
Originariamente Scritto da
Luca
L'eletto al Papato che abbracci pienamente il Cattolicesimo, dovrà rigettare gli errori "conciliari".
Rigettare significa realmente dire e dichiarare magisterialmente che ciò che è stato insegnato e fatto in questi quarant'anni era sbagliato, erroneo, eretico, non perchè il "concilio" sia stato male interpretato o male applicato ma perchè il "Concilio" (meglio l'assemblea) ha gravemente errato in materia di fede e ha poi creato tutte le condizioni per una rivoluzione sociale, ecclesiale, ideologica e comportamentale all'interno della Chiesa.
é Impossibile ritornare allo status quo ante o meglio tornare ad una situazione di normalità senza traumi: c'è uno Scisma da sanare e da guarire, ergo responsabilità da individuare e sanzionare, anche retroattivamente.
La mens di alcuni (tradizionalisti appunto) ha portato a cercare i precedenti nella storia della Chiesa.
Si cerca il precedente per una tranquillitas conscientiae che può certamente bastare per un quieto tran tran sacramentale e paraecclesiale (chè le nostre non sono Chiese ma cappelle, spesso di emergenza, e questo deve essere chiaro a tutti, in ogni istante) ma che si rivela realmente un esiziale errore di interpretazione e in concreto, almeno oggettivo, un "delitto di lesa chiesa".
Questa crisi è infatti SENZA PRECEDENTI, senza paragoni, non presenta appigli storici per trovare un modus operandi autenticamente cattolico.
La storia della Chiesa NON ci può essere maestra in questo: non abbiamo una ribellione dell'episcopato ad un Papa magari incerto o ingannato o prigioniero, non documenti dubbi, incerti, oggetto di manomissioni o di contaminazioni di trascrizione, non una pluralità di pretendenti al papato con un papa legittimo e debole e altri illeggitimi, appoggiati da poteri secolari.
Abbiamo dei "Papi" che hanno la piena apparenza di essere stati regolarmente eletti, che hanno la piena apparenza di esercitare la piena giurisdizione su ttuta la Chiesa (i teoreti del "papa malato e circuito" non hanno più materia a disposizione), abbiamo un' "episcopato", assiso sulle cattedre e fedele al "pontefice": eppure questi "papi", questi "vescovi" insegnano abitualmente (per habitus) l'errore, non si tratta di una svista di un istante, di un'espressione infelice in un discorso d'occasione, propalano ad ogni ora errori dottrinali, una prassi ecclesiale viziata, una liturgia adulterata, "riposizionano la chiesa" fuori da qualsiasi logica di cattolicità.
Orbene questo è NUOVO, è UN FATTO nuovo; pensare di essere ai tempi di Papa Liberio è terribilmente contrario alla realtà dei FATTI, pensare di essere in un'epoca in cui i papi sono lontani mesi di viaggio, sono difficilmente contattabili, si affidano a nunzi o legati plenipotenziari per dirimere questioni complesse e spesso con esiti incerti, è assurdo.
La Chiesa cattolica ha l'apparenza di essere nel XXI secolo, unita, informatizzata, di comunicare quotidianente i propri insegnamenti e ha un'unità di regime e di governo, inimmaginabile nei secoli passati.
I "Papi" possiamo udirli e leggerli ogni giorno, aprendo il giornale, leggendo i siti e i documenti ufficiali.
Solo che non insegnano cose cattoliche, anzi spesse volte insegnano dottrine acattoliche, massoniche, dannose per la salvezza eterna, già condannate in passato, ingiuriose alle orecchie pie, malesonanti, stimolanti all'eresia, tutte
insieme e più volte, ed in più documenti ed in svariate occasioni.
Questo, nella sua storia millenaria della nostra Santa Chiesa Cattolica, non è MAI accaduto.
Se avete ragione voi, vuol dire che è la stessa struttura monarchica della Chiesa a venir meno, il Primato si fa evanescente, l'Infallibilità poco più che una decorazione floreale su un tavolo imbandito.
Arriva un Papa nuovo e dice: "Scusate, ci eravamo sbagliati, i miei predecessori (tra cui un "beato", un futuro "santo subito" e magari ci scappa persino un Montini per il rotto dello zucchetto) hanno detto un gran mucchio di fesserie. Bravi voi della Fspx che avete resistito agli errori dei miei predecessori, ora inizio pure il processo di beatificazione di Monsignor Lefebvre...e prego... Monsignor Fellay...questo è il cappello Cardinalizio... e questo è per Lei, De Gallareta, e ce n'è anche uno per Tissier e anche per quel gran capoccione di Williamson, peccato non sia venuto...glielo mando per posta...e a proposito la messa nuova è davvero una gran porcheria, ora per celebrarla ci vorrà il permesso, si torna a San Pio V e abbattiamo tutti i tavoli per ricostruire gli altari".
Questo racconto potrebbe somigliare lontanamente ai belli e commoventi, pure nella loro ingenuità, romanzi di don Pace, tipo "Pio XIV".
Ingenui perchè prospettavano una fine della crisi della Chiesa per accomodamento, per "riaggiornamento"...ma, senza entrare nell'assurdita dottrinale di un tale comportamento, provate a pensare al contraccolpo definitivo che subirebbe la Chiesa cattolica, dal punto di vista della sua credibilità, della sua veridicità, della sua affidabilità, del suo ruolo sociale e storico.
Quarant'anni a demolire, cambiare, maramaldeggiare e ora? Si torna indietro, scusate tanto, era una prova, ci eravamo sbagliati (d'altronde non è epoca di mea culpa? ne facciamo uno in più e poi basta).
Se invece si dicesse che c'è stato uno Scisma del "Capo" (e questo non "inesistente", come recita certa pubblicistica Fspx) e dietro questo Scisma, c'è stato un cumulo di eresie ed errori, che la Chiesa per un quarantennio è entrata in coma e non ha parlato se non per bocca di apprendisti stregoni, abusivi, ladroni e mezzani, non sarebbe forse più chiaro?
Se si mostrasse anche fisicamente che ci si vuole allontanare dall'errori, portando via i corpi dei vari Giovanni e Paolo dalla basilica Vaticana, non si getterebbe lontano il bubbone con tutti i suoi cagnotti? Non si direbbe una parola chiara e incontrovertibile su questi dolorosi anni?
Questa è la difficoltà della Vostra posizione, non della nostra.
La nostra prende atto di questa divisione, del fatto che, con un Papa vero, almeno i tre quarti della Cattolicità svaniranno nel protestantesimo o nel "neocattolicesimo" (che poi sono sinonimi), non la ignora, non la copre con una coperta, pesante e stretta, quindi doppiamente inutile.
Il vero Magistero Pontificio è frutto della Fede, della Scrittura, della Tradizione, della voce unica del Magistero dei Concili e dei Papi, ma è frutto anche della esatta constatazione della REALTA'.
Su questa, il Magistero lavora per indicare sempre alla Chiesa militante le vie della Salvezza: se questo Divin Magistero dovesse constatare che davvero per quarant'anni siamo stati in una situazione di vacanza della Sede apostolica, di privazione di autorità, i nefasti sarebbe certamente forti ma dolorosamente necessari.
Scisma svelato, Scisma mezzo sanato (con ovviamente tutti gli strascichi diuturni che ne seguirebbero).
L'affermare chiaramente che la Sede è stata vacante permetterebbe alla CHiesa di "ripartire" (non si era mai del tutto fermata) nel solco della propria Tradizione e nel pieno rispetto del Papato Romano, liberato dal tarlo del "pontificato materialiter".
Quale agenda per un futuro Papa?
Da un punto di vista magisteriale, un Papa potrebbe benissimo da solo (anche senza dover indire un nuovo concilio) rimettere ordine, dal punto di vista dottrinale, ai tanti nefasti degli ultimi trenta/quarant'anni.
Utilizzando il magistero ordinario pontificio e se necessario lo straordinario, potrebbe dichiarare nullo il "vaticano II" e, ad esempio, condannare segnatamente le proposizioni eretiche o erronee contenute in alcuni suoi documenti (Lumen gentium, Dignitatis Humanae, Gaudium et spes, Nostra Aetate, Sacrosanctum concilium, Apostolicam Actuositatem...), dichiarare con pronunciamento solenne invalida la "messa di Paolo VI" e con un documento simile alla "Apostolicae curae" di Leone XIII dichiarare invalide le ordinazioni montiniane, riprocedendo alle ri-ordinazioni eventuali.
Ovviamente potrebbe iniziare dei processi canonici per eresia e scisma capitale a carico di Montini, Wojtyla e forse anche per Roncalli: provate ad immaginare il forte impatto anche mediatico che potrebbe avere un simile atto pontificio.
Potrebbe proclamare nuovi dogmi: Maria mediatrice di Tutte le Grazie, Maria Santissima Corredentrice, il dogma della Regalità sociale di Cristo oppure tramite encicliche riportare al centro dell'attenzione sociale la "questione ebraica" o la "questione massonica" o la condanna del "sinarchismo mondialista" o della democrazia laica.
Ovvio che scriviamo il tutto per ipothesim e sempre rimettendo il tutto alle volontà di un vero Romano Pontefice.
Se posso aggiungere una notazione personale, noto davvero, anche in persone preparate, un pregiudiziale e spiacevole "horror sedevacantismi" che a mio modesto avviso è più dovuto alla cattiva conoscenza dei problemi oppure una percezione routinaria della Crisi della Chiesa piuttosto che a una cattiva volontà.
Guelfo Nero (27 dicembre 2005)