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  1. #1
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    Predefinito La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    La vera malattia che piega l’Europa
    di Paul Krugman, da Repubblica, 28 Febbraio 2012


    La situazione in Portogallo è terribile, ora che la disoccupazione vola addirittura oltre il 13 per cento. Ma va anche peggio in Grecia, Irlanda e probabilmente Spagna. Nel suo complesso tutta l´Europa pare scivolare nuovamente nella recessione. Perché l´Europa è diventata il malato dell´economia mondiale? La risposta è nota a tutti. Purtroppo, però, buona parte di ciò che si sa non è attendibile, e le false voci sui guai europei stanno snaturando il nostro dibattito economico. È assai probabile che chi legge un articolo d´opinione riguardante l´Europa – oppure, troppo spesso, una presunta cronaca giornalistica degli avvenimenti – possa imbattersi in una di due possibili interpretazioni, alle quali penso in termini di variante repubblicana e variante tedesca. In verità, nessuna delle due rispecchia la realtà.

    Secondo la versione repubblicana di come stanno le cose – uno dei temi centrali sui quali batte la campagna elettorale di Mitt Romney –, l´Europa si trova nei guai perché ha esagerato nell´aiutare i meno abbienti e i disgraziati, e staremmo quindi assistendo all´agonia del welfare state. Questa versione dei fatti, a proposito, è una delle costanti preferite della destra: già nel 1991, quando la Svezia si angosciò per una crisi delle banche innescata dalla deregulation (vi suona familiare?), il Cato Institute pubblicò un trionfante articolo su come ciò che stava accadendo di fatto confermasse il fallimento dell´intero modello del welfare state.

    Vi ho già detto che la Svezia – che ha ancora oggi un generoso welfare – è al momento una delle migliori performer e ha una crescita economica più dinamica di qualsiasi altra ricca nazione? Ma procediamo con sistematicità: pensiamo alle 15 nazioni europee che usano l´euro (lasciando in disparte Malta e Cipro) e proviamo a classificarle in rapporto alla percentuale di Pil che hanno speso in programmi di assistenza sociale prima della crisi. Le nazioni Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) che oggi sono nei guai spiccano davvero in tale classifica per il fatto di avere uno stato assistenziale insolitamente generoso? Niente affatto. Soltanto l´Italia rientra nelle prime cinque posizioni della classifica, ma anche così il suo welfare state è inferiore a quello della Germania. Ne consegue che i problemi non sono stati causati da grandi welfare.

    Passiamo ora alla versione tedesca, secondo la quale tutto dipende dall´irresponsabilità fiscale. Questa opinione pare adattarsi alla Grecia, ma a nessun altro Paese. L´Italia ha avuto deficit negli anni antecedenti alla crisi, ma erano di poco superiori a quelli tedeschi (l´enorme indebitamento dell´Italia è un´eredità delle irresponsabili politiche di molti anni fa). I deficit del Portogallo erano significativamente inferiori, mentre Spagna e Irlanda in realtà avevano plusvalenze.

    Ah: non dimentichiamo che Paesi non appartenenti alla zona euro sembrano proprio in grado di avere grandi deficit e sostenere un forte indebitamento senza affrontare alcuna crisi. Gran Bretagna e Stati Uniti possono prendere in prestito capitali a un tasso di interesse che si aggira intorno al 2 per cento. Il Giappone – di gran lunga più indebitato di qualsiasi Paese europeo, Grecia inclusa – paga soltanto l´1 per cento. In altre parole, il processo di ellenizzazione del nostro dibattito economico – secondo il quale tra uno o due anni soltanto ci troveremo nella stessa situazione della Grecia – è del tutto sbagliato.

    Che cosa affligge, dunque, l´Europa? La verità è che la questione è in buona parte legata alla moneta. Introducendo una valuta unica senza aver preventivamente creato le istituzioni necessarie a farla funzionare a dovere, l´Europa in realtà ha ricreato i difetti del gold standard, inadeguatezze che rivestirono un ruolo di primo piano nel provocare e far perdurare la Grande Depressione.

    Andando più nello specifico, la creazione dell´euro ha alimentato un falso senso di sicurezza tra gli investitori privati che ha dato briglia sciolta a enormi e insostenibili flussi di capitali nelle nazioni di tutta la periferia europea. In conseguenza di questi flussi, le spese e i prezzi sono aumentati, la produzione ha perso in competitività e le nazioni che nel 1999 avevano a stento raggiunto un equilibrio tra importazioni ed esportazioni hanno iniziato invece a incorrere in ingenti deficit commerciali. Poi la musica si è interrotta.

    Se le nazioni della periferia europea avessero ancora le loro valute potrebbero ricorrere alla svalutazione – e sicuramente lo farebbero – per ripristinare quanto prima la propria competitività. Ma non le hanno più, e ciò significa che sono destinate a un lungo periodo di disoccupazione di massa e a una lenta e faticosa deflazione. Le loro crisi debitorie sono per lo più un effetto collaterale di questa triste prospettiva, perché le economie depresse portano a deficit di budget e la deflazione aumenta l´incidenza del debito.

    Diciamo pure che comprendere la natura dei guai europei offre agli europei stessi benefici soltanto assai limitati. Alle nazioni colpite, in particolare, non resta granché al di là di scelte difficili: o soffrono le pene della deflazione oppure prendono la drastica decisione di abbandonare l´euro, il che non sarà praticabile da un punto di vista politico fino a quando – o a meno che – ogni altra cosa non avrà fallito (punto verso il quale pare che si stia avvicinando la Grecia). La Germania potrebbe dare una mano facendo dietrofront rispetto alle sue stesse politiche di austerità e accettando un´inflazione più alta, ma non lo farà.

    Per il resto di noi, tuttavia, capire bene come stanno le cose in Europa fa una bella differenza, in quanto circolano su di essa false teorie utilizzate per spingere avanti politiche che potrebbero rivelarsi aggressive, distruttive o entrambe le cose. La prossima volta che sentirete qualcuno invocare l´esempio dell´Europa per chiedere di far piazza pulita delle nostre reti di sicurezza sociale o per tagliare la spesa a fronte di un´economia gravemente depressa, ricordate di tenere bene a mente che non ha idea alcuna di ciò di cui sta parlando.

    (29 febbraio 2012)

    La vera malattia che piega l’Europa - micromega-online - micromega

  2. #2
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    T.S.O.
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  3. #3
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    Si conferma che i banchieri vedono nel gold standard un pericolo da scongiurare e nel welfare di stato un importante strumento per le loro rapine.
    Tutto regolare, niente di strano in questo articolo.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  4. #4
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    Riassumendo il problema non è che si spende troppo, ma è che non ti danno abbastanza.

    Malati mentali.
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  5. #5
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    [QUOTE=dedelind;2866805]La vera malattia che piega l’Europa
    di Paul Krugman, da Repubblica, 28 Febbraio 2012


    ... La prossima volta che sentirete qualcuno invocare l´esempio dell´Europa per chiedere di far piazza pulita delle nostre reti di sicurezza sociale o per tagliare la spesa a fronte di un´economia gravemente depressa, ricordate di tenere bene a mente che non ha idea alcuna di ciò di cui sta parlando.

    Grazie del suggerimento, personalmente l'ho già capito e lo tengo sempre ben a mente.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  6. #6
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    quello che è accaduto con la globalizzazione è che si è pensato di mettere in competizione economica paesi con elevati stipendi, diritti sindicali e protezioni sociali ottenute in secoli di lotta con paesi dove sono violati i diritti umani fondamentali e le paghe sono appunto da terzo mondo...il messaggio che i globalizzatori vogliono far passare è che per essere competitivi con gli asiatici dobbiamo accettare un peggioramento delle nostre condizioni di vita a livelli asiatici, ovvero fino a quando non ci sarà più differenza nel produrre in occidente o in asia (e qualcuno si illude che a quel punto il know how svenduto torni indietro?)...quello che dobbiamo fare è invece esportare il nostro superiore modello in tutto il mondo, asia inclusa, e non rinunciare alle nostre conquiste per arricchire a dismisure una elite sempre più ristretta di persone

  7. #7
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    Invece di riversare liquidità all'1% per le banche private, garantendogli guadagni assicurati, sarebbe più saggio per l'Europa modificare il trattato di Lisbona e far finanziare direttamente dalla BCE i debiti pubblici. Già con questo semplice annuncio lo spread crollerebbe.
    L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene

  8. #8
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    Invece di riversare liquidità all'1% per le banche private, garantendogli guadagni assicurati, sarebbe più saggio per l'Europa modificare il trattato di Lisbona e far finanziare direttamente dalla BCE i debiti pubblici. Già con questo semplice annuncio lo spread crollerebbe.
    Draghi fa quel che può, non ci fosse stato lui ma un altro Tricheco alla BCE saremmo di nuovo in recessione tecnica.
    Sono sicuro che se potesse farebbe come Bernanke, far comprare i tds ad un tasso molto ridotto e cosi stimolare una corrispondente crescita, senza creazione di inflazione, come avviene in USA ma qui son tutti più furbi, specie la troiona...
    e intanto la speculazione gongola lucrando interessi da usura...
    eh ma gli europei son più furbi degli americani eh come no...:testone:


    la plutocrazia regna più in Europa che in America, sembra paradossale ma è cosi.
    Ultima modifica di Robert; 02-03-12 alle 20:49
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  9. #9
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    Invece di riversare liquidità all'1% per le banche private, garantendogli guadagni assicurati, sarebbe più saggio per l'Europa modificare il trattato di Lisbona e far finanziare direttamente dalla BCE i debiti pubblici. Già con questo semplice annuncio lo spread crollerebbe.
    Si, ma prima glielo metti un limite al debito che ogni stato può emettere ?
    Perchè senza il limite dopo trenta secondi avrai la fila di camion pieni di bot sotto casa.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  10. #10
    SOVRANISTA ISRAELIANO
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    Predefinito Re: La vera malattia che piega l’Europa non è il welfare state

    Col fiscal compact siamo già a posto, riduzione di 1/20 ogni anno per 20 anni finchè non arriviamo ad un rapporto debito/PIL del 60% e in più pareggio di bilancio.

    E' già stato tutto firmato, peccato solo che Monti non abbia chiesto niente in cambio tipo riforma BCE alla FED o €bonds...
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

 

 
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