1 Luglio 2009 da Redazione
Come volevasi dimostrare ancora gli Stati Uniti sono intenzionati ad utilizzare l’America centrale e meridionale come il proprio cortile di casa. Cambiano i presidenti ma le politiche rimangono le stesse, perchè l’èlite dominante rimane la stessa e mentre Obama lancia al popolo bei discorsi in grado di fomentare gli animi, i fatti parlano ben diversamente.
Oltre a essersi dimostrato incapace a tirar fuori la nazione dalla tremenda crisi economica rivelandosi un inetto come il suo predecessore, ha cominciato il nuovo corso per depredare le risorse degli stati deboli del mondo.
Proprio l’altro ieri, il presidente dell’Honduras è stato sequestrato da una falange corrotta dell’esercito nazionale e traslato in Costa Rica, mentre un suo compagno di partito si dichiarava il nuovo presidente. Oltre al presidente Zelaya sono stati temporanemente sequestrati l’ambasciatore venezuelano e quello cubano.
Immediata è stata la risposta di Chavez che minaccia l’intervento diretto nel paese centro-americano per riportare la normalità e restituire la carica al legittimo presidente deposto con un colpo di stato che tutti pensano sia stato orchestrato dagli USA per destabilizzare la regione. Solo che stavolta le canaglie a stelle e strisce dovranno vedersela con la determinazione dei paesi dell’Alba guidata dal venezuelano Chavez con l’ausilio della Bolivia e della Colombia che non sono più disposti a sfamare le mire imperialiste di Washington
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