Alla fine dell’Ottocento l'Impero del Giappone si aprì al mondo e si modernizzò forzatamente sotto la guida di Mutsuhito, noto anche come Meiji Tenno. Quest’apertura cambiò gli ideali fondamentali dell’antico Giappone e numerosi intellettuali nipponici si sono lasciati convincere, di fronte alla superiorità tecnica dell’Occidente, che c’era dietro questo anche una superiorità razziale. Tra loro c’erano uomini come Takahashi Yoshio, che nel 1884 proclamava che la razza giapponese, per diventare più evoluta, doveva essere mescolata al sangue occidentale e sopratutto inglese, con un programma di procreazione meticcia fino a far sparire certi tratti somatici come gli occhi a mandorla. Questa idea é stata abbandonata solo dopo la conclusione negativa da parte di sedicenti « scienziati » europei: un popolo meticcio poteva solo andare verso la decadenza. Altri, come il politico Mori Arinori, hanno fatto studiare dall’assemblea dell’epoca la possibilità di fare dell’inglese la lingua ufficiale del paese e di far sparire la lingua giapponese (fu però assassinato da un nazionalista). Quest’idea ha ricevuto un inizio di applicazione nelle scuole, a tal punto che all’inizio del XX secolo un candidato all’esame di ammissione all'università non è riuscito a capire un testo in giapponese. Questa politica fu pero abbandonata nel 1890 con la fine della carriera del ministro Kazuo Inoue, il suo maggior sostenitore. Ma cosa avviene se oltre ad essere modernizzato il Giappone prosegue nella sua occidentalizzazione culturale e genetica? Sicuramente non ci sarà la guerra del Pacifico, visto che a questo punto i Giapponesi sono già totalmente americanizzati; c'è la possibilità che il Giappone chieda di diventare uno Stato dell’Unione! È possibile anche che la politica di colonizzazione e di aggressione del Giappone contro la Corea e la Cina sia più forte, perché i Giapponesi si considerano ormai appartenenti ad una razza diversa e superiore. Le conseguenze più gravi sono però per il Giappone stesso: le città dell’arcipelago sono distrutte per essere ricostruite all’occidentale e la scrittura antica é vietata. La politica di mescolanza tra donne giapponesi e marinai occidentali provoca scandalo e vede la creazione di vasti quartieri di prostitute gestite dallo Stato con il Ministero per il Perfezionamento della Razza. Questa politica provocherà senza dubbio una forte reazione nazionalista e una guerra civile tra lo Stato e le campagne che si raggruppano attorno agli antichi clan e ai loro samurai. Questa guerra civile porterà alla distruzione economica del paese che non potrà mai sorgere come potenza coloniale e industrializzata. Inoltre in queste condizioni nascerà una frattura etnica tra gli Anglo-giapponesi delle città, casta superiore della società, e i Giapponesi delle campagne, discriminati a tal punto che certi immigranti nelle città si fanno allargare gli occhi e si mascherano per sembrare più bianchi. Oggi il Giappone sarà uno Stato americano agricolo e portuario diretto da qualche famiglia più occidentalizzata e dove una gran parte della popolazione « all’antica » sarà in condizioni di povertà e controllata con la forza per mantenerla nelle campagne.




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