Santa Sede- FSSPX - Inopinate e opinabili dichiarazioni del Card Ricard

Riprendo da Le Forum catholique un articolo pubblicato da la Croix, che riporta dichiarazioni che toglierebbero ogni speranza ad una risposta accogliente della Santa Sede nei confronti delle ultime richieste di Mons. Fellay.
Lo faccio con grande rammarico, ma anche con costernazione e disappunto per la poca serietà di comportamento di un porporato della levatura del card Ricard. E continuo a sperare che le sue dichiarazioni siano solo un gran fuoco di paglia, ad uso dei progressisti francesi e non, in fibrillazione per la possibilità di accordo. In ogni caso esse non sono un documento ufficiale né sembra possano corrispondere esplicitamente alla mens del Papa.
Non posso non notare come la redazione dell'intero testo sia infarcita di elementi poco precisi in riferimento allo svolgersi degli eventi ed in uno stile di totale avversione per la Fraternità, purtroppo fin troppo diffusa.




Il card Ricard conferma il disaccordo di Roma con gli integristi.


Il cardinale francese Jean-Pierre Ricard, venerdì 17 febbraio, ha affermato : esiste una "presa d'atto" del disaccordo tra la Chiesa cattolica e i tradizionalisti della Fraternità di San Pio X, perché si ostinano a rifiutare le "grandi affermazioni" del concilio Vaticano II.

« Ci troviamo in una situazione in cui esiste una "presa d'atto" del disaccordo, non soltanto sull'interpetazione dei passaggi dei testi conciliari ma sul concilio stesso e sul magistero (....) dei papi su un certo numero di "grandi affermazioni" conciliari »: questo il giudizio espresso dal vescovo di Bordeaux, presente a Roma in occasione del Concistoro in cui devono esser creati 22 nuovi cardinali.

In settembre la Santa Sede aveva fatto un gesto verso la Fraternità sacerdotale, separata da Roma dal 1988. Le aveva proposto l'accettazione, nel quadro di un "preambolo dottrinale", di "alcuni principi" in vista del suo ritorno nella comunione con la Chiesa cattolica.

Ma da allora, La Fraternità fondata da mons. Marcel Lefebvre non ha accettato l'offerta, fornendo al Vaticano molti documenti l'ultimo in gennaio, mentre il suo superiore, mons. Bernard Fellay, ed altri responsabili esprimevano pubblicamente il loro grande malcontento.

Mons. Fellay, dopo febbraio, aveva preteso che una reintegrazione sarebbe potuta intervenire solo se il loro risoluto rifiuto del concilio fosse stato accettato da Roma. Il concilio Vaticano II ha riconosciuto la libertà religiosa, il rispetto per le altre confessioni cristiane e le altre religioni, evoluzioni catastrofiche all'occhio dei Lefebvriani. Questo rifiuto "non è accettabile", ha insisitito mons. Ricard, che ha partecipato alla pontificia commissione Ecclesia Dei, incaricata dell'esame del dossier integrista.

"IL PAPA E' ARRIVATO AL MASSIMO"

"Il papa è arrivato al massimo, ha fatto molto per avvicinarsi, per accettare un certo numero di condizioni preliminari. Ma è arrivato il momento in cui egli non può accettare che non soltanto si rifiuti il concilio ma che si manifesti il rifiuto dell'insegnamento dei papi successivi, da Giovanni XXIII fino a Benedetto XVI, del catechismo della Chiesa e il codice di diritto canonico."

Poiché questo codice e questo catechismo "sono l'attuazione per il diritto e per la catechesi dell'insegnamento del concilio", egli ha osservato, "Roma dirà loro: la porta resta sempre aperta, ma questa volta bisogna che siate voi a fare un passo avanti e che riprendiate i contatti", ha dichiarato il cardinale francese.

Chiesa e post concilio: Santa Sede- FSSPX - Inopinate e opinabili dichiarazioni del Card Ricard