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    Predefinito Francia, tutti contro Le Pen

    Elezioni - Unità anti-Fronte Nazionale in un comune del Pas-de-Calais
    Francia, tutti contro Le Pen
    Sarkozy: votate a sinistra
    Anche l'Ump vuole sconfiggere l'estrema destra

    PARIGI — Povero Jean-Marie Le Pen! A ottant'anni passati, alla vigilia del ritiro, il leader del Fronte nazionale si è spinto ad invitare a casa sua tre giornalisti di Libération pur di non essere più considerato l'impresentabile fantasma nero della politica francese. Ma ancora una volta si ritrova contro tutti, in nome della rispettabilità democratica e repubblicana. Succede a Hénin-Beaumont, piccolo e depresso centro del nord industriale — il Pas-de-Calais, tradizionale terra rossa, oggi alle prese con il 19% di disoccupazione e le inquietudini per le ondate migratorie. Domenica si vota per il secondo turno delle municipali e i pronostici danno per certa la vittoria del Fronte nazionale. L'accoppiata Steeve Briois e Marine Le Pen — la figlia quarantenne candidata alla successione di Jean-Marie — ha infatti sbaragliato con il 39,34% dei voti gli avversari presentatisi in ordine sparso: il candidato di una lista progressista (Daniel Duquenne, con il 20%), il candidato ufficiale delle sinistre (17%) e quello dei verdi(8,5%). L'avanzata del Fronte (28% alle municipali dello scorso anno) in una cittadina di ventisettemila abitanti potrebbe essere presa a simbolo delle questioni che turbano non da oggi la Francia: domanda di sicurezza, xenofobia, nazionalismo, paura dell'Europa. Ma Hénin-Beaumont è piuttosto un caso di pesante e giustificata reazione alla corruzione e a un sistema di potere locale. Gérard Dalongeville, il sindaco di questa roccaforte socialista, è stato infatti arrestato per distrazione di fondi pubblici, falso e clientelismo. Una vicenda che ha provocato le elezioni anticipate, con una partecipazione oltre il 60%.

    La disastrosa gestione della municipalità, oggi oberata da dieci milioni di euro di debiti, è stata un regalo per Marine Le Pen, che ha fatto campagna porta a porta e che spera di fare della vittoria di domenica il trampolino di una leadership nazionale non del tutto condivisa da varie componenti del partito. Onestà e trasparenza erano le sue parole d'ordine, al posto della consueta retorica anti immigrati. Considerando un pericolo per la democrazia ogni successo del Fronte nazionale, l'Ump, il partito di centrodestra del presidente Sarkozy, ha lanciato un appello per il candidato delle liste di sinistra. «Dobbiamo fermare Le Pen», ha detto il capogruppo all'Assemblea nazionale, Jean-François Copé. «Il Fronte nazionale può crescere in diverse aree della Francia e abbiamo il dovere di vigilare». Non tutti sono d'accordo: «Fra la corruzione e il Fronte meglio non votare», è una battuta attribuita alla ministra Valérie Pécresse. «È la prova che vogliono difendere un sistema», ironizza Marine Le Pen. Ma è comunque difficile che il sussulto democratico premi una sinistra che non è nemmeno riuscita a mettersi d'accordo su un solo candidato.

    In ogni caso, nel microcosmo di provincia, domenica si replica a parti invertite lo scenario delle presidenziali del 2002, quando socialisti e comunisti proclamarono di votare per Jacques Chirac pur di fermare Jean-Marie Le Pen che aveva ottenuto più di 5 milioni di voti ed aveva eliminato il candidato della sinistra, Lionel Jospin. Fino ad oggi, il partito di Le Pen ha conquistato quattro cittadine del sud nel 1995. Al di là delle aspettative della brillante e combattiva Marine, il Fronte è comunque in declino e il suo tradizionale serbatoio di voti è stato abbondantemente saccheggiato da Sarkozy, il quale ha fatto della sicurezza e della lotta al crimine un tema centrale delle sue compagne elettorali. Ma dai tempi di de Gaulle, il fantasma dell'estrema destra è utile a molti senza far davvero paura a nessuno. In passato, è servito alla rispettabilità della Francia dopo l'esperienza di Vichy. In diverse situazioni ha diviso la destra, favorendo le vittorie della sinistra. All'epoca di Chirac, la sinistra ha ricambiato il favore. Domenica servirà forse alla «salvezza» di un socialismo con mani bucate e casse vuote. mnava@corriere.it

    Massimo Nava
    02 luglio 2009


    http://www.corriere.it/esteri/09_lug...4f02aabc.shtml

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Francia, tutti contro Le Pen

    Molti nemici molto onore. Vai Jean Marie....

 

 

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