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    Predefinito Smart defense e rivoluzione di uomini e mezzi: l'Italia apripista della svolta Nato

    Meno F-35 e presto, corsa coi Sukhoi russi

    Smart defense e rivoluzione di uomini e mezzi: l'Italia apripista della svolta Nato


    immagine documento L’avversario si chiama T-50 Pak Fa, il cacciabombardiere stealth invisibile di quinta generazione sviluppato e prodotto in Russia dalla Sukhoi, che dovrebbe entrare in servizio a partire dal 2013 per essere prodotto su larga scala già dal 2015, come annunciato da Putin, e destinato a competere col discusso F-35 Jsf. Ecco la vera ragione per cui sull’F-35 si doveva decidere. E presto. Così, per quel che riguarda il governo italiano, da ieri la discussione s’è chiusa e la decisione è stata presa: l’Italia conferma la sua partecipazione al programma F-35 Jsf ma riduce da 131 a 90 il numero degli aerei da acquistare, con un taglio del 31 per cento.
    Due mesi di studio del dossier da parte di Di Paola, ulteriori messe a punto con la Lockheed Martin per la versione Stovl da imbarcare sulla portaerei Cavour, poi la valutazione del consiglio supremo di difesa presieduto da Napolitano alla vigilia del viaggio di Monti negli Usa. Al rientro, il consiglio dei ministri decide: meno F-35. Ma l’ammiraglio-ministro Di Paola, ancora fresco di citazione di Gramsci, ha voluto attendere ieri per comunicare l’esatta entità della riduzione: di fronte alle commissioni difesa di camera e senato. Un segno di rispetto del parlamento. Tanto apprezzato che dal Palmiro Togliatti detto “il migliore” s’è passati all’«ottimo Di Paola», per usare la testuale espressione della senatrice del Pd Magda Negri.
    Di Paola ha calato l’informativa sugli F-35 nel contesto dell’annuncio dei numeri di una radicale riforma dello strumento militare nazionale che, di fatto, pone l’Italia all’avanguardia e apripista in ambito Nato nella prospettiva di quella smart defense teorizzata dagli Usa in austerity per far fronte alla crisi economica occidentale.
    Più che riforma, quella che investirà la difesa italiana, col pieno coinvolgimento del parlamento attraverso una leggedelega, sarà una vera e propria rivoluzione: nel segno del dipaoliano slogan «più piccolo ma più efficace» per rimettere in carreggiata una macchina militare che stava ormai deragliando per gli scompensi tra costi, struttura e programmi. Riduzioni di 43mila unità, di cui 33mila militari; dismissioni di basi e caserme nella misura del 30 per cento in cinque anni per «contribuire al risanamento»; riduzioni di brigate, di linee di mezzi terrestri e elicotteri per l’esercito; riduzioni di pattugliatori, cacciamine e sommergibili in marina.
    Infine l’aeronautica militare, con il controverso capitolo degli F-35, versante italiano. Già, perché nella storia della Sukhoi, che ha clamorosamente rimontato nella corsa contro il tempo con l’americana Lockheed Martin avvantaggiandosi dei ritardi dell’accidentato progetto Jsf, l’Italia conta solo per una piccola parte: ma conta. Quarto partner del consorzio per l’F-35 Jsf stealth, l’Italia del governo Berlusconi ha in realtà tentennato molto più di quanto non sia apparso, ha preso tempo e furbescamente rinviato a lungo una vera decisione strategica: concorrendo così, con le sue opache esitazioni, a incertezze e ritardi del programma Usa.
    L’anomalo ancoraggio atlantico di Berlusconi (testimoniato anche dalle resistenze nel conflitto di Libia) è stato un altro piccolo tassello dell’inaspettato successo dell’“amico” Putin nella corsa contro gli Usa e contro la Nato: che sull’F-35 impernierà la propria forza aerea del futuro. Una partita delicatissima: perché in cima alla lista dei possibili acquirenti del Sukhoi T-50, prodotto dai russi con l’India, c’è la Cina.

    Francesco Lo Sardo

    http://www.europaquotidiano.it/detta...i_sukhoi_russi
    Ultima modifica di Gdem88; 17-02-12 alle 16:36
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  2. #2
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    Predefinito Re: Smart defense e rivoluzione di uomini e mezzi: l'Italia apripista della svolta Na


    Di Paola "Ridurre i militari di 30mila unità"


    Taglio agli F 35: "Ne acquisteremo solo 90"

    Il ministro alle commissioni congiunte di Senato e Camera illustra le linee della riforma del settore. "Nei prossimi dieci anni il personale dovrà calare del 20 per cento". Diminuito anche il numero dei caccia. Un percorso "doloroso ma necessario". Critica la Rete italiana per il disarmo: "Si finge un cambiamento di rotta che non esiste"
    Lo leggo dopo

    Di Paola "Ridurre i militari di 30mila unità" Taglio agli F 35: "Ne acquisteremo solo 90" Il ministro Giampaolo Di Paola (ansa)

    ROMA - Tagli al settore della difesa, per ottenere una "migliore efficacia operativa". Il ministro Giampaolo Di Paola ha illustrato questa mattina il regime di "dimagrimento" alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera. Che riguarda, prima di tutto, l'organico: oggi ci sono 183mila militari e 30mila civili nella Difesa, ha detto: "Occorre scendere progressivamente verso 150mila militari e 20mila civili, con una riduzione di 43mila unità".

    La Difesa, inoltre, ridurrà da 131 a 90 il numero dei caccia Joint Strike Fighter, i cosiddetti F35, che acquisirà, con un taglio di 41 unità. Riguardo le strutture, l'obiettivo, ha annunciato ancora il ministro, è quello di ridurle del 30 per cento in 5-6 anni". Una misura "che consentirà di contribuire alla ristrutturazione della Difesa e più in generale al risanamento finanziario del Paese".

    Secondo il ministro, nel settore Difesa occorre affrontare una riforma decisiva, in linea con la situazione attuale: "Dobbiamo impostare una incisiva revisione del nostro strumento militare, sostenibile nel tempo e compatibile con le risorse che il Paese e il Parlamento metterà a disposizione", ha spiegato. Riforma, che deve essere ampiamente condivisa, impossibile da realizzare senza dibattito, e con provvedimenti "graduati nel tempo per far fronte alla ineludibile realtà di difficoltà finanziaria nella quale ci troviamo, nonché alle esigenze di sviluppo del settore".

    Nelle
    intenzioni di Di Paola, la Difesa dovrà diminuire il proprio personale del 20 per cento. "Bisogna ridurre lo strumento difesa - ha detto - e ricalibrare il personale. Ridurre il personale e recuperare risorse per l'operatività e gli investimenti". Attualmente lo strumento militare è di 183mila militari e trentamila civili. "Dovremmo progressivamente scendere a 150mila militari e 20mila civili. Cioè 43mila unità in meno, il 20 per cento, rispetto alle dimensione attuale".

    Il ridimensionamento si potrà realizzare attraverso una riduzione degli ingressi calibrata del 20-30 per cento, la mobilità verso altre amministrazioni, trasferimenti al settore civile e applicazione di forme di part-time. I più colpiti saranno i quadri-dirigenti: per ammiragli e generali "ci sarà una riduzione superiore del 30 per cento". Un percorso "doloroso ma inevitabile", secondo il ministro.

    Riguardo al taglio ai cacciabombardieri, Di Paola ha assicurato che la componente aerotattica "è irrinunciabile: ora è assicurata da Tornado, Amx e Av-8B, che nell'arco di 15 anni usciranno per vetustà dalla linea operativa. Saranno sostituiti da Jsf, che è il miglior velivolo in linea di produzione, nei programmi di ben 10 Paesi". L'Italia, ha aggiunto, "ha già investito 2,5 miliardi di euro. Ci eravamo impegnati ad acquistarne 131, ora il riesame del programma ci porta a ritenere perseguibile l'obiettivo di 90 velivoli, un terzo in meno".

    Le nuove linee annunciate da Di Paola non convincono la Rete Italiana per il Disarmo. Le comunicazioni del
    Ministro-Ammiraglio Di Paola alle Commissioni parlamentari sul nuovo Modello di Difesa, "su cui si è discusso ieri in Consiglio dei Ministri e che dovrà ora approdare in Parlamento con un Disegno di legge delega", sono "un nuovo gioco di prestigio per fingere un cambiamento di rotta che nei fatti non esiste. In pratica, la montagna ha partorito il classico topolino", afferma la Rete. La proposta del ministro "di nuovo ha poco o nulla, ma si preannuncia come una operazione di ripulitura con minime sforbiciate in pochi aspetti residuali senza portare un euro reale di risparmio nelle casse dello Stato", sottolinea la Rete.

    Di Paola "Ridurre i militari di 30mila unità" Taglio agli F 35: "Ne acquisteremo solo 90" - Repubblica.it
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  3. #3
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    Predefinito Re: Smart defense e rivoluzione di uomini e mezzi: l'Italia apripista della svolta Na

    Ottimo ! Ridicola invece la chiosa di Europa sul governo Berlusconi traditore dell'atlantismo ma vabbè ...

  4. #4
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    Predefinito Re: Smart defense e rivoluzione di uomini e mezzi: l'Italia apripista della svolta Na

    è la sacrosanta verità

 

 

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