
Originariamente Scritto da
Max69
Nuovi sviluppi dall'inchiesta in cui è coinvolto il presidente del consiglio regionale Boni
e da quella che aveva portato in carcere il pdl Nicoli Cristiani: un unico filone corruttivo
Dalle indagini sul giro di tangenti lombardi in cui è indagato il presidente del consiglio regionale Davide Boni e da quelle in cui è accusato, sempre di corruzione, l'ex assessore Franco Nicoli Cristiani, emergerebbe, a quanto si è appreso, un sistema Pdl-Lega.
In un recente interrogatorio, Nicoli Cristiani avrebbe fornito agli inquirenti elementi che fanno ipotizzare l'esistenza di un meccanismo di corruzione simile nei due partiti e addirittura una presunta rete di rapporti tra assessori.
Gli imprenditori che chiedevano favori per velocizzare pratiche relative a progetti di edilizia commerciale e residenziale, viene fatto notare negli ambienti investigativi, dovevano rivolgersi a diversi assessorati per ottenere una corsia preferenziale.
Parte delle mazzette che sarebbero state promesse o incassate da Boni e dal suo collaboratore Dario Ghezzi sarebbero state utilizzate per iniziative elettorali fra il 2008 e il 2010.
E' quanto ipotizza la Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta. In particolare, le mazzette sarebbero state utilizzate per iniziative a Cassano d'Adda. Cassano è il comune da dove è nata la prima indagine e da dove poi, grazie alle dichiarazioni a verbale di Michele Ugliola, architetto già coinvolto in Mani pulite, è nato il nuovo troncone di inchiesta. Oltre a Boni ci sono una decina di politici locali indagati: esponenti non solo della Lega Nord, ma anche del Pdl. E fra gli imprenditori ci sarebbero una decina di indagati.
Fra i progetti al vaglio del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini figurano anche una parte del piano relativo all'area Santa Giulia (poi Marconi 2000), ex Falck e Pioltello. L'ipotesi degli inquirenti è che l'architetto Michele Ugliola mediasse fra imprenditori e politici per poi ottenere lui stesso l'incarico per la progettazione. Fra gli indagati figura anche un'avvocatessa che avrebbe incassato soldi illeciti attraverso finte consulenze. La somma complessiva delle tangenti date o promesse è di circa un milione 600mila euro. I vertici regionali della Lega, secondo l'ipotesi d'accusa, sarebbero stati consapevoli della natura illecita dei finanziamenti che venivano utilizzati per i finanziamenti elettorali.
Parte delle mazzette che sarebbero state promesse o incassate da Boni e dal suo collaboratore Dario Ghezzi sarebbero state utilizzate per iniziative elettorali fra il 2008 e il 2010. E' quanto ipotizza la Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta. In particolare, le mazzette sarebbero state utilizzate per iniziative a Cassano d'Adda. Cassano è il comune da dove è nata la prima indagine e da dove poi, grazie alle dichiarazioni a verbale di Michele Ugliola, architetto già coinvolto in Mani pulite, è nato il nuovo troncone di inchiesta. Oltre a Boni ci sono una decina di politici locali indagati: esponenti non solo della Lega Nord, ma anche del Pdl. E fra gli imprenditori ci sarebbero una decina di indagati.
Fra i progetti al vaglio del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini figurano anche una parte del piano relativo all'area Santa Giulia (poi Marconi 2000), ex Falck e Pioltello. L'ipotesi degli inquirenti è che l'architetto Michele Ugliola mediasse fra imprenditori e politici per poi ottenere lui stesso l'incarico per la progettazione. Fra gli indagati figura anche un'avvocatessa che avrebbe incassato soldi illeciti attraverso finte consulenze. La somma complessiva delle tangenti date o promesse è di circa un milione 600mila euro. I vertici regionali della Lega, secondo l'ipotesi d'accusa, sarebbero stati consapevoli della natura illecita dei finanziamenti che venivano utilizzati per i finanziamenti elettorali.
Tangenti lombarde, l'ombra di un sistema Pdl-Lega Nord - Milano - Repubblica.it