza si è ristrutturato il centro-sinistra abbandonando il modello UPP per preferire i partiti con una più marcata identità, il PDS sul versante di centro-sinistra con una impostazione liberalsocialista e la Sinistra Unita sul versante della sinistra, esperimento di rimescolamento di Socialisti, Comunisti ed ecologisti di sinistra. Queste due formazioni che condividono un humus fertile fatto di ideali e progetti si alleeranno in una coalizione progressista di governo in sostegno alla candidatura di Manfr. Se posso fare un esempio magari poco ortodosso ma simile, l’alleanza tra PDS ed SU è simile alla Coalizione per la Bulgaria, alleanza di tutte le sinistre bulgare, socialdemocratiche, ecologiste e comuniste. Chiaramente speriamo di ottenere un risultato di gran lunga migliore rispetto ai compagni bulgari
    Dal punto di vista dei rapporti politici e personali, sono stato al centro di una brutta vicenda con LR alla quale rinnovo qui le mie scuse, chiaramente queste non bastano a togliere questo macigno posto sulla strada tra le nostre due case politiche, speriamo di rimuoverlo piano piano.
    Però, nonostante una maggiore unità (evidente) anche il centro-destra ha i suoi problemi dovuti alla scissione di FDL e ai rapporti tra il segretario di RN e alcuni dirigenti del partito forzista. Ma dopotutto il gioco è anche fatto di questo, sarebbe comunque meglio ripristinare la priorità della discussione ai temi concreti e non alle polemiche personale nelle quali confesso di essere caduto anch’io, troppe volte.

    2) Lista Repubblicana sembra aver scelto la strada centrista in quanto la coalizione con la vostra presenza sarebbe stata troppo sbilanciata. Come si pone a riguardo?
    Che dire, mi sono opposto fermamente allo sfilacciamento dell’alleanza di governo che ha sostenuto gli esecutivi Laico e Daniele. Credo che quelle esperienze di governo abbiano fatto un gran bene a Transatlantico. Detto questo LR ha fatto la sua scelta, legittima che ovviamente non condivido.
    E’ evidente che, in campagna elettorale sarà difficile tenere un atteggiamento competitivo con gli attuali alleati di Governo, cercheremo comunque, ripeto, di ricondurre le discussioni al merito delle proposte politiche. Senza alimentare più polemiche pretestuose.

    3) Ha un sogno su PIR?
    Più che un sogno vorrei la riconferma di un obiettivo che abbiamo già raggiunto. La vittoria di Manfr e il proseguimento dell’esperienza di Governo.
    Io sono per una Sinistra né subalterna né minoritaria, il governismo fine a se stesso ha fatto solo tanto male alla Sinistra perché ci si è dimenticati delle ragioni sociali dell’essere Sinistra (mi riferisco chiaramente al liberismo temperato dei governi di centro-sinistra in Europa e nel Mondo negli anni 90 con la lodevole eccezione della Francia del compagno Jospin chiaramente), ma al tempo stesso una parte della Sinistra ha visto sempre di più l’idea di andare al Governo come un insulto, come una bestemmia. Non è cosi. La Sinistra, ce lo ha insegnato il PCI, deve avere una cultura di governo anche se sta all’opposizione o non ha per il momento le condizioni elettorali e numeriche per essere maggioranza. Portare la Sinistra a governare senza rinnegare i propri ideali, questo abbiamo fatto, questo vogliamo continuare a fare.

    4)Per la terza volta assisteremo allo scontro Manfr-Occidentale. Quali sono le sue opinioni? non esistono proprio altri candidati?
    Questo dibattito sulla terza ricandidatura di Manfr ed Occidentale l’ho sempre considerato abbastanza inutile. Prima di tutto perché non si considera il fatto che le Elezioni di Clonopoli non possono essere considerate, erano elezioni-truffa, non vanno prese in considerazione.
    Manfr è stato un ottimo presidente, è un veterano del gioco, è stimato ed apprezzato trasversalmente (checché ne dica Dado e la FDL o i loro nuovi alleati di PL) ed è al primo mandato. Ha il sacrosanto diritto di ricandidarsi per continuare il suo ottimo operato. Quando un uscente al primo mandato ha ben lavorato bisogna ricandidarlo senza se e senza ma.
    Per quanto riguarda Occidentale non basta certo ricordare che tanti leaders sia progressisti che conservatori si sono ricandidati più volte anche dopo delle sconfitte (basta pensare a Rajoy in Spagna, a Lula in Brasile, con questo non intendo affatto dire che Occidentale deve vincere a questo giro eh! Sia chiaro!) ma è opportuno fare questa riflessione : chi, ad oggi, nel panorama del centro-destra può riunire uno schieramento molto largo come l’APL ? Finora le giuste capacità (anche se a volte con qualche difficoltà) per trovare mediazioni e punti di equilibrio le ha avuto solo Occidentale.
    Nessuno, secondo me, degli attuali leader del centro-destra (C@scista, SuperMario, Dado ecc..) può prendere il suo posto, l’unico che vedo simile ad Occidentale è FalcoConservatore, stimato trasversalmente all’alleanza e con posizioni politiche di mediazione tra le varie anime.

    5) Esistono un libro, un film e un fatto che le han cambiato la vita trasformandola in quello che è oggi?
    Per quanto riguarda i libri sicuramente “Senza perdere la tenerezza” di Paco Ignacio Taibo II, la biografia del comandante Guevara e “Cari Compagni”, libro intervista di Luciano Lama, entrambi ricevuti da mio zio, un grande compagno. Per quanto riguarda i film “American History X” mi è sempre sembrato uno spaccato inquietante ma terribilmente reale di alcune realtà legate all’odio razziale, che è sempre sbagliato, da qualsiasi parte lo si pratichi.
    Un fatto, quando il centro-sinistra ha vinto le Elezioni nel 2006, prima grande sbronza, speriamo di ripetere nel 2013.

    6)Lei nella vita reale fa politica?
    Certamente, solo ieri mattina, domenica 22 gennaio, sono stato orgoglioso di essere nella delegazione provinciale per l’Assemblea generale nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà il partito alla quale sono iscritto. Chiaramente faccio attività politica a livello comunale (con le iniziative del circolo, in una situazione non certo facile visto che da me SEL è all’opposizione di una arrogante giunta di centro-centro-centro-sinistra tra PD, IDV ed UDC), provinciale (con il gruppo giovanile) e regionale (con le molte iniziative che il partito regionale organizza, dai seminari di formazione agli incontri con i dirigenti nazionali, il 7 febbraio per esempio Sel Abruzzo ha organizzato a Pescara un ottimo convegno in ricordo del compagno Lucio Magri con Roberto Musacchio (SEL, ex-europarlamentare del PRC) e Luciana Castellina).

    7)Chi è SteCompagno nella vita di tutti i giorni?
    Una persona normale, tranquilla e pacifica (non rissosa o violenta), appassionato di politica, grindcore e metal estremo (!) che è un orgoglioso studente di Scienze politiche.
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    Predefinito Rif: Strade N° 1- il periodico della Fondazione Occidente

    INTERVISTA A GDEM88

    Ecco a voi il giovanissimo candidato alla guida del PDS, un amico della Fondazione Occidente, Gdem88

    1) Buonasera, ci può raccoontare il perchè della sua scelta di candidarsi alla guida del partito più storico di PIR, ovvero il PDS?


    Buonasera a voi! Da quando ho deciso di iniziare a scrivere su Pir, dopo aver a lungo seguito Pol come semplice lettore esterno, l’adesione al più grande partito della sinistra progressista è stata naturale per me. Con l’andare del tempo Transatlantico mi ha appassionato sempre di più, e da semplice iscritto ho iniziato a “dire la mia” e ad essere un po’ più militante…il resto è venuto da sé. Credo che guidare il Pds possa essere un’ottima occasione per dare il mio contributo al mondo progressista di Pir e alla sinistra, portando avanti le mie convinzioni e relazionandomi con tanti altri forumisti di valore.

    2)Lei spesso ha partecipato attivamente ai convegni della Fondazione Occidente, come vi si è trovato ? Come mai ha deciso di partecipare a questi convegni?

    Ho seguito con attenzione i lavori della Fondazione Occidente fin dalla sua creazione, prima con un po’ di diffidenza ( il sistema di valori in cui mi sono formato e che tuttora mi guida è decisamente distante da concetti come “controrivoluzione” o “reazione”) poi con interesse crescente, dettato soprattutto dall’aver trovato un ambiente libero da polemiche e provocazioni e votato all’approfondimento culturale, in cui si poteva discutere proficuamente. Questa prima e positiva constatazione è stato ovviamente un fattore che mi ha portato a seguire le discussioni, per il resto hanno probabilmente contato il mio essere uno studente di Scienze Politiche e la mia passione per la cultura Fantasy . Da una parte sono fortemente interessato agli aspetti culturali e ideali del dibattito politico, dall’altra sono fin da piccolo un appassionato del genere fantasy e del Signore degli Anelli, non condividendo l’accostamento “fantasy=destra” che al giorno d’oggi ancora molti fanno. Perché un giovane di sinistra non dovrebbe appassionarsi al fantasy? Perché essere di sinistra e sapere chi è Glorfindel dovrebbe essere peccato nell’anno 2012? Con queste cose in testa è stato molto interessante capire quale sia il mondo tradizionalista e ruralista, spiare “dall’altra parte della barricata” per capire quali siano i valori e i pensatori di riferimento, ma anche per dire la mia su alcune cose, per sollevare da progressista dubbi e/o osservazioni su quello che leggevo. Come ho avuto modo di dire in una mia recente intervista per l’Unità di Pir, è mia intenzione contrapporre alla destra non solo uno schieramento politico vincente ma anche un’elaborazione culturale progressista ricca e aperta al confronto.




    3)Per la terza volta assisteremo allo scontro Occidentale-Manfr. Lei consa ne pensa? Non esistevano anche altri utenti da candidare?

    Per quanto riguarda il Centrodestra, mi pare che Occidentale grazie alla sua esperienza fosse l’unico in grado di tenere insieme una coalizione così eterogenea: tenere insieme reazionari e liberali non è certo cosa semplice! Ovviamente questo non toglie che ci siano anche altri forumisti di peso nel centrodestra, e proprio questa compresenza di tante leadership rende l’equilibrio della coalizione davvero difficile….l’esperienza sarà sufficiente per tenere uniti liberisti e destra sociale, illuministi e reazionari? Il tempo ce lo dirà. Quanto al centrosinistra: anche nel mio campo non mancano certo forumisti all’altezza, sia chiaro; Manfr tuttavia è un Presidente al suo primo mandato, e per giunta un ottimo presidente e un valore aggiunto per il mondo progressista, come ha dimostrato con la sua capacità di mediazione ed il suo equilibrio. Per questa serie di motivi la sua ricandidatura mi sembra assolutamente sacrosanta e sono più che felice di poter dare tutto me stesso per la sua vittoria, con la piena convinzione che sarà un ottimo riferimento per chi si affaccia da neofita al gioco, come me.

    4)Cosa ne pensa dell'uscita di LR dalla coalizione con una mozione presentata da un ex iscritto al PDS (Laico)?

    Personalmente non condivido questa scelta, vedendo nei passati governi progressisti un esempio di ottima azione riformatrice … tuttavia la rispetto, consapevole che un dialogo non solo è possibile ma è d’obbligo tra forze che hanno in comune l’ideale progressista. Avrei certamente preferito che il centro moderato e riformatore accettasse la sfida del confronto programmatico, ma questa sfida può benissimo avvenire anche sul campo elettorale. Come sinistra plurale e riformatrice noi del Pds siamo convinti di poter rappresentare tutto il vasto campo che va dalla sinistra socialdemocratica e laburista ai democratici e ai liberaldemocratici, i cui riferimenti storici e ideologici d’altra parte fanno parte del nostro pantheon di riferimento. Crediamo di poterci confrontare faccia a faccia con i nostri amici di Lr nel campo del riformismo progressista, coniugando giustizia e libertà senza muri ideologici. I Fratelli Rosselli e il loro liberalsocialismo sono per un noi più che un riferimento, assieme agli ideali patriottici, di apertura alla società e di progresso civile di Mazzini. Coniugare giustizia sociale, redistribuzione della ricchezza e capacità di innovare il nostro sistema-nazione, senza dimenticare che dietro i freddi numeri dei bilanci ci sono le persone… questo è quello su cui vogliamo confrontarci con Lr, convincendo gli elettori della bontà e dell’inclusività del nostro progetto di centrosinistra. In definitiva sarà un confronto interessante, una sfida delle idee su cui metteremo tutto il nostro impegno.

    5)Lei fa politica anche nella vita reale?
    Si, sono impegnato nei Giovani Democratici e nel Pd.

    6)Esistono un libro, un film e un fatto che ti han cambiato la vita facendoti diventare la persona che sei oggi?
    Mi ritengo una persona abbastanza eclettica, capace di ricevere spunti e suggestioni da più fonti a seconda dei periodi e delle situazioni. Per questo di libri e film che mi hanno ispirato ce ne sono diversi, non saprei citarne due come influenza determinante.

    7)Chi è Gdem88 nella vita di tutti i giorni?
    Uno studente di scienze politiche e un militante che crede fortemente nel valore dell’impegno politico come esperienza formativa e di passione, capace di dare delusioni, ma anche grandissime soddisfazioni ed emozioni.
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    Predefinito Rif: Strade N° 1- il periodico della Fondazione Occidente

    INTERVISTA A FRANKIE D


    In questo primo numero intervistiamo anche Frankie D. leader di Lista Repubblicana.

    1)Buonasera, dato che in molti se lo chiedono come mai LR ha lasciato la coalizione di centrosinistra, da tutti definita fruttuosa, per correre da sola?

    Coerenza. Già alle precedenti elezioni abbiamo deciso di correre da soli così da sentirci liberi di poter presentare agli elettori un programma in linea con i valori fondantivi della Lista Repubblicana. Partecipare ad un tavolo di discussione comune con le altre forze politiche di sinistra fin da principio ci avrebbe messo nella situazione di andare al voto con un programma difficilmente digeribile dalla maggior parte dell'elettorato perchè troppo annacquato da istanze post-comuniste. Inoltre abbiamo deciso anche di andare contro ad un bipolarismo che non ci piace ponendoci come terzo polo in continuo dialogo con tutti i partiti a noi affiini. Certamente rimanendo in una coalizione di centrosinistra avremmo avuto poltrone assicurate e probabilmente anche il governo ma allearsi per sconfiggere le destre non lo ritengo un modo corretto di fare politica. Si devono portare avanti le proprie convinzioni anche a costo di fare opposizione. La nostra è una sfida prima di tutto verso noi stessi e quello in cui crediamo.

    2)Assisteremo per la terza volta a uno scontro Manfr-Occidentale. Cosa ne pensa? LR chi presenterà?

    Lo scontro Manf-Occidentale è ormai diventato un classico di transatlantico e proprio in quanto tale inizia a stufare. Come alcuni ricorderanno già alle scorse elezioni io ebbi qualche remora a votare alle presidenziali Manfr in quanto non lo ritenevo adattissimo al ruolo imparziale e rappresentativo che dovrebbe incarnare presidente di Pir. E non nascondo che con il suo interventismo forzato ha confermato la mia idea iniziale. Per quanto riguarda Occidentale, persona che nonostante le diverse visioni politiche stimo, penso che dopo 2 tentativi di elezioni potrebbe mettersi a lavorare maggiormente per la coalizione del centro-destra lanciando qualche nuovo utente nell'arena delle elezioni presidenziali. E coerentemente con ciò che ho affermato LR presenterà alle elezioni un volto nuovo e che assicurerà imparzialità. Per conoscerne il nome dovrete ovviamente aspettare.


    3)LR nasce all'interno del centrodestra, nella federazione Alleanza Liberale che vedeva impegnati Progetto Liberale,Forza Liberale e Liberaldemocratici Riformisti. Secondo lei un giorno potrebbe rinascere questa alleanza o è fantapolitica?


    Lista Repubblicana, prima su politicaonline e adesso su politicainrete, si è sempre professato un partito di centro e così si è sempre comportata. Ad oggi le sue posizioni possono riferirsi a quella di una tradizione politica progressista e di sinistra in parte propria del partito repubblicano di 30 anni fa, con l'integrazione di alcuni valori più liberisti in campo economico. Peraltro, ci tengo a sottolinearlo, i valori liberisti di cui accennavo sono diretta conseguenza dell'eccessiva statalizzazione a cui si è arrivati qui in Italia. D'altronde se tiri la corda troppo da una parte per ritrovare l'equilibrio è necessarioche qualcuno la tiri dall'altro capo. Lo chiamo taoismo politico. Venendo al punto focale della sua domanda ritengo che niente sia impossibile. Se si trovano a livello programmatico delle convergenze, e i valori non sono troppo differenti, qualsiasi alleanza è possibile. Ovviamente tenderei ad escludere da questo discorso quei partiti che si rifanno al fascismo e che si oppongono alla laicità dello stato visto e considerato che hanno valori diametralmente opposti a quelli di LR.

    4)Come giudica la situazione politica ed economica attuale?

    Diciamo che a livello economico siamo messi veramente male. Ma io non la reputo una novità. E' anni che lo stato italiano va avanti creando debiti, intervenendo sul tessuto economico solo attraverso miseri interventi finalizzati a mettere delle pezze alle situazioni più disperate. Quest'atteggiamente menefreghista ci ha condotti alla situazione attuale, dove la crisi economica mondiale ha la sola responsabilità di aver portato alla luce del sole le nostre enormi mancanze. Io credo che sia l'occasione giusta per mettere in campo interventi strutturali atti a trasformare radicalmente l'economia di questo paese, prendendo il coraggio a due mani e lavorando anche a costo di mettersi contro tutte le lobby di questo stato: basta vivere sui privilegi. E in questa cornice la situazione politica attuale certamente non aiuta. Personalmente apprezzo l'operato di Monti, piano piano sta provando a colpire tutti i privilegi che se ne dica, ma fintanto che nel parlamento siederanno dei turisti della politica l'azione di questo, o di qualsivoglia futuro governo, sarà ostaggio di chi pensa esclusivamente ai propri tornaconti elettorali nascondendosi dietro ad ideologie volutamente violentate e a bugie finalizzate alla propria autoconservazione politica.

    5)Lei ha scelto un nikname importante. Come mai questa scelta?

    Il mio nick è nato da una simpatica discussione con l'amico Teddy. Come tutti sanno lui era solito modificare il proprio nickname praticamente ogni sei mesi e per questo lo prendevo spesso in giro. Un giorno chiacchierando in chat gli proposi di aiutarmi a scegliere un nuovo nick, visto e considerata la sua "abilità" nello scegliere nuovi nickname. Cercavo un nome che comunicasse all'utente di politicainrete le mie posizioni politiche fin dal primo impatto e pertanto, dopo averci pensato qualche giorno, Teddy mi disse che il presidente Franklin Delano Roosevelt era a suo parere la persona più simile alle mie posizioni politiche e al mio modo di fare politica. Io fui d'accordo con lui. E in quel momento nacque il sodalizio tra me e il mio nickname.

    6)Lei fa politica anche nella realtà?

    In senso stretto no. Diverse volte ho provato a confrontarmi con chi la faceva e mi sono reso conto che purtroppo non è un mondo fatto per me. C'è pochissima trasparenza e di solito nell'agone politico non vincono le idee ma bensì i soldi e il potere. Perlomeno qua in Italia.

    7)Esistono un libro, un film e un fatto che le han cambiato la vita facendola diventare l'uomo che è oggi?

    Non saprei. Ma posso dire che ogni tot di anni rileggo spesso "le Petit Prince" trovando al suo interno significati sempre nuovi.

    8) Chi è Frankie D. nella vita di tutti i giorni?

    Una persona comune, che coltiva le proprie idee, che aspira ad avere una vita interessante e soddisfacente e che vuole costruirsi una famiglia. Non mi considero tanto diverso da chiunque altro.
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
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    Maestri della Destra: Joseph de Maistre

    di Julius Evola



    L'editore Rusconi, che sta svolgendo una attività meritoria nello stampare una serie di opere costituenti un nutrimento prezioso per una cultura di Destra, recentemente ha fatto uscire una nuova edizione della Serate di Pietroburgo di Joseph de Maistre, curata da Alfredo Cattabiani. È questa, l´opera più conosciuta di de Maistre. In essa, però, i riferimenti diretti al domino politico, nel quale de Maistre vale come un "reazionario", sono più scarsi che in altri suoi scritti. Infatti vi si trovano sopratutto considerazioni su problemi morali e religiosi, e lo stesso sottotitolo del libro "Colloqui sul governo temporale della Provvidenza" indica questa linea di pensiero, che per noi non presenta troppo interesse. Presupponendo appunto l´esistenza di una Provvidenza concepita in termini moraleggianti, de Maistre affronta il problema di conciliarla con lo spettacolo che il mondo e la storia nella loro fattualità ci presentano: malvagità che non sono punite, virtù che non hanno avuto nessuna ricompensa, e via dicendo.

    Non si può dire che la soluzioni di tale problema, proposte da de Maistre, siano del tutto convincenti, e ci sembra un ripiego l´idea di una giustizia divina che procrastinerebbe soltano le sue sanzioni (come appoggio, in appendice al suo libro de Maistre ha tradotto un trattato di Plutarco che s´intitola appunto De sera numinis vindicta). Però lo stesso de Maistre giunge ad una veduta più libera e soddisfacente quando paragona i mali e le contingenze che piovono su tutto il genere umano alle pallottole che in guerra colpiscono un esercito, senza far distinzione fra il buono e il malvagio. Si deve cioè pensare che l´essere, assumendo lo stato umano di esistenza (volendolo, o inconsideratamente, o per una temerità, come è detto in un trattato ermetico), nun può non trovarsi esposto alle contingenze proprie a tale stato. Cercar nessi morali trascendenti nell´uno o nell´altro caso, è cosa a cui si può esser portati naturalmente, ma che mantiene sempre il carattere di una avventata ipotizzazione.

    Ma lasciando da parte quest´ordine di problemi, accenniamo ad alcune idee di de Maistre che sono interessanti dal punto di vista tradizionale. Per primo, si può indicare quella di una Tradizione Primordiale. Può darsi che de Maistre ne sia debitore a Claude de Saint-Martin, che egli conobbe, e che era esponente di dottrine esoteriche (nel quadro della massoneria, la quale a quel tempo era assai diversa da quella più recente, tanto che lo stesso de Maistre ne fece parte). Poi vi è la tesi che lo stato naturale originario dell´umanità non sia stato quello di una barbarie. Al contrario, esso sarebbe stato di luce e di conoscenza, mentre il selvaggio, il presunto "primitivo", sarebbe soltanto "il discendente di un uomo staccatosi dal grande albero della civiltà in séguito ad una prevaricazione che non si può ripetere".

    Ma per altri riguardi l'uomo si trova a risentire degli effetti di una prevaricazione e di una conseguente degradazione, cause della sua vulnerabilità non solo spirituale e intellettuale, ma anche fisica. Una tale idea è evidentemente simile a quella del "peccato originale" della mitologia cristiana, il quadro essendo però più vasto ed accettabile. Quanto all´accennata tesi sulla vera natura dei "primitivi", essa sarebbe tale da portare ad un più alto livello la ricerca etnologica e da impedirle di prendere molte cantonate.

    De Maistre accusa i savants, scientisti e simili, i quali, come in una congiura, non ammettono che si sappia più di loro o in un modo diverso dal loro.

    "Si giudica un tempo in cui gli uomini vedevano gli effetti nelle cause con la mentalità di un tempo in cui gli uomini a fatica risalgono dagli effetti alle cause, o si dice che è inutile occuparsi della cause, o non si sa quasi più che cosa sia una causa." Egli aggiunge: "Si odono mille amenità sull´ignoranza degli antichi che vedevano gli spiriti dappertutto: a me pare che noi siamo molto più sciocchi di loro perché non ne vediamo in alcuna parte. Sentiamo sempre parlare di cause fisiche. Ma che cosa è, insomma, una causa fisica?"

    Per lui è nefasto, e tale da promuovere una fondamentale superficialità, l´assioma: "Nessun avvenimento fisico riguardante l´uomo può avere una causa superiore."

    L´idea del progresso viene negata. Quella di una involuzione appare assai più plausibile. De Maistre rileva che tradizioni molteplici attestano che "gli uomini hanno cominciato con la scienza, ma con una scienza diversa dalla nostra e ad essa superiore, perché partiva da un punto più alto, il che la rendeva anche molto pericolosa. E questo vi spiega come mai la scienza, ai suoi inizi, fu sempre misteriosa e restò chiusa nell´àmbito dei templi, dove infine si spense quando questa fiamma non poté servire ad altro che a bruciare".

    De Maistre era portato a dare un grande rilievo alla preghiera e al suo potere. Scrisse perfino: "Nessuno può provare che una nazione che prega non sia stata esaudita", ma, propriamento, è l´opposto che si sarebbe tenuti a dimostrare, i che non è facile. Ci si trova di fronte all´antitesi fra la preghiera della virtù che le si attribuisce, e l´immutabilità delle leggi di natura, antitesi di cui de Maistre cerca di venire a capo, però in modo poco convincente. Egli ritiene che se delle preghiere non vengono esaudite, ciò è dovuto soltanto ad una superiore saggezza divina.

    Spesso viene citato con scandalo l´apologia del carnefice quale strumento di Dio, fatta da de Maistre, ed anche la sua concezione del carattere divino della guerra. Purtroppo e quest´ultimo riguardo non vien considerato ciò che la guerra può propiziare in fatto di eroismo, di azioni superindividuali, ma la si vede nei termini tetri di una espiazione che colpisce una umanità fondamentalmente colpevole e degradata. La differenza fra guerra giusta e non giusta, fra guerra di difesa e di conquista, fra guerra vinta e perduta, non viene considerata. Sono vedute, queste, che poco si accordano con un orientamento positivamente "reazionario".

    In un´altra sua opera, Considerations sur la France, de Maistre, dichiarandosi per una restaurazione, enuncia un concetto importante dicendo che la controrivoluzione non deve essere una "rivoluzione contraria" bensì "il contrario della rivoluzione". A lui si deve una specie di teologia della rivoluzione; egli mette in luce quel che di "demonico" si cela, in genere, nel fenomeno rivoluzionario. Tale aspetto è rilevabile anche per il fatto che la rivoluzione trasporta i suoi artefici, più che non si lasci guidare veramente da essi. Solo nell´epoca moderna doveva aversi il fenomeno di una "rivoluzione permanente" più o meno istituzionalizzata, coi suoi tecnici e i suoi lucidi manipolatori.

    Nelle Serate di Pietroburgo, spigolando e lasciando da parte disquisizioni (come ad esempio quella, prolissa, su Locke), il lettore potrà trovare molti altri spunti interessanti. Non resistiamo alla tentazione di riferire ciò che de Maistre dice sulla donna: "La donna non può essere superiore che come donna, ma dal momento in cui vuole emulare l´uomo, non è che una scimmia".

    Pura verità, piaccia o non piaccia ai vari "movimenti femminili" contemporanei.
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

 

 
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