Certo che molto fatturato ha cambiato direzione, però bisognerebbe confrontare anche il volume totale del fatturato con quello degli ottanta-primi novanta.
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diciamo che la crisi è iniziata nel 2008 ok? beh facevo ancora l'uni, con saltuari lavoretti durante l'anno e la stagione a pere estive; mio padre è pensionato. una volta laureato il marzo scorso, ho iniziato il servizio civile, da gennaio è finito e adesso ho un contratto di 3 mesi. vediamo come va comunque per ora si sopporta.
occupato part time nel fine settimana. Prima nemmeno quello. Forse riesco a fare la stagione estiva e sto cercando di sistemarmi per questo inverno....
il mio stipendio (collaboro a p.iva in uno studio di progettazione) è lo stesso da 4 anni. ma i miei figli sono cresciuti e spendono molto di più (libri, vestiti, giochi...). diciamo che non mi concedo nulla di extra, mentre qualche anno fa sciallavo alla grande (elettronica, vacanze, ristoranti...).
sul fronte del lavoro noto che le grosse commesse di LLPP scarseggiano e molti clienti "storici" dello studio (acque minerali, terme) non investono e quindi si fanno sentire il meno possibile .
Quelli sono stati i peggiori anni della repubblica italiana con inflazione galoppante, disoccupazione a due cifre, default evitato per un pelo, un confronto con oggi è perfino superfluo. Per quel che ho notato, su un campione ristrettissimo di persone che non fa quindi statistica, oggi si spende moltissimo, con la differenza che la gente tende a sottostimare alcune spese dandole per scontate, insomma, non capiscono che spendono troppo e quindi se la prendono con Brode che ha introdotto l'euro.
ho un negozio da quasi trent'anni, a dire il vero ne ho cambiati diversi, una decina di anni fa riuscii a cedere il negozio grande che avevo perché ero stufa di dissanguarmi con commesse che tra stipendi, contributi, commercialista, buste paga e maternità mi costavano una cifra, salvo poi darsi malate nei periodi di punta e incontrarle "malate" in un locale pubblico la sera dopocena, mi è successo un paio di volte.
Ho preso un negozio piccolino che potevo gestire da sola o con un aiuto saltuario.
Non avete idea di quanto sia crollato il lavoro, anno per anno, negli ultimi dieci anni. Come quantità e come qualità. Io ho fatto l'errore di puntare su un prodotto artigianale, non di firma ma di buona fattura, non c'è più sorte: ormai si vende più solo cineseria, o quella da pochissimi soldi o quella costosa perché firmata ma che è sempre cineseria o giù di lì
I miei fornitori storici sono quasi tutti spariti, chi è andato in pensione è stato fortunato. Quest'anno poi, dopo la caduta del governo Berlusconi c'è stato un attimo di paura che ha portato ad una contrazione quasi totale del mercato che è durata fino a dopo Natale, ora si sta muovendo di nuovo ma non c'è più futuro, oltretutto perdere il mese di dicembre, con gli affitti e le spese che corrono è dura.
Più che crisi la chiamerei cambio di rotta da un'ortodossia canonizzata e agonizzante.
Certe attività non possono che giovarsene.